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Ruler
Lunedì 06 Gennaio 2014 09:00
RulerIl ritorno sulle scene con il loro secondo album, 'Rise to Power', è l'occasione per scambiare quattro chiacchiere con i Ruler, giovane formazione milanese che negli ultimi anni si è fatta notare dagli appassionati di heavy metal classico, tanto per i lavori in studio quanto per una serie di riuscite date live. Mattia Baldoni, chitarrista e principale compositore della band, ci racconta il nuovo disco, chi sono veramente i Ruler, le tante date live all'estero e in Italia e qualche anticipazione sul futuro prossimo della band. Buona lettura.

Ciao Mattia, ben arrivato su Italian Metal. Iniziamo subito da 'Rise to Power': è uscito già da qualche mese, come vi sembra sia stato accolto dal pubblico?
Ciao a tutto lo staff e i lettori! Per cominciare vorrei ringraziarti per l’intervista e la possibilità di comparire su uno dei migliori portali italiani. Dunque, fino a questo momento il disco sta andando alla grande! Diciamo che a livello di recensioni stiamo "ingranando" solo in questo periodo, ovvero sensibilmente in ritardo rispetto al disco precedente ma fa lo stesso: vendite, recensioni e pareri sono estremamente positivi!

Ruler'Rise to Power' è il vostro secondo disco: cosa è cambiato, se è cambiato qualcosa, da quando nel 2012 debuttavate con 'Evil Nightmares'? Pensate che questo nuovo capitolo segni una maturazione della band, un nuovo percorso, oppure sia semplicemente una continuazione sulle stesse coordinate?
Direi entrambe le cose. I principi sono sempre quelli: devozione assoluta l’HM inglese e mitteleuropeo, ma trovo i nuovi pezzi più fluidi nella struttura e più maturi in generale. Anche esecuzione e suoni sono innegabilmente di livello superiore rispetto a 'Evil Nightmares'. Quindi possiamo dire che l’idea di base e la scintilla che innesca tutto è la stessa ma la "macchina" è in continua elaborazione e messa a punto!

Nelle due recensioni dei vostri dischi mi sono trovato a indicare spesso la NWOBHM come eterna ispiratrice del vostro sound, ora che ho l'occasione di intervistarvi lascio a voi la parola: quali sono le scene e i gruppi che più vi hanno influenzato nella vostra attività come Ruler?
Sicuramente la scuola inglese, per tanti punti di vista! Il nostro suono è parecchio "britannico" e questo è una conseguenza figlia dei miei/nostri ascolti. L’HM inglese piace a tutti e quattro, soprattutto a me che sono poi il compositore, quindi il nostro sound non è in nessun modo ricercato. Semplicemente mi viene naturale scrivere in quel modo! In generale poi ti posso dire che la storia della NWOBHM è splendida, quasi da film direi. Noi ci rivediamo molto in quei ragazzi che avevano i nostri stessi problemi e le nostre stesse speranze, e la nostra attitudine di metallari si rifà assolutamente alla genuinità e alla convinzione dei pionieri inglesi. Ovviamente non ci nutriamo solo di quello e i nostri ascolti comprendono tutto l’HM europeo, il Prog e l’Hard Rock anni ’70, AOR, Hard ‘n’ Heavy e Heavy Metal americano.

Il fatto di riproporre certe sonorità è una forma di tributo al periodo, una sorta di devozione o cosa? Pensate che nel 2013 ci sia ancora voglia di riascoltare queste sonorità così classiche?
Come ti accennavo nella domanda precedente la nostra ispirazione musicale parte da un presupposto attitudinale, quindi tutto nasce in maniera molto spontanea e naturale. Suoniamo quello che ascoltiamo e amiamo di più! Guarda, le sonorità classiche sono le uniche che personalmente concepiamo, quindi speriamo l’interesse in quello che facciamo noi e tanti altri rimanga sempre vivo. Credo di sì comunque, a giudicare dal numero in crescendo di band che si rifanno a certe sonorità, festival HM con più che ottima affluenza, ristampe, ecc..!

