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Wicked Machine - Wicked Machine
Scritto da Gabriele Nunziante   
Mercoledì 23 Marzo 2011 10:00
Wicked Machine - Wicked MachineL'underground italiano non smette mai di sorprendere: debuttano nei primi mesi del 2011 questi Wicked Machine, band attiva da non più di tre anni e che ha già trovato un solido partner nella My Graveyard Productions, etichetta che gli permette di pubblicare l'omonimo album. Una sorpresa perché, al di là del fatto che il gruppo in questi tre anni si sia mosso nel più profondo underground (con probabilmente anche pochissime date live), 'Wiked Machine' è un album a dir poco ottimo, capace di fondere elementi tipicamente hard rock all'heavy metal più classico, il tutto con un tocco estremamente personale che permette al gruppo di rendersi fin da subito riconoscibile all'interno di un panorama così sovraffollato.

Un po' di storia: i Wicked Machine nascono nel 2008 da un'idea di Steve Zambelli, chitarrista bergamasco che decide di realizzare, con l'aiuto di un cantante bresciano conosciuto su internet, un nuovo progetto dedito alla composizione di brani propri. Dopo una serie di cambi di formazione, in cui vediamo l'uscita di questo cantante e l'ingresso di Manuel Gatti al basso e Simone Oldofredi alla batteria (entrambi nei bresciani Dogs'n'Bones), la line-up si conclude con l'arruolamento di un nome storico della scena italiana, ovvero quell'Alberto Ragozza già vocalist nei Love Machine. Con l'ingresso dietro al microfono di Alberto i Wicked Machine sono pronti ad entrare ai VK Studio di Brescia, dove fra il 2009 e il 2010 viene registrato questo album di debutto. Completata la cura dell'artwork (il drago in copertina è disegnato dal fumettista Francesco Biagini) e trovata nella My Graveyard (già etichetta per i due lavori dei Dogs'n'Bones, fra le altre cose) l'intesa per la sua pubblicazione, a fine febbraio esce sul mercato questo 'Wicked Machine'.

Come detto in apertura lo stile dei nostri si rifà essenzialmente a un hard rock molto tirato, spesso sforando verso l'heavy metal più classico, il tutto condito da elementi innovativi ora derivanti dal progressive, ora con momenti più melodici e altri più tirati. Su tutto spicca la professionalità dei componenti del gruppo, a partire proprio da Steve Zambelli, autore di alcuni ottimi assoli tanto quanto di belle parti ritmiche, e di un sempre valido Alberto Ragozza, capace di dare un ulteriore tocco di originalità ai Wicked Machine grazie a una voce potente ma raffinata, una classe rintracciabile solo in pochi vocalist. L'album nel suo insieme risulta molto vario: si passa da brani molto particolari come l'opener "F.Y.I.A.D.", vera esplosione dalle varie influenze e un refrain tanto atipico quanto riconoscibile, all'hard rock più classico di una "Butterflies in the Stomach", fino a punte quasi devote a certo class metal di una "Broken Mirrors" o "I'll Bury your Screams", nelle quali spunta anche l'uso dell'hammond capace di dare un tocco unico a questi brani. Hard rock a grande voltaggio anche per "New Man" e "69", canzoni che staccano un po' la tensione poiché meno impegnate di quanto fin qui fatto, godibili nella loro presenza ma che non aggiungono molto al platter. Si va sulla ballad con "I'll Be There", sostenuta dal pianoforte di Osvaldo Tagliani e dal sempre ottimo Alberto Ragozza, mentre "Raw 'n True" alza alla grande il tiro grazie a uno splendido refrain melodico. "Rock Light" è hard rock a tutto spiano che dà carta bianca a un Ragozza scatenato e alla ricerca di un Brian Johnson d'annata, "Love Action" rallenta il voltaggio pur rimanendo legata ad atmosfere rockeggianti, mentre "Rain" rimette tutto in discussione aprendo a tante influenze in uno splendido brano che ci mostra ancora una volta la genialità dei Wicked Machine. Si arriva alla fine e troviamo la cover che non ci aspetteremmo mai: i Wicked Machine riprendono in mano "The Trooper", la riarrangiano completamente in acustico e ne fanno venire fuori una ballad (sì, avete letto bene) che Harris e soci non si sarebbero mai immaginati. Un plauso a una scelta del genere per un brano immortale come questo e che, se riproposto nella sua veste originale, difficilmente avrebbe potuto darci le stesse emozioni.

In definitiva un debutto ottimo per questa nuova band: l'underground spesso ci riserva piacevoli sorprese, soprattutto se parliamo di artisti con alle spalle anni e anni di esperienza, e questi Wicked Machine non fanno eccezione. Per gli ascoltatori dei generi sopra citati, ma anche per coloro che cercano un tocco di innovazione e personalità pur rimanendo fedeli a certi percorsi musicali, questo è un disco che può fare sicuramente per sé. Ora, come sempre quando si parla di giovani formazioni, il palco è il prossimo obiettivo per capire completamente la preparazione della band.

 


Tracklist:
1 - Sirrush the Return (intro) - 1:18
2 - F.Y.A.D. - 4:09
3 - Broken Mirrors - 3:56
4 - Butterflies in the Stomach - 3:04
5 - I'll Bury your Screams - 3:56
6 - New Man - 2:53
7 - 69 - 4:17
8 - I'll Be There - 4:43
9 - Raw 'n True - 4:18
10 - Rock Light - 4:27
11 - Love Action - 4:16
12 - Rain - 4:51
13 - Shiva (outro) - 1:26
14 - Take My Life (The Trooper) (Iron Maiden cover) - 4:55
Formazione:
Alberto "Drago" Ragozza - voce
Steve Zambelli - chitarra
Manuel Gatti - basso, tastiere (traccia 14)
Simone Oldofredi - batteria

Guest:
Dario Mollo - chitarra (traccia 6)
Andrea "Dr.Rock" Tinnirello - chitarra (tracce 7, 10)
Guido Minelli - hammond (tracce 3, 5, 8, 9, 11, 12)
Osvaldo Tagliani - pianoforte, tastiere (traccia 8)
Elvira Ciochetto - voce secondaria (traccia 5, 11, 13)
Renato Forza - voce secondaria (traccia 5)
Roberto Negrini - voce secondaria (traccia 11)

 

 

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