italian metal

Login



        

Registrati
Password dimenticata?
Nome utente dimenticato?

Ultimi Commenti

[17/05/2012] Dr Landau
Death SS - In Death of Steve Sylv...
Al pari di Black Mass, un disco da venerare!
[06/05/2012] Leonardo
Master Stroke - Silence
Eh si, sono di parte, è un sogno che si è realizzato, anche se dopo la bellezza ...
[03/05/2012] Ale3r9
Pleasure Slaves - The Last of the...
Siete fantastici!!!!!! Non vedo l'ora che escano le date del tour!!!!!
[03/05/2012] Defender
Pleasure Slaves - The Last of the...
Complimenti, grandissimi Pleasure Slaves! Continuate così!!
[20/04/2012] drake
Heavy Metal Night: ultimi nomi pe...
Gunfire.. onorati di esserci nella formazione del 1984.. ultima apparizione con ...
[13/04/2012] Dr Landau
Sub Terra: rock estremo e cultura...
Un'altra uscita decisamente interessante della Tsunami, grandissimi!

Calendario Eventi

Maggio 2012
 Lun  Mar  Mer  Gio  Ven  Sab  Dom 
   1  2  3  4  5  6
  7  8  910111213
14151617
212223242527
28293031   
vedi tutti gli eventi

On the Net

myspacefacebooklast.fmtwitter
Fabio 'Thunder' Bellan - Thunderstorm
Scritto da Gabriele Nunziante   
Mercoledì 07 Settembre 2011 09:00
Fabio Lo scioglimento dei Thunderstorm è una delle notizie che meno ci saremmo aspettati in questo 2011: attivi da quasi vent'anni il gruppo di Bergamo ha segnato la storia del doom italiano presentandoci cinque ottimi lavori in studio, di cui l'ultimo pubblicato appena un anno fa. Abbiamo contattato un disponibilissimo Fabio "Thunder" Bellan, fondatore e da sempre anima dei Thunderstorm, con il quale abbiamo ripercorso l'intera storia del gruppo: dalle origini a nome Sad Symphony fino all'ultimo 'Nero Enigma' ne esce fuori il quadro completo di una band già entrata negli annali del metal italiano. Quella che segue è la lunghissima chiacchierata: buona lettura.
Ciao Fabio, ben arrivato sulle pagine di Italian Metal. Con questa intervista ripercorriamo l'intera storia dei Thunderstorm, dagli esordi fino allo scioglimento avvenuto qualche mese fa. Iniziamo parlando di te: come è nata la tua passione per la musica e quali sono stati i tuoi primi ascolti?
La mia passione per la musica è iniziata prestissimo: mio padre è appassionato di musica classica e lirica (ha più di 400 vinili) e mio fratello maggiore negli anni settanta ascoltava hard e successivamente punk e la new-wave dei primi anni '80. Insomma in infanzia ero costantemente "bombardato" da musica di tutti i generi e per tutti i gusti! Uno dei miei primissimi "veri" ascolti son stati gli Iron Maiden di Paul Di'Anno, ancora adesso conosco ogni singola nota dei primi due album e subito a ruota i Black Sabbath, sia con Ozzy che con Dio. Ecco, queste furono le mie primissime basi di ascolto.
 
Quando hai deciso di iniziare a suonare uno strumento e quali sono state le prime esperienze all'interno di un gruppo? E' esistita qualche formazione precedente ai Thunderstorm dei primi anni '90, i futuri Sad Symphony?
Le mie primissime esperienze furono a circa metà degli anni '80, quando decisi di suonare la chitarra, vendendo a malincuore il mio amatissimo... Commodore 64! Dopo due anni ci furono le primissime esperienze con altri musicisti in erba e intorno all'87 si formarono gli Overloud, con ogni probabilità la primissima band di puro e vero "metal" in Bergamo e provincia! Si faceva qualche pezzo proprio e qualche cover di band esordienti come Metallica, Megadeth ecc. ecc. Certo che descriverle come "esordienti" adesso fa sorridere, ma ai tempi fu così! 
 
