| Legions of Metal Festival (Stagno, 01/05/2010) |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Sabato 08 Maggio 2010 09:00 |
Una serata all'insegna del metal tricolore quella del primo maggio in provincia di Livorno.Il Legions of Metal Festival ha visto infatti scaldare la quasi primaverile giornata con cinque ottime band italiane, che a partire dalle 8 di sera si sono alternate sul palco dell'Elvis Fan Club. Dallo Speed Metal dei Fallen Fucking Angels fino all'Epic degli Etrusgrave, passando da tre band che hanno visto negli ultimi mesi le proprie nuove uscite discografiche - ovvero Darking, No Remorse e Renegade - il risultato è un mini-festival più che convincente, ma come sempre povero di pubblico. Italian Metal era presente e vi racconta quanto successo durante la serata. ![]() Aprono la serata i viareggini Fallen Fucking Angels, band da poco recensita per la loro partecipazione alla compilation 'Versilian Tsunami', dove i nostri si erano messi in bella mostra con i brani "Italian Restaurant" e "Asskickers". La formazione a tre, composta da Filippo "Butch" Belli nel doppio ruolo di cantante e batterista, Stefano Giusti alla chitarra e Andrea "Pandò" Tognetti al basso, presenta al pubblico mezzora di buon speed metal ispirato ai maestri del genere. La band ripercorre ottimamente la propria carriera (ricordiamo che all'attivo hanno già due album e una pletora di demo, live e quant'altro a partire dal '97), su cui spiccano la recentissima "Italian Restaurant", "Bombman" o le hit tratte dall'ultimo lavoro, 'Everything Concernin' Pork', come "Under Martial Law" e "The Downhill". La presenza scenica dei nostri, nonostante la presenza obbligata dietro la batteria del vocalist, è ottima, ma migliore ancora è quanto fatto dai nostri musicalmente, che con soli tre elementi sono riusciti a tenere testa per tutto il concerto. Se c'è qualcosa che è mancato durante l'esibizione dei FFA è solo una: il pubblico. Difficile tener testa per una buona mezzora davanti al vuoto quasi assoluto, nonostante i nostri abbiano sfoderato una prestazione più che buona e molto travolgente. L'avevo scritto un anno fa in occasione del Play It Loud III e lo ripeto ad un anno di distanza: manca ancora poco a Butch e compagni per raggiungere un ottimo livello, ma la strada intrapresa è sicuramente quella giusta. Scaletta: - Asskickers - Raise an Earthquake - The Downhill - Extralarge - Powersurge (Overkill cover) - Bombman - Italian Resturant - Under Martial Law - Anticop (clicca sulle immagini per dimensioni maggiori) Seconda prova di spessore per i Darking che, dopo il Made in Hell Fest dello scorso novembre, tornano a scaldare il palco dell'Elvis Fan Club con il proprio heavy metal dalle influenze epiche. La formazione, che ha visto negli scorsi mesi la pubblicazione dell'album di debutto 'Sons of Steel', risulta quest'oggi ancora più compatta, superando di gran lunga la precedente esibizione, nonostante alcuni problemi tecnici - presenti praticamente per tutti i gruppi partecipanti - che hanno limitato di fatto l'audio proprio sul palco, rendendo la vita difficile ai musicisti stessi. Il gruppo, guidato dall'ottimo vocalist Mirko Miliani, ripropone una scaletta di sette brani, tratti quasi tutti dal primo album in studio, a cui si aggiunge una bella inedita. "Rise and Fall", questo il titolo, si dimostra un brano abbastanza lungo e articolato, che prosegue il discorso intrapreso dai nostri portandolo su territori meno veloci ma altrettanto interessanti. La riproposizione del resto della scaletta è molto fedele a quanto fatto su album: Agostino Carpo alla chitarra è capace di ricreare tutti i riff e gli assoli, senza far sentire la mancanza di una seconda chitarra, mentre Mirko alla voce si rivela essere un ottimo cantante, capace di superare anche alcune delle lacune presentate su disco. Da notare inoltre la maggiore carica intrapresa da quest'ultimo che, a differenza di quanto fatto al precedente festival, si dimostra capace anche di incitare il pubblico e spingerlo a supportare la band. Fra l'altro, è da notare che i Darking hanno avuto, insieme agli Etrusgrave, la maggior presenza di pubblico sotto il palco (non proprio sotto, diciamo nel locale), e per un gruppo ancora debuttante