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Metal City Rockers IV
Scritto da Gabriele Nunziante   
Giovedì 29 Aprile 2010 09:00
Metal City Rockers #4Giunti alla quarta puntata di Metal City Rockers, ci riportiamo sulla strada dell'Heavy Metal dopo la precedente parentesi Thrash. Quest'oggi vi presentiamo, con i classici articoli-intervista, due nuove realtà saldamente legate ai dettami degli anni '80: i Sons of Madness, epic/heavy band da Sassari, e gli Stonewall, heavy metal act da Foggia.
Di seguito i due articoli e la possibilità di ascoltare in streaming un brano per gruppo o scaricare l'esclusivo split digitale con booklet a colori.

Side A: Sons of Madness - "I Want Revenge"


 
L'infrangersi delle onde che apre la title-track di questo demo sembra essere richiamare a gran voce la terra nativa del gruppo. Sardegna, una regione da sempre fuori dall'attenzione dei fanatici di metal, nonostante alcune ottime band uscite in questi ultimi anni di cui Screaming Shadows, Icy Steel o Red Warlock sono solamente la punta dell'iceberg. Ma se per un attimo lavorassimo di immaginazione, non sarebbe difficile vedere il continente da cui questo demo prende il nome, l'America, come una meta irraggiungibile. O quasi. Un po' come il successo che una band da pochi anni sulla scena cerca di raggiungere, magari sfornando due demo che facilmente potremmo indicare come ottimi esempi di professionalità e soprattutto di buone idee, fattore oggi a quanto pare caduto in disuso. Ed è così che, sopra una modesta barca, cinque guerrieri del metallo si lanciano verso una terra tanto inesplorata quanto viva, pronti a tutto pur di imporre la propria bandiera. Troppo confuso direte voi? Bene, ricominciamo da capo e vediamo di capirci qualcosa insieme.

Sons of MadnessI Sons of Madness nascono nel 2004 dalle ceneri di una vecchia band di amici, i Metal Slave, e basta attendere due anni per avere una formazione finalmente stabile, composta da cinque ragazzi tanto giovani quanto determinati: Massimo Carta alla voce, Andrea Piras e Mario Mattei alle chitarre, Roberto Lorenzoni al basso e Alessio Mura alla batteria. La prima direzione del gruppo, come Andrea ci racconta, "è di stampo tipicamente maideniano, essendo questo il nostro riferimento, anche se dopo l'ingresso di Massimo alla voce ci siamo portati con naturalezza verso un genere più epico, prendendo spunto da gruppi come i Cirith Ungol, Manilla Road, Manowar e tanti altri che non sto qui a citarti, tutte band ovviamente che ammiravamo!". Da qui alle prime composizioni il passo è breve, ed infatti appena l'anno dopo, nel 2007, la band entra in studio per registrare i primi brani. "I primi pezzi che vennero composti furono "Holy War" ed in seguito "The Army of Darkness", "The Last Possibility", "Enemy", fino ad arrivare a canzoni caratterizzate da un genere più definito come "Selva Ercina" e "Vale of Tears": brani tutti presenti nel primo demo intitolato 'The Army of Darkness'". Superati i classici problemi iniziali affrontati da ogni gruppo alle prime armi, la compattezza e l'entusiasmo della band la portano a finire nel migliore dei modi il proprio lavoro, ritrovandosi fra le mani un buon demo che non manca di attirare l'attenzione degli appassionati: "è stata un’emozione unica sentire il nostro sound inciso su un cd" - continua Andrea - "leggere le recensioni e ascoltare i pezzi milioni di volte! Questo primo lavoro, a tre anni dalla sua incisione, ci rappresenta ancora, infatti alcuni dei pezzi presenti in esso vengono tutt'oggi riproposti in sede live e sono molto graditi. Inoltre ci ha anche permesso di capire il giusto genere che più ci rappresenta."