Arriviamo alla prima nascita della band: sono gli anni '90 quando dai vita ai Thunderstorm con cui vengono incisi due demo prima di una pausa forzata. Come nacque questo primo nucleo della band e quali erano le vostre intenzioni? Eravate già rivolti verso un classico doom metal?
Passando da band in band, da monicker a monicker arriviamo al '92 con la fondazione dei Thunderstorm: quasi da subito trovai dei compagni di avventura (Marco Riva alla batteria, mio fratello al basso successivamente sostituito da Andrea Salvetti e Filippo Rota alla seconda chitarra) con i quali registrai un paio di demo tape e qualche concerto a livello locale. Lo stile era puro metal, alla Priest, Maiden, Metallica ecc. ecc. ma già qualche piccola influenza doom si poteva sentire in qualche pezzo...
 
Parlaci dei vostri primi due demo, l'omonimo 'Thunderstorm' del 1992 e 'Force of Evil' del 1994: come vennero registrati e quali furono i risultati che otteneste, anche a livello di interesse da parte del pubblico e della critica? Furono essenzialmente due lavori già indirizzati al pubblico e alla scena musicale oppure la sola voglia di mettere per inciso le vostre prime composizioni?
I demo in questione furono registrati in maniera piuttosto casalinga: ai tempi le sale di registrazioni erano poche, costavano uno sproposito e bisognava arrangiarsi con i famosi "4 piste" su cassetta. Alla fine i risultati non furono male, sicuramente sopra la media del periodo. Dalla critica del tempo furono accolti abbastanza bene: per noi l'importante era farci un po' conoscere e sicuramente centrammo l'obbiettivo. Certo, i brani erano un pochino acerbi ma comunque trasmettevano qualcosa, erano pezzi "veri", suonati con passione e lo si sentiva.
 
Dopo queste pubblicazioni, nel 1998 la band arriva alla scelta di non proseguire e quindi di sciogliersi. Puoi spiegarci come mai questa decisione? In quel periodo pensasti di mettere tutto da parte oppure c'era comunque voglia di proseguire sulle tue idee musicali?
I primi Thunderstorm essenzialmente si sciolsero per gusti musicali: volevo mettere da parte il metal classico e fare del puro doom, nudo e crudo. Gli altri componenti della band non erano di quest'idea e per forza di cose lasciammo perdere il progetto Thunderstorm. 
 
Nello stesso anno l'incontro con Massimo Tironi si rivela decisivo per la tua futura carriera musicale: nascono così ufficialmente i Sad Symphony. Vi erano punti di contatto con quanto fatto dalla precedente formazione, oppure questa nuova band era completamente slegata dal passato?
Si, vi erano dei punti di contatto: qualche riff, qualche ritornello, rimandava sicuramente ai vecchi Thunderstorm ma il tutto rivisitato in chiave puramente doom.
 
Thunderstorm 20001999, anno di pubblicazione del vostro primo (e unico) demo sotto moniker Sad Symphony: quale era il contenuto e le idee impresse nelle uniche due tracce presenti?
Che ricordi... lo storico demo 'Sad Symphony'! La nostra intenzione era di fare un doom bello pesante ma con qualche piccola apertura melodica (vedi Candlemass). Quel demo rispecchiò esattamente quello che avevamo in mente e nonostante qualche problema "tecnico" (stavo cambiando stile di voce e qui cantavo come se avessi una patata in bocca... vabbè) uscì bene.
 
L'arrivo di Omar Roncalli, bassista che accompagnerà i Thunderstorm per tutta la loro durata, si ha in quel periodo: come entraste in contatto con lui e cosa vi fece capire che era il bassista giusto per il vostro progetto?
Omar entrò nella band subito dopo la registrazione del promo: il bassista che ci suonò ci diede giusto una mano ed eravamo alla ricerca di un bassista fisso. Non conoscevamo bene Omar ma avendo degli amici in comune gli chiedemmo di entrare nella band, lui accettò e si trovò subito a suo agio nel gruppo.
 
Completata la line-up, i Sad Symphony decidono di cambiare moniker, riprendendo il vecchio Thunderstorm. Si accende inoltre l'interesse da parte delle etichette, fra cui la spunta la Northwind Records: come riuscite a ottenere un contratto con l'etichetta italiana e come vi trovaste a lavorare con lei?
Il cambio monicker fu forzato dalla Northwind Records: spedimmo qualche demo, la Northwind si interessò a noi e dopo un incontro a quattr'occhi decise di produrre il primo album ma a patto di cambiare monicker, in quanto a suo avviso "Thunderstorm" suonava meglio. Rimango ancora dell'idea che Sad Symphony era il nome ideale per la band ma che dire, ad un dato momento un monicker vale l'altro e al primo CD non puoi avere chissà che potere decisionale...
 
