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Rock Pride Fest (Spongano, 15/05/2010)
Scritto da Simone Leone   
Giovedì 27 Maggio 2010 09:00
Rock Pride Fest (Spongano, 15/05/2010)Sabato 15 maggio ha avuto luogo, in quel di Spongano (Lecce), la prima (e spero non ultima) edizione del Rock Pride Fest. Nome più azzeccato non poteva esserci, si è trattata, infatti, di una grande festa fra tanti musicisti e appassionati del genere, un bel meeting festoso e leggero all’insegna del divertimento. Clima allegro dove poter tranquillamente scambiare quattro chiacchiere e opinioni con i disponibilissimi artisti, bere una birra in compagnia e, soprattutto, ascoltare tanta buona musica. Portare il rock in determinati contesti è difficile, gli organizzatori (a cui va fatto un grosso plauso) però ci hanno creduto fermamente ed hanno lavorato duro (anche in senso fisico) per creare le condizioni migliori affinché la serata fosse ben riuscita.

 

Wedding Project
E’ tempo di cominciare, a scaldare le assi, della prima edizione del Rock Pride Fest, ci pensano i giovanissimi Wedding Project, band dedita all’alternative rock cantato in italiano. Dicevamo che il gruppo è piuttosto giovane, ciò però non incide sulla qualità della proposta in quanto i Wedding si presentano sul palco per nulla impauriti, i ragazzi ci danno dentro con grande energia e convinzione. Nella ventina di minuti a loro disposizione propongono 3 cover molto ben eseguite, trattasi di "Time is running out" (Muse), di una fedelissima "Are you gonna be my girl" (Jet) e di "Song 2" (Blur). Chiudono con "Inutili Poesie", un loro interessante inedito che scopre il lato compositivo del combo. Un’esibizione più che convincente, veramente molto bravo il cantante che riesce ad interpretare con personalità le canzoni, da segnalare anche il bel lavoro della sezione ritmica (con batteria sugli scudi), purtroppo si sentivano poco le chitarre a causa della mediocre acustica del locale. Bravi ragazzi, bella prestazione caratterizzata dalla freschezza e dall’irruenza giovanile, attendo l’imminente pubblicazione del full-length sì da poter valutare la qualità compositiva della proposta.

Wedding ProjectWedding Project

(cliccare sulle immagini per dimensioni maggiori)


Evilcrosses
Il pubblico, già ben riscaldato dall’esibizione dei Wedding Project, si prepara ad accogliere gli Evilcrosses, gruppo che, a mio dire, meriterebbe di fare il salto di qualità ed emergere prepotentemente dall’underground, è un gruppo che sia nei brani presenti sul myspace e sia in sede live dimostra di avere un potenziale veramente elevato. La saggia miscela di stoner e metallo fa sì che ne venga fuori una proposta che inebria per la qualità compositiva che si sprigiona all’interno delle loro atmosfere roventi. Nonostante abbiano perso per strada un chitarrista, gli Evilcrosses sono ugualmente un carro armato, una volta saliti sul palco asfaltano tutto ciò che trovano a tiro eseguendo con invidiabile precisione il loro repertorio. Vero punto forte del gruppo è la straordinaria capacità interpretativa del front-man Marco Abate che apporta quel quid che fa ergere gli Evilcrosses al di sopra della massa delle band underground, splendida è, infatti, la sinergia che si crea tra il cantante e le eccellenti parti musicali sparate dal combo (con basso in testa che apporta quelle atmosfere, dilatate e sulfuree, dannatamente riuscite). Gli Evilcrosses piazzano le loro 4 migliori composizioni, il poker d’assi è composto dalle bollenti ed evocative "Shamanik tools", "White widow", "Rusty Jesus" e "Take off my shell".
 
Evilcrosses Evilcrosses


Judas Kiss
Dopo il rock da air play dei Wedding Project e le atmosfere viscerali degli Evilcrosses, è il turno di ascoltare del sano e fottuto heavy-metal con i Judas Kiss, cover band dei Judas Priest, una delle pochissime realtà italiane a proporre interamente il verbo del Prete di Giuda. Con una scarica di riff metallizzati, la piccola Spongano diventa magicamente un sobborgo di Birmingham, l’ex mercato coperto salentino si trasforma in un infuocato e fumoso locale del West Midland. Si parte a cannone con l’esaltante e velocizzata "The hellion"-"Electric eye", dopodiché è il turno della roboante "Metal Gods", seguita a ruota dalla stridente "The Ripper". Dopo un terzetto di classici, i Judas Kiss ci presentano la bella "Revolution", non certo un classicone del gruppo ma pur sempre un pezzo molto valido. E dopo la rivoluzione non poteva certo mancare "Breaking the law", vero e proprio inno dell’heavy-metal che i nostri suonano con grinta e precisione. Chiude l’esibizione la devastante "Hell bent for leather". Una bella boccata d’ossigeno metallico insieme a questa copia quasi - credibile dei Judas Priest, un’esibizione ben riuscita e energica grazie a dei musicisti ben preparati tecnicamente, il cantante non è certamente il Metal Gods (e all’inizio, a freddo, è stato un po’ zoppicante salvo poi rimettersi abbondantemente in carreggiata) ma ha buone doti vocali e carismatiche.
 
