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Wyvern, Crying Steel (Bologna, 6-7/11/2010)
Scritto da Gabriele Nunziante   
Venerdì 12 Novembre 2010 10:00
Wyvern, Crying Steel (Bologna, 6-7/11/2010)Due appuntamenti diversi per due grandi act italiani degli anni '80. In occasione del British Steel Fest del 7 novembre a Bologna, non potevamo mancare all'appuntamento con i Crying Steel, unica band italiana ad esibirsi in questo festival dedicato ai 30 anni della NWOBHM. Al fianco di Angel Witch, Grim Reaper, Girlschool e molti altri, il quintetto bolognese ha dato ancora una volta prova delle proprie reali capacità, esibendosi per la prima volta con il nuovo cantante. Ma il nostro report inizia dalla sera prima, quando in un circolo poco fuori le mura bolognesi si è tenuto un altro piccolo evento per la nostra scena: il ritorno live per i parmensi Wyvern.

Wyvern (Bologna, 6/11/2010)

L'appuntamento è per le 11:30 passate al Thunder Dome di Bologna, piccolo circolo privato che negli ultimi mesi sta iniziando a darsi da fare anche nel campo live (solo lo scorso mese si erano esibiti, fra gli altri, Tarchon Fist e Never Night). Il locale si presenta non troppo grande e dotato di una sola sala, comunque molto accogliente e dall'atmosfera molto colloquiale, con musica costantemente sparata dalle casse e un piccolo ma fornito bar. Il pubblico ha già riempito parte della sala, niente che faccia pensare a un pienone, ma l'atmosfera è al giusto per accogliere i cinque Wyvern. In una formazione da poco rivisitata, la band si presenta con gli storici Fausto Tinello al basso, Fabrizio Bernardi alla batteria, Fabio Bonaccorsi alla voce e due giovanissimi chitarristi, Simone Manuli (anche alle tastiere) e Nicola Denti. Il gruppo aveva promesso una scaletta che avrebbe spaziato su tutto il repertorio della band, ed effettivamente è stato così, visti i tanti ripescaggi dai demo degli anni '80, dal primo album del 1990 e dal secondo, registrato fra gli anni '90 e il 2000 ma previsto in uscita solo in questo fine 2010.

La serata parte in quarta con "Season of Power", ma si evidenziano purtroppo subito i limiti acustici della sala, un po' troppo piccola per contenere l'audio sparato a livelli massimi. Fortunatamente con il passare dei brani il suono assume finalmente livelli accettabili grazie al lavoro dietro al mixer, così i nostri, veramente inarrestabili (quasi nulle le pause fra un brano e l'altro), hanno la possibilità di esprimere al meglio tutto il loro repertorio. "Lonely in the Street" e "Behind Bars" sono ripescaggi del primissimo periodo, brani diretti e che danno il meglio della band, inframezzati dalla title-track del nuovo lavoro, "Lord of Winter". Il lavoro dei due nuovi chitarristi è molto buono, riuscendo a replicare ciò che in passato i precedenti axeman erano riusciti a fare. In particolare spicca il lavoro dell'ultimo arrivato, Nicola Denti, chitarrista solista già in forza nei Fear of Fours e State of Mind. La sezione ritmica è da sempre il punto di forza dei Wyvern: sia Fabrizio che Fausto rimangono due colonne portanti del sound del gruppo, così come il cantato di Fabio Bonaccorsi. Si procede con due brani tratti dall'ultimo album, "Her Majesty Rage", brano molto complesso e che purtroppo ha visto i suoi limiti solo in un audio troppo impastato per poter seguire attentamente i vari strumenti, e "Ice Guardian", canzone che invece risulta molto più diretta e, parere personale, fra le migliori del nuovo corso presentate nella serata. Si torna al passato con la sempre attuale "Fight for your Life", brano in cui la direzione più heavy e il sound ispirato alle zucche di Amburgo ben si fondono insieme, mentre la successiva "Wyvern" funge da presentazione per l'intera band. Oramai alla fine, proprio mentre il locale inizia a popolarsi un po' di più (arrivano proprio in quel momento le Girlschool), il gruppo si lancia in "Out in the Rain", altra anticipazione del nuovo album, che ora speriamo di avere davvero fra le mani a breve.