Il passo successivo è chiaramente l'entrata in studio, dove nel giugno 2000 iniziate a gettare le basi per 'Sad Symphony': si tratta della tua prima registrazione "ufficiale", cosa ricordi di quel periodo e del lavoro in sala d'incisione? Rimanesti soddisfatto di quanto fatto da te e dal resto del gruppo?
Fu un bel periodo: l'emozione di registrare un "vero" album... Bellissimo, son ricordi che rimarranno indelebili. Andò tutto a gonfie vele, fu un vero divertimento e una gran soddisfazione. L'album uscii molto meglio di quanto immaginavamo grazie anche a un'ottima produzione per i tempi. Da quest'esordio ci sono un paio di canzoni che son diventate dei veri e propri classici, vedi "Time" e "Sad Symphony", riconosciute ancora adesso come due vere e proprie pietre miliari della band.
 
L'album viene pubblicato ufficialmente nel novembre 2001: quali furono le considerazioni della critica e del pubblico? Pensi che questo primo lavoro in studio venne capito e apprezzato per quello che era?
L'album usci nel novembre del 2000, non 2001: la distribuzione del disco fu un po' lenta, quindi non hai tutti i torti a scrivere che ufficialmente uscì un anno dopo. La considerazione della critica ci lasciò di stucco: sopratutto in Germania la band venne accolta con entusiasmo, le riviste dell'epoca ci riservarono spazi d'interviste che solo band di un certo livello potevano avere... fu veramente esaltante vedere una simile accoglienza in un paese così pieno di proprie realtà musicali come la Germania. 
 
Nello stesso periodo la band vede due cambi di line-up, di cui il primo è l'ingresso di Sandro Mazzoleni: come mai la decisione di farti affiancare da un altro chitarrista? Una scelta dovuta al voler riproporre al meglio anche dal vivo i brani dei Thunderstorm?
La scelta della seconda chitarra fu dettata principalmente per due motivi: uno fu riuscire a riproporre esattamente i pezzi come da studio e l'altro per lasciami un po' di respiro durante i live. Esser cantante e unico chitarrista ritmico/solita non è propriamente semplice, dal vivo hai addosso una certa pressione di responsabilità. 
 
Il secondo cambiamento è l'uscita di Massimo Tironi: come mai vi fu questo abbandono e come reagì la band? La ricerca di un nuovo batterista si protrarrà diversi mesi, tant'è che per l'album successivo vi rivolgerete a un session man, Christian Fiorani dei Drakkar: fu così difficile trovare un batterista interessato al vostro progetto?
Massimo se ne andò per il semplice motivo che non se la sentì più di continuare a suonare la batteria... scelte personali. Eravamo all'inizio delle composizioni e non mancava molto alle registrazioni del nuovo album: ci affrettammo a cercar qualcuno e dopo aver perso tempo con batteristi poco convinti e totalmente fuori luogo chiesi a Christian (ai tempi coi Drakkar) se poteva farci da session per l'album. Lui accettò con entusiasmo e nel giro di un mese riuscimmo a comporre tutto il materiale per il nuovo album. Si, ai tempi non era facile trovare qualcuno che fosse interessato al progetto, conta che ai tempi in Italia girava solo power symphonic metal e un genere come il nostro veniva bellamente snobbato da tutti i musicisti dell'epoca. Per fortuna dopo l'uscita di 'Witchunter Tales' trovammo il batterista fisso per la band: Attilio Coldani, attivo anche nei lodigiani Wireds.
 
'Thunderstorm 2002Witchunter Tales' è il secondo lavoro in studio, pubblicato nel novembre 2002: cosa era cambiato rispetto al debutto nel gruppo? Questo nuovo album venne accolto con lo stesso entusiasmo da parte dei fans? Come lo consideri oggi questo lavoro, anche rispetto al precedente e ai successivi?
'Witchunter Tales' è da considerarsi un miracolo! Un album composto praticamente in un mese, con mille difficoltà ed uscì quello che a mio avviso è il capolavoro della band. Non solo riuscimmo a bissare gli entusiasmi della critica, ma li superammo alla grande! In Germania venne considerato come uno degli album più belli dell'anno e nelle griglie di giudizio dei recensori eravamo davanti alle uscite contemporanee di gente come Gamma Ray e Stratovarius. La stampa ci diede tantissimo spazio, quanto una band veramente "importante": il nostro entusiasmo era alle stelle poiché nessuno di noi si aspettava di bissare e anzi di superare il primo lavoro.
 