I vostri testi sono sempre molto particolari, spesso legati anche a vicende storiche: come mai questa scelta e da cosa prendete ispirazione per la loro stesura? La nascita dei brani è contestuale alle lyrics oppure queste vengono aggiunte in un secondo momento?
Sono contento che tu mi faccia questa domanda: ho notato che in generale l’interesse per i testi sta scemando un po’ e non capisco perché. La storia ci appassiona molto, in particolare Daniele ("DFV" Valentini, cantante della band - ndr) è un vero e proprio cultore, e siamo fermamente convinti che l’HM sia la colonna sonora ideale per riportare alla memoria certi fatti storici. In linea di massima ci piace parlare di ciò che ci appassiona e ci coinvolge: un bel libro, un film, un episodio di vita vissuta, una riflessione, l’attuale clima politico e sociale, un personaggio o un avvenimento storico è tutta roba buona per una canzone. A casa nostra comunque il punto di partenza è la musica, nel senso che io arrivo in sala prove col pezzo finito o magari da arrangiare e di solito la melodia e l’andamento del tema già ci suggerisce l’argomento da trattare.

Visto che siamo in tema, vorrei che ci parlaste dei testi di questo nuovo 'Rise the Power'.
Fantastico! Beh noi apriamo il disco con "Back to the Glory Days" che è un omaggio ai nostri idoli della NWOBHM e la trasposizione in musica di quello che ti accennavo qualche domanda fa sull'attitudine! "Another Fight" parla di vita di strada, dei pericoli e delle insidie di fronte alle quali ci si trova quotidianamente e del nostro atteggiamento di fronte a tutto questo. "The Temple of Doom" è un omaggio a quello che è un vero e proprio culto della mia esistenza, cioè Indiana Jones e in particolare al film "Il tempio maledetto". Con la title-track l’ispirazione mi è arrivata dalla lettura de "I tre moschettieri" di Dumas: nel libro il personaggio del Duca di Buckingham assume dei contorni eroici, in particolare le circostanze della sua morte sono veramente toccanti. Documentandosi meglio però Daniele ne ha ottenuto un uomo di potere arrivista, guerrafondaio, senza scrupoli e generalmente malvisto ai tempi, quindi ha preferito raccontarne la vita e le opere per ciò che veramente sono state. "Mirror of Lies" invece è una riflessione un po’ amara sulla percezione che abbiamo di noi stessi e che alle volte può essere restituita in maniera distorta dallo specchio inteso come metafora per esprimere il dialogo costante con la propria coscienza. Chiudiamo il disco con "…in Conspiracy" che ha stravolto un po’ le nostre abitudini fin da subito. Come ti dicevo, di solito si parte dalla musica e sulla base delle sensazioni che questa ci suggerisce sviluppiamo il testo e la tematica di conseguenza. In questo caso è stato esattamente il contrario: un giorno io e Paolo stavamo guardando il film "Paganini horror" e a lui è venuta l’idea di fare una canzone ispirata al film. Quando gli ho portato un pezzo da un quarto d’ora s’è pentito della sua proposta, ahahah! L’argomento secondo me è veramente molto interessante: una leggenda racconta che Paganini, per diventare il fenomeno che era, abbia stretto un patto con il diavolo. Addirittura sembra, sempre secondo il mito, che esista uno spartito in grado di evocare il Maligno grazie alla sua esecuzione! Splendido! Per questa ragione ho ritenuto opportuno, per inserire le parole in un contesto pertinente, scrivere una canzone così d’atmosfera e che richiamasse un po’ le colonne sonore di certi film horror (senza la pretesa di attestarmi su QUEI livelli, ben inteso!).

