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Skanners
Scritto da Francesco Campatelli   
Mercoledì 20 Aprile 2011 09:00
SkannersOrgogliosi e determinati. A distanza di trent'anni la macchina Skanners si dimostra sempre efficiente e addirittura desiderosa di scoprire nuove realtà. Claudio Pisoni ci fa il punto della situazione all'indomani dell'uscita del nuovo e roccioso 'Factory of Steel'.
 
Ciao ragazzi e bentornati sulle frequenze di Italian Metal che ha come sempre l'onore e il piacere di ospitare delle autentiche icone del metallo italiano. 'Factory of Steel', la vostra sesta fatica in studio, è appena uscito dalle officine e la critica di fans e addetti ai lavori lo sta accogliendo con una soddisfazione positiva da ormai lungo tempo immutata nei vostri confronti. Come sta procedendo il lavoro di promozione del nuovo cd?
Mah, molto bene, stiamo promuovendo l'album in Germania, ma anche in Italia nei prossimi mesi. Chiaramente siamo piú in Germania per svariati motivi, vuoi per l'etichetta o per il mercato che a confronto in Italia gira in altra maniera, ma soprattutto per le ottime opportunitá che ti offrono. 

Skanners
'Factory Of Steel' rappresenta per voi un segno di cambiamento dal lato puramente amministrativo e gestionale; dopo le ristampe in cd dei vostri primi due album storici 'Dirty Armada' e 'Pictures Of War' e dopo 'The Serial Healer' pubblicati da My Graveyard Productions, nel 2011 vi avvalete del supporto di una nuova label, la tedesca SAOL. Cosa vi ha spinto a prendere la decisione di non rinnovare la collaborazione con la label di Giuliano Mazzardi?
La risposta l'ho giá data prima: abbiamo altre opportunitá in Germania. Comunque con Giuliano non abbiamo avuto nulla da dire, rimane e rimarrá sempre per me una grande persona, ha fatto molto per il metal italiano e in certe situazioni non ha riscontrato interesse dai fans, e questo la dice lunga sulla situazione attuale... ma questo non per colpa sua, sappiamo benissimo come funziona in Italia, basta che una band venga dalla Danimarca o da altre parti del mondo, sono sempre piú brave delle nostre band, cosa che non rispecchia la veritá. Abbiamo molte band in Italia valide che non danno a loro le opportunitá... ecco la parola magica: opportunità.

Dopo le storie del becchino del vostro precedente album, le tematiche di 'Factory Of Steel' sembrano non essere legate tra loro da  un vero e proprio concept. Da cosa nasce l'idea di parlare di questa fabbrica dell'acciaio?
Sì, 'Factory of Steel' è come un grande album fotografico degli Skanners, ogni brano parla di situazioni, aneddoti, capitati in quasi 3 decenni di carriera. Abbiamo voluto che sia cosí, noi che abbiamo sempre creduto nonostante tutto di essere una vera e propria acciaieria pronta a sfornare metallo rovente.

L'approccio musicale con cui siete andati a comporre il nuovo album non si discosta di molto da quello avuto su 'The Serial Healer', ovvero sia heavy metal sanguigno e verace che fotografa una band che riesce costantemente a stare al passo con i tempi, pur senza snaturare la propria natura. Possiamo quindi dire che gli Skanners del nuovo millennio hanno trovato la loro dimensione consona?
Direi proprio di sì, abbiamo sempre pensato questo. Chiaro che nella nostra vita ci siamo sempre guardati intorno a livello musicale, senza mai peró snaturare il nostro marchio; penso che questo per noi sia stato e sia tutt'ora fondamentale.

Il punto più basso della vostra carriera l'ho sempre visto fotografato nell'era di 'The Magic Square', un album che ritengo un po' atipico nella discografia degli Skanners e che non rappresenta al 100% l'essenza stessa della band. Stavate passando un periodo un po' particolare nel lontano 1994 o fu solo un semplice modo per voler dare una rinfrescata al vostro sound?
Aahh, momento di merda! In quel periodo il metal era morto... e quindi suonare in giro era difficile, infatti quell'album non riuscí come volevamo, ma non per le composizioni, che sarebbero state per allora interessanti, ma la cosa che non ha funzionato fu proprio la produzione, praticamente un suono non adatto alla band, ma non fu colpa nostra. Vedi, quando le decisioni vengono prese da altre persone poi succedono queste cose. Infatti l'anno dopo se tu hai notato abbiamo fatto uscire un album live con un'altra produzione e suonato alla Skanners... fu un'ottima risposta ai nostri fans, per dirgli che noi eravamo rimasti quelli di una volta. 

Skanners
In occasione della passata intervista, quando toccammo l'argomento delle ristampe dei vostri primi due album, diceste che tale iniziativa fu accolta bene anche dai giovani defenders ai quali vi sentivate avvicinarvi di più attraverso questa operazione. Secondo voi, pensavate di essere ancora confinati al solo pubblico che vi ha seguiti negli anni '80 ed è cresciuto giocoforza insieme a voi negli anni? Non eravate forse ancora convinti che la vostra storia e la vostra carriera non fosse arrivata anche alle nuove leve nonostante tutto il da fare che vi siete dati negli anni senza mai sciogliervi?
Mah, le ristampe sono state fondamentali a farci conoscere al pubblico piú giovane e in parte cosí è stato. E' chiaro che tale iniziativa è stata accolta dai nostri vecchi fans con grande entusiasmo. È chiaro che il pubblico piú giovane ci conosceva di sentito dire ma essendoci solo come prova dei vinili, tra l'altro introvabili, in questa maniera (con il CD) ora la cosa è piú facile: chi non ha un CD a casa?

Lo scorso anno vi siete potuti togliere una grande soddisfazione suonando di fronte ad un pubblico numeroso quale è quello del Wacken Open Air Festival. Avete già in precedenza avuto occasione di suonare in Germania ma la sensazione di trovarvi di