Un ulteriore passo avanti viene fatto in questi ultimi mesi, quando il gruppo si appresta a registrare il proprio secondo lavoro, 'America'. "Rispetto alla prima, la seconda incisione è stata più naturale, naturalezza dovuta al fatto che avevamo già l’esperienza del primo demo alle spalle e anche più confidenza con Andrea Giribaldi che ha registrato e mixato entrambi i lavori. Il progetto è stato a lungo termine a differenza del primo, perché le cose fate con calma alla fine sono le migliori. A nostro parere, e non solo fino ad ora, 'America' è superiore al primo demo per stile musicale, tematiche e anche di grafica". Il demo si presenta effettivamente sotto buoni auspici già dalla confezione, molto professionale e corredata da booklet a colori di otto pagine con tutti i testi. Il contenuto dell'album non è da meno, affidandoci cinque ottimi brani ispirati da una vena epica chiaramente riscontrabile nella scena US metal, unita ad una solida base heavy che non potrà non fare breccia nei defender più accaniti. Ma passando al contenuto del demo, sicuramente la prima cosa che traspare è il cantato di Massimo Carta, vocalist capace di interpretare al meglio tutte le canzoni con una voce potente ed espressiva. Non è da meno la sezione strumentale, capace di regalarci momenti epici come solo una manciata di gruppi in Italia sono riusciti a fare: capitoli come l'introduttiva "Golden Age" o "A New Destiny", già più veloce nel suo incedere battagliero, o ancora "Zericum", tolgono tutti i dubbi sull'effettiva preparazione dei nostri. Ma su tutti sicuramente svetta la title-track, "America", un brano ispirato alla scoperta del nuovo continente vista dagli occhi degli europei, pronti a tutto per di conquistarlo, anche di schiacciare la cultura degli autoctoni: quello che ne esce è un brano travolgente come pochi, con picchi massimi di epicità grazie al cantato, supportato da una melodia fra le migliori scritte dal gruppo. Chiude l'album "I Want Revenge", brano che come "Golden Age" esula dalle tematiche storiche espresse dalle tracce centrali, ma porta sempre bene impressa la carica epica del gruppo. E' la band a parlarci maggiormente dei temi dei brani: ""Golden Age" è una canzone dal sound molto marcato e prepotente, a tratti melodico con influenze epiche, mentre il testo incita le masse a svegliarsi, a non credere a tutto ciò che viene imposto e soprattutto non ha a che vedere con la politica, semmai con storia, religione e occultismo. "A New Destiny" si collega invece con la title-track, "America", poiché è il racconto di una notte di battaglia tra indiani e coloni europei. Per quanto riguarda il testo di "Zericum" abbiamo deciso di rimanere nella storia della nostra regione, avendo essa una grande storia, appunto: racconta infatti la vicenda di un pastore del XI sec. D.C. che salvò da un matrimonio forzato la principessa del regno dei Doria, il quale padre, per sdebitarsi, offrì a Zerico le terre circostanti chiamandole con il suo nome."

Dal punto di vista live, la posizione geografica del gruppo non è certamente fra le più favorevoli, ma i Sons of Madness non si scoraggiano comunque: "per quanto riguarda le esperienze live non possiamo lamentarci in quanto l’affluenza di pubblico è sempre soddisfacente. Purtroppo il numero di serate è molto limitato a causa dei locali disponibili che sono molto pochi, questo è uno dei principali problemi che abbiamo riscontrato in questi anni, ma che comunque non frena la nostra voglia di suonare dal vivo! Per noi l’attività live è la più importante: essendo un gruppo che fa parte dell’underground sassarese, suonare dal vivo è l’unico mezzo per farsi conoscere e promuovere i nostri lavori." E se la carica espressa dai nostri in sede live è la stessa di quella proposta sul demo, sicuramente assistere ad un concerto dei Sons of Madness non deve essere una cosa da perdersi. In questi anni il gruppo ha inoltre partecipato ad un paio di festival con headliner ben noti come Pino Scotto ed Extrema, nonché Screaming Shadows, Chaoswave, fino agli altrettanto promettenti concittadini Megahera.

Con questo secondo, ottimo demo, non possiamo augurarci che il gruppo riesca a farsi conoscere maggiormente nella scena: "Per adesso vogliamo concentrarsi a pieno sui live, per tentar di vendere più copie di 'America' possibili e, tornando al discorso di prima, tentar di emergere dall’underground. Il gruppo ha trovato la giusta alchimia già da tempo, tant’è che aspettiamo delle risposte per collaborare con delle etichette così da poter registrare un full-length con pezzi completamente inediti che sono già in cantiere!" La parola ora aspetta dunque a qualche etichetta pronta ad accogliere sotto la propria ala questi ragazzi, giovani ma con tutte le carte in regola per arrivare a un debutto che lascerà il segno.


Per finire, così ci viene presentato il brano disponibile per il download:
"I Want Revenge" è il brano che chiude il nostro secondo lavoro, 'America'. Il brano esula dalle tematiche storiche che dominano il demo, infatti il testo tratta di una brutta esperienza personale capitata ad uno di noi, ricca di rabbia e di disprezzo come si può perfettamente capire dalla musica e dalla linea vocale. È una canzone molto sentita dalla band tant’è che abbiamo deciso di girare il videoclip che potrete trovare nel nostro MySpace, anch’esso auto-prodotto con l’aiuto di due associazioni di cui alcuni di noi fanno parte: Eventi Metallici e Modus Operandi. L’incisione è avvenuta in modo fluido e semplice: ci siamo divertiti molto durante la fase di registrazione e crediamo sia la cosa migliore da fare mentre si lavora duro!"
 
 

MySpace ufficiale: www.myspace.com/sonsofmadnessband
Sons of Madness su Italian Metal Enciclopedia: www.italianmetal.it/enciclopedia/bands/803

 

 
 


 

Commenti 

 
# Reno 2010-04-29 16:16
Gli Stonewall sono una delle migliori realtà italiane da un sacco di anni a questa parte!
tony, torna in italia, con o senza frangia!!!
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# Andrea - Sons of Madness 2010-04-29 19:51
Grazie Gabriele, è stato un piacere collaborare con te!
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# Rubrik 2010-04-29 23:53
gli Stonewall sono una delle più grandi promesse italiane...non vedo l'ora esca l'album!
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# Salvatore. 2010-05-30 22:32
Tony la tua musica mi fa sognare!!! sei veramente un grande, tu e il tuo gruppo.
Qui, a Ferrara, tutti aspettiamo il vostro album.
Torna presto tra di noi. SIETI I MIGLIORI - - - - UN SALUTO FORTE - - - -

CIAOOOO
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