Facciamo un salto indietro a 'Evil Nightmares': riascoltandolo oggi cambiereste qualcosa? Pensate sia stato un buon debutto oppure con gli occhi di oggi avreste voluto qualcosa di differente?
Domandaccia, ahahah! Ti dico questo: lo risuonerei tutto, rifarei tutti i suoni da capo e prenderei tante decisioni differenti. Per carità, non posso dire che non mi piaccia, ma con l’esperienza di un disco in più, di tante ore in più di sala prove e di diversi live, più lo ascolto e più mi incazzo. Voglio però spezzare una lancia a nostro favore: per incidere 'Evil Nightmares' siamo entrati in studio dopo un anno e tre mesi dalla prima prova tutti insieme e una manciata di concerti all'attivo e inoltre in tre su quattro non avevamo alcuna esperienza in uno studio di registrazione. Forse il vero errore è stato proprio quello, avremmo dovuto aspettare un po’ e lavorare ancora. Contrariamente a quanto ti sto dicendo però il disco è andato sorprendentemente bene ed è stato lodato in maniera sperticata da chiunque lo abbia recensito, oltre a essere stato ed essere tuttora molto richiesto. In tutto questo non sto dicendo che il disco fa schifo, anzi i pezzi mi emozionano ancora, semplicemente con il senno di poi tante cose mi piacerebbe fossero diverse.

Ruler - Rise to Power

L'unione con la My Graveyard Productions è iniziata con 'Evil Nightmares' ed è proseguita con 'Rise to Power': come è iniziata la collaborazione e come vi siete trovati a lavorare con Giuliano?
Beh, Giuliano lo si conosce da anni, frequentando la scena da ben prima di formare i Ruler. Probabilmente con i soldi che gli abbiamo lasciato al banchetto ci siamo autofinanziati almeno il primo disco, ahahah! Giuliano è un grande e sfido chiunque a poter dire di aver fatto più di lui per l’HM in Italia. Lavorare con lui è semplice perché ci crede come e quanto noi, quindi tutto è automatico. Non finiremo mai di ringraziarlo: di fatto ha realizzato i nostri sogni.

Avendovi visti di recente dal vivo, ho avuto l'impressione che i Ruler siano una di quelle band capaci di dare il meglio proprio sul palco: da parte vostra vi ritenete più una band da live o da studio e quale delle due situazioni preferite?
Lavorare in studio è stupendo perché vedi veramente il prodotto che prende forma giorno dopo giorno, ti ritrovi a dover prendere decisioni importanti, a spremerti per risolvere dei problemi e comunque è una lezione di musica spaventosa. Senza considerare che avere il risultato finale in mano e dire "cazzarola, questo l’ho fatto io" è una soddisfazione immensa. Però il live è il live! Innegabilmente il tutto è comunque finalizzato al palco! La tensione positiva prima di salire, la gente presa bene sotto, la possibilità di dare tutto te stesso là sopra e tante altre cose sono emozioni impareggiabili.

Sempre in tema di live, in appena tre anni di attività avete avuto già modo di proporvi anche all'estero: raccontateci le esperienze più interessanti, magari con anche qualche aneddoto, che hanno caratterizzato i vostri live fuori dall'Italia e cosa vi aspetta per il 2014.
Andare all'estero è il paradiso. Non che in Italia non ci si trovi bene a suonare, ma parliamoci chiaro: andare fuori è il sogno di tutti, quindi anche il nostro giustamente! Tutte le volte che siamo abbiamo passato il confine rappresentano ricordi veramente immortali. L’Up the Hammers in Grecia è stato il primo festival grosso; l’Inghilterra con gli Angel Witch puoi immaginare cosa può aver voluto dire per noi! In Spagna e in Germania il pubblico era in fiamme e siamo stati trattati come dei capi di Stato. All'Heavy Metal Maniacs in Olanda è stato incredibile: palco pazzesco, organizzazione incredibile e a fine concerto eravamo in un camerino enorme, col frigo-bar rimpinguato a getto continuo, a chiacchierare del più e del meno con gente come Jon Mortimer, Chris Tsangarides e Dave Feinstein! Mi spiego? Aneddoti ce n’è a strafottere ma uno in particolare rimane il migliore e rende anche l’idea su come viviamo l’Heavy Metal. Riguarda la nostra primissima data all'estero, quindici giorni dopo l’uscita di 'Evil...': un venerdì in pausa pranzo Daniele mi chiama e mi fa "Oh, ci vogliono a suonare in Olanda domani sera!". Era successo che in una serata organizzata nei pressi di Tilburg con Endovein, Evil Invaders e una band locale, i belgi hanno dovuto dare forfait all'ultimo minuto e l’organizzatore volle assolutamente noi per rimpiazzarli. Insomma, la sera ci troviamo tutti e quattro per vedere gli Axevyper a Rho e decidiamo di andare a patto di non fare tardi visto che la partenza era fissata alle 6:30 della mattina. Beh, la serata è finita alle tre, siamo andati a casa, ci siamo fatti una doccia, abbiamo tirato su armi e bagagli, ci siamo sparati 12 ore di macchina e abbiamo suonato! Per l’anno che viene il calendario si sta facendo interessante: suoneremo in febbraio al HM Espectros in Spagna, a marzo al Brofest in Inghilterra, ci faremo un giro con gli Ostrogoth in Germania, Austria e Italia, torneremo in Germania per un bellissimo festival in Baviera a maggio, saremo di nuovo in Inghilterra ad agosto con Cloven Hoof, Witchfynde e tanti altri, senza contare lo Scavenger’s Metal Birthday in Toscana con la Strana Officina!

