| Metal City Rockers III |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Martedì 30 Marzo 2010 10:00 |
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Pagina 1 di 2 Buona lettura e buon ascolto con lo split scaricabile o ascoltabile in streaming direttamente nell'articolo! Side A: Game Over - "Dawn of the Dead"A guardare le foto sul loro MySpace i Game Over sembrano essere stati direttamente catapultati dagli anni '80 ai giorni nostri, conservando intatto lo spirito che animava oramai più di venticinque anni fa la nascente scena della Bay Area. Ma l'immagine, in sé per sé, conta poco se poi dietro a giubbotti in pelle, jeans strappati e toppe sull'immancabile smanicato, non c'è qualcosa di sicuramente più importante, come ad esempio la proposta musicale del gruppo. Ed anche in questo caso la band sembra essere diretta discendente del sound a stelle e strisce degli anni '80, proponendo brani dichiaratamente debitori alla scena animata da Anthrax, Overkill, Exodus, Toxik e compagni. Con una formazione a quattro che vede un bassista alla voce e due chitarristi, i Game Over si propongono in questo 2010 con all'attivo due demo, di cui l'ultimo uscito da alcuni mesi e che ci mostra una realtà che, per quanto debitrice alla vecchia scena, riesce a proporre brani capaci di smuovervi dalla prima all'ultima nota. E considerato che per un gruppo thrash il movimento sotto il palco è la chiave del successo, direi che non è proprio poco. E' il cantante e bassista Reno a parlarci della nascita della band, conservando l'aria scanzonata e irriverente propria del genere: "il gruppo è nato circa un anno e mezzo fa, quando assolutamente casualmente incontrai, in una losca sala prove del ferrarese, solitamente abitata da mariuoli ben poco raccomandabili, Sanso, chitarrista giovane ed evidentemente denutrito, il quale stava strimpellando "Metal Thrashing Mad" degli Anthrax. Sempre nel medesimo posto, qualche giorno più tardi, ci fu un secondo incontro, questa volta tra me e un biondissimo Ziro. Entrambi accomunati da una forte passione per il thrash schietto di una volta, decidemmo quindi di suonare assieme, arruolando anche il solitario Sanso. Non ci fu dubbio su ciò che volevamo fare: thrash metal (influenzati da Anthrax, Exodus, Xentrix, Nuclear Assault, Sacred Reich, pugni sui denti, badilate sugli stinchi) e gang bang sfrenate. Quasi subito si aggiunse anche Med dietro le pelli, e alla prima prova portammo un paio di cover (se non sbaglio "Elimination" degli Overkill e "Stranded in Hell" dei Nuclear Assault) e battezzammo il metodo di composizione che tutt’ora utilizziamo: qualcuno arriva in sala prove già con un riff o un’idea generale, la quale viene poi integrata con altre parti, "arrangiata" e completata con una linea vocale. Nacque quasi immediatamente "World Collapses", presente nella nostra prima demo. Questo procedimento lineare fa sì che partoriamo una grande quantità di pezzi, e la nostra crescente povertà fa sì che riusciamo a registrarne pochissimi."Appena un anno dopo si ha la prima registrazione del gruppo con il demo 'Thrash is Back!', la cui registrazione merita sicuramente un racconto più approfondito da parte della band: "Avevamo ormai quattro-cinque pezzi e mentre li sistemavamo, per paura di scordarci le modifiche compiute, decidemmo di registrarli in maniera improponibile con il cellulare di Med. La qualità audio era decisamente bassa ed il risultato finale un vero e proprio aborto uditivo. Un nostro amico aveva però appena acquistato il kit base del buon fonico, e decise, per fare pratica, di registrare i nostri pezzi gratuitamente, provando compassione per il nostro risultato ottenuto. Ci chiudemmo un pomeriggio nella solita losca sala prove, cercando di proteggerci dai pericolosi abitanti autoctoni e dal colera, e ne uscimmo con il CD in mano. Certo, la qualità non è ottima, ma confrontato alle finanze investite (zero), fu un ottimo affare". Il demo contiene al suo interno quattro brani inediti, tutt'oggi riproposti dal gruppo durante i concerti, e una cover dei Dead or Alive. Non passano neanche alcuni mesi che la band si ritrova nuovamente in studio per registrare un EP auto-prodotto, composto da cinque nuovi brani e uno ripescato dal precedente demo. La registrazione è in questo caso più professionale, mantenendo comunque quello "strato di sporcizia" necessario per un album di thrash metal, e riesce a mostrarci la vera anima del gruppo: fra i brani proposti spuntano alcune ottime tracce, come l'iniziale "Dawn of the Dead", velocissima track ispirata dal noto film di Romero, o la title-track "Heavy Damage", brano meno tirato ma più complesso nella sua struttura. "Siamo stati decisamente contenti del