 L'appuntamento di quest'anno del " 3 Days In Rock" ha portato tra le colline del Veneto una ventata di sanissimo Heavy Metal di fabbrica rigorosamente italiana, grazie anche alla partecipazione di gruppi di punta della scena peninsulare quali Tarchon Fist e Dark Quarterer. Appunto i primi sono stati protagonisti della serata del 3 luglio, che ha riservato piacevoli rivelazioni in merito alle band esibitesi ma anche qualche triste notizia da parte del gruppo bolognese: una grande serata, funestata solamente dal non eccessivo afflusso di pubblico
Witchunter Ad aprire le danze ci hanno pensato in maniera superba i Witchunter, quartetto abruzzese dall'anima dura e pura che per una buona mezz'ora ha catapultato il pubblico indietro nei favolosi anni '80 con il suo Heavy-Speed vecchia scuola. Niente da eccepire dunque su questi quattro ragazzi di Teramo che hanno suonato con una carica mostruosa, immane: a tratti mi sembrava persino di ascoltare i mitici Astaroth! Le ritmiche serrate, la chitarra ruvida (il chitarrista Federico mi ha confessato poi in separata sede di stravedere per acts come Fingernails e Tank), la voce aggressiva e spietata, in grado di svettare al momento giusto verso acuti vertiginosi, una miscela esplosiva che ha fatto strage tra i presenti: brani come"Over the Lightning", "Twisted by Fire" o la stessa "Witchunter" hanno coinvolto alla grande e hanno mostrato una band grandiosa. Un gruppo da seguire senza indugi, con alle spalle un demo e uno split album; tra le altre cose saranno presenti anche al Play It Loud IV del 30 ottobre di quest'anno. Un signor concerto il loro: meravigliosi. Scaletta: - Highly Strung (Chateaux cover) - Nothing to Lose - Over the Lightning - Speed Killer - Twisted By Fire - Witchunter - Hell for Leather (clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)
Dragonia Sonorità decisamente più moderne invece per i successivi Dragonia, formazione fiorentina di grande bravura dedita ad un Metal sinfonico accattivante, epico e potente, tanto da rasentare a volte la brutalità del Death melodico, non fosse per l'approccio chiaramente melodico e per le clean vocals del funambolico Massimo Menichetti, vero mattatore del palcoscenico con la sua voce alta e squillante e la sua mostruosa chitarra a otto corde. Il gruppo era in forma perfetta e ha fatto sfoggio del suo altissimo tasso tecnico presentando una scaletta di brani tratti dal loro disco auto-prodotto 'Blood, Will And Soul', come "Gods Wish You to Die", che ha aperto in maniera esplosiva il loro concerto, e la fantastica, epica "Dragonia" (presente a dire la verità anche nel loro demo 'Resurrection'), il cui ritornello tutti alla fine hanno cantato assieme al gruppo. Momento di grande trasporto è stato poi un sentito tributo allo scomparso Ronnie James Dio, nella forma di "Heaven and Hell", introdotta da un sentito discorso del bassista Marco Menichetti e che il pubblico ha più che gradito accompagnando la band con cori dall'inizio alla fine del pezzo. Grandissima prestazione anche la loro: niente prigionieri per questi quattro scatenati ragazzi toscani. Scaletta: - Gods Wish You to Die - Days of Sorrow - Dragonia - Heaven and Hell (Black Sabbath cover) - Forever Night Never Night Grande riscontro anche per i Never Night, in un certo senso i padroni di casa della manifestazione, reduci dall'esibizione di tre settimane fa al Rock At' Tarz e che stavolta per motivi tecnici non hanno potuto far partire la loro performance con la consueta "Intro" e l'intervento scenico iniziale della Notte (l'ormai noto Davide "Mafia" Dussin) sul palco: poco male, dato che l'opener "Still Rage" ha comunque sortito l'effetto di abbattersi come una furia sul pubblico del festival, che si è mostrato fin da subito molto coinvolto. Nulla da dire ancora una volta su questa band, che si sta facendo largo a spallate in Veneto e che quindi contava su numerosi fans della zona: i quattro montebellunesi hanno trascinato i presenti con il loro Thrash melodico e con una prestazione a dir poco adrenalinica. "The Reaper", "Nevernight" e "The Siege" sono state eseguite da un gruppo in grandissima forma e accolte da un pubblico partecipe che ha risposto calorosamente, bombardato instancabilmente dalle furiose scariche di batteria del grande Manuel. La chiusura affidata ancora una volta alla nuovissima e devastante "Nuclear Apocalypse", che a quanto pare sta raccogliendo ovunque ottimi consensi, ha infine posto il sigillo di garanzia all'ennesima grande esibizione dei nostri. Come sempre, cuore e tecnica da vendere. Scaletta: - Still Rage - The Reaper - Metal Child - The Road - Nevernight - The Siege - The Night of Death - Nuclear Apocalypse (clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)
Tarchon Fist Mancava un quarto d'ora allo scoccare della mezzanotte quando hanno preso possesso del palco i bolognesi Tarchon Fist, veri protagonisti della serata, che festeggiavano tra l'altro anche i 30 anni di attività del mitico chitarrista Lvcio. "Hammer Squad" è esplosa addosso al pubblico letteralmente con lo stesso vigore delle cariche esplosive piazzate davanti al palco (una di queste mi ha anche messo fuori uso un occhio per qualche minuto, N.d.A.)! Del resto si sa, la classe non è acqua, e i nostri, complici anche i divertenti discorsi di uno scatenatissimo Marco "Wallace", hanno fatto la parte dei leoni proseguendo con brani del calibro di "Thunderbolt", la vibrante "Metal Detector" e "Bad Man Mania", nonché una scoppiettante cover di "Breaking the Law". Grandissima partecipazione corale e accendini in mano per la ballad "Blessing Rain", e comune dispiacere e senso di perdita all'annuncio del cantante Sange che proprio questo concerto sarà il suo ultimo prima di abbandonare la scena per motivi personali, come già del resto annunciato da tempo. Quasi a voler stringere in un ultimo, sentito abbraccio tutti i fans presenti, è partita allora, fantastica, "It's My World", seguita da "We are the Legion", cantata a squarciagola da tutti quanti e terminata con tanto di lancio di fuochi d'artificio, meravigliosi nella cornice dei boschi del Montello. A salutare infine tutti i convenuti, una esaltante cover di "Highway to Hell", dopo la quale, con gli ultimi saluti della band, si sono spenti i riflettori sul palco, lasciando il ricordo di una grandissima serata live performata da quattro gruppi spettacolari: tutti hanno suonato bene, tutti hanno sfruttato al meglio quest'occasione. Peccato solamente per il mancato afflusso di pubblico nei numeri previsti (anche se ai presenti la cosa non è importata per nulla, dato che ci siamo tutti divertiti alla grande) e, ovviamente, per l'abbandono di Sange, per sempre e comunque uno di noi! Sentiti auguri invece al mitico Lvcio: vogliamo altri 100 anni di Tarchon Fist! Scaletta: - Hammer Squad - 3 Days In Hell - Black Gold Fever - Thunderbolt - Breaking the Law (Judas Priest cover) - Metal Detector - Eyes of Wolf - Bad Man Mania - Blessing Rain - Fighters - Victims of the Nations - Princess of the Night (Saxon cover) - It's My World - We are the Legion - Highway to Hell (AC/DC cover) |
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Colgo, inoltre, l'occasione per una precisazione. Non abbandono la scena, continuerò a fare musica in un contesto meno impegnativo ma non per questo meno professionale ed, a breve, potrò dare qualche interessante (credo) novità!
A presto,
Sange
Mariachi
P.S.: beh, allora sinceri auguri al grande Sange per i suoi progetti futuri!
Italian Heavy Metal Sempre Over The Top!