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Metal City Rockers II
Scritto da Gabriele Nunziante   
Domenica 28 Febbraio 2010 09:00

Side B: Atreides - "Dune"


 
Il nome Atreides da un paio di mesi a questa parte è divenuto oramai ben noto nell'underground, e non solo, italiano. Grazie infatti alla possibilità per le giovani band di partecipare al concorso per esibirsi sul palco dell'Italian Gods of Metal, gli Atreides nella loro categoria hanno surclassato tutti gli altri concorrenti, aggiudicandosi un posto importante in questo evento. Ci troviamo così ad ospitarli nella nostra rubrica proprio all'indomani della loro vittoria, raggiungendo così anche l'obiettivo di far conoscere una delle band giovani che parteciperanno a questo evento. Ne abbiamo parlato con il batterista Marco Turco e il cantante Davide De Meo, disposti a ripercorrere con noi le tappe principali della storia del gruppo e anticiparci qualcosa sui progetti futuri.

AtreidesGli Atreides nascono nel 2005 "col preciso intento di fare Heavy Metal, puramente Heavy al 100%, influenzato in particolare dal sound americano degli 80's, da mostri come Warlord, Armored Saint, Omen, Manilla Road... con derivazioni sempre più scure ed epiche. Se diamo uno sguardo ai nostri primi brani... beh erano, oltre che molto più acerbi, decisamente più "allegrotti". Abbiamo incupito le atmosfere un po' alla volta, lungo il sentiero. Anche il monicker ha via via assunto un peso maggiore per noi: all'inizio per noi la casata degli Atreides (i protagonisti del ciclo di romanzi di "Dune", ma anche le figure chiave del mito ellenico) restava un riferimento un po' lontano, magari da citare nella copertina di un demo... Ora invece è il perno delle nostre composizioni: viviamo in mezzo a vermi della sabbia, guerrieri Fremen e profezie!".
Dopo un'immancabile serie di cambi di line-up, si consolidano nel 2006 per dare vita al loro primo demo auto-prodotto, '2k6'. Questo primo lavoro viene completamente registrato nella sala prove del gruppo, senza studio né fonico alle spalle, solamente un pc e una scheda audio. Una scelta che, a detta della band, li ha penalizzati, ma gli ha anche dato modo di capire cosa vuol dire effettivamente registrare un lavoro senza passare per i suoni pre-confezionati degli studi di registrazione. Dopo la registrazione di '2k6' vi è l'uscita del primo chitarrista, Giorgio Tino, per dare spazio al nuovo Matteo Mondino, che andrà ad affiancare la line-up ora composta da Davide De Meo (voce), Antonio Allena (chitarra), Pietro Durando (basso) e Marco Turco (batteria).
"Il cambio di chitarrista fu determinante per le nuove canzoni che finirono su 'Vendetta', il nostro secondo demo. Avevamo un po' di concerti alle spalle e una gran voglia di scrivere roba nuova, che rispecchiasse l'evoluzione che era venuta fuori: un sound appunto più epico e scuro. Lavorammo tanto sugli arrangiamenti, e lo registrammo in qualche giorno ai "Tortonia Studios" nei pressi di Torino. Il titolo non ci azzecca nulla con le tematiche "duniane"...  ma uno dei brani era ispirato al fumetto-capolavoro di Alan Moore "V for Vendetta", e quel titolo suonava bene."
Composto da tre soli brani, il nuovo demo 'Vendetta' del 2008 mette in luce una band capace di destreggiarsi fra sezioni più heavy ad accenni epic, a partire da "Dune" fino all'omonima "Atreides (the Curse)", ottimi esempi di brani strutturati che vanno oltre il semplice heavy metal.
"Sul momento fummo soddisfatti del lavoro finale, ascoltatori e recensori lo accolsero benissimo. Ma oggi forse cambieremmo qualcosa… come si dice sempre. Tutti i pezzi composti in seguito (e che prima o poi incideremo) strizzano ancora più l'occhio all'Epic."
All'interno della discografia del gruppo spunta anche uno split molto particolare realizzato con gli Animae Vector, particolare perché... cantato in esperanto. "Volevamo fare qualcosa che nessuno aveva mai fatto. O meglio: volevamo fare qualcosa che credevamo raro... poi abbiamo scoperto che era quasi unico! Non c'è in Italia nessun'altra metal band che ha registrato in Esperanto, e sono comunque pochissime al mondo ad averlo fatto. L'Esperanto (che molti pensano sia una sottospecie di idioma simile allo spagnolo) è una lingua "universale", creata come strumento di comunicazione internazionale e parlata da persone in tutto il mondo. Abbiamo tentato l'esperimento: abbiamo fatto tradurre le canzoni da Francesca Lomello della IEJ (Gioventù Esperantista Italiana) ed è nato 'Internacia Metalo' (banalmente: "metallo internazionale"). Non ci aspettavamo quasi nessuna reazione... ma dall'estero, dai parlanti esperantisti, ci sono arrivati molti apprezzamenti."

