| Metal City Rockers VIII |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Venerdì 08 Luglio 2011 09:00 |
Last Rebels - Demo 2011 Eccola qui la nuova realtà Motorhead-oriented tutta marchigiana: si chiamano Last Rebels, sono guidati dall'ugola e dal basso di Cius Mefisto (chi ci segue avrà già letto di lui nelle puntate 3 e 6 di MCR, rispettivamente con i Madcaps e gli Over Nation) e pronti a portare avanti quello che Lemmy e soci fanno da oltre un trentennio. Sulla scia delle tante band che dal gruppo inglese prendono spunto, i Last Rebels nascono così come per una heavy metal band vuole la tradizione: con un bel po' di birra in corpo, Cius e Alex Ricciulator (chitarra) convincono Ronny Falker (batteria) - proprietario dell'Rock Cafè di Porto San Giorgio (Fermo), location dove i nostri sono soliti passare le proprie serate - a unire le proprie forze nei Motherfucker, cover band dei... Motorhead, naturalmente. Dopo solo poche prove i nostri decidono di fare sul serio: mettono da parte le cover e si dedicano anima e corpo nella stesura di brani inediti, senza tradire quell'influenza anni '70/'80 che parte dai Motorhead e finisce nell'heavy dei Tank, Killer, Jaguar e così via. Nasce così "Last Rebels", prima traccia che dà ai nostri anche il nome di battesimo e che ci apre le porte a quello che è il loro demo di debutto. Pubblicato nel marzo 2011, questo primo lavoro della band si presenta composto da 4 tracce e il risultato è veramente soddisfacente. Grande sezione ritmica, un buon chitarrista e a concludere al meglio il cantato in pieno stile Lemmy di Cius Mefisto (meno roca come voce, ma ancora qualche anno di fumo e alcool e poi anche il nostro potrà competere con il baffuto inglese), pienamente apprezzabile nell'opener, la traccia più Motorhead-inspired del lotto. Con le successive "Sex, Drinks and Rock Cafè" e "Bite Tonight" la proposta dei nostri si fa leggermente più personale: la prima è un proto-speed metal dal grande impatto, grazie anche a belle melodie nel refrain e nel post-bridge ("I'm a rocker and free!"), la seconda meno irruenta, hard rock come un macigno dal finale esplosivo. Molto particolare la conclusiva "Indian's Revenge", brano che parte un po' in sordina ma ci regala a partire da metà uno dei brani migliori del lotto. Soli quattro brani, ma a partire da questo demo i nostri potranno fare molto: migliorate le ultime cose e limate a dovere le asperità , i Last Rebels saranno pronti a portare alto anch'essi il nome delle Marche.ascolta "Sex, Drinks and Rock Cafè" Turbo Mass - Wild Future Non ci spostiamo neanche di un chilometro per trovare i Turbo Mass, altra nuova realtà che Porto San Giorgio (Fermo) ci regala, con una formazione che include volti già tutti noti nell'underground: Andrea "Evil Paist" Pastore (già nei Madcaps con Cius Mefisto, oggi anche negli Over Nation), Cristiano "Sharp" Pieroni e Jacopo Barucchi (anche loro negli Over Nation) e infine, ultimo acquisto che non presenzia però in questo primo demo, Guido Tiberi (Axevyper, ex-Assedium). Il gruppo si forma in questi ultimi mesi e già nel marzo 2011 mette in circolazione 'Wild Future', demo da tre brani che gli permette di iniziare a farsi conoscere nella scena italiana. Il genere dei nostri è un classicissimo heavy metal dalle influenze che partono dai Maiden e arrivano nella NWOBHM tutta, con brani anche abbastanza complessi e ricercati, purtroppo minati da una registrazione che sì, anche quella proviene direttamente dagli anni '80. Si tratta tuttavia di un demo e il suo scopo è più che altro farci conoscere la direzione musicale della band: mettendo quindi da parte questo difetto, si parte in quarta con "The Haunting Starting Now", brano che se inizialmente sfiora quasi il plagio con il gruppo guidato da Steve Harris, ci riserva non poche sorprese nella sua durata. Dalle grandi partiture di basso a opera di Jacopo, chitarre arrembanti di Andrea sia nelle cavalcate maideniane sia nelle parti soliste e infine le belle parti di batteria di Cristiano, il gruppo si rivela affiatato e con le idee ben chiare in testa. Più lineare ma dalle belle melodie la successiva "The Ancient Story", altra traccia dalle influenze NWOBHM, mentre "Wild Future" ci presenta la vena più speed metal del gruppo, brano che nei suoi 4 minuti abbondanti non accenna mai a diminuire il tiro, discostandosi da quanto fin qui presentato ma mantenendo inalterato il marchio della band. Tre soli brani non sono molto per poter giudicare appieno questa nuova realtà : le basi ci sono e se i nostri continueranno su questi livelli, con anche l'apporto del nuovo chitarrista e una registrazione che gli renda maggiore giustizia, potrebbero rivelarsi una buona realtà per l'heavy metal italiano. ascolta "The Haunting Starting Now" Game Over / Over Nation - Wave of Terror In questo split album ritroviamo due vecchie conoscenze di Italian Metal, entrambe già presentate nelle passate puntate di Metal City Rockers: parliamo dei Game Over, thrash metal band da Ferrara (MCR III), e gli Over Nation, heavy/thrash metal da Ascoli Piceno (MCR VI). I due gruppi decidono di confezionare questo split album completamente auto-prodotto a titolo 'Wave of Terror' e uscito nei primi mesi del 2011: quattro brani a testa per mostrarci quanto le due band siano cresciute in questi anni. L'apertura del disco spetta tutta ai thrashers ferraresi che ci presentano quattro inediti: si parte con "War of Nations", brano tiratissimo nel suo classico thrash made in '80, privo di innovazioni ma veramente ben fatto, con una line-up a quattro sempre più coesa. Ancora più incazzata la successiva "Abyss of a Needle", scheggia di thrash/speed metal dalle interessanti divagazioni strumentali, mentre "Nightmare City" non rivela grandi novità , restando ancorata al genere proposto dalla band. "Another Dose of Thrash", fin dal titolo, è una chiara intenzione dei nostri e pronta a diventare fin da subito uno degli inni del gruppo, grazie anche al refrain ben riconoscibile. Si conclude così il lato dedicato ai Game Over, un gruppo che oramai ha già dimostrato di saperci fare: Reno, Ziro, Med e Sanso sono oramai pronti al salto definitivo con la registrazione del loro album di debutto e, si spera, un'etichetta che possa puntare su di loro. La seconda parte dello split è occupata dagli Over Nation che, a due anni dal demo di debutto 'Metal Head', ritornano finalmente con una nuova registrazione composta da tre inediti e una nuova versione della loro "Old School 'till Death". In questo periodo la formazione è di molto cambiata, con una nuova base ritmica composta da Cius Mefisto (basso) e Cristiano "Sharp" Pieroni (batteria), che vanno ad affiancare i due membri storici del gruppo, Riccardo Mandozzi (voce, chitarra) e Jacopo "Johnny" Barucchi (chitarra). Si parte con "Thrash to Kill", brano che ci mostra al solito una band influenzata tanto dal thrash quanto dall'heavy più classico, mentre la successiva "Over Nation", che già avevamo potuto ascoltare in anteprima su Metal City Rockers alcuni mesi fa, si rivela la traccia più interessante per il gruppo, più complessa nella struttura e dalle belle parti strumentali. Altra inedita la successiva "Hell Crusher", brano meno irruento e possibile unione fra la vena Motorhead-iana e l'heavy più classico con punte thrash, unione che i nostri dimostrano di padroneggiare bene. Finale con la già nota "Old School 'till Death", brano di punta per il combo marchigiano presentato con nuova formazione ma inalterata carica. Unico neo di questi brani è una produzione abbastanza spartana che non permette di apprezzare appieno la musica dei nostri, ma in fin dei conti gli Over Nation si rivelano un gruppo valido e da tenere d'occhio. In definitiva un buon split che non manca di tenere alto il nome dell'underground italiano: Over Nation e Game Over, unite le forze per questo lavoro, dimostrano che dandosi una mano è possibile sicuramente arrivare su alti livelli, cosa ben difficile se si cerca solamente di prevalere sugli altri gruppi. ascolta "Abyss of a Needle" dei Game Over ascolta "Over Nation" degli Over Nation  Articolo a cura di Gabriele Nunziante  |













Eccola qui la nuova realtà Motorhead-oriented tutta marchigiana: si chiamano Last Rebels, sono guidati dall'ugola e dal basso di Cius Mefisto (chi ci segue avrà già letto di lui nelle puntate 3 e 6 di MCR, rispettivamente con i
Non ci spostiamo neanche di un chilometro per trovare i Turbo Mass, altra nuova realtà che Porto San Giorgio (Fermo) ci regala, con una formazione che include volti già tutti noti nell'underground: Andrea "Evil Paist" Pastore (già nei Madcaps con Cius Mefisto, oggi anche negli Over Nation), Cristiano "Sharp" Pieroni e Jacopo Barucchi (anche loro negli Over Nation) e infine, ultimo acquisto che non presenzia però in questo primo demo, Guido Tiberi (Axevyper, ex-Assedium). Il gruppo si forma in questi ultimi mesi e già nel marzo 2011 mette in circolazione 'Wild Future', demo da tre brani che gli permette di iniziare a farsi conoscere nella scena italiana. Il genere dei nostri è un classicissimo heavy metal dalle influenze che partono dai Maiden e arrivano nella NWOBHM tutta, con brani anche abbastanza complessi e ricercati, purtroppo minati da una registrazione che sì, anche quella proviene direttamente dagli anni '80. Si tratta tuttavia di un demo e il suo scopo è più che altro farci conoscere la direzione musicale della band: mettendo quindi da parte questo difetto, si parte in quarta con "The Haunting Starting Now", brano che se inizialmente sfiora quasi il plagio con il gruppo guidato da Steve Harris, ci riserva non poche sorprese nella sua durata. Dalle grandi partiture di basso a opera di Jacopo, chitarre arrembanti di Andrea sia nelle cavalcate maideniane sia nelle parti soliste e infine le belle parti di batteria di Cristiano, il gruppo si rivela affiatato e con le idee ben chiare in testa. Più lineare ma dalle belle melodie la successiva "The Ancient Story", altra traccia dalle influenze NWOBHM, mentre "Wild Future" ci presenta la vena più speed metal del gruppo, brano che nei suoi 4 minuti abbondanti non accenna mai a diminuire il tiro, discostandosi da quanto fin qui presentato ma mantenendo inalterato il marchio della band. Tre soli brani non sono molto per poter giudicare appieno questa nuova realtà : le basi ci sono e se i nostri continueranno su questi livelli, con anche l'apporto del nuovo chitarrista e una registrazione che gli renda maggiore giustizia, potrebbero rivelarsi una buona realtà per l'heavy metal italiano.
In questo split album ritroviamo due vecchie conoscenze di Italian Metal, entrambe già presentate nelle passate puntate di Metal City Rockers: parliamo dei Game Over, thrash metal band da Ferrara (
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