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Graal - Legends Never Die
Scritto da Gabriele Nunziante   
Mercoledì 29 Giugno 2011 09:00
Graal - Legends Never DieLe leggende, soprattutto quelle musicali, non muoiono mai, o altrimenti oggi non saremmo qui ancora a considerare e in certi casi idolatrare quei tanti gruppi che dagli anni '70 hanno posto le basi della "musica dura". Deep Purple, Uriah Heep, Led Zeppelin, Kansas e tanti altri rivivono oggi nella musica dei romani Graal, giunti con 'Legends Never Die' alla loro terza fatica discografica in sei anni.

Sono proprio le influenze anni '70, quel progressive/hard rock che inizia a diventare sempre più duro, a fare da sfondo a questo gruppo, determinato a portare avanti quel discorso musicale che in quarant'anni, nonostante alti e bassi, è ancora qui più vivo che mai. E il pregio dei Graal è di riproporre quelle sonorità tipiche, senza magari inventare molto di nuovo, ma risultando tuttavia credibili e mettendo in 'Legends...' un lotto di canzoni che figurerebbero bene in dischi di nomi ben più blasonati e conosciuti all'interno di questo panorama. È ancora una volta la BloodRock Records, con la complicità della Black Widow, a credere nel gruppo romano e a mettere così a segno nel 2011 questa ottima uscita: i Graal, che hanno visto il solo nuovo innesto del batterista Alex Giuliani, si rivelano ottimamente preparati musicalmente e aiutati da una produzione all'altezza, che fa di questo album un must have del genere.

Entrando nello specifico, è la strumentale "Il ballo di Caterina" ad aprirci le porte di 'Legends Never Die', brano che con la sua chitarra acustica dal sapore classico ci introduce direttamente a "Gods of War", pezzo di punta dell'album. Il flavour tutto dell'hard americano, fra hammond e chitarre ruggenti, cesellato da grandi parti vocali del sempre ottimo Andrea Ciccomartino, fino agli intrecci strumentali degni di questo genere: ai Graal non manca nulla e lo mettono bene in mostra fin da subito. Echi di Uriah Heep in "Maybe Tomorrow, Maybe One Day", brano dal forte appeal e ricco di effetti, più easy "Keep On Movin'", rock dalle tinte blues capace di tirare in ballo anche le scorribande strumentali del duo Blackmore-Lord. Delicata e introspettiva "Across this Land", brano che già dall'intro di flauto ci mostra dei Graal ottimi anche in atmosfere più rilassate e acustiche, atmosfere riprese nella strumentale "The Sky Over Dublin (to Mirima)", traccia in cui le chitarre di Ciccomartino e Zagarese si mettono in bella mostra citando Eric Jonhson. Ad alto voltaggio le successive "Stickin' With You" e "I'll Find a Way", brani che pur meno ricercati si rivelano un bell'intermezzo in vista del grande finale. Con "Time to Die" i Graal rinnovano la propria ricerca di un sound personale, un brano stop 'n go ragionato e dalle sempre valide parti strumentali, mentre "Ocean's Tides" è la traccia più particolare del lotto, pervasa da una vena più moderna dettata dagli effetti di tastiera. "Stay" parte malinconica con il suo intro di organo, rivelandosi ben presto uno dei brani più interessanti dell'album, ricca di melodie e un bel refrain, mentre la conclusiva "Winter Song", senza spezzare questa atmosfera più personale, va a mettere la parola fine a 'Legends Never Die'.

Pubblicato nella classica doppia versione vinile e cd digipak, quest'ultima fatica dei Graal è un vero trionfo per il gruppo romano: l'hard rock di classe, con un occhio di riguardo per le musiche e testi sempre ispirati, rivive nei soldi di 'Legends...'. Un album sicuramente consigliato e il cui ascolto è rivolto anche a coloro che vorrebbero avvicinarsi al genere o al gruppo.

 


Tracklist:
1 - Il ballo di Caterina - 0:55
2 - Gods of War - 4:45
3 - Maybe Tomorrow, Maybe One Day - 5:05
4 - Keep On Movin' - 4:20
5 - Across this Land - 3:12
6 - The Sky Over Dublin (to Mirima) - 4:51
7 - Stickin' With You - 4:33
8 - I'll Find a Way - 5:02
9 - Time to Die - 5:48
10 - Ocean's Tides - 5:43
11 - Stay - 5:51
12 - Winter Song - 3:52
Formazione:
Andrea Ciccomartino - voce, chitarra
Francesco Zagarese - chitarra
Danilo Petrelli - tastiere
Michele Raspanti - basso
Alex Giuliani - batteria

Guest:
Massimo Alimandi - flauto (traccia 5)

 

 

Commenti 

 
# Daniele Zago 2011-07-01 11:46
Subito nella lista di dischi da acquistare!
 
 
# Hammeron 2011-07-05 13:22
Gran bella band!
 

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