All'indomani della pubblicazione di 'Witchunter Tales' il nome dei Thunderstorm inizia a comparire con più frequenza anche nei festival europei: quali ricordi conservi di festival come il Summer Breeze Festival in Germania, l'Headbangers Open Air, il Rock Hard Festival (Germania, 2004) e il Metal Camp 2005?
Dopo l'uscita di 'Witchunter Tales' non tardarono ad arrivare i primi concerti "importanti": al Summer Breeze eravamo messi in scaletta come quarta band, non male per un gruppo al secondo album e sotto un'etichetta "indipendente". Suonavano gruppi come Children of Bodom, Amon Amarth, Finntroll, In Flames e tanti altri... ci diedero molta importanza insomma. Poi venne il Rock Hard Festival ed anche lì fummo trattati alla grande: ci diedero ben 45 minuti di tempo e contando che suonavano dopo di noi nomi come Stratovarius, Gamma Ray, Edodus, Dark Tranquillity e tanti altri si può intuire quanto la band fosse apprezzata in quel periodo. Altra gran soddisfazione fu suonare al Metal Camp ma non sul palco minore ma sul main stage: segno che la band aveva un bel peso non solo in Germania ma un po' in tutta Europa. Poi ci furono anche festival minori, come appunto l'Headbangers Open Air: in questo festival respirammo un'atmosfera magnifica, vi fu un pubblico fantastico, dei veri "defender"!
 
L'uscita di questo nuovo album porta ancora una volta a un cambio di line-up con l'uscita di Sandro Mazzoleni. Il gruppo riprende la sua formazione a tre: una scelta voluta o dovuta solamente alla mancanza di un nuovo chitarrista interessato alla band?
Entrambe le cose: appena lasciò Sandro continuammo in tre e ci accorgemmo che si poteva andare avanti tranquillamente. A quel punto prendemmo la decisione di continuare ancora come power trio, come agli esordi.
 
Thunderstorm 2004Con 'Faithless Soul' la band si accasa nella Dragonheart Records, etichetta che vi darà supporto fino all'ultima pubblicazione sotto moniker Thunderstorm: come mai la decisione di questo cambiamento e cosa vi spinse verso l'etichetta fiorentina?
La Dragonheart ci fece l'offerta di entrare nel loro roster e noi non dicemmo di no! E' un'ottima etichetta, lavora con tanta passione e dedizione: un altro pianeta rispetto alla Northwind, che comunque ha avuto il merito, seppur con pochi mezzi promozionali, di far conoscere la band. 
 
Ritornando a 'Faithless Soul', anche questo terzo capitolo in studio riconferma l'ottima prova della band, non faticando a ricevere ottimi consensi praticamente ovunque. Il crescere dell'interesse nei confronti della band come venne preso da voi? In particolare è sempre la Germania a premiarvi: come mai, secondo te, questo attaccamento ai Thunderstorm da parte del popolo tedesco?
Sarò molto sincero: a mio avviso 'Faithless Soul' non raggiunse le vette di 'Witchunter Tales' e con questo fu d'accordo anche la critica. No, non sto dicendo che era un brutto album, assolutamente, dico solo che la stampa non lo accolse con lo stesso entusiasmo dei primi due e su questo ero d'accordo anch'io. Questa seppur piccola inflessione impedì l'ufficiale consacrazione della band che nonostante le ottime critiche non fece decollare il gruppo come doveva. In compenso però grazie all'ottima distribuzione della Dragonheart i Thunderstorm potevano esser conosciuti anche da un pubblico che prima aveva sentito la band solo di nome. A volte mi chiedo cosa sarebbe successo se 'Witchunter Tales' fosse uscito sotto Dragonheart: no, forse è meglio non pensarci...
 