Nell'ultimo anno avete suonato a due grandi festival underground italiani, mi riferisco all'Heavy Metal Night e al rinato Play It Loud Festival, due esperienze non da poco: cosa vi è rimasto più impresso e come vedete questi piccoli festival italiani dediti ai generi che preferiamo?
Partendo dall'assunto che quelli che hai citato sono i due più bei festival HM che abbiamo in questo paese, avervi preso parte è stato un grande onore. Entrambi sono un chiaro esempio di che cos'è la passione per questa musica. Guardate Arturo (Iustini, organizzatore dell'Heavy Metal Night - ndr) che cosa è riuscito a tirare fuori pur trovandosi in una posizione geografica che ha scoraggiato tanta gente: un festival con centinaia di partecipanti e band internazionali sul palco. Pochi mezzi ma passione e coglioni da vendere. Dicasi lo stesso per Giuliano (Mazzardi, My Graveyard Productions e organizzatore del PIL Festival - ndr) che dopo le batoste prese con ben due PIL dovuti annullare, non s’è dato per vinto, s’è rimboccato le maniche e ne ha organizzati non uno ma altri tre! E quello di marzo in particolare sarà spaventoso, perché ci darà la possibilità di vedere per la prima volta in Italia tre band seminali come Holocaust, Black Rose e Muro, senza contare i Salem che hanno un live splendido. Purtroppo Gabriele quello che ci frega è il numero di appassionati che effettivamente seguono e si muovono: festival come i PIL e le HMN in Germania o in Spagna avrebbero fatto più di mille persone a tutte le edizioni, qua sappiamo bene che oltre un certo tot è impossibile andare. A maggior ragione lunga, lunghissima vita ai Giuliano, agli Arturo e a tutti quelli che nonostante le evidenti difficoltà insistono a supportare e dare la possibilità di far crescere la scena.

Scena italiana: dopo un boom nei primi anni del nuovo millennio, dove praticamente usciva ogni mese una nuova band dedita al metal classico, in questo ultimo periodo sembra che la cosa si sia un po' sgonfiata, lo dimostrano anche le sempre minori uscite discografiche. Pensate sia stata una moda momentanea questo improvviso interesse verso certe sonorità? In generale come vedete la scena italiana attuale e quali pensate siano le band su cui occorre puntare?
Oddio, è innegabile che un po’ di revival ci sia stato e ci sia tuttora, e una conseguenza fisiologica di ciò è che chi ci crede davvero resta, chi è salito sul carro invece molla o cambia nel momento in cui la fiamma si attenua. In ogni caso trovo che la scena goda di ottima salute e di band che meritano attenzioni in patria e all’estero ce ne sono per tutti i gusti. Se si parla di HM impossibile non pensare a quanto abbiano da dire band come Sign of the Jackal, Asgard, Axevyper, HI-GH o Death Magic. Nell’ambito Thrash poi ci sono band che nel loro genere sono le migliori in Europa: Endovein, Game Over e National Suicide ovviamente. Senza contare le "giovani promesse" Final Fright, Acidity e Demolition Saint. Insomma di band che sfornano dischi o EP della madonna e live spettinano ne abbiamo tante. Sta a tutti unirsi e portare la scena italiana al pari di quelle europee.

