| Scavenger's Birthday Metal Fest (Prato, 26/03/2011) |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Lunedì 28 Marzo 2011 09:00 |
Serata di grande metal italiano il 26 marzo all'Exenzia Club di Prato: a portare alto il metal tricolore ci pensano quattro valide realtà da anni impegnate nella causa. Parliamo di Etrusgrave, forti della loro seconda release a titolo 'Tophet', i Rosae Crucis, direttamente da Roma e finalmente di nuovo attivi in sede live, gli Axevyper, freschi di EP in italiano e un album uscito da neanche sei mesi, ed in fine i Rusty Nails, valida realtà che si conferma la sorpresa della serata. Di seguito il report del mini-festival con foto e scalette di tutte le band.Rusty NailsIl compito di scaldare le assi del palco spetta tutto ai pisani Rusty Nails, combo attivo da un decennio ma che ha raggiunto l'obiettivo della registrazione solamente in questo 2011 con 'Mind Control', un EP di sei pezzi inediti. La scaletta della serata vede cinque di questi brani riproposti, a cui si aggiungono tre cover che ben indicano il genere del gruppo, ovvero una buona unione fra l'heavy classico di stampo britannico (Judas Priest e Iron Maiden fra i principali) e quella buona robustezza dell'intransigente heavy tedesco (Grave Digger e Running Wild), a cui potremmo aggiungere anche certe accelerate tipiche del thrash metal, sempre senza estremizzare il risultato finale. Vi è da dire che tutte le composizioni dei nostri risultano piuttosto articolate, ma non per questo la prova del gruppo risulta meno riuscita, e ve lo dice uno che non aveva mai ascoltato nulla della band in questione. La formazione risulta compatta fin dall'inizio e a spuntare è naturalmente il cantato di Paolo "Ozzy" Billi, vero animale da palcoscenico capace di destreggiarsi in ottime sezioni vocali piene di grinta, ma capace anche di intraprendere sezioni più melodiche e calme. Ottima anche la sezione ritmica, con un motore inarrestabile dietro alla batteria che risponde al nome di Federico Viviani e Matteo Picchi al basso, e incisiva la parte chitarristica composta dal duo Riccardo Alderigi (chitarra solista) e Claudio Della Bruna (seconda chitarra). Il pubblico presente, purtroppo ancora poco alle 21:30 di sera, sembra gradire la proposta dei nostri e non mancherà, a concerto finito, di accaparrarsi l'EP in questione. In definitiva una bella prova quella dei Rusty Nails, gruppo che non avevo mai sentito e che mi ha convinto quasi completamente: ancora qualche concerto a supporto per il recentissimo EP e i nostri potrebbero essere già pronti per debuttare con un lavoro completo. Scaletta: - Dogs of War - Shadow of the Black Hand - Kill the King (Rainbow cover) - Burn one More - End of All Days - Diamonds and Rust (Joan Baez/Judas Priest cover) - Mind Control - Rebellion (Grave Digger cover) (clicca sulle immagini per dimensioni maggiori) AxevyperUn veloce cambio di palco mentre il locale inizia a contare già qualche persona in più - non comunque ai livelli a cui ci si aspetterebbe per un mini-festival del genere, peraltro completamente gratuito, ma passiamo oltre - e raggiungiamo le 22:30 quando i cinque Axevyper prendono possesso dell'Exenzia. Grandi acclamazioni per i nostri da parte del giovane pubblico assiepato in prima fila mentre il gruppo inizia a presentarci una scaletta quasi completamente cantata in italiano, proprio in supporto al recente EP 'Angeli d'acciaio' uscito per My Graveyard Productions. "Re della Luce", "Vergine Stigia", le già ben note "Revenge of the Axe" e la Manilla Road-iana "Roadster" scorrono una dietro l'altra senza tante pause, con la band che sa interagire e coinvolgere il pubblico, una dote che nei concerti conta quanto il saper suonare. È il tempo del primo ospite della serata e un raffreddato Fils Cicero introduce Giancarlo Fontani, storico singer dei primi Sabotage, con cui gli Axevyper propongono prima "Oltre la marea" (versione con testo differente della loro hit "Axevyper"), quindi "Rumore nel vento", tratta direttamente da quel famoso lavoro degli anni '80 ri-pubblicato nel 2009 dalla Jolly Roger Records. Il pubblico gradisce