'As We Die Alone', quarto capitolo in studio del 2007, segna la voglia di cambiamento in casa Thunderstorm: come nacque questa scelta e verso cosa avete deciso di puntare stilisticamente? Questo cambiamento come è stato visto da parte dei fans storici?
A livello compositivo quest'album è molto ispirato: dopo la classicità di 'Faithless Soul' ci voleva qualcosa che pur rimanendo nel genere fosse un po' diverso. E così nacque 'As We Die Alone', il mio album preferito dopo 'Witchunter Tales'. Ho tanti bei ricordi legati a quell'album: le registrazioni andarono lisce come l'olio come ai tempi del primo e secondo album e la band tornò a produrre dei super classici come "We Die as We Dream" e "Slow". Questa piccola svolta stilistica venne vista molto positivamente da critica e fans, in un certo senso fu la nostra rivincita sulle persone scettiche che dopo l'uscita di 'Faithless Soul' ci vedevano come una band in piena discesa. Grande 'As We Die Alone', è un album che ho sempre nel mio cuore.
 
Thunderstorm 2007Arriviamo infine ai giorni nostri ed esattamente a un anno fa, quando viene pubblicato 'Nero Enigma', il vostro ultimo lavoro in studio. Un album che rispetto alle origini vi vede più vicini ai territori heavy-doom, un lavoro interessante anche dal punto di vista del concept. Ad un anno di distanza, e sapendo che si tratta del vostro ultimo album, come lo vedi nella vostra discografia? Pensi che sia stata una degna chiusura del capitolo Thunderstorm?
Si, penso che sia una degna conclusione della band. L'album è vario, è suonato bene, ha quest'idea del concept e ci sono dei pezzi veramente degni di nota. Gli altri della band lo considerano come il miglior album, (almeno fino a un anno fa!) ma io non sono d'accordo: è impeccabile ma a mio avviso non raggiunge le vette di 'Witchunter Tales' e 'As We Die Alone'. A volte lo sento un po' freddo... sto parlando soggettivamente, è un giudizio comunque prettamente personale.
 
Arriviamo infine allo scioglimento della band: come è nata questa decisione e quanto è stata sofferta? Cosa è voluto dire lasciarsi alle spalle i successi di 15 anni con questo moniker?
La decisione è nata spontaneamente... Perché? Forse non lo sapremo mai il perché, è mancata semplicemente la voglia. Fare un altro album era pericoloso, poteva uscire un disastro e dopo 'Nero Enigma' è stato meglio scioglierci per lasciare a tutti un bel ricordo e far sì che la band abbia scritto delle pagine indelebili nella storia del doom metal. Ti dirò: dopo 15 anni non ho il rimpianto di aver preso questa decisione, è stato come se fosse scritto nel destino...
 
Una domanda che forse sembrerà provocatoria, ma è da fan prima di tutto: come mai la scelta di sciogliere i Thunderstorm, un gruppo che dopo tanti anni era riuscito a crearsi un ruolo di rilievo all'interno della scena italiana e europea, e non magari il tuo nuovo progetto, i Temple of Pain, sicuramente meno conosciuti a fronte della loro ancor breve esistenza? Si è trattato quindi di una scelta non dettata dal fatto di non avere più tempo da dedicare ai tuoi progetti musicali?
No, non è stata una scelta dettata dalla mancanza di tempo. Se si continuava coi Thunderstorm con ogni probabilità avremmo deluso i nostri fan con un nuovo album sotto le aspettative e dei concerti sotto tono. Fidati, è stato meglio così! La decisione di iniziare (e continuare) con i Temple of Pain è dettata dalla mia voglia di tornare alle origini del demo di 'Sad Symphony': fare un doom pesante, settoriale ma che comunque abbia sempre un minimo di melodia, una logica...
 
Hai rimpianti per ciò che avresti potuto fare con i Thunderstorm e che in questi anni non sei riuscito a portare a termine?
Rimpianti? Uhm... Forse il non aver mai intrapreso un vero e proprio tour europeo e come già detto in precedenza il fatto che 'Witchunter Tales' non fosse uscito con la Dragonheart, dandogli così una migliore distribuzione e promozione.
 
Si è parlato di un ultimo concerto di addio per la band: puoi aggiornarci su questo? Avete già deciso quando si svolgerà e dove oppure ancora non avete avuto modo di organizzare il tutto?
Si, all'inizio avevo pensato di fare un concerto d'addio ma alla fine è rimasta solo un'idea, non si farà. 
 
