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Domine, Darking (Prato, 29/01/2011)
Scritto da Gabriele Nunziante   
Venerdì 04 Febbraio 2011 10:00
Domine, Darking (Prato, 29/01/2011)Tira un vento a dir poco gelido fuori dall'Exenzia Club, lo stesso che porterà verso metà serata una fastidiosa pioggia e infine, sulla via del ritorno, anche parecchia neve. A contrastare questa ennesimo ritorno del maltempo ci pensa l'atmosfera all'interno del live club di Prato, che il 29 gennaio presenta il ritorno live di una delle storiche formazioni italiane: i Domine. Ad aprire la serata i Darking, gruppo che per la loro storia sono legati proprio agli headliner della serata, tanto da riservarci sul finale del concerto una piccola sorpresa.

Darking

Si parte leggermente in ritardo rispetto all'orario fissato: sono le 23 passate infatti quando i quattro Darking salgono sul palco dell'Exenzia Club, pronti a travolgere come non mai il tanto pubblico presente. La sala del live club è infatti già abbastanza piena, ad occhio e croce 150-200 persone che diventeranno anche 300 con l'avvicinarsi dell'esibizione dei Domine, un pubblico che i Darking, come loro stessi dichiareranno a fine concerto, mai si erano visti davanti. La band guidata da Agostino Carpo non risulta per nulla intimorita, anzi: si stenta quasi a riconoscere quel gruppo ancora un po' freddo e impacciato - ma comunque tecnicamente più che valido - visto poco più di un anno fa al debutto durante il Made in Hell Fest. La prestazione dei nostri è più che travolgente, capace di esaltare un pubblico, che probabilmente mai li aveva ascoltati, fin dai primi brani e spingerli a supportare il loro operato per tutto il concerto, tre quarti d'ora circa per sei brani suonati.

La scaletta non si discosta molto da quelle dei precedenti concerti, ma è normale visto che il gruppo può vantare all'attivo un solo album di otto canzoni. Si parte con l'accoppiata "My Name is No One", oramai ben nota al pubblico, e "Magic Man", brano molto complesso ma che riesce comunque ad attirare l'attenzione dei presenti, fin da subito vicini al palco. A contrastare questo brano meno immediato ci pensa il primo, e unico, inedito presentato in serata dalla band: si tratta di "Killing Machine", brano composto in questi ultimi mesi e che risulta essere un vero monolite di metallo fuso, con riff pesanti che non lasciano prigionieri, un classico heavy metal che mette leggermente da parte la vena più epica del gruppo. Si torna a 'Sons of Steel' con la successiva "Sign of the Cross", brano che se già sull'album di debutto si era dimostrato evocativo, anche dal vivo riesce a mantenere quell'aurea mistica, regalandoci uno dei momenti più intensi nello show dei Darking. La chiusura viene invece affidata a due brani più veloci e immediati: si parte con "Promise of Evil", traccia velocissima in cui il gruppo non tira neanche un respiro, quindi con quella che è già diventato un classico per la band, ovvero l'anthemica "Sons of Steel". Al suo grido si chiude quest'ottimo concerto dei Darking: è stato un piacere vedere in appena un anno crescere così tanto il gruppo, oramai ben rodato anche dal vivo a dispetto, purtroppo, delle poche date live a cui hanno potuto suonare. Un ottimo motore ritmico, composto da Leonardo Freschi (batteria) e Matteo Lupi (basso), un grandissimo cantante come Mirko Miliani e infine l'ottimo Agostino Carpo, chitarrista preciso e che sopperisce ottimamente la mancanza di una seconda chitarra: i Darking si confermano un'ottima realtà.

Scaletta:
- My Name is No One
- Magic Man
- Killing Machine
- Sign of the Cross
- Promise of Evil
- Sons of Steel

DarkingDarkingDarking
DarkingDarking

(clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)

 

Domine

L'Exenzia inizia ad essere veramente pieno quando, dopo un veloce cambio di palco e di strumentazione, i Domine sono oramai pronti a riscaldare il locale. Il gruppo di Firenze, ma di origine piombinese, mancava da diversi mesi dai palchi italiani e segna in questa data il ritorno di Riccardo Iacono alle tastiere, posto che negli ultimi due anni era stato occupato da Gabriele Caselli. Il gruppo si dimostra come sempre ad altissimi livelli, con una scaletta capace di spaziare sull'intera discografia senza ripiegare su riempitivi, ma solamente su quei tanti brani che sono entrati di diritto fra i migliori della band.

L'introduttiva "Hymn" spalanca le porte ai nostri mentre prendono possesso del palco: al fianco dei fratelli Paoli, Enrico alla chitarra e Riccardo al basso, troviamo Stefano Bonini alla batteria e il già citato Riccardo Iacono alle tastiere. È con "Thunderstorm" quindi che la band parte in quarta, con Morby a gran voce salutato nel suo ingresso e già in ottima forma fin dai primi incredibili acuti, giusto per far capire, se ancora ce ne fosse bisogno, a che livelli continui a viaggiare lo storico frontman toscano. Si rimane sempre sui primi dischi mentre passano in gran spolvero brani come "The Mass of Chaos" e "The Hurricane Master", tutti accolti a gran voce dalla folla presente. Il pubblico, assiepato in prima linea sotto il palco, canta a squarciagola tutti i brani, una partecipazione che a livello underground raramente si può vedere ma che i Domine si sono guadagnati in quasi un trentennio di attività e cinque ottimi dischi. Con "The Messenger", splendida riproposta dal vivo, e la lunghissima "The Aquilonia Suite" si fa un salto negli ultimi lavori del gruppo, quindi è il tempo di un brano più lento per permettere alla band di riprendere fiato. Ci pensa "The Prince in the Scarlet Robe", con i suoi bei passaggi di tastiere e di chitarra, mentre ci si riprende con "True Believer" e "On the Wings of the Firebird". La fine della prima parte viene segnata da un altro ripescaggio dai primi dischi, ovvero l'ottima "Dragonlord", capace di raggiungere picchi altissimi di epicità.

Il gruppo esce quindi di scena fra gli applausi generali, pronto a tornare dopo poco al grido di "Ave Domine". Si riparte alla grande con le cavalcate wagneriane di "The Ride of the Valkyries", splendida nelle sue sezioni tastieristiche. Ma il meglio deve ancora arrivare: a suggellare la serata ci pensa l'entrata in scena di Agostino Carpo, chitarra dei Darking e proprio membro fondatore insieme ai fratelli Paoli dei Domine. Per la prima volta dopo quasi un ventennio (il chitarrista suonò con loro fino al 1993) almeno la formazione chitarre-basso viene così ricomposta (da segnalare la presenza anche di Stefano Mazzella, primo cantante del gruppo, in prima fila per tutto il concerto, mentre purtroppo assente Carlo Funaioli, batterista della prima formazione). Con l'aggiunta di Agostino i nostri riprendono in mano quello che è uno degli apici massimi del debutto, 'Champion Eternal': "The Chronicles of the Black Sword" viene riproposta in tutta la sua maestosità, un brano senza tempo in cui passaggi oscuri ed epici si susseguono in parti strumentali impeccabili. A tanti anni dalla sua incisione, un brano che riesce ancora a trasmettere brividi ad ogni ascolto. Agostino lascia dunque il palco alla formazione odierna dei Domine, i quali vanno a chiudere la serata con un altro brano immancabile e da sempre posto in chiusura di scaletta, ovvero la leggendaria "Defender".

Va a chiudersi così la serata dedicata ai due gruppi di Piombino, un'enorme soddisfazione visto che entrambi i concerti si sono rivelati oltre ogni aspettativa. L'accoppiata Darking e Domine è più che azzeccata, anche al di là della presenza di un ex-membro dei secondi nei Darking: il grande impatto sonoro proposto dai gruppi, le origini heavy-epic per entrambi e la realizzazione di brani dalle strutture complesse ma dall'impatto immediato, più classici per i Darking e con una vena più power per gli attuali Domine, sono solo alcuni dei tratti in comune delle due band. Con l'avvicinarsi della pubblicazione dei rispettivi nuovi lavori (che, ipotizzo, potremmo aspettarci nel 2012 visto che entrambe le band sono in fase di composizione), sarebbe veramente un'occasione unica vederli girare insieme l'Italia per una serie di concerti del genere.

Scaletta:
- Hymn
- Thunderstorm
- The Mass of Chaos
- The Hurricane Master
- The Messenger
- The Aquilonia Suite
- The Prince in the Scarlet Robe
- True Believer
- On the Wings of the Firebird
- Dragonlord
Encore:
- The Ride of the Valkyries
- The Chronicles of the Black Sword
- Defenders

 

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(clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)

 

Live report a cura di Gabriele Nunziante
Fotografie a cura di Domiziana Suprani

 

 

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