molto e si scatena sulle note di un brano divenuto oramai un altro simbolo del metal italiano anni '80. C'è tempo ancora per l'intransigente "Poserkiller" e la più calma "Siamo sempre noi", entrambe degne rappresentanti di cosa vuol dire seguire veramente l'heavy metal italiano. Secondo ospite della serata, per una cover che gli Axevyper già in passato avevano presentato, è Bud Ancillotti con cui viene eseguito il classico "Viaggio in Inghilterra": presentare una cover della Strana Officina in Toscana è un successo assicurato e anche in questo caso il supporto non è mancato. Colpo di coda con le due italiane "Non è finita qui" e "Angeli d'acciaio" e i nostri si congedano dal pubblico acclamante, lasciando soddisfatti quanti volevano un po' di sano heavy metal ultra-classico e senza tante pretese.I nostri lasciano anche in dote un impianto che sembra oramai perdere colpi, con la cassa sul lato destro pronta a gracchiare ad ogni minima sollecitazione, fattore che purtroppo danneggerà i gruppi seguenti: un vero peccato per una serata che si sarebbe potuta concludere in maniera molto più proficua. Scaletta: - Re della Luce - Vergine Stigia - Revenge of the Axe - Roadster - Oltre la marea (w/ Giancarlo Fontani on vocals) - Rumore nel vento (Sabotage cover w/ Giancarlo Fontani on vocals) - Poserkiller - Siamo sempre noi - Viaggio in Inghilterra (Strana Officina cover w/ Daniele "Bud" Ancillotti on vocals) - Non è finita qui - Angeli d'acciaio Rosae CrucisSono le 23:40 quando i Rosae Crucis salgono sul palco sulle note dell'introduttiva "Sacrem Reformationem". Il gruppo capitolino, che nell'ultimo anno ha allentato un po' la frequenza dei concerti per diversi motivi, si rivede nuovamente partecipe di un concerto dal forte impatto, tanto sonoro quanto d'immagine. Nelle tuniche d'ordinanza si parte in quarta con "Rosa Croce" e "Crociata", con tanto pubblico in prima fila a incitare i nostri: la prestazione del gruppo è ottima come al solito, ma purtroppo minata dai problemi all'impianto di cui già si è accennato. L'ottimo Giuseppe "Ciape" Cialone dietro al microfono si riconferma un vocalist d'eccezione, completamente a proprio agio in questi brani cantati in italiano, e accompagnato da quella che è oramai la solida line-up composta da Andrea "Kiraya" Magini (chitarra), Tiziano Marcozzi (chitarra), Daniele Cerqua (basso) e Piero Arioni (batteria) si riconfermano un vero carrarmato che è pronto (già da tempo per la verità) a poter approdare anche su palchi esteri. Nel frattempo è l'Exenzia a poter godere della presenza dei nostri, che dopo una splendida "Venarium", fanno un salto indietro nel tempo con "Bran Mak Morn" e "Vermi della Terra", entrambe dal disco 'Worms of the Earth' (l'ultima in verità ancora precedente, essendo incisa in lingua madre sui demo degli anni '90). Il grido di "Fede Potere Vendetta", da sempre simbolo della epic metal band, riscalda ancora gli animi dei presenti, così come le conclusive "Sangue Acciaio" e "Yes We Tank", brani inediti registrati in occasione degli ultimi due lavori in studio ('Fede Potere Vendetta' e la relativa Overlord Edition, entrambi sotto Jolly Roger Records). A concludere effettivamente l'ora di concerto dei Rosae Crucis è l'immancabile cover di "Ballo in Fa# Minore" di Branduardi, abilmente riarrangiata dai nostri e capace di suscitare ancora una volta l'interesse di tutti i presenti. In definitiva un'altra ottima prova per i Rosae Crucis che, al di là di alcuni problemi d'impianto, riescono ancora una volta a portare a casa un ottimo concerto: una delle punte di diamante della scena metal italiana e fra gli attuali massimi esponenti proprio di quel cantato in lingua madre tanto a cuore alla loro etichetta.Scaletta: - Sacrem Reformationem - Rosa Croce - Crociata - Venarium - Bran Mak Morn - Vermi della Terra - Fede Potere Vendetta - Sangue Acciaio - Yes We Tank - Ballo in Fa# Minore (Branduardi cover) Gli headliner della serata salgono intorno all'una meno un quarto sul palco: l'Exenzia non si è propriamente riempita nel frattempo, lasciando un po' di dispiacere nel vedere l'ennesima serata dedicata al metal italiano disertata per chissà quali motivi. Ma tralasciando questi argomenti è bene arrivare all'ingresso in scena dei quattro Etrusgrave che, all'indomani della pubblicazione del loro secondo album a titolo 'Tophet', si presentano in forma come sempre. Superato l'intro "Nothung Schvert" è "The Only Future" ad aprire degnamente l'esibizione dei nostri, impeccabile dal punto di vista strumentale, con un Fulberto Serena come sempre fenomenale alla chitarra e un grande Tiziano Sbaragli al microfono nonostante problemi di salute che a quanto pare non hanno lasciato scampo neppure a lui. Dall'ultimo album i nostri ci propongono "Tophet" e "The Silent Death", nonché l'immancabile "Angel of Darkness", da anni già presente nelle scalette dei nostri. Questi nuovi brani riconfermano il giudizio più che positivo espresso sul loro secondo album: brani leggermente più complessi, ma tanto maturi da segnare un grande passo in avanti per il combo di Piombino, tanto da non far sentire ad esempio la mancanza di una "Deafening Pulsation", da sempre fra i momenti più richiesti e acclamati in sede live. Come non ricordare poi l'esibizione di "Dismal Gait", impreziosita dalla presenza sul palco nuovamente di Bud Ancillotti, che insieme a Tiziano si divide il cantato mettendoci la propria interpretazione. Il momento più lungo è tutto dedicato però a quello che è un capolavoro del metal anni '80: "Collossus of Argil", direttamente dal debutto dei Dark Quarterer, viene riproposta in una veste praticamente identica all'originale con un Fulberto inimitabile. Sul chiudere della serata l'intero palco viene investito da tutti i musicisti (e anche parte del pubblico) per gli auguri al festeggiato della serata, ovvero Daniele "Scavenger" Gerini, che ha voluto festeggiare quarant'anni nella maniera migliore per un defender. Sulle note di "Angel of Darkness" si conclude così la serata degli Etrusgrave, purtroppo con il dispiacere nel non poter suonare un ultimo brano a causa dell'orario limite oramai superato: "Lady Scolopendra" viene così rimandata alla prossima occasione, mentre soddisfatti - non dell'impianto, che anche nell'esibizione degli Etrusgrave ci ha messo del suo - ci si allontana dal palco dall'Exenzia e si intraprende il viaggio di ritorno. Una bella serata questa dell'Exenzia, che riconferma tre oramai solide realtà italiane come i Rosae Crucis, gli Axevyper e gli Etrusgrave, e ha avuto modo di presentare anche un'ottima band come i Rusty Nails. Peccato per la poca risposta del pubblico, soprattutto in una zona come la Toscana da anni oramai culla del metal italiano e per un evento completamente gratuito. Come ha sempre ripetuto Ciape anche durante la serata "il metal italiano non è secondo a nessuno". Peccato che del pubblico italiano non si possa dire altrettanto. Scaletta: - Nothung Schvert (Intro) - The Only Future - Tophet - Dismal Gait (w/ Daniele "Bud" Ancillotti on vocals) - The Silent Death - Colossus of Argil (Dark Quarterer cover) - Angel of Darkness Live report a cura di Gabriele Nunziante Fotografie a cura di Domiziana Suprani |













Serata di grande metal italiano il 26 marzo all'Exenzia Club di Prato: a portare alto il metal tricolore ci pensano quattro valide realtà da anni impegnate nella causa. Parliamo di Etrusgrave, forti della loro seconda release a titolo 'Tophet', i Rosae Crucis, direttamente da Roma e finalmente di nuovo attivi in sede live, gli Axevyper, freschi di EP in italiano e un album uscito da neanche sei mesi, ed in fine i Rusty Nails, valida realtà che si conferma la sorpresa della serata. Di seguito il report del mini-festival con foto e scalette di tutte le band.




















Commenti
Stay Metal!
sara' veramente difficile da dimenticare, ottime tutte le
bands e le sparate di Ciape inneggianti all'Italia del Metal
mi hanno emozionato...
un grazie a tutti e specialmente agli organizzatori, a Daniele e a tutti gli amici incontrati.mi spiace non aver salutato e ringraziato di persona ma il tempo era davvero tiranno e son dovuto scappare. Lunga vita al Metallo Italiano
boh.. il metal e' effettivamente finito?