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Centvrion
Scritto da Francesco Campatelli   
Mercoledì 08 Giugno 2011 09:00
CentvrionIl Centurione romano è ritornato a sconquassare gli animi corrotti della società moderna. Come? Ce lo ha spiegato nel 2005 un disponibilissimo Luciano Monti, chitarrista e portavoce dei legionari marchigiani, nonché perfetto esempio di umiltà e correttezza, come pochi ne esistono in Italia.
Intervista originariamente pubblicata su MetalInside.it nel 2005

Ciao Luciano, finalmente è ora di intrattenerci per fare due chiacchiere su questo vostro atteso ritorno sulle scene. Si è fatto un gran parlare del fatto che i Centvrion avevano abbandonato la loro casa madre, la Scarlet, per approdare su un territorio di più ampio raggio, solo da ultimo scoperto con la Dragonheart Records. Mi parli un po' di come e perché è avvenuto questo cambio di etichetta?
Guarda Francesco, semplicemente perché il contratto è scaduto, nessuno ha voluto rinnovarlo e lo abbiamo semplicemente fatto cadere. Non vogliamo fare chiacchiere, chiacchierette, sollevare problemi, situazioni eccetera, semplicemente noi volevamo confrontarci con una realtà differente e abbiamo cercato di farlo. Purtroppo i tempi di attesa sono quelli dovuti alla scadenza di tutte quelle clausole che sono poste dal contratto che comunque ti vincolano, quindi abbiamo dovuto semplicemente aspettare che scadessero tutti questi limiti di tempo. Mantenere segreti i nostri accordi no, perché comunque l’accordo con Dragonheart è stato successivo alle scadenze, non è che noi ci siamo mossi prima e poi abbiamo aspettato... noi abbiamo lavorato in attesa che tutto scadesse. Ti premetto anche che una copia promozionale che io ho mandato alla Dragonheart e che ci è valsa il contratto, l’ho spedita anche alla Scarlet quindi... Non c’era l’interesse da parte loro di lavorare con noi, tanto meno da parte nostra di continuare a confrontarci con una realtà che conoscevamo; volevamo provare qualcosa di diverso, vedere se funziona tutto uguale allo stesso modo e se ci sono delle differenze…. differenze ce ne sono, ma ripeto non è il caso di mettersi a fare paragoni: ognuno ha il suo metodo di lavoro, quindi non sarò io a giudicare quale è il migliore e quale è il peggiore, saranno i risultati a dirlo. Sta di fatto che la Scarlet ci ha permesso un Gods of Metal, ci ha permesso comunque un raggiungimento di determinati traguardi, quindi ci aspettiamo che con questo nuovo contratto la cosa prosegua sugli stessi binari.

CentvrionE questa svolta segna anche l’atto di nascita di 'Invulnerable', la vostra quarta fatica discografica che considero come la consacrazione ormai definitiva dei Centvrion a indiscussi leader della scena heavy metal classica italiana. Mi sembra doveroso che tu mi parli proprio di 'Invulnerable': quanto vi aspettate da questo disco?
Come sempre non ci aspettiamo mai nulla, facciamo un passo alla volta e ogni volta che facciamo un passo ci sinceriamo, prima di fare quello successivo, che la gamba e il piede siano ben stabili prima di fare un lancio nel vuoto. Salti nel vuoto non ne facciamo, ringraziando Dio suoniamo per la passione di farlo e per la voglia di divertirci e non per chissà quali motivi e chissà quali ambizioni. Certo, piacerebbe a tutti viaggiare in limousine, ma sappiamo che questo non sarà mai possibile quindi ci aspettiamo semplicemente di mantenere il livello che abbiamo avuto fino ad ora e magari di riuscire a migliorarlo un po'.

Ho detto che 'Invulnerable' è la vostra consacrazione ma avrei potuto dirlo anche dopo 'Non Plvs Vltra', se non fosse che quel disco riconduceva la band ai lidi del passato dopo una parentesi che non ha convinto pienamente tutti, sto parlando di 'Hyper Martirium'. A distanza di tempo come lo vedi quel disco? Era possibile che a quei tempi essendo un gruppo ancora esordiente dovevate affilare bene il vostro sound e capire in che direzione andare o era solo una manovra atta a sorprendere il pubblico?
Non abbiamo mai pianificato nulla per quanto riguarda la nostra musica. Generalmente ci mettiamo li e suoniamo quello che ci piace. In quel periodo ci sentivamo in quel modo, di andare a far casino e di spaccare tutto; un po' perché il nostro debutto è andato ben oltre al di là delle nostre aspettative, un po' di situazioni particolari, un po' l'innesto in sezione ritmica di due persone che ascoltavano un contributo più estremo e tu sai benissimo che in fase compositiva noi estrapoliamo sempre tutte le caratteristiche degli elementi e le fondiamo insieme. E’ venuto in quel modo, piaciuto o non piaciuto, discusso o no, a tornare indietro, rifacendo le stesse esperienze sicuramente riuscirebbe fuori un altro 'Hyper Martirium', quindi non posso né rinnegarlo né tanto meno trattarlo in maniera differente da come tratto gli altri dischi. E’ stato un lavoro nostro, un prodotto nostro, una parte della critica non lo ha apprezzato, un’altra determinata parte della critica si, ci ha fatto perdere pubblico da una parte e guadagnare pubblico da un’altra. Non sono scelte, noi nel momento in cui lavoriamo prendiamo una direzione, se la direzione ci piace la portiamo fino alla fine.

E a proposito di sorpresa, i Centvrion fin dagli esordi si son distinti non solo per la musica, ma anche per la componente scenica delle vostre esibizioni dal vivo, componente che purtroppo qui in Italia perfetti idioti della stampa hanno preso come spunto per attaccarvi e incolparvi di prendere posizioni su un determinato periodo storico con cui l’Italia ha chiuso definitivamente i conti nel dopoguerra. Ora il vostro look mostra un nuovo cambiamento, a mio parere siete tornati ai tempi di 'Arise…'. Nuova sorpresa scenica per lasciare interdetta la gente, specie quella che da sempre vi accusa, o pura scelta personale?
Purissima e semplicissima scelta personale. Sta di fatto che non si può sempre e comunque mantenere una stessa linea, una stessa immagine, perché anche noi nell’arco degli anni cresciamo, maturiamo, capiamo, abbiamo modi di vedere le cose diversi, per cui è stata una semplicissima scelta naturale. "Come ce vestiamo stavolta Germano?" E Germano, che è il curatore del nostro look: "stavolta ce vestiamo de pelle!" Punto. Non c’è nessuna premeditazione, dal vivo capiterà che ci vedrete ancora suonare vestiti militari, non è questo il discorso... dipende da come ci svegliamo la mattina in cui dobbiamo affrontare una data e prendiamo in considerazione gli elementi e quello che ci va e che ci piace fare. Il palcoscenico è sempre stata una cosa che abbiamo voluto noi fortemente, perché andare a un concerto e vedere cinque pupazzi immobili che suonano benissimo ma che non ti danno nulla al di fuori della musica come se tu ascoltassi il disco, non c’è mai interessato più di tanto. Certo, adesso il livello qualitativo si è abbassato e purtroppo per garantire una giusta media tra palcoscenico e qualità della musica che abbiamo da riprodurre dal vivo e, visto il lavoro che abbiamo fatto su 'Invulnerable', cambierà leggermente l’approccio. Determinate parti ritmiche che tu senti li non puoi suonarle correndo sul palco. Quindi sicuramente ci saranno dei momenti più statici e più freddi ma ci saranno anche dei momenti in cui potremo permetterci di fare la nostra solita caciara. L’importante è riuscire sempre a mantenere l’attenzione del pubblico e a farli divertire perché io, noi, se chi ci sta a guardare si diverte, diamo di più e ci divertiamo di più.

TLuciano Montiorniamo a 'Invulnerable' Luciano; da alcuni titoli sembra di vedere che a livello di testi siete rimasti sulle tematiche antiche, vedi "Virtus", "Man of Tradition", ma ci sono anche temi trattanti argomenti diversi da quelli degli antichi romani o c’è sempre una linea guida in ogni canzone del disco?
Diciamo che il lato puramente storico lo abbiamo abbandonato in questo disco. Non parliamo di vicende legate all’impero romano, non parliamo di vicende storiche e di fatti diciamo politici riguardanti l’impero romano come facevamo nei dischi precedenti, ma affrontiamo un tema più filosofico nelle canzoni. Parliamo dell’uomo fragile e debole che lo è diventato a seguito delle sue scelte della vita moderna e della società moderna e analizziamo quella che secondo noi potrebbe essere la cura perché torni a riacquisire la sua fierezza, la sua nobiltà e la sua invulnerabilità. Quindi si predica ovviamente riguardando al passato e, come sempre non mi stancherò mai di dirlo, non a un ventennio che son vent’anni, ma a duemila anni di storia, e quindi riscoprendo determinate tradizioni, determinati valori, ecc.. L’uomo in questo modo può combattere questa sua guerra che non si svolge sui campi di battaglia ma che si svolge nella trama all’interno di questo disco, deve trovare la via per tornare a riacquistare appunto la sua nobiltà d’intenti e la sua invulnerabilità.

Con il nuovo disco ritornate anche con una nuova lineup. Quando vi decidete a trovarne una solida?
Eccola, la vedi.

Scherzi a parte, stavolta vi siete visti costretti a cambiare bassista e con l’arrivo di Gianluca Mandolesi direi che avete fatto un ottimo acquisto, peraltro proveniente da una band che tu, tuo fratello Fabio e Germano conoscete bene, gli Scala Mercalli. Mi butti giù due parole di presentazione su questo ragazzo e due parole sullo split con Massimiliano?
Guarda, lo split con Massimiliano è avvenuto in modo molto naturale e tranquillo. Semplicemente la direzione che avevamo intrapreso e che piaceva ai 4/5 del gruppo per quanto riguardava le nuove linee e il nuovo tipo di lavoro da fare nell’album, specie in fase compositiva dove sai già come deve suonare il prodotto finito, non piaceva a Massimiliano che non si ritrovava in queste nostre scelte. Quindi quando noi gli abbiamo detto che la situazione era questa, gli abbiamo chiesto se riusciva a dare il massimo o meno. Quando lui ci ha risposto in tutta estrema sincerità che non si ritrovava a suonare questo tipo di musica con noi, che non avrebbe dato il 100% come sarebbe dovuto accadere nei dischi precedenti, passami il condizionale non voglio dire di più... automaticamente ha deciso di intraprendere un’altra sua strada e noi ci siamo non visti costretti, ci siamo semplicemente guardati intorno. Il rapporto con Gianluca, indipendentemente dallo split a suo tempo che ci fu con gli Scala Mercalli, è sempre rimasto un rapporto d’amicizia, ci siamo sempre chiariti, ci siamo sempre comunque parlati, la sua maturazione nell’arco di questi anni è stata palese ed evidente quindi abbiamo deciso semplicemente di riconoscerci. Anzi si è riguadagnato i suoi meriti e ha ripreso quello che è il suo posto. Attualmente la formazione dei Centvrion guarda caso è i 4/5 di quella originale che si chiamava Scala Mercalli. Come vedi non continuo a dire "nostra", non lo dirò mai perché quella è una realtà che esiste già e fa la sua strada. Ci tengo semplicemente a precisare che le affinità, se la matematica non mi inganna, e le paternità, e questa è diretta a una persona in particolare, stanno a nostro favore e non a nostro svantaggio.

Centvrion - InvulnerableSo che nonostante 'Invulnerable' sia ancora fresco di stampa siete già al lavoro su nuovi pezzi, direi che siete una vera fucina di canzoni. C’è qualcuno in particolare artefice di tutto questo, o è il lavoro di squadra che vi porta a essere così prolifici?
Generalmente se ne occupano Fabio e Germano del lato compositivo, anche perché ognuno di noi ha un ruolo ben preciso nella band e purtroppo consigliarli tutti non è facile. Generalmente Fabio e Germano portano avanti delle idee, poi tutti quanti indistintamente, una volta che queste idee sono state concretizzate, danno il loro apporto affinché il pezzo prenda vita e personalità e affinché suoni come piace a tutti. Se una persona dice "c’è qualcosa che non va", ci si mette a tavolino, se ne parla e tante volte si arriva a scartare un pezzo che potrebbe essere valido, ma se non supera l’esame di cinque persone, il pezzo non va avanti. Quindi prevalentemente il lato compositivo spetta a loro due anche se poi comunque tutti alla fine diciamo la nostra con eguale valore.

E per quanto riguarda i concerti, state già pianificando delle date di supporto a 'Invulnerable'? Come vi sta aiutando la Dragonheart in questo senso? Ci potrà essere la possibilità di vedervi in un mini-tour italiano come qualche tempo fa?
Diciamo che il nostro manager ci sta lavorando su, in questo periodo non ho contatti diretti con lui, ci sentiamo molto raramente ma so che sta cercando di organizzare qualcosa con dei vari contatti. Per il momento abbiamo soltanto fissato una data di presentazione del disco che sarà il prossimo 26 novembre in un locale di Civitanova Marche dove presenteremo in anteprima dal vivo il nuovo album. Non credo che ci lavori la Dragonheart. Purtroppo ho saputo che l’esclusiva di quel minitour di cui parliamo è in mani un tantino… ehm, diciamo che dal momento che è passata in quelle mani quella manifestazione, ce n’è stata un’unica edizione in cui apparteneva in mani diverse e poi non è andata più avanti. In queste cose non entra mai la casa discografica. All’epoca quando si trattò di organizzare quella serie di date, fu un accordo personale tra band. Una volta trovato l’accordo tra di noi, è stato affidato tutto a un’agenzia che ha provveduto all’organizzazione della manifestazione

C’è qualcosa che cambieresti di 'Invulnerable'? Sei e siete soddisfatti di come sia uscito o se poteste tornare indietro cambiereste qualcosa?
Siamo soddisfatti in tutto! Dall’artwork, dalle canzoni, dalla produzione, da tutto quanto. Dai brani, dalla musica che contiene. Considera che per far uscire i brani che puoi ascoltare, ne abbiamo saltati altri quattro.

CentvrionQuindi non siete come altre bands che considerano sempre il migliore l’ultimo album che hanno appena sfornato rispetto ai precedenti.
Ma perché, ho mai detto qualcosa di male dei dischi precedenti? Dico soltanto che man mano che si va avanti che si fa più esperienza, si matura e si acquisiscono esperienze che ti permettono di migliorare il tuo lavoro. Certo, adesso come adesso, anche 'Non Plvs Vltra' lo ri-registrerei in una maniera differente, sta di fatto che in quel contesto, nel momento in cui è stato registrato, il modo in cui è stato composto, il modo in cui è stato realizzato, era il massimo che potevamo dare e rimane il massimo che potevamo dare. E’ normale che un 'Arise of the Empire' con l’esperienza che ho adesso e non di sei anni fa, avrebbe un significato diverso e suonerebbe in modo differente. Non è detto però che avrebbe la stessa anima. Quell’anima ce l’ha perché suona in quel modo, è piaciuto perché suonava in quel modo. E sicuramente le stesse canzoni andandole a rifare con le tecniche che abbiamo utilizzato per fare 'Invulnerable' sarebbero fredde e inefficaci, quindi ogni disco vive nel periodo in cui viene fatto e in cui viene realizzato e va valutato in funzione di questo. Quindi è normale che adesso, dal '99 ad ora dopo sei anni, quasi sette di carriera uno dice "cazzo, se lo sapevo certi "errori" li evitavo". In quel momento non sapevi che erano errori perché ti piaceva suonare in quel modo e che il valore dei dischi precedenti sta nel fatto che nel momento in cui sono stati realizzati, valevano per quello che sono stati realizzati! Questo disco ha una vita a sé, rispecchia quello che siamo, quindi per noi questo momento è il migliore, ma se io mi rimetto nei panni di quando ho fatto 'Non Plvs Vltra' ti dico "no, il migliore è 'Non Plvs Vltra'", non so bene come spiegartelo.

Bene Luciano, questo è tutto. Ti ringrazio per avermi concesso quest’intervista e lascio ora a te le ultime righe per lanciare un messaggio di qualsiasi tipo. Ciao Lucianone e a presto.
Ecco, questa è la solita domanda che mi mette in crisi, ahahah (è per questo che te l’ho fatta apposta, ahahah - nda), perché in genere faccio un saluto freddo e informale a tutti quanti i lettori dicendo loro che li ringraziamo per la loro fedeltà, a coloro che sono nostri fans, per la loro fiducia, a coloro che vorranno diventare nostri fans e per il sostegno indiscusso che ci hanno dato sempre e comunque i magazines in Italia compresi voi. Questo per noi è un grande piacere per la possibilità di darci voce al di fuori della musica.
 
Intervista a cura di Francesco "Running Wild" Campatelli
 
 

Commenti 

 
# Franco 2011-06-08 11:51
ma ha senso oggi questa intervista (che comunque rimane una bella intervista, sia chiaro)? non sarebbe meglio una nuova intervista? magari per capire il motivo dello split con germano, per capire come e' andata a finire con la Dragonheart..
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# Gabriele 2011-06-08 12:03
Ce l'avevamo in archivio e l'abbiamo ripubblicata, visto che non è più disponibile sul web (Metal-Inside ha chiuso da qualche mese i battenti, tutto il suo materiale quindi è andato perso). Piuttosto che perderla per sempre, abbiamo pensato di rimetterla su Italian Metal...

Comunque mi sembra (parlo per me, chiaramente può non essere condiviso da tutti) interessante andare a rileggere quello che i gruppi dicevano negli anni passati e vedere come si sono evolute le cose.

Comunque sì, ci sarà modo di re-intervistare sicuramente il gruppo, magari quando sarà alle porte il nuovo album.
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# Franco 2011-06-08 13:47
si certo, scusa magari dal tono del mio messaggio sembravo irruento, volevo dire che sicuramente l'intervista e' molto bella e come dici tu e' interessante vedere a distanza di anni cosa si pensava e cosi e' successo, pero' magari oltre a questa sarebbe interessante un'intervista attuale.. i centvrion sono una delle mie band preferite, e mi piacerebbe approfondire i retroscena di quest'ultimo periodo.
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# Gabriele 2011-06-08 13:51
Vai tranquillo, hai fatto benissimo a chiederlo, così ho avuto modo di chiarirlo a tutti i lettori.

Come questa intervista ne arriveranno un altro paio (probabilmente in estate, periodo in cui le uscite di dischi sono poche), tutte recuperate dal sito in questione.
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# Luciano 2011-06-08 14:00
Mi ha fatto uno stranissimo effetto rileggere questa intervista... Comunque, sono sempre a disposizione per rispendere alle domande :D
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