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Tarchon Fist (Marzabotto, 25/06/2010)
Scritto da Gabriele Nunziante   
Giovedì 01 Luglio 2010 09:00
Tarchon Fist (Marzabotto, 25/06/2010)Dopo l'annuncio dello scorso gennaio dell'uscita del cantante per questioni personali, non si aspettava altro che una data dei Tarchon Fist nella loro città d'origine. Ad ospitarli in questa loro ultima data bolognese con Sange alla voce è, dopo l'annullamento della data all'House of Rock del 18 luglio, la cornice abbastanza insolita del parco P. Impastato di Marzabotto. All'interno della rievocazione storica legata alla civiltà etrusca e Kainua, acropoli sorta oltre mezzo secolo fa in questo territorio, la band si è esibita con una lunghissima scaletta che ripercorre l'intera carriera del gruppo.

 

La serata inizia intorno alle 22, quando i cinque legionari prendono possesso del palco davanti ad un pubblico poco numeroso ma non per questo meno agguerrito. La possibilità offerta in questa occasione ai Tarchon Fist è più che allettante: avendo a disposizione praticamente tutta la serata per loro, vista l'assenza di band di supporto, il gruppo si lascia andare ad una set-list lunghissima di venti brani, per più di un'ora e mezza, che gli permette di riassumere l'intera discografia e omaggiare anche con una serie di cover i loro gruppi di riferimento. Si prende subito il via con quattro brani tratti dall'ultimo album del gruppo, 'Fighters', uscito lo scorso ottobre per la My Graveyard Productions: "Bad Situation", "Falling Down", "Hammer Squad" e "3 Days in Hell" si susseguono adrenaliniche come non mai, dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che i Tarchon Fist sono un gruppo prettamente live. Purtroppo i suoni non sono del tutto eccezionali, soprattutto nella prima parte del concerto, in cui il rimbombo causato da un palco inadatto e un microfono che per tutta la serata sarà preda di scariche improvvise, rovinano in parte lo show dei nostri. Ma la carica infusa dai cinque legionari è indubbia, e ne sono conferma le prime file, composte da fan scatenati di tutte le età, nonché la presenza di un pubblico di curiosi che fa la spola fra gli stand dedicati alle crescentine e tigelle e il palco dei nostri.
Sange alla voce, che non tradisce le aspettative ancora una volta, si rivela essere il vero frontman della serata: sarà che questa sarà probabilmente la penultima data dal vivo con i Tarchon, ma l'ottimo vocalist si mette bene in mostra per tutta la durata del concerto, senza perdere neanche un colpo e sopportando stoicamente i problemi tecnici del microfono. Il resto della formazione è come sempre all'altezza della situazione, quattro grandi musicisti capaci di coinvolgere il pubblico senza mettere da parte i propri strumenti. La scaletta prosegue così con puntate sul disco di esordio datato 2008, come le sempre valide "Black Gold Fever", "Eyes of Wolf", "Bad Man Mania" o "Metal Detector", inframezzate dalla nuova "Thunderbolt" e dalla prima cover della serata, la celeberrima "Breaking the Law". Si riprende fiato con "Blessing Rain", ballad tratta da 'Tarchon Fist' che viene riproposta da un grande Sange, quindi è il momento di presentare la title-track del nuovo disco. Introdotta da una breve spiegazione da parte del bassista sul significato che ha il brano, nonché la presenza dei Tarchon Fist in questa particolare rievocazione storica dedicata alla civiltà etrusca, si parte in quarta con "Fighters", di cui viene fra l'altro trasmesso in contemporanea il video presentato all'uscita dell'album. Sempre dall'ultimo lavoro viene tratta "Victims of the Nations", come solito cantata parte in inglese e parte in italiano, quindi si passa alla seconda cover della serata, ovvero "Princess of the Night". Il pubblico non sembra ancora stanco, così i Tarchon Fist si lanciano nell'ultima parte della scaletta, composta per metà da brani propri e per metà da cover. "It's My World", "We are the Legion" (che rimanda al titolo del DVD uscito proprio in queste ultime settimane) e "The Game is Over" sono gli ultimi brani proposti dal gruppo, a cui fanno seguito una sempre ottima "Running Free", una "Yellow Putrefaction" a ricordarci la precedente esperienza di Lvcio Tattini, un breve accenno a "Smoke on the Water" e per concludere degnamente la serata un'esplosiva "Highway to Hell".

Mezzanotte meno venti quando si conclude il concerto dei Tarchon Fist, che lasciano il palco per ricongiungersi al pubblico rimasto fino alla fine. In definitiva un ottimo concerto che, nonostante l'acustica non all'altezza, ha regalato comunque molte emozioni al pubblico, anche a fronte di una scaletta lunghissima capace di accontentare tutti i fan. Ultima data bolognese per Sange, ma ricordiamo che il cantante sarà ancora presente sul palco del 3 Days in Rock dei prossimi 2, 3 e 4 luglio (la giornata centrale li vedrà headliner) e in eventuali (ma per ora non confermate) date estive. Per fine agosto, nelle due date dei Lizzy Borden (21 agosto a Pinarella di Cervia e il 22 a Viareggio), ci sarà molto probabilmente modo di vedere all'opera il nuovo cantante, di cui ancora non è stata svelata l'identità... Nel frattempo, il nuovo DVD 'We are the Legion', uscito ultimamente sempre sotto My Graveyard Productions, è il modo perfetto per raccontare questi primi quattro anni di Tarchon Fist, nonché la testimonianza della splendida esperienza con Luigi "J.J. Sange" Sangermano alla voce.


Scaletta:
- Bad Situation
- Falling Down
- Hammer Squad
- 3 Days in Hell
- Black Gold Fever
- Thunderbolt
- Breaking the Law (Judas Priest cover)
- Eyes of Wolf
- Bad Man Mania
- Metal Detector
- Blessing Rain
- Fighters
- Victims of the Nations
- Princess of the Night (Saxon cover)
- It's my World
- We are the Legion
- Running Free (Iron Maiden cover)
- The Game is Over
- Yellow Putrefaction (Rain cover)
- Highway to Hell (AC/DC cover)
 
 
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 (cliccare sulle immagini per dimensioni maggiori)
 

Live report a cura di Gabriele Nunziante
Fotografie a cura di Domiziana Suprani

 

 

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