| Antonio Guerrieri - Stonewall |
| Scritto da Francesco Campatelli |
| Mercoledì 27 Luglio 2011 09:00 |
Gli Stonewall sono una nuova rivelazione italiana che si è messa in evidenza a inizio anno con l'ottimo 'Victims of Evil' disco di puro heavy metal che non mancherà di far contenti i fans della frangia più classicamente estremista. Italian Metal è andato in cerca del leader Antonio "Tony Warriors" Guerrieri per saperne di più su questa creatura chiamata Stonewall.Ciao Tony, ti porgo i miei più sentiti saluti da parte di Italian Metal. Finalmente gli Stonewall hanno debuttato sulla lunga distanza con 'Victims of Evil', un ottimo album di pura scuola ottantiana, nonostante abbiate alle spalle un solo demo 'Eyes of Fire' del 2009. Facci un po' di excursus temporale della band, dagli albori fino ad oggi. Ciao Francesco, sono io che ringrazio te e Italian Metal per questa intervista! Dunque gli Stonewall nascono da una mia idea nel 2006, periodo in cui volli fondare un tributo all'Heavy Metal degli anni '80. All'inizio ci cimentavamo a fare cover, però dopo qualche tempo cominciammo a dedicarci alla stesura di materiale inedito e componemmo così i pezzi che poi sono finiti appunto sul demo 'Eyes of Fire' (tre brani in studio più un pezzo live), realizzato per cominciare a tastare il terreno presso la critica e presso i fans stessi. Poi tra vari cambi di lineup siamo giunti a quella attuale di 'Victims of Evil', una line-up solida con la quale è stato possibile arrivare al debutto discografico. Abbiamo avuto la fortuna di ricevere il supporto di Giuliano Mazzardi della My Graveyard Productions, il quale si è subito dimostrato interessato al progetto e ha accettato di produrci il disco. Già puoi immaginare la nostra felicità per questa cosa! La My Graveyard è un'etichetta sotto la quale militano nomi importantissimi del metal italiano, così come un sacco di band giovani che valgono quanto nomi di un certo livello. Come abbiamo detto il vostro debut album 'Victims of Evil' è da poco sul mercato, grazie come sempre alla My Graveyard Productions, sempre attenta a valorizzare i talenti di casa nostra. Finora che riscontri ha avuto il cd presso addetti ai lavori e fans?Per quanto riguarda la stampa specializzata abbiamo ricevuto buone recensioni in Italia ma anche in Germania, Spagna e Francia e la maggior parte dei recensori ha messo in evidenza delle influenze evidenti nel nostro sound, che comunque non richiedevano molti ascolti per essere riconosciute! Influenze come Iron Maiden ma soprattutto il Metal Americano dei Malice, Riot , Fifth Angel, tu stesso hai detto che ci sono molti spunti alla Pretty Maids... Qualcuno ci ha accusati di seguire troppo certi stili e di non avere personalità; io posso solo dire che non è stato qualcosa di voluto, quando tu ascolti certa musica e poi ti ritrovi tu stesso a dover scrivere una canzone, quello che ne viene fuori è del tutto spontaneo. La composizione stessa dell'album è stata molto fluida e spontanea, non c'è stata nessuna forzatura. Abbiamo ricevuto consensi molto positivi soprattutto da parte dei fans che ogni mese ci scrivono mail di apprezzamento da tutta Italia e anche in Spagna dove adesso vivo, grazie al fatto che sono entrato a far parte di una band di Madrid. Nella capitale spagnola c'è chi si è interessato agli Stonewall, comprando il disco e richiedendomi addirittura il demo del 2009. Diciamo che a livello di consensi siamo molto soddisfatti. Tony, tu sei da sempre la mente del gruppo, ti occupi di scrivere i testi e la musica. Come vivi perciò questa responsabilità di compositore unico della band? Ti fa sentire sotto pressione in un certo modo o ti dà sensazioni di tranquillità? Ci sono dei pro e dei contro; i pro sono dipesi dal fatto che non hai nessuno intorno che ti impone uno schema ben preciso da seguire, quindi da una parte è comodo perchè quando hai un'idea nessuno mette bocca proponendoti qualcosa di diverso. Io di solito quando scrivo un brano lo propongo ai ragazzi della band e poi loro mi dicono se merita oppure no. In base a quello decidiamo quello che va tenuto e quello che va scartato. Il fatto principale per cui sono sempre stato solo io a scrivere tutto è stata una scelta dovuta al problema dei tanti cambi di line-up che la band ha subito; ora con questa line-up, in cui è entrato a far parte anche mio fratello, speriamo ci sia una maggior cooperazione, visto che un lavoro di squadra può rendere di più rispetto al lavoro di un singolo componente. Dal vostro demo all'album c'è stata una specie di variazione di rotta, nel senso che sulle tre tracce di 'Eyes of Fire' il suono espresso dagli Stonewall era più diretto discendente della scuola germanica, con l'album invece la band ha intrapreso il sentiero del Metal Americano battuto negli anni d'oro da band come Fifth Angel, Malice, senza però dimenticare le origini europee (vedasi l'influenza di acts di culto come i Pretty Maids). A cosa è stata dovuta questo puntare il mirino dall'altra parte dell'oceano?Il motivo principale è dovuto a qualche cambiamento di ascolti, dal periodo degli inizi a quello del disco. Molta gente in occasione della recensione del demo ha sottolineato influenze marcatamente tedesche. Nel periodo successivo del demo mi sono concentrato ad ascoltare il metal della scuola americana, non per scelta ma perchè vedevo che quello che riuscivo a esprimere era più vicino a quelle influenze... è stata una specie di evoluzione se vogliamo. Questo comunque non significa che non si potrà tornare ad un sound più tedesco! Va tenuto conto inoltre che con 'Victims of Evil' vi siete presentati con una maturazione artistica nettamente superiore al suddetto demo, ma secondo te per gli Stonewall cosa c'è ancora da migliorare musicalmente? Come hai detto giustamente tu c'è stata un'evoluzione a livello di struttura dei brani, musicalmente parlando quello che possiamo migliorare sicuramente è un po' di precisione nell'esecuzione dei brani, ma anche a livello di tecnica individuale. Ma sono tutti obiettivi che consideriamo raggiungibili, solo ci vorrà maggiore impegno! Le tue influenze, come del resto quelle dei restanti membri della band, affondano le proprie radici nell'Heavy Metal degli eighties. Vorrei sapere da te che sei molto giovane, cosa rappresenta per te questa musica così maledettamente lontana anagraficamente ma sempre presente nei cuori dei fans? Guarda nonostante io ascolti tutti i tipi di Rock c'è sempre il momento in cui devo far ritorno verso l'Heavy Metal più tradizionale, per cui non ho problema alcuno ad ascoltare per esempio band come Asia e Journey... ma poi c’è sempre il richiamo verso band come Judas Priest, Running Wild, Omen, Metal Church e tanti altri. Quindi questa musica è decisamente un punto di riferimento per il sottoscritto. E' qualcosa in cui "ricado" sempre, l’unico genere che non mi ha mai stancato, ed è talmente vario che per me è già completo. Si va da messaggi più positivi e meno impegnati (vedi Saxon) , ad altri più ricercati e e quasi riconducibili ad opere letterarie (vedi Savatage). Ritornando al succo del discorso, dico solo che quando quasi 10 anni fa mi proposero i Maiden per la prima volta, ebbi subito chiaro in testa che questa era la musica che volevo continuare ad ascoltare e suonare e che avrei coltivato negli anni. Da tempo ti sei trasferito in Spagna per motivi personali e li hai avviato un'attività di drummer con i Khan, altro giovane act spagnolo. Ci vuoi presentare anche questo tuo nuovo progetto? I Khan esistevano già da un anno al momento del mio ingresso nel gruppo. Tramite i loro Myspace e Facebook mi accorsi che in quel momento erano in cerca di un batterista, quindi mi sono fatto avanti scrivendo loro e da lì... subito in sala prove! Fin da subito mi sono trovato benissimo con questa band, perchè sono dei ragazzi simpaticissimi e soprattutto anche loro amano profondamente l'Heavy Metal, amano andare ai concerti e supportare in maniera decisa la scena underground, attitudine che in Spagna è molto più diffusa tra i giovani rispetto all’Italia. Abbiamo già suonato due volte dal vivo, la prima lo scorso novembre in un festival piccolo, poi siamo stati contattati da Greg Varsamis (il boss della Eat Metal Records - nda) che ci ha proposto di suonare al Black Death Fest di Madrid e per noi è stato qualcosa di molto gratificante, anche per aver potuto conoscere nei camerini alcune band partecipanti (tra cui Brocas Helm e Elixir) con le quali negli anni siamo cresciuti musicalmente. Attualmente stiamo finendo le registrazioni del primo demo autoprodotto; abbiamo avuto qualche intoppo iniziale ma a breve sarà disponibile. Speriamo di poter venire a suonare anche in Italia, ci sono delle idee a tal proposito. Il fatto del tuo vivere in terra madrilena inficia al momento le possibilità di poter vedere esibirsi dal vivo gli Stonewall. Come pensi di poter porre rimedio all'assenza dai palchi? Stai già pensando a qualcosa o è ancora tutto in alto mare?Ci sto pensando, ma al momento siamo molto limitati per suonare dal vivo. Stiamo aspettando che ognuno finisca con i propri impegni (lavoro, università etc etc) per ritrovarci tutti e fare delle prove. Per l'estate in corso pensiamo di riuscire a piazzare un paio di concerti nella nostra zona. Poi come tu sai anche nel corso dell’anno siamo stati contattati per coprire delle date, ma al momento, proprio per la mia lontanza dall’Italia, non abbiamo presupposti per fare molti concerti. Vediamo come si evolve situazione e agiremo di conseguenza. Purtroppo non avere un'attività live frequente indebolisce un gruppo, soprattutto agli occhi dei fans; la gente che ha comprato il disco di una band vuole vederla dal vivo, per valutare se anche on stage sa trasmettere qualcosa, per cui speriamo di riuscire a tirare su qualche concertino. C’è molta gente che ce lo chiede soprattutto al nord e sarebbe un grande piacere accontentare tutti. In Italia si è sviluppato negli anni un vero e proprio movimento underground di band giovani che tengono alto il nome del classico Heavy Metal ottantiano, grazie anche alla stessa My Graveyard Productions che ha aperto un canale in Italia per risvegliare dal torpore del dimenticatoio la musica Heavy degli eighties. Si dice però che in questo paese non sempre corra buon sangue tra appassionati di strumento; gli Stonewall con chi sono riusciti a legare in particolar modo? Principalmente con Axevyper e Asgard. Come tu ben sai nell'ultima traccia del disco, la cover degli Sword, figurano in veste di special guests Guido e Reno. Entrambi sono stati molto disponibili a parteciparvi dopo la mia proposta, questo ti fa capire che tra noi c'è un ottimo rapporto. Con i Vyper parliamo spesso tramite Facebook o Skype ed è stato grandioso ritrovarli in Spagna all’Espectros e vederli in azione sul palco. Anche con gli Asgard sono molto amico, un gruppo che ho avuto modo di conoscere bene quando studiavo proprio nella loro città, Ferrara. Con Federico mi sento spesso: qualche giorno fa gli ho chiesto esercizi di riscaldamento vocale per registrare la cover degli Omen, ahahah! Ma come non citare anche Walpurgis Night e Prodigal Sons; i primi li ho visti in Spagna insieme al gruppo del Fils, anche loro molto bravi sul palco, persone davvero simpatiche. Dei secondi parlo per lo più con Daniele e aspetto con ansia il loro debutto! Mi scuso se sto dimenticando qualcuno... Comunque tutti ragazzi che danno il massimo sul palco pur essendo alcuni di loro molto giovani, amano tantissimo questa musica e lottano per far si che essa rimanga viva per quella poca gente che ancora ama ascoltarla e andare ai concerti. Riguardo all'album, la stessa cura dell'artwork fa capire a colpo d'occhio che ci troviamo davanti a un disco ortodosso; la copertina che ricorda come stile molto da vicino quella di 'Thundersteel' dei Riot è opera di una ormai vecchia canaglia del metal italiano se non erro...Un gran canaglia! Ahahah, mr Guido Tiberi. Praticamente prima di uscire con My Graveyard Productions c'era già un artwork non definitivo, però tutti quelli che avevano avuto modo di vederlo, son stati fortunatamente sinceri con noi nel dirci che secondo loro quell'artwork non era all'altezza per un disco. Così parlando con Guido della cosa, lui si è subito offerto di disegnare la copertina, nonostante in quel periodo avesse già i suoi impegni nella registrazione dell'Ep in italiano degli Axevyper e relativa realizzazione delle grafiche. Siamo stati molto contenti e soddisfatti del suo lavoro, tra l'altro si è basato molto sulla title track del disco, riguardo al confronto tra macchine e umani, e quindi sì, hai ragione quando dici che sembra qualcosa di molto vicino a 'Thundersteel' dei Riot, anche perchè come hai detto fa capire bene di che pasta è fatto il disco. E’ molto azzeccata ed esplicita come cover, anche per i riferimenti sui muri di band che abbiamo citato nell'intervista. Bene Tony, il tempo tiranno ci sta mettendo alle strette purtroppo e siamo quindi giunti in conclusione di chiacchierata. Ringraziandoti per questa intervista ti lascio lo spazio in piena autogestione per lanciare un messaggio o quello che più preferisci. Ciao e alla prossima! Ringrazio te e Italian Metal per l'opportunità che mi avete concesso. Prossimamente inizieremo a lavorare al nuovo album, quindi restate aggiornati per ulteriori news tramite i nostri profili Facebook e MySpace! Un grande abbraccio a tutti coloro che ci seguono e che ci sostengono! You are the Victims of Evil! Intervista a cura di Francesco "Running Wild" Campatelli |













Gli Stonewall sono una nuova rivelazione italiana che si è messa in evidenza a inizio anno con l'ottimo 'Victims of Evil' disco di puro heavy metal che non mancherà di far contenti i fans della frangia più classicamente estremista. Italian Metal è andato in cerca del leader Antonio "Tony Warriors" Guerrieri per saperne di più su questa creatura chiamata Stonewall.



Commenti
Mezzo mondo vuole vedervi live,serve un Campovolo solo per gli Stonewall!!
un abrazo tio!
p.s. - "Thundersteel" è stata proprio la mia ispirazione principale per la copertina, la figona coi capelli rossi è una citazione fin troppo chiara eheh
p.p.s. - canaglia sempre ma vecchio ancora no ahahahahah ;)
Nel frattempo attendo anche gli altri progetti paralleli, Khan e Another Open Road. Grande Tony!
Se col mouse posiziono il puntatore sulla foto del giovane colla chitarra mi esce la scritta "Antonio Guerrieri". Un errore?
Nessun errore quindi, nella foto è proprio lui.
Scusate, è che come categorie mentali sono rimasto un po' agli anni '80, quando generalmente uno suonava lo stesso strumento per tutta la carriera (discorso che comunque ha avuto naturalmente le sue eccezioni...)