Se oggi dovessi descrivere con pochissime parole i vostri cinque capitoli in studio?
Sad Symphony: l'inizio
Witchunter Tales: la conferma
Faithless Soul: l'indecisione
As We Die Alone: la retta via
Nero Enigma: la fine 
 
Nei tre capitoli centrali della vostra discografia avete dato spazio a tre cover, un paio di queste anche inusuali per un gruppo doom (mi riferisco chiaramente agli Iron Butterfly e Jimi Hendrix): come avete scelto questi brani e quali altri gruppi avreste voluto omaggiare se ce ne fosse stata l'occasione?
Si, è vero, era nostra abitudine coverizzare qualcosa fino al quarto album (il quinto essendo un concept abbiamo omesso di farlo). La cosa ci divertiva ed era un omaggiare grandi band o personaggi che pur non appartenevano al mondo del doom. Un'altra band che mi sarebbe piaciuto coverizzare erano i Beatles: ai tempi avevo pensato ad una "Helter Skelter", ma avevo subito scartato l'idea in quanto questa canzone è stata già coverizzata da parecchie band hard/heavy. Così, a caldo mi vengono in mente i Motley Crue ma ce ne sono parecchie altre.
 
Thunderstorm 2007Scena italiana: ne fai parte da oltre un ventennio, il tuo punto di vista sulle band in circolazione, sulla scena live e i locali, cosa manca e cosa invece è un pregio della stessa. Quali sono stati i cambiamenti che hai notato fra il primo periodo dei Thunderstorm e questi ultimi anni?
Ahi ahi ahi.... qua sarò spietato! Vuoi sapere la situazione attuale del metal in Italia? Disastrosa. Ci si lamentava una decina di anni fa ma ora è mooolto peggio. Oramai quasi tutti i locali fanno suonare solo tribute band di gruppi noti (Metallica, Maiden ecc. ecc.) e al pubblico non interessa più ascoltare band di musica propria anche se discretamente noti. Le nuove generazioni mi fanno paura, ascoltano solo quei quattro gruppi famosi, non ne vogliono sapere di ascoltare roba nuova. Non gliene frega nulla. Preferiscono mille volte sentirsi "Enter Sadman" o "Run to the Hills" fatta mediocremente piuttosto che un bel pezzo di una band semisconosciuta. Per fortuna qualche locale fa ancora suonare band con un proprio repertorio e prego tutti di supportarli il più possibile! Se spariscono pure quelli sparirà l'intera scena hard'n'heavy italiana e non sto scherzando...
 
Ultima domanda dedicata al tuo progetto Temple of Pain: su cosa stai lavorando in questo periodo? Ci saranno a breve novità discografiche oppure dovremo aspettare ancora molto?
In autunno faremo qualche data live, tipo un festival doom a Malta il 4-5 novembre con diverse band europee e l'11 novembre allo spazio Aurora a Rozzano (MI) in occasione di sette serate live dedicate al metal. Per quanto riguarda materiale nuovo ti posso anticipare che qualcosa ho già in testa ma aspettavo la vera e propria ispirazione... mi sarebbe facile fare un lavoro "di maniera", un classico disco doom, ma non è mia intenzione far qualcosa solo per far numero. Il prossimo album dovrà essere maestoso, un lavoro che lascerà il segno. Sicuramente sarà meno ossessivo di 'Lord of the Undead Knight' ma sarà assolutamente doom, nulla a che vedere con le sonorità dei Thunderstorm di 'Nero Enigma' per intenderci. Epico, oscuro e maestoso, così dovrà essere! 
 
Ti ringrazio Fabio per questa lunghissima intervista: se hai qualcosa da aggiungere che non è ancora stato detto questo è il tuo spazio, altrimenti lascia pure un saluto ai lettori e ai fan dei Thunderstorm.
Grazie a te per lo spazio concesso e, mi raccomando, supportate le band che fanno repertorio proprio, non lasciate che tutto quello che si è fatto di buono in tutti questi anni muoia sotto i colpi di inutili ed improvvisati tributi di gruppi triti e ritriti... Supportiamo la scena! 

 

Intervista a cura di Gabriele Nunziante

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna