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Skanners (Massa-Carrara, 10/12/2011)
Scritto da Francesco Campatelli   
Venerdì 16 Dicembre 2011 10:00
Skanners (Massa-Carrara, 10/12/2011)
"Dopo 20 anni torniamo a suonare finalmente in Toscana". E’ sintomatica la frase scandita alle prime battute dello show da Claudio Pisoni che riporta così il nome degli Skanners in una quanto mai strana serata di dicembre - per nulla segnata dal tipico clima freddo che apre le consuete porte dell’inverno natalizio - dopo un lungo periodo di assenza, su di un palco toscano, in questo caso quello dello Swamp Club di Massa, uno sperduto locale incastonato nella zona industriale della città lunigiana, club di piccole ma accoglienti dimensioni, ideale per contenere quell’atmosfera calda e avvolgente che si respira ad un concerto heavy metal. 

Specialmente quando i protagonisti sono tra i più autorevoli rappresentanti della NWOIHM, che da trent’anni portano in giro in Italia e talune volte anche in Europa il loro proverbiale grido di fede all’heavy metal più classico e ortodosso.

Prima che i rockers altoatesini facciano la loro entrata trionfale sulle assi dello Swamp Club, la serata viene aperta dai Mandrake Root, giovane band di Pontremoli, sconosciuta fino a questo momento dal sottoscritto, che nei quaranta minuti a sua disposizione ha proposto un set misto a rock metal e grunge che a dire il vero, non me ne voglia nessuno, più che scaldare la serata finisce per sortire l’effetto contrario, un po' per l’inesperienza palesata in sede live ed anche per il genere proposto che non è riuscito a far presa sugli ascoltatori del ramo "defender" ma, come probabile, su di un tipo di pubblico più aperto alle contaminazioni.

SkannersPoco prima di mezzanotte le storiche figure di Claudio Pisoni e Fabio Tenca si appropinquano di buona lena al palco, pronte per prendere finalmente le redini della serata e condurla al galoppo sfrenato, come autentiche aurighe di altri tempi, con un set ben equilibrato tra vecchi cavalli di battaglia e le più recenti estrapolazioni sulle quali svetta soprattutto il nuovo 'Factory of Steel'. Preso possesso della scena, dopo i rituali ringraziamenti ai presenti e all'organizzazione si parte subito in quarta con la rabbiosa "Welcome to Hell" ed è immediatamente delirio sul palco, con il "becchino" a scatenarsi per primo come una scheggia impazzita da un lato all’altro dello stesso, eterno rocker a cui il sopravvento dell’età pare quasi fargli un baffo, risultato forse di un patto col demonio stipulato anni orsono, talmente "pericoloso" agli occhi e all’etica della massa cialtrona che da anni tiene in pugno in Italia le chiavi del buisness nel settore della musica, che inibisce da sempre alla musica degli Skanners, come a quella di tanti altri loro colleghi, l’accesso a canali di diffusione come radio e tv, come ricorderà con un velo di tristezza ma anche con una carica d'orgoglio lo stesso Pisoni dal palco. Ma forse è meglio così, l’heavy metal d’altronde è merce per pochi eletti, come quelli presenti questa sera e che gridano come ossessi ai ritmi forsennati degli Skanners, che di certo non hanno mai avuto bisogno di determinati mezzi di informazione per arrivare ai cuori dei defenders, dato che l’eco di canzoni come "We Rock the Nations" - "Blood In My Eyes" e "Iron Man" si può udire anche a orecchio nudo e a forte distanza, grazie al portentoso lavoro di chitarra dell’accoppiata Tenca-Unterhauser, sempre precisa e perfetta come un orologio svizzero, alle cui spalle fa da supporto un’altrettanto monolitica sezione ritmica sulla quale è doveroso far luce viste le qualità del nuovo arrivato dietro le pelli, il giovane Davide Odorizzi, che a soli diciotto anni si rivela una bomba a orologeria sui tamburi, unendo precisione e potenza di impatto, uno dei più giovani drummer a cui personalmente ho potuto assistere finora e apprezzarne le doti in tutta la loro interezza. Neanche alcuni intoppi tecnici accaduti al basso di Andrea De Masi riescono a compromettere l'ottima riuscita della serata e nel frattempo rumori lontani di macchine al lavoro avvisano che è giunto il momento di avvicinarci a conoscere da vicino il duro lavoro delle fabbriche, e "Factory of Steel" ci mostra uno spaccato di questa storia, in cui il pubblico è chiamato a farne partecipe cantandone il ritornello insieme ad un posseduto Pisoni, ormai preda del suo consueto e bonario isterismo da vero frontman rodato. Altri due estratti dall’ultimo album, ossia la sparata "Never Give Up" e l’inno all’orgoglio metal "Hard and Pure" passati in rassegna e gli Skanners prendono per mano i presenti e li accompagnano in un viaggio a ritroso nel tempo, ripassando la storia del loro primo album con le storiche "Skanners"-"Oltrisarco", passando per l’altrettanto leggendaria "Starlight" che la band ha voluto contro ogni aspettativa e forse anche esageratamente dedicare al sottoscritto, il quale non nasconde di aver avuto per un attimo un accenno di commozione, fino ad arrivare a uno dei cavalli di battaglia della band bolzanina, la tenace "Rock Rock City". Con "Soul Finder" si cominciano ad avvertire le ultime battute dello show, con la band che, tra un sipario comico tra Tenca e Pisoni che si prendono simpaticamente in giro durante le presentazioni rituali dei membri della band stessa, ringrazia tutti e inizia a togliersi di dosso gli strumenti. Ma quale show sarebbe completo senza almeno un bis concesso ad un pubblico che sembra aver recepito perfettamente il messaggio inviato dagli Skanners? Ebbene Pisoni e soci danno in pasto l’ultimo tandem di fuoco ai presenti, con la divertente "Turn It Louder Now" che non perde un grammo di credibilità anche senza l’ausilio delle tastiere presenti su disco e un altro loro storico opus, ovvero la trascinante "TV Shock" con il quale stavolta il gruppo si accomiata dal festante pubblico massese il quale, benché suddetta serata fosse stata caratterizzata da una campagna pubblicitaria deficitaria, ha comunque riempito il locale con una buona percentuale di presenze, anche se va registrato il fatto che solo una parte di essa era effettivamente interessata al concerto, mentre il resto era al di fuori del locale in tutt’altre faccende affaccendata.Soliti scenari che si presentano quando di mezzo c’è il metal italiano e, come dissi già tempo addietro, non vale più la pena stare a farsi il fegato amaro per tali comportamenti. Gli Skanners hanno di nuovo dato prova che si può andare a testa alta per oltre trent’anni a far musica a dispetto dell’ignoranza della maggior parte della gente, una qualità di cui ben poche persone possono farsi vanto.

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(clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)


Live report a cura di Francesco "Running Wild" Campatelli
Fotografie a cura di Jo "Sweet Pandemonium"

 

Commenti 

 
# Daniele Armanini 2011-12-17 02:32
Grazie ragazzi per averci recensito. Aldilà dei giudizi (l'anno scorso a Pavia dicevano che eravamo una Power Metal band ! ahahahhaha) è stato un grande onore aprire la serata agli Skanners (come lo è stato aprirla per Ian Paice, i Dark Quarterer ed altri artisti che abbiamo avuto la fortuna di incontrare sul palco) che sono veramente una macchina da guerra ma soprattutto delle persone squisite e dei grandi professionisti !!! Vi ringrazio per L'aggettivo "giovane" che effettivamente calza a pennello con questa che è la nostra ennesima incarnazione dopo anni di duri scrifici ma continua passione che ci ha permesso di toglierci qualche piccola ma anche grande soddisfazione !!! Già essere nominati in un vostro articolo è una cosa che ci fa davvero piacere. Speriamo di darvi altre (e migliori) occasioni di occuparvi di noi e conoscerci meglio... noi ce la mettiamo tutta nel fare dell'hard rock/heavy metal a 360 gradi!
Un saluto a tutti spero di incontrarvi di nuovo prossimamente !
Horns Up My Friends !!!
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