Fra i vostri primi due album c'è stato appena un anno di distanza: questa prolificità è dovuta al fatto che avevate già diversi brani in cantiere oppure siete una di quelle band continuamente al lavoro per la stesura di nuovi brani? Possiamo in definitiva già aspettarci un nuovo disco per il 2014 o pensate di rallentare un po' il ritmo?
Eheh, effettivamente ci abbiamo dato dentro! Dunque, i pezzi di 'Evil Nightmares' erano già praticamente tutti scritti ancora prima di fondare la band, quelli di 'Rise to Power' ho cominciato a scriverli poco dopo l’uscita del primo disco. Quando siamo entrati in studio per 'Rise...' ci siamo detti "ma com'è possibile che siamo un’altra volta qui?" ahahah! Ci vogliamo dare una regolata però, promesso. Ho già cominciato a mettere giù le idee per il terzo disco e un paio di pezzi sono quasi finiti, ma nel 2014 vogliamo concentrarci principalmente sui live che abbiamo programmato e che stiamo per fissare. Terzo disco nel 2015, vediamo se ad aprile o a settembre!

RulerAndiamo con il botta e risposta:
- tre album immancabili per ogni vero appassionato di metal classico
AIUTO. Senza pensarci: 'Powerslave' dei Maiden, 'Defenders of the Faith' dei Priest e 'Rising' dei Rainbow. Domandarne solo tre però è da sadici, ahahah!
- tre album italiani preferiti
'Parsifal' dei Pooh, 'Sunset Warriors' degli Steel Crown e 'The Long Loud Silence' degli Astaroth che è un EP ma pazienza, ahahah.
- i tre album migliori usciti nell'ultimo periodo
'Midnigh Wanderer' dei Walpurgis Night, 'Death by Fire' degli Enforcer e 'Life Sentence' dei Satan.
- tre giovani band italiane da cui vi aspettate molto in futuro
Final Fright, Death Magic e Demolition Saint.
- tre band, italiane o estere, con cui vorreste condividere il palco
King Diamond, Tank e Blitzkrieg.
- un sogno irrealizzabile (...o quasi) per i vostri Ruler
Dimagrire! Ma questo è veramente irrealizzabil,e ahahah! Seriamente sarebbe splendido poter suonare al Keep It True: lo frequentiamo da anni e l’atmosfera che si respira è magica.

Vi ringrazio per questa intervista ragazzi, l'ultimo spazio è per voi se volete lasciare un messaggio ai vostri fans o aggiungere qualcosa che non è stato detto nell'intervista, comprese le prossime date live qui in Italia. Alla prossima!
Gabriele io e i ragazzi ringraziamo te e tutto lo staff di Italian Metal per questa intervista fantastica e auguriamo a voi e a tutti i lettori un grande 2014 pieno di concerti e dischi! Il prossimo e imminente appuntamento è al Blue Rose di Milano con Sign of the Jackal, HI-GH, Last Rebels e Turbo Rexx, il 5 gennaio. Vi aspettiamo là! Per il resto io e il mio inesistente dono della sintesi, del quale mi scuso in anticipo, speriamo di essere stati sufficientemente esaurienti nel corso dell’intervista. Un abbraccio a tutti!

Intervista a cura di Gabriele Nunziante

 

Commenti 

 
# gandaffo 2014-01-07 14:56
Veramente una grandissima band....
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# Chogori 2014-04-24 21:38
Grandi Ragazzi e KIP THE FAIT!
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