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Rock at' Tarz (Corbanese di Tarzo, 12/06/2010)
Scritto da Mirco Frassetto   
Sabato 19 Giugno 2010 09:00
Rock at' Tarz (Corbanese di Tarzo, 12/06/2010)Sotto un sole cocente più che mai ha avuto inizio nel pomeriggio di sabato 12 giugno a Corbanese di Tarzo, in provincia di Treviso, la seconda edizione dell'evento musicale "Rock at' Tarz", funestata purtroppo dall'assenza di coloro che avrebbero dovuto essere gli headliners della giornata, vale a dire i White Skull, a causa di un improvviso problema di salute della cantante Elisa "Over" De Palma, e sostituiti praticamente all'ultimo minuto dai modenesi Trick or Treat. Ma vediamo meglio e in dettaglio qual è stato lo svolgimento della giornata, che si è confermata un appuntamento di significativa importanza per i talentuosi gruppi emergenti e per quelli già affermati nella scena underground veneta.
Over
Aprono la giornata i giovanissimi Over, dediti a un Thrash energico e squadrato di stampo ottantiano che non disdegna però di guardare di tanto in tanto all'Heavy tradizionale, dando vita a uno stile molto vicino a quello dei Metallica degli anni d'oro. I quattro, a causa di vari problemi legati alle tempistiche del festival, hanno potuto presentare solo tre brani, che tuttavia hanno messo in risalto le indubbie capacità del quartetto, fautore di sonorità grintose supportate da linee chitarristiche arrembanti. Da tenere d'occhio!

Scaletta:
- Ain't the Worst
- Innards of a Runaway
- Conclusion
 
Over

(clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)

 

Smoke Circles
Dopo gli Over, è stato il turno dei bellunesi Smoke Circles, compagine di Metal alternativo di grande talento che ha saputo sfoggiare una prestazione di forte impatto. I quattro brani proposti hanno messo in evidenza le ottime capacità tecniche della formazione, che del resto ha già un album in studio alle spalle, grazie a brani ben strutturati ed eseguiti, come, tanto per citare un esempio, la bella "Toward the Sun", con la sua intro acustica. Degna di nota in particolare la splendida voce del cantante, Alberto Rozza, profonda, melodica e al tempo stesso potente ed espressiva.

Scaletta:
- Metalingus (Alter Bridge cover)
- Learning to See the Hope
- Toward the Sun
- Toxicity (System of a Down cover

Smoke Circles

 

Syrayde
Un rapido cambio ed era la volta dei Syrayde, formazione per quasi metà al femminile (la lead singer e la chitarrista ritmica) di ruggente Heavy Metal dalle vaghe venature gotiche, che ha saputo attirare l'attenzione del pubblico con una prestazione notevole, in cui alla bella voce di stampo Hard Rock della cantante Klaaire faceva di volta in volta da contrappunto quella più grezza e metallica del bassista Fabio, a creare, nell'insieme, linee melodiche dalla carica molto moderna.

Scaletta:
- The Voice Within (Christina Aguilera cover)
- City Of Sorrow
- Broken Existence
- Phoenix Rising

Syrayde

 

Twilight of False Idylls
A salire sul palco toccava ora ai Twilight of False Idylls, vincitori tra l'altro del contest "Rock at' Tarz On Tour" e autori senza dubbio di uno degli spettacoli più applauditi della giornata, con il loro Metalcore avvincente e trascinante. Punti di forza della band sono stati una sezione ritmica solidissima e sconvolgente, che ha saputo scandire ritmiche potenti e aggressive (meravigliosa a questo proposito "Reach the Next Day"), supportata da due chitarre che hanno grintosamente distribuito rasoiate di pura cattiveria sulle orecchie del pubblico coinvolto e dall'incredibile presenza scenica del formidabile e dotato cantante Remo, vero animale da palcoscenico, con le sue movenze guerresche da guerriero maori. Uno spettacolo da paura che ha raccolto numerosi consensi tra i presenti.