L'esperienza live del gruppo non è mancata in questi anni, fra cui spiccano alcune date di supporto a grandi act italiani: "Non smetteremo mai di pensare che la dimensione più vera e naturale per l'Heavy Metal sia il palco. Veniamo da una zona, il Piemonte, dove la scena secondo noi è parecchio trascurata. Suonare è sempre più difficile: zero locali, monopolio o quasi delle cover band... una storia classica, ma che quando si abita in una regione di confine diventa critica. Basti dire che, pur attraverso gli anni, le esperienze live che ci hanno insegnato di più sono quelle del 2009 fuori regione, a supporto di Rosae Crucis e Holy Martyr."
Con la vincita nella sezione emergenti-classic dell'Italian Gods of Metal si prospetta però per gli Atreides una delle più grandi opportunità degli ultimi anni: "Condividere il palco insieme a  colossi del Metallo tricolore come i Bulldozer, la Strana Officina, i Raw Power, i Sadist, gli Skanners, i Labyrinth... sarà fantastico, davvero fantastico. Speriamo che i metallari d'Italia raccolgano l'invito e supportino un evento dedicato alla scena nostrana, ce n'è bisogno! E poi il fatto di essere arrivati lì grazie al voto dei fans è stupendo! Cose del genere possono darti una carica incredibile... quindi: daremo il massimo!"
Approfondendo il discorso riguardante la scena italiana e i grandi gruppi appena citati, è immancabile arrivare al solito discorso: l'esterofilia dilagante nella nostra penisola. "Abbiamo avuto, e abbiamo, band di valore enorme. Qualche nome, solo per restare fra Heavy ed Epic? Ce ne sono quanti ne vuoi: DoomSword, White Skull, Holy Martyr, Anguish Force, Rosae Crucis, Dark Quarterer, Adramelch... andiamo avanti? Nelle vecchie e nelle nuove leve ci sono band straordinarie... e straordinariamente trascurate. Ma è il destino dell'Heavy Metal di casa nostra: siamo malati di esterofilia anche in questo, quello che arriva da fuori è sempre più fico di quello che abbiamo in casa. Sappiamo che questi discorsi sanno di già sentito... ma è così."

Ma gli Atreides non si fanno intimidire da questo, anzi, hanno già pronte una serie di tracce nuove e non vedono l'ora di metterle finalmente su disco in un nuovo ipotetico lavoro auto-prodotto...  "Abbiamo un casino di materiale nuovo, davvero tanto, e cercheremo di portarlo live il più possibile. In ogni caso intendiamo registrarlo, e se nessuna etichetta si farà avanti lo faremo in proprio, per dare e dedicare ai fans un EP che possa rappresentare al meglio l'anima degli Atreides... aggiornata al 2010."

Ringraziamo quindi i disponibilissimi Atreides, dandoci appuntamento all'Italian Gods del prossimo 21 marzo (dalle 12:45 alle 13:15 lo spazio a loro dedicato), mentre andiamo a scoprire come ci viene presentato il secondo brano dello split, "Dune", direttamente dall'ultimo demo della band:
"Il titolo dice tutto: "Dune", il pianeta coperto di sabbia su cui vive una delle razze di guerrieri più forti e dure dell'Universo, i Fremen... il mondo immaginato da Frank Herbert è la nostra fonte di ispirazione principale. E' uno scenario violento, che vede mescolarsi guerre per il potere a profezie usate come mezzi di controllo, ribellione e coraggio unite a disperazione e dolore. E' una canzone diretta e potente con cui da due anni apriamo tutti i nostri concerti, e pensiamo che manterrà questo ruolo a lungo."

 

MySpace ufficiale: www.myspace.com/atreidesmetal - Contatti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Atreides su Italian Metal Enciclopedia: www.italianmetal.it/enciclopedia/bands/743

 

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Commenti 

 
# Daniele Zago 2010-02-28 13:14
Sono felice che una band come i Kryhum sia stata così apprezzata da Gabriele, fin da finire in questa bellissima rubrica. Oltre che ottimi amici sono musicisti che hanno idee di buonissimo livello, e fanno un genere per nulla scontato, poco praticato dalle nostre parti, mischiando intelligentemente l'Epic Doom che parte dai Black Sabbath dell'epoca Dio, echi di Hard Rock settantiano, attitudine totalmente R'n'R, il tutto mischiato in maniera, come dicevo, decisamente interessante e personale. Mi auguro veramente che abbiano la voglia e la costanza di andare avanti (e i presupposti ci sono tutti) perchè potrebbero essere veramente un bella sorpresa!
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# Wasp83 2010-03-10 12:35
fra i 2 gruppi la proposta dei Kryhum sembra la più originale e riuscita, epicità a piene mani soprattutto nelle vocals espressivissime...gli Atreides hanno effettivamente un mood più vicino all'heavy, seppur validi mi sembra che li manchi qualcosina x fare il salto di qualità necessario
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