prodotto finito. Certo, se avessimo avuto più soldi a disposizione avremmo potuto stare più tempo in studio e magari sistemare qualcosina, tipo gli assoli, ma fa lo stesso. Fortunatamente, adesso come adesso stiamo riscuotendo ottimi riscontri sia dalla parte dei ragazzi e dei nostri amici che ci supportano nelle uscite live, sia dalle webzine che ci recensiscono. I temi trattati sono abbastanza eterogenei, mantenendosi comunque su due grossi poli: quelli proveniente dalle quantità industriali di film horror di infima lega che visioniamo sistematicamente, e quelli più seri, quasi a sfondo sociale, come "Science Addiction", che tratta dell’incapacità di evolvere da parte dell’uomo moderno, al di là dell’aspetto squisitamente tecnologico." Quello che è certo è che 'Heavy Damage' è un vero pugno nello stomaco, dalla prima all'ultima traccia: i quattro, pur proponendo uno stile già consolidato e che non richiede grande inventiva, fanno il loro mestiere, a partire da una batteria terremotante (si veda "Innocent Victims") ad un vocalist capace di attirare l'attenzione per la sua interpretazione marcia e al vetriolo, altro punto di forza del gruppo. C'è ancora il tempo per parlare della scena underground, e il discorso non può che riguardare principalmente il movimento thrash degli ultimi anni e i tanti festival minori che stanno animando questo ultimo periodo: "L'underground è decisamente in forma, mi pare. Ci sono gruppi davvero fichi, come i National Suicide, i Sacrificator, gli Endovein, i Chronic Insane, ovviamente gli esteticissimi e virilissimi Asgard, nei quali milita, al basso, un vero macho d’altri tempi, e diversi altri che comunque mantengono vivo lo spirito dell'alcolismo e del tetano di gruppo. Fino a cinque-sei anni fa c'erano sì buoni gruppi, ma mi pare che ultimamente, oltre che alla voglia di suonare stia rinascendo una certa voglia di fare, e conferma sono i fichissimi festival ed eventi dedicati all'undergound sempre più spesso messi in piedi. Certo, purtroppo il confronto tra la partecipazione italiana ai festival che non siano i soliti due/tre mega-eventi con i soliti due/tre mega-nomi e quella estera non regge, ma ultimamente, e grazie alla convinzione e alla determinazione di alcuni sostenitori (come ad esempio Giuliano della My Graveyard Productions) e di molti ragazzi che si fanno un culo inimmaginabile per creare eventi e supportare band, mi pare che piano piano si stia creando qualcosa di buono." Riguardo l'esperienza dal vivo il gruppo non si tira sicuramente indietro: "L’aspetto live è per noi assolutamente fondamentale. Adoriamo suonare live, suoneremmo ovunque. E’ per questo che cerchiamo di fare più uscite dal vivo possibile - quest’estate ci fu una giornata in cui facemmo tre concerti nel giro di sette ore. Abbiamo avuto finora esperienze decisamente positive, come la partecipazione allo Speed Metal Attack, a cura di Max della Apocalypse, in compagnia di Raw Power, Baphomet’s Blood e Death Mechanism, o ancora le diverse serate al Country Star, la partecipazione al Fight For Metal o la serata a Reggio Emilia con Irreverence e Torment." Per il futuro prossimo la band è intenzionata proprio a proporsi principalmente dal vivo, mentre per quanto riguarda le registrazioni per quest'anno rimarranno fermi, ad eccezione di un paio di pezzi nuovi che verranno pubblicati su altrettanti split in fase di lavorazione. Alla fine del 2009 probabilmente la band inizierà anche la ricerca di una label disposta a pubblicare il loro primo full-length, "che ovviamente segnerà lo spartiacque della storia umana". Noi saremo qui ad attenderli, riascoltandoci magari un brano genuino come "Tupa Tupa or Die". Per concludere, così il gruppo ci presenta il brano disponibile per il download: ""Dawn of the Dead" è palesemente ispirata al grandissimo capolavoro di George Romero, in Italia uscito con l’ermeticissimo nome di Zombi. Il riff iniziale è uscito mentre stavo suonando la chitarra, a casa di Med. Lo registrammo, e in sala prove completammo il tutto con altri giri: in qualche ora era pronta. Il testo in realtà è molto semplice, canto per due volte la stessa strofa: non è un testo impegnato, come "Science Addiction", la nuova "War of Nations", "Innocent Victims" o l’attempata ma inedita "Toxic Lands", ma tra le righe (poche) si può leggere una certa sfiducia nel mondo di adesso. L’intro è preso direttamente dal film." MySpace ufficiale: www.myspace.com/gameoverthrash Game Over su Italian Metal Enciclopedia: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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Commenti
bello quello che ha detto Chuk...della serie "ci rivediamo tra 10 anni!"...
DRUNK 'TILL DEATH!!! ;-)