è senz'altro un ottimo segno. Due parole anche per l'ottima sezione ritmica composta da Matteo Lupi al basso e Leonardo Freschi alla batteria, un vero motore ritmico che nonostante i problemi di audio (e di caldo) presenti sul palco ha sfoderato una splendida prestazione. Da segnalare alcuni tagli alla scaletta che avrebbero potuto regalare anche una splendida "Lady of Sand" e una cover (il gruppo non lo sveliamo), ma in generale l'esibizione dei nostri è risultata sicuramente convincente. Appuntamento ora al Play It Loud di novembre, dove i Darking avranno sicuramente la possibilità di farsi conoscere a chi ancora non si è fatto catturare dal Re Oscuro. Scaletta: - My name is no one - Magic Man - Rise and Fall - Face of Fear - Sign of the Cross - Promise of Evil - Son of Steel (clicca sulle immagini per dimensioni maggiori) ![]() Le 22 passate quando i No Remorse calcano il palco dell'Elvis Fan Club. La formazione, presente sulle scene da un decennio ma con all'attivo un solo album pubblicato in questi ultimi mesi, propone un genere che prende di base un solido hard rock di estrazione settantiana, ma con un tiro e una decisione più vicina all'heavy classico, tanto da non risultare assolutamente un pesce fuor d'acqua in questo festival. L'ottima line-up, composta da cinque musicisti sicuramente non alle prime armi, completa il quadro dell'esibizione dei nostri, che sfoderano un'oretta scarsa di musica capace di smuovere anche coloro che ancora non avevano ascoltato quanto proposto dalla band. Purtroppo c'è da segnalare un calo di pubblico all'interno del locale, ma i nostri non si lasciano intimidire e, settati alti gli amplificatori - forse anche un po' troppo alti a voler ben vedere, ma Ted Nugent insegna... - si lanciano in una rampante esibizione che ripercorre interamente l'album di debutto dei nostri, 'Sons of Rock'. Spiccano fra le altre proprio la title-track e canzoni come "Here's not Hollywood", ottimamente interpretate da Maurizio Muratori, vocalist dotato di un'ottima ugola, roca ma molto espressiva, che si rivela la carica in più del gruppo. E' così che i No Remorse ripropongono uno dietro l'altro i brani: niente da eccepire sull'operato della band dal punto di vista strumentale, con un'ottima accoppiata di chitarristi, Aldo Tesi e Sandro Paoli, Fender Vs. Gibson, e una base ritmica mai intrusiva a cura di Franco Birelli al basso e Massimo Becagli alla batteria. Scorre piacevole l'esibizione della band in definitiva, confermando i No Remorse dopo quanto fatto nel loro album di debutto: se il genere è il vostro, ma anche solo se avete voglia di un po' di sano hard rock non troppo melenso ma che va dritto al risultato, non perdetevi le prossime esibizioni del Sons of Rock Tour! Scaletta: - Sons of Rock - No More Murders in this World - The Sun is Raising - When the Night Comes - Start from the Bottom - Here's not Hollywood - Escape - Why - Watch Me Burn - No Remorse (clicca sulle immagini per dimensioni maggiori) ![]() Penultimo gruppo della serata, salgono intorno alle 11.20 i fiorentini Renegade capitanati dai fratelli Ammannati. Il gruppo è tornato negli ultimi mesi all'attenzione del pubblico con il terzo capitolo della propria carriera, 'W:A:R', un concentrato di heavy metal che ad oggi ha segnato, a parere di chi scrive, il picco massimo della band. C'è purtroppo da segnalare proprio in questa data la dipartita del nuovo bassista Alessandro Tassini, sostituito da un nuovo bassista che a giorni verrà ufficializzato dalla band stessa. E' probabilmente per questo motivo che la scaletta risulta purtroppo poco incentrata sui brani dell'ultimo lavoro della band, piuttosto che in favore di una serie di cover di altri gruppi. Ma venendo all'esibizione, la band dà inizio al proprio show con una tripletta che descrive al meglio la propria discografia: si parte infatti con "In the Heat of the Night" tratta dal primo album, "Straight to the Top", title-track del secondo, ed infine "Under My Skin", prima delle due tracce tratte dall'ultimo album in studio. La preparazione dei nostri è innegabile, in particolare spunta l'ottimo lavoro alle chitarre da parte del duo composto da Damiano Ammannati, in tenuta alla Satriani, e Roberto Mannini, ma in generale l'intera band si dimostra capace di riproporre quanto fatto in studio, con il vantaggio che dal vivo maggiore è la carica instillata dai nostri. Si continua con un secondo brano tratto da 'W:A:R', ovvero la travolgente "First Blood", fino a raggiungere il primo intermezzo strumentale dominato dalle chitarre dei nostri, capaci di omaggiare anche la leggenda toscana nota con il nome di Strana Officina. Lo show prosegue con una serie di cover, fino a concludersi con una esplosiva "Whole Lotta Love". In definitiva, rimane un po' di delusione per i tanti nuovi pezzi lasciati in disparte, ma i Renegade hanno comunque tenuto ottimamente il palco. Speriamo che una volta ricompattata, per l'ennesima volta, la line-up il gruppo sappia riprendere il filo del discorso in un momento tanto importante quale la promozione di un nuovo album. Scaletta: - In the Heat of the Night - Straight to the Top - Under My Skin - First Blood - Guitar solo - Sleeping in the Fire (W.A.S.P. cover) - Love Gun (Kiss cover) - Cold as Ice - Live Wire (Motley Crue cover) - Whole Lotta Love (Led Zeppelin cover) (clicca sulle immagini per dimensioni maggiori) A mezzanotte passata sale finalmente sul palco quello che oramai è il gruppo di casa qui all'Elvis Fan Club di Stagno. Parliamo degli Etrusgrave, oramai da un anno e mezzo divenuti una delle realtà chiave della scena heavy/epic metal italiana. Con il debutto 'Masters of Fate', i quattro sono riusciti a conquistare una nutrita schiera di fan che anche in questa occasione, sebbene in numero inferiore rispetto, ad esempio, a quanto successo lo scorso novembre durante il Made in Hell Fest, sono rimasti fino all'ultimo a supportare la nuova band di Fulberto Serena. La formazione immutata in questi anni vede Tiziano Sbaragli alla voce, il già citato Fulberto Serena alla chitarra, e una solida sezione ritmica composta da Luigi Paoletti al basso e Francesco Taddei alla batteria. La scaletta presentata non si differenzia molto dalle date precedenti, anche considerando che il gruppo ha pubblicato solamente un album di sette brani fino ad oggi, ma la setlist viene come sempre rinfoltita con brani inediti o presi dai demo, oltre ad una cover che farà mangiare le mani ai tanti che non sono venuti al festival. Si tratta in questo caso della celeberrima "Colossus of Argil", tratta direttamente dal primo album dei Dark Quarterer del lontano 1987, per la prima volta riproposta da Fulberto dopo quasi un ventennio dalla sua incisione. Che dire: il tempo sembra non essere passato per il chitarrista, che ripropone senza la minima esitazione la lunghissima traccia (circa 10 minuti la sua durata), ottimamente supportato dal resto della band. Per chi scrive, sono bastati questi 10 minuti per sapere che 4 ore spese in macchina (traffico del primo maggio incluso) per raggiungere la location sono state spese bene. Tornando al resto dell'esibizione, il gruppo ha alternato brani oramai classici come "Wax Mask", "The Only Future" e la splendida "Deafening Pulsation", con l'inedita "Subulones", brano molto articolato sulla falsariga dei precedenti, e a concludere la nota "Angel of Darkness", brano già presente sul secondo demo della band. Cos'altro aggiungere su una band per cui ho già speso in questo ultimo anno tantissime parole, tutte più che positive: Fulberto e compagni si sono dimostrati ancora una volta ottimi nella loro esibizione, fedeli a quanto fatto in studio senza per questo sacrificare il rapporto con il pubblico. Con la pubblicazione, oramai prossima, del secondo album, gli Etrusgrave potrebbero riconfermarsi come una delle realtà più interessanti in campo Epic che l'Italia abbia visto debuttare in questi anni. Peccato che ora, come 20 anni fa, i presenti a supportare la band siano sempre i soliti. Scaletta: - The Only Future - Wax Mask - Deafening Pulsation - Subulones - Masters of Fate - Colossus of Argil (Dark Quarterer cover) - Dismal Gait - Angel of Darkness (clicca sulle immagini per dimensioni maggiori)
Live report a cura di Gabriele Nunziante
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Una serata all'insegna del metal tricolore quella del primo maggio in provincia di Livorno.





















Commenti
METAL 4EVER!!!!!
HEAVY METAL IS THE LAW!