Scaletta:
- Buried Alive
- Reach The Next Day
- New World
- Persuasive Memory

Twilight of False Idylls

(clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)


 
Starlight Extinction
Ottima prestazione anche per gli Starlight Extinction, scatenata formazione Thrash dall'approccio alquanto estremo tanto nella parte strumentale quanto nel cantato, alto e rabbioso. I cinque hanno presentato otto brani tratti dal loro album 'Twilight of Darkness', tutti tirati come treni impazziti. L'unica loro sfortuna è l'aver iniziato il loro show in concomitanza con l'arrivo di scuri nuvoloni che per fortuna non hanno compromesso la continuazione del festival, ma che purtroppo hanno comunque allontanato dal posto una parte del pubblico, che non ha così potuto assistere all'impeccabile esecuzione di pezzi di inaudita ferocia come "My Desire", "Don't Let Me Sleep" o la conclusiva, devastante "Rejoining", dotata di un'immane carica di aggressività. Nulla da eccepire sulla prestazione dei cinque sul palco, che si sono confermati all'altezza della situazione e che con grande classe hanno profuso in questo concerto tutte le loro energie incuranti della fuga di molti di fronte al sopraggiungere delle nubi, coinvolgendo quelli rimasti con energia e bravura.

Scaletta:
- My Desire
- Dunk'Em All
- Don't Let Me Sleep
- Lost
- High Voltage
- Echoes In My Head
- Twilight Of Darkness
- Rejoining

Starlight Extinction

 
 
Never Night
Altra grande conferma per un'altra band di alto livello, i thrashers montebellunesi Never Night, che di fronte al pubblico (rifluito nel frattempo nel prato viste le migliori condizioni meteorologiche) hanno sfornato una prestazione di alti livelli, con tanto di intervento scenografico sul palco della Notte, loro mascotte fin dai primi esordi, qui per la prima volta addirittura sdoppiata verso fine concerto: così, accompagnati dalla presenza di due loschi figuri incappucciati, i quattro hanno eseguito una scaletta di tutto rispetto che ancora una volta ha messo in risalto le immense doti tecniche del gruppo, spaziando da un brano da arena come "Metal Child" a pezzi tiratissimi come "Night of Death", con una sezione ritmica solidissima, o la nuovissima "Nuclear Apocalypse", qui proposta per la prima volta e che ha raccolto già molti consensi, brano devastante e di grande presa, grazie anche a un ispiratissimo riff di Andrea Colusso. Non poteva mancare, nel finale, un graditissimo tributo al grande Ronnie James Dio, recentemente scomparso, nella fattispecie la prima strofa e il ritornello di "Holy Diver", che ha saputo coinvolgere tutti i presenti in un ricordo corale del mitico cantante italo-americano, che il grande Stefano ha saputo evocare in maniera sentita e vibrante.

Scaletta:
- Intro
- Still Rage
- Metal Child
- The Road
- Never Night
- The Siege
- Night Of Death
- Nuclear Apocalypse
- Holy Diver (R.J. Dio tribute)

Never NightNever Night
(clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)

 

Ashent
Prestazione stellare per i successivi Ashent, con il loro Progressive Metal potente e tecnicissimo, un nome già noto nella scena veneta, una band di grande capacità ed esperienza con già due full length e un EP alle spalle, che non ha infatti deluso le aspettative del suo pubblico e che non si è scoraggiata nemmeno durante il breve blackout che ha momentaneamente interrotto il loro concerto. Mostruosi i due fratelli Falanga: Onofrio alla chitarra e Gianpaolo col suo basso a sei corde, ma del resto tutti i componenti del gruppo hanno dimostrato ampiamente le loro grandissime qualità. Impossibile non rimanere a bocca aperta di fronte all'esecuzione impeccabile di brani come "Imperfect", "Awakened's Transition", dall'incredibile assolo, o "Cassandra", dove resta mirabile il lavoro della tastiera di Gilles Boscolo: melodie accattivanti e una batteria senza cedimenti. Grande prova anche per il nuovo arrivato, il singer Titta Tani, con la sua voce in grado di spaziare dalle note alte e pulite tipiche del Prog a timbri più decisamente Heavy. Il gruppo ha presentato qui tra l'altro due nuove canzoni, "Shipwrecked Affair" e "Fractural", che hanno confermato l'immensa qualità di un gruppo che sembra in stato di grazia. Assolutamente perfetti.

 

Scaletta:
- Intro
- Sinking Beneath
- Ephemera
- Imperfect
- Shipwrecked Affair
- Mhysteric
- Fractural
- Cassandra
- This Was My Life (cover dei Megadeth)
- Awakened's Transition

 

AshentAshent

 


Trick or Treat
A chiudere la serata in bellezza ci hanno pensato, come già ricordato, i modenesi Trick or Treat, chiamati in fretta e furia dopo l'improvviso e forzato abbandono dei White Skull. I cinque simpaticissimi ragazzi, fautori di un Power Metal che più classico non si può, hanno però saputo coinvolgere enormemente il pubblico con consumata esperienza, proponendo brani ed espedienti scenici della più esilarante demenzialità (del resto sono emiliani come anche Gli Atroci!). Questo senza nulla togliere alla classe dei musicisti, che anzi si confermano ad altissimi livelli (non a caso con loro hanno collaborato anche Michele Luppi e Michael Kiske!), come dimostra anche l'assolo di basso di Leone Villani Conti, accolto da varie scariche di applausi; da non tacere poi la prestazione del singer Alessandro Conti, in grado di raggiungere acuti altissimi, che il nostro eroe sottolineava goliardicamente con eloquenti gesti! I cinque non si sono dati troppo pensiero di alcuni oggetti (purtroppo!) lanciati sul palco e hanno sfoderato il meglio di sé, tra risate e applausi, da brani come "Evil Needs Candy Too" e "Paper Dragon" a cover demenziali come "Breaking the Law" dei Judas cantata da un pupazzo da ventriloquo (molto abile il cantante a fingere di tenere la bocca chiusa durante l'esecuzione), "Robin Hood" di Cristina d'Avena o "Girls Just Wanna Have Fun" di Cindy Lauper (e qui il vocalist si è messo in testa un cerchiello con le orecchie da coniglietta), a cover di brani storici degli Helloween (il gruppo nacque come tributo alla band tedesca), tra cui la fantastica "Ride the Sky", con i due biondi chitarristi scatenati come furie supportati dalle scariche di batteria di Mirko Virdis. Un grande live show quello dei modenesi, in sostanza, che ha concluso degnamente una lunga giornata costellata di episodi tutti di alto livello: tutte le band che si sono esibite hanno profuso grande impegno e serietà e le performance di conseguenza sono state complessivamente di alto livello. Resta l'augurio ai gruppi emergenti che hanno presenziato a questo evento di poter mettere in luce le proprie qualità al più presto: il Metal italiano ha bisogno di occasioni come questa del 12 giugno per mostrare che anche qui nella penisola c'è talento da vendere.

Scaletta (in ordine sparso):
- Evil Needs Candy Too
- Time For Us All
- Loser Song
- Girls Just Want To Have Fun (Cindy Lauper cover)
- Freedom
- Future World (Helloween cover)
- Assolo di basso di Leone
- Paper Dragon
- Take Your Chance
- Robin Hood (Cristina d'Avena cover)
- David Gnomo (Cristina d'Avena cover)
- Joyful In Sadness
- Breaking The Law (Judas Priest cover)
- Like Donald Duck
- Eagle Fly Free (Helloween cover)
- Ride The Sky (Helloween cover)

Trick or TreatTrick or TreatTrick or Treat

 (clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)

 

Live report e fotografie a cura di Mirco Frassetto

 

 

Commenti 

 
# dimitri 2010-06-20 19:02
Mitico mirco!!!!!Sei un giornalista fantastico!!!!
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# Carlo 2010-06-21 13:23
Grazie Mirco!!! Sei davvero bravo!! Continua così
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# Rambo 2010-06-21 15:17
Grazie della stupenda recensione!!

così chi non è potuto venire quel giorno, sa cosa si è perso... ;-)
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# Defender85 2010-06-23 00:58
Troppo buoni, ragazzi! I veri ringraziamenti vanno a tutti voi, a chi ha suonato e a chi ha organizzato tutto: c'è bisogno di eventi così! Viva il Metal italiano, sempre up!
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