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Centvrion - Invulnerable
Scritto da Francesco Campatelli   
Venerdì 18 Marzo 2011 10:00
Centvrion - InvulnerableLa Terra torna a tremare sotto le impavide gesta dei Centvrion, resuscitati dal passato per tornare a ristabilire l’ordine e la pax romana nel 2000, capaci di infliggere un’altra sonora sconfitta al genere umano moderno con la sua daga 'Invulnerable', suprema prova di forza che gli emissari marchigiani dell’Impero Romano consegnano alla storia come nuova sfida alle ingerenze della società odierna.

Fatti di nuovo i conti con quello che si rivela essere il loro tallone d’Achille, ovvero la sezione ritmica che regala ai Centvrion la prerogativa di presentarsi al pubblico per ogni nuovo disco con una line-up diversa, con l’innesto di Gianluca Mandolesi al basso (ex Scala Mercalli) a sostituire il defezionario Massimiliano Ricci, i Centvrion non perdono un grammo della loro potenza esecutiva e compositiva. Anche se qualcosa di diverso si può notare già dalla copertina senza il caratteristico Centurione armato, nulla cambia nel sound già nell’intro, dove martelli di fabbrica fanno da preludio a un esplosione di gloria e magniloquenza con la sconquassante "Virtus". Seguita a ruota dall’accelerata "Man of Tradition", chiaro riferimento alla perfezione e all’esempio degli uomini di un tempo che fu, con uno strabiliante Germano Quintabà sugli scudi supportato dai riffs intimidatori delle pachidermiche chitarre dei Monti Brothers, Fabio e Luciano, che come sempre deflagrano e riducono in briciole malcapitati padiglioni auricolari come i miei. Non meno devastante la successiva "Procreation to High", deliziata da minacciosi cori e un agguerrito Germano che dà sfogo alla sua massima espressività vocale che ne fa uno dei migliori vocalist italiani di sempre. Ma la vera apoteosi viene raggiunta nell’oscura e ultrapesante title track, in rappresentanza dell’invincibilità dell’acciaio romano e dei suoi valorosi soldati: anche qui a duellare sono il songwriting monolitico e i cori sporchi ma accattivanti, tipici di quelle band degli anni '80 che non si perdevano troppo dietro alla perfezione di esecuzione ma all’azione decisa. Per sciogliere momentaneamente le righe ci pensa la semi-ballad "Standing on the Ruins" che apre a una strana "New Freedom" che personalmente ritengo un piccolo passo falso, non riuscendo a intuire se l’intento era quello di rendere il pezzo sui canoni più classici su cui si snoda il disco o se dargli un piglio più moderno, un po' come chiedersi se 'Jugulator' è un disco dei Judas Priest o dei Pantera. Fortunatamente questo incidente di percorso viene soppresso dalla ripresa in pompa magna del più classic style che continua in "Riding the Tiger", dove intimidazioni marziali e influenze priestiane diventano tutt’uno, con doppia cassa a fare da cornice alla follia militare dei cinque legionari ribelli che si congedano momentaneamente dalle battaglie regalando l’ultimo saluto con la commovente "Trascendence".

'Invulnerabile' è la definitiva consacrazione dei Centvrion a veri eredi della scuola di imperterriti guerrieri aperta anni fa nella nostra penisola dalle icone del metal italiano, il disco che li pone nella posizione di paladini del metal classico italiano e che dà loro la non facilmente raggiungibile posizione di non essere etichettati subito come "gruppo italiano" né al primo né al secondo né a nessun ascolto, cosa che viene pagata al contrario da connazionali che immeritatamente vengono definiti motori trainanti del metal italiano odierno. Un disco che li farà definitivamente esplodere nell’Olimpo del Metal? Spero di raccontarvi questa storia il prima possibile.

 


Tracklist:
1 - The Forge (Intro) - 0:42
2 - Virtus - 4:53
3 - Man of Tradition - 5:31
4 - Procreation to High - 5:35
5 - Invulnerable - 4:30
6 - Standing on the Ruins (The Doctrine of Revival) - 5:04
7 - New Freedom - 4:10
8 - Eternal Return - 5:09
9 - Riding the Tiger - 4:45
10 - Soul Deliverance - 4:42
11 - Transcendence - 4:31
Formazione:
Germano Quintabà - voce
Fabio Monti - chitarra
Luciano Monti - chitarra
Andrea Mandolesi - basso
Emanuele Beccacece - batteria

 

 

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