Judas Kiss

 
 
Witche's Brew
Ora vi do una bella ricetta: prendete gli ZZ-Top e farciteli di una coltre spessa di fumo, una cassa di buono Scotch e una quintalata di sabbia del deserto texano, unite il composto insieme a dei Kyuss più malati e psichedelici e a dei Motorhead più grezzi e tossici, prendete il tutto e speziatelo con una manciata abbondante di Rock settantiano ed una spolverata (bella grossa) di (in)sana follia. Avete seguito pedissequamente la ricetta? Allora avrete sul piatto (ops sul palco) una portata che brucia peggio di una pinta di Soda Caustica bevuta d’un fiato. C’era molta attesa per i Witche’s Brew, il gruppo, lo voglio ricordare, è in tournee europea, dopo aver spaccato le assi francesi, svizzere, austriache e tedesche, ripercorre in tour anche la nazione patrìa portando con sé il pesante carico distruttivo del Mammoth Rock. Bisogna sottolineare che Mirko Zonca ha cantato nonostante il grave edema vocale da cui era afflitto, nonostante questo handicap è salito sul palco senza risparmiarsi minimamente. Potere del rock e di un medicamento chiamato Oki Daniel’s. La furia distruttiva e indomabile del Mammut si palesa immediatamente con la tellurica accoppiata "Leather" / "Drunkman soul" (entrambe estratte dall’album 'White Trash Sideshow') che mette in mostra il potenziale esplosivo del combo, una vera macchina da guerra caricata a pallettoni calibro rock. Dopodiché è l’ora della stridentissima "Paranoid" che vede la partecipazione de L’Impero delle Ombre con i fratelli Cardellino (grandissimo John che indossa fieramente la maglia della Strana Officina) come special guest, ed è un tripudio metallico da far saltare le coronarie. "Double trouble", estratta anche essa dal loro ultimo lavoro, e l’inedito "Supersonic wheelchair" chiudono l’infuocato live contraddistinto dalla viva energia e dalla follia distruttiva del combo, follia palesatasi anche nel finale quando tutta la strumentazione viene distrutta sbattendola violentemente e ripetutamente sul palco ( i resti potete vederli nelle foto allegate) nonché viene ulteriormente umiliata dal batterista che ne abusa con una flessibile. Solitamente i gruppi a fine concerto lanciano plettri e bacchette, i Witche’s Brew non volevano essere secondi a nessuno e regalano il manico del basso buttandolo tranquillamente tra uno sbigottito pubblico …this is Rock!
 
 
Witche's BrewWitche's BrewWitche's Brew
 
(cliccare sulle immagini per dimensioni maggiori)
 
 
Essenza
A chiudere in grande stile l’evento tocca agli Essenza in una forma a dir poco smagliante, nelle varie esibizioni che avevo avuto modo di vedere non li avevo mai visti così carichi e motivati, quello messo in atto è, a tutti gli effetti, uno show elettrizzante, roboante ed esaltante, con il combo desideroso di non sfigurare nello "stadio" di casa. Qualcuno (il sottoscritto), durante il warm-up del cambio palco, chiedeva a Carlo di emulare le gesta dei Witche’s Brew e quindi di rompere la chitarra sul palco, purtroppo il lungo crinito front-man si è rifiutato di frantumare la sua cara Malossi grigia. Le prime quattro canzoni sono estratte dal loro ultimo lavoro ('Devil’s Breath'), trattasi di "Devil’s breath", "Rock n’ roll blood", cantata inizialmente dal bassista Alessandro (la timbrica è pressoché la medesima di Carlo) e suonata a perdifiato con un incedere molto più rapido e potente del solito (si è sfiorata quasi la soglia del thrash), "Universe in the box" e "Dance of liars". Segue un’ottima esecuzione di "She wolf" dei Megadeth, suonata all’Essenza maniera. Dopo il break cover si ritorna con "Deep into your eyes" ed "Edge of collapsed world" che concludono l’esecuzione degli estratti di 'Devil’s breath'. Si ritorna al passato remoto della band con "L’alieno è su di noi", canzone che riporta il combo a calcare lidi più rock oriented dopo una prestazione ad alto voltaggio heavy-thrash. Le conclusive "Highway to hell" e "Incognito" chiudono la festa con la special guest dell’ex batterista del gruppo (Luca Rizzello) che imbraccia la chitarra e accompagna ottimamente i suoi due fratelli, ricomponendo così la cosca Rizzello (non più Cosa Nostra dopo "l’intromissione" del drummer Paolo Colazzo).
 
 
EssenzaEssenza
EssenzaEssenza
 
 
Fine della festa, ho il tempo di scambiare due battute con Andrea Cardellino dell’Impero delle Ombre che mi annuncia l’ennesimo rinvio de 'I Compagni di Baal', che dovrebbe, finalmente, uscire a settembre (basta che non diventi una sorta di Baal Democracy), nonché di ricevere le "minacce di morte" da parte di Paolo Colazzo (batterista degli Essenza), "adirato" perché in diretta radiofonica l’avevo apostrofato col nome polpo.
Chiudo questo lungo report con le parole di un mio amico non avvezzo alle sonorità del festival: "mi sembra di stare all’inferno".

 

Live report a cura di Simone Leone

 

 

Commenti 

 
# rock pride fest STAFF 2010-05-27 14:08
grazie mille a Simone e alla redazione di Italian Metal per la testimonianza, da parte di tutte le band e lo staff del Rock Pride Fest 2010!!!
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# evilcrosses 2010-05-27 19:21
che dire...articolo scritto magnificamente, evocativo di ciò che è stato questo fantastico evento...grazie per le belle parole!!
un abbraccio rock
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# David Wepro 2010-05-27 23:23
Serata davvero magnifica , ci voleva una massiccia dose di rock...un abbraccio a tutti i gruppi e un ringraziamento particolare a Simone!!
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# Harlots 2010-05-29 16:01
ottima organizzazione, riuscita perfetta ;-)
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