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Pino Scotto (Bologna, 19/06/2010)
Scritto da Gabriele Nunziante   
Giovedì 24 Giugno 2010 09:00
Pino Scotto (Bologna, 19/06/2010)Nuovo album, nuova serie di concerti: l'inarrestabile Pino Scotto continua oramai da quattro anni a portare in giro per tutta Italia la sua musica, e ad un anno dalla sua ultima calata nel territorio emiliano, torna nuovamente con il suo "Buena Suerte Tour". Ad ospitare questa volta la sua performance è l'House of Rock, bel locale situato a pochi chilometri da Bologna, che ha pensato bene di chiudere la stagione con il concerto dell'ex-Vanadium. In apertura troviamo i bolognesi Omega Flare, band bolognese che ha ottimamente dato inizio alla serata.

Omega Flare

Aprono intorno alle 22:30 passate gli Omega Flare, giovane realtà underground che per mezzora si è messa ottimamente in mostra davanti al pubblico già numeroso. La band, che propone un progressive metal a due voci (pulita e growl) influenzato anche da altri generi, quali industrial e thrash metal, ma anche heavy più classico, è composta da Andy Sin (voce e basso), Daniele Lipparini (tastiere e growl), Federico "Feed" Venturi (chitarra) e Alessandro Soggiu (batteria). L'inizio è dei migliori, con due brani che ci mostrano l'accostamento a generi più classici dell'heavy, in cui le tastiere non prendono mai il sopravvento pur essendo sempre presenti, mentre con i successivi i nostri si lanciano in brani più complessi e di chiara matrice progressive. In questo caso i brani si fanno meno immediati, non sorprende quindi la reazione meno entusiasta del pubblico. Nonostante tutto, i nostri sfornano una prestazione veramente convincente: la band, per quanto giovane, può contare su un'ottima sezione ritmica (batteria in primis), così come sulle chitarre e gli inserti di tastiera sempre azzeccati. C'è ancora qualcosa da limare, come la prova dietro al microfono di Andy Sin, ma con un po' di esperienza gli Omega Flare potrebbero proporsi come una delle novità del genere più apprezzate in campo italiano. Per chi fosse interessato, il gruppo ha da alcuni mesi pubblicato il primo EP, 'A Clockwarp Machinery', ottimamente recensito da riviste e webzine, e si esibirà fra l'altro al Metal Camp del prossimo luglio.

MySpace: www.myspace.com/omegaflareband
 
Omega FlareOmega Flare
Omega FlareOmega Flare
(clicca sulle foto per dimensioni maggiori)
 
 

Pino Scotto

Manca poco a mezzanotte quando finalmente Pino Scotto fa il suo ingresso nella sala principale dell'House of Rock, accolto da un'ovazione da parte del pubblico che ha già riempito praticamente tutta la zona davanti al palco (non che fosse grandissima). Il singer prende il posto sul palco al fianco della line-up che lo sta accompagnando in questo nuovo tour, praticamente immutata dalla precedente ad eccezione del nuovo batterista: troviamo così al suo fianco i già rodati Steve Volta (chitarra) e Frank Coppolino (basso), nonché Marco di Salvia (batteria, già nei Node e nei Valas) che sostituisce Manuel Signoretto. Si inizia subito con "Get Up Shake Up", direttamente dal repertorio dell'era Vanadium, capace di caricare a dovere gli appassionati, a cui fa seguito una già divenuta classica "Spaces and Sleeping Stones", direttamente dal secondo album dei Fire Trails. I suoni, ad onor del vero, sono più che buoni, ma proprio ad eccezione della voce, che risulta leggermente troppo bassa e che per buona parte dell'esibizione renderà difficoltoso seguire le parti meno "urlate" di Scotto. Essendo il "Buena Suerte Tour", ampio spazio viene naturalmente assegnato alle nuove tracce composte dal cantante per la sua ultima fatica in studio: "Tempi Lunghi" e "Quore di Rock'n'Roll" sono i primi due brani (inframezzati da "Fighter" dei Fire Trails), che il nostro introduce una ad una per spiegarne i contenuti, a riprova dei suoi testi sempre mirati in crociate verso i massimi esponenti della nostra società. La resa di questi nuovi brani è più che buona: se su album sono facilmente individuabili continui rimandi a vecchi lavori, "sorte di deja-vu" che non ti abbandonano per tutta la durata, portando a chiederti quale dei suoi tanti album stai ascoltando, quella che conta dal vivo è l'adrenalina che Pino Scotto riesce ancora a trasmettere. E se ad essa uniamo una line-up eccezionale, il quadro è completo. Nuovo "intermezzo" con la nota "On Fire", secondo e ultimo brano dall'esperienza degli anni '80, quindi si torna su brani nuovi come "Che figlio di Maria", sorta di dialogo fra Scotto e Dio in cui il vocalist da sfogo alla sua voglia di rap-pare che J.Ax prima, Caparezza dopo, gli hanno trasmesso, con il risultato di una traccia fra le peggiori del nuovo album, almeno a detta di chi scrive. Si continua con brani vecchi e nuovi, fra cui "Diatribal Rock", "Piazza San Rock" e "Come noi", fino alla chiusura con "Morta è la città" e "Il grido disperato di mille bands", dedicata come consuetudine a tutte le band underground che in Italia cercano di farsi spazio. Viene tagliata dalla scaletta "Run too Fast", ma come sempre è una cover a chiudere il concerto, e non può essere che il classico "Long live rock'n'roll", che Scotto dedica in memoria di Ronnie James Dio. Il pubblico, rimasto fino all'una inoltrata, supporta anche per quest'ultimo brano il vocalist, che oramai a petto nudo lascia il palco, non prima di aver invitato tutti ad aspettarlo per quattro chiacchiere di fine concerto.

Si conclude così l'esperienza bolognese per Scotto, un cantante che nonostante il passare degli anni e una voce oramai non più al top, continua a vivere on the road la sua passione per il genere. E non importa se i tanti accorsi a vederlo fossero lì solamente per le sue sparate senza peli sulla lingua, magari qualcuno raccoglierà almeno il suo invito a seguire la musica giusta e a supportare il nostro underground, il che sarebbe già un ottimo risultato. Appuntamento ora in una delle tantissime date estive e autunnali già annunciate del suo tour, fra cui da segnalare quella del 31 luglio all'Armageddon in the Park in compagnia di Bulldozer, Sadist e molti altri.

Scaletta:
- Get Up Shake Up
- Spaces and Sleeping Stones
- Tempi Lunghi
- Fighter
- Quore di Rock'n'Roll
- On Fire
- Che figlio di Maria
- Diatribal Rock
- Piazza San Rock
- Come Noi
- Morta è la città
- Il grido disperato di mille bands
- Long live rock'n'roll (Rainbow cover)
 
 
Pino ScottoFrank CoppolinoSteve Volta
Pino ScottoFrank CoppolinoPino Scotto
Pino ScottoPino ScottoMarco Di Salvia

 (clicca sulle foto per dimensioni maggiori)

 

Live report a cura di Gabriele Nunziante
Fotografie a cura di Domiziana Suprani

 

 

Commenti 

 
# Alessio 2010-06-29 15:18
Meno male che, almeno dal vivo,non suona il pezzo con Caparezza...
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