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Axevyper - Metal Crossfire
Scritto da Francesco Campatelli   
Lunedì 13 Febbraio 2012 10:00
Axevyper - Metal CrossfireC'è poco da fare, quando nasci con l'heavy metal nel sangue non puoi far altro che diventare più forte e capace di scrivere canzoni che possano il più possibile portarti a un livello di qualità elevato. Ed è proprio questo ciò che accade agli Axevyper: se il primo disco infatti era già una più che valida prova di heavy metal fatto col cuore e la passione - seppur in maniera derivativa -, con 'Metal Crossfire' la giovane band toscana dimostra una maturità non indifferente, sfornando un disco in cui, pur rimanendo qua e là una certa componente derivativa, ricopre quest'ultima un ruolo marginale nell'intelaiatura dell'album, lasciando che la voce grossa la faccia il senso di personalità che gli Axevyper si sono sforzati di dare in questa sede alla propria musica.

Il disco si apre con la solenne strumentale intro in vecchio stile Manowar "Stigianuclear War", inizialmente allusiva al primo pezzo vero e proprio che arriva con tutta la sua arroganza a stelle e strisce. È "Crossfire", bordata in tempi sparati che colpisce direttamente nella faccia l'ascoltatore con una dose di potenti riffs e con una serie di drum hits elargiti dal nuovo membro Andrea Torrini su cui emerge l'acuta e inconfondibile ugola di Luca "Fils" Cicero, sempre pronto a non risparmiarsi le cavità polmonari quando c'è da lottare per la causa dell'Heavy Metal. Un Fils che continua a trionfare sull'intimidatoria "Reign of Terror", dove i ritmi serrati sono i padroni incontrastati, legittimati dalle rabbiose chitarre di Guido Tiberi e Damiano Michetti poggianti sullo stabile basamento ritmico sospinto a forte tensione da Torrini e Andrea Tognetti. La folle corsa del Lizard continua senza soste nella sua lotta a fianco delle giovani armate italiane sentendosi perfino eroe per una notte nella robusta "Heroes for One Night", sostenuta anch'essa da un impenetrabile muro sonoro su cui la voce di Fils svolge un lavoro egregio, inizialmente diretto e aggressivo che va successivamente aprendosi in uno stacco più ritmato e melodico in cui trova spazio l'assolo di rito, riprendendolo successivamente nella parte finale, sfumata da un ulteriore ultimo sussulto chitarristico. Aria di tempesta si staglia all'orizzonte ai primi bagliori di "Agents of Chaos", il cui motivo iniziale fa eco a qualcosa di Priestiano seguito da un' esplosione di spietatezza intenzionalmente vicina ad acts come Helstar, Vicious Rumors, Seven Witches, Agent Steel e gli stessi Priest dell'epoca 'Painkiller', in cui tutto risulta maledettamente malvagio e pronto a scatenare il più selvaggio headbaging persino restando seduti sulla sedia; da cardiopalma il pentagramma diabolico della song, in cui tutta la band si prodiga a dare battaglia alzando una coltre fumosa davanti a sé e mettendo in crisi i sismografi dell'intero pianeta. "On Wings of Glory" si erge dall'alto del colle dell'epicità del suo refrain distribuito su una portata ricca di elementi melodici che fanno la felicità dei defenders più incalliti, i quali apprezzeranno anche lo stacco solistico al centro della song intenzionalmente maideniano ma mai ruffiano. In "Metal Tormentor" la band si riaccosta agli elementi dello speed americano e a sonorità per niente banali, qualità che contraddistingue questa seconda fatica del giovane act; i duelli di soli tra Tiberi e Michetti si dimostrano anche in questo caso sollazzi ideali per i timpani degli appassionati, decisamente coinvolgenti e capaci di svegliare negli ascoltatori la voglia malsana di far volare oggetti a destra e a sinistra per l'energia profusa. In "Victims of Tomorrow" gli Axevyper si cimentano per la prima volta nell'affrontare una riflessione analitica di un determinato periodo storico dello scorso secolo, visto con gli occhi di persone che vivono in un mondo senza più ideali e speranze, fotografando questi due fattori nelle due anime sonore della song, in un misto di rabbia e malinconia segnate musicalmente da arie di derivazione maideniana, che pur non denotando una brillante personalità come sentito in precedenza riescono lo stesso a dare un coinvolgimento giusto per ricercare quegli stimoli adatti a gradire certe soluzioni, in barba all'originalità voluta a tutti i costi che spesso significa scendere a compromessi che nell'heavy metal sono decisamente rigettati. E proprio a coloro che non cercano miscugli di sorta nella musica è dedicata idealmente la conclusiva "March of Metal Rockers", inno a tutti quelli che anche nel 2012 non hanno paura di urlare il proprio orgoglio in pelle e borchie, la colonna sonora che crea il punto di incontro tra due band tra le più classiche del pianeta, ossia gli stessi Maiden di "Strange in a Strange Land" e i Running Wild di "Chains and Leather", dalle cui influenze nasce questa sorellina tricolore che può benissimo apparire alla pari delle più blasonate fonti di ispirazione sopra citate, con buona pace dei faccendieri del buisness e degli esterofili che sbattono come sempre la porta in faccia al metal italiano.

Qui si conclude l'avventura di 'Metal Crossfire', album che colma di gran lunga la distanza che stava tra gli Axevyper del debut album e la ricerca di una certa personalità di intenti del secondo full-length che viene senz'altro raggiunta per un buon 80%. Degna di nota anche la cura grafica del booklet interno, ispirato anch'esso ai tratteggi delle copertine degli anni Ottanta ma con un tocco particolare che lo differenzia dalla marea di libretti sparsi in giro, così come abbinare gli emblemi del passato con quelli dei tempi più moderni si rivela una scelta che ha un preciso significato. Si può fare Heavy Metal di una volta col cuore, la passione e con la capacità di saperlo fare bene anche nei tempi attuali: gli Axevyper ne sono la testimonianza più lampante.



Tracklist:
1 - Stygianuclear War (intro) - 2:50
2 - Crossfire - 3:50
3 - Reign of Terror - 4:47
4 - Heroes for One Night - 6:06
5 - Agents of Chaos - 3:14
6 - On Wings of Glory - 5:16
7 - Metal Tormentor - 5:14
8 - Victims of Tomorrow - 8:07
9 - March of Metal Rockers - 5:29
Formazione:
Luca "Fils" Cicero - voce
Guido Tiberi - chitarra
Damiano "La Favola" Michetti - chitarra
Andrea "Pandò" Tognetti - basso
Andrea Torrini - batteria


 

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