In definitiva un bel ritorno per i Wyvern, forse guastato solamente dai suoni non proprio eccellenti del locale: è per questo che spero di poterli rivedere quanto prima su un palco più grande, dove si possa davvero godere al meglio della loro musica. Ultima cosa, mi sarei aspettato anche una scaletta un pochino più lunga, vista l'oretta scarsa di esibizione e tenendo anche conto che erano l'unica band della serata. Poco male: questo warm-up show prima del British Steel Festival è stato un buon modo di passare un sabato sera all'insegna del metal italiano e questo ritorno live per i Wyvern sarà sicuramente solo l'apripista per una serie di interessanti concerti.
 
 
WyvernWyvernWyvern
WyvernWyvernWyvern

(clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)

Scaletta:
- Season of Power
- Lonely in the Street
- Lord of Winter
- Behind Bars
- Her Majesty Rage
- Ice Guardian
- Fight for your Life
- Wyvern
- Out in the Rain

 

Crying Steel (Bologna, 7/11/2010)

Cambio completo di location per il primo appuntamento con il British Steel Fest. Il palazzetto è il già ben noto Estragon, costruzione a pochi chilometri da Bologna e oramai meta fissa per i concerti più quotati, l'appuntamento uno di quegli imperdibili per gli appassionati della scena più classica. In occasione del trentennale della NWOBHM, Bologna Rock City inaugura questo nuovo festival, che nelle intenzioni dovrà essere annuale, per portare in Italia il meglio della scena inglese degli anni '80. Un bill di primo ordine sicuramente, visto che non si è lesinato sui gruppi: Angel Witch, Girlschool, Diamond Head, Demon, Grim Reaper, Elixir, Weapon. A rendere un po' più italiana la serata ci pensano i nostri Crying Steel, formazione fra le più note dell'area bolognese e che, dopo un anno e mezzo di stop dopo l'abbandono di Luca Bonzagni (segnaliamo una sola data di supporto ai Gotthard in quel di Roma a fine 2009), tornano finalmente sui palchi italiani, presentando in questa prima data il nuovo vocalist e due inediti dal terzo album in lavorazione.

L'appuntamento inizia alle 16:30 e c'è purtroppo da segnalare subito l'assenza dei Weapon, pare per problemi con l'aereo che avrebbe dovuto portarli in Italia. Ci pensano dunque gli Elixir a dare il via alla serata e fin dalle prime battute il festival si rivela di ottima qualità: la band inglese sforna una bella esibizione, pescando dai vecchi album così come dagli ultimi lavori. Da notare inoltre la moltissima gente accorsa in quel di Bologna fin dagli inizi del festival, il che fa presagire un successo veramente oltre ogni aspettativa. Si susseguono sul palco i Grim Reaper, guidati da un sempre incandescente Steve Grimmet così come lo avevamo lasciato un anno fa, ma più che mai orfano di una seconda chitarra che inizia veramente a farsi sentire, e gli ottimi Demon, forti di una formazione da brividi per bravura e tecnica, nonché un ottimo feeling con il pubblico da parte dello storico Dave Hill.

19:45 in punto quando l'orgoglio bolognese sale sul palco dell'Estragon, pronto a mettere a tacere tutte le voci che li vedevano oramai persi dopo l'abbandono dello storico cantante: solo tre quarti d'ora assegnati al gruppo per convincere il pubblico presente, ma i nostri per nulla intimoriti mettono fin dall'inizio a ferro e fuoco il palco dell'Estragon, proponendo brani che spaziano su tutta la loro carriera. Brani tratti dall'ultimo 'The Steel is Back', come "Raptor" e "Let it Down", così come dal lontanissimo EP omonimo, omaggiato con una superba "Runnin' Like a Wolf" e "Hero", riscaldano la platea,  partecipe anche davanti a un gruppo un po' intruso in un festival tutto dedicato al metallo inglese. Si era parlato in apertura della presentazione del nuovo cantante, ed effettivamente a occupare l'ingombrante posto dietro al microfono è Stefano Palmonari, vocalist indubbiamente dotato e capace di interpretare ottimamente i vecchi brani del gruppo. I Crying Steel hanno fatto dunque la loro scelta e questa non può che essere delle migliori: pur non essendo un vero emulo di Bonzagni, sicuramente potremo aspettarci molto dal terzo album in lavorazione. Ed è proprio da quest'ultimo che i nostri ci propongono i due inediti della serata, "Defenders", dedicata come si può immaginare a tutti i metalhead in circolazione, e "Beverly Kills". Il marchio di fabbrica è sempre lo stesso da trent'anni: puro heavy metal con quel tocco inglese che li ha sempre caratterizzati. Chiusura di concerto con la travolgente "Thundergods" per tre quarti d'ora all'insegna dei Crying Steel, un ritorno tanto atteso quanto gradito dai fans. Appuntamento ora il prossimo 4 febbraio nuovamente a Bologna, quando in occasione del compleanno di BRC presenteranno anche una limitata edizione in vinile del loro ultimo lavoro.

Scesi dal palco i cinque, il festival è giunto solamente a metà serata, e il resto si profila più esplosivo che mai: Diamond Head, Girlschool e, per la prima volta in Italia, gli Angel Witch sono pronti a chiudere degnamente un festival che, per una volta, non ha nulla da invidiare all'estero. Quello che vi lasciamo, per coloro che avessero saltato il festival, sono le fotografie a pagina 2 del presente live report. L'appuntamento successivo è per il 5 novembre 2011, quando lo Steel Fest tornerà nuovamente all'Estragon per la seconda edizione.
 
 
Crying SteelCrying Steel
Crying SteelCrying Steel
 
(clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)

Scaletta Crying Steel:
- No One's Crying
- Raptor
- Next Time don't Lie
- Let it Down
- Defender (inedita)
- Runnin' like a Wolf
- Beverly Kills (inedita)
- Hero
- Thundergods

 

Continua a pagina 2 per le foto degli altri gruppi del festival>

 

Live report a cura di Gabriele Nunziante
Fotografie a cura di Domiziana Suprani

 



 

Commenti 

 
# Defender85 2010-11-12 12:47
Io c'ero, ma solo nella giornata campale con i Crying Steel! Veramente grandi, si sono difesi alla grande tra mostri sacri come Grim Reaper, Diamond Head e Angel Witch, vere leggende viventi!
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# gandaffo 2010-11-12 14:34
Bellissimo il Festival...gli Angel una spanna sopra a tutti. I Crying Steel hanno suonato bene e i pezzi nuovi non sono male, mi sembrano molto simili. Sul cantante nuovo a me non piace molto..apparte a me non piaceva neanche il vecchio cantante. Per me è sempre stata un pò la limitazione della band avere un catante del genere...un pò monotematico..Sono curioso di sentire come canta sull'album nuovo.
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# art66 2010-11-12 15:16
Grande festival, ai Grim Reaper più che un secondo chitarrista serve un batterista, quello visto domenica era impresentabile. Gabriele mi avrebbe fatto piacere conoscerti... peccato sarà per la prosima volta.
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# Gabriele 2010-11-12 15:38
Anche un altro batterista non avrebbe fatto male in effetti, rispetto a Pete Newdeck questo nuovo... Comunque mi sono piaciuti molto più l'anno scorso i Grim Reaper (la data ad Argelato con i Praying Mantis), forse erano più in forma o semplicemente in un locale più piccolo erano riusciti a dare il meglio. Anche il pubblico questa volta non mi è sembrato tanto partecipe, l'anno scorso dopo un minuto era già un'impresa restare davanti al palco.

Spiace anche a me non esserci conosciuti Arturo, sarà sicuramente per un'altra volta!
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# Patrizia 2010-11-13 15:01
Ho avuto il piacere di essere presente al concerto dei mitici Wyvern, molto intenso il lavoro che hanno fatto, calcolando il tempo che hanno avuto per preparasi per questo debutto. Sono rimasta colpita in particolare dal batterista preciso ed incisivo come sempre, un tutt'uno con la sua batteria, troppo bravo...ops sono un pochino di parte...ma adoro vederli suonare dal vivo, mi diverte molto e sapendo gli sforzi che in questi anni hanno fatto, vederli così uniti e ben amalgamati nonostante i nuovi arrivati, tra l'altro molto bravi, mi fa ben sperare. Ringrazio Keller della J.R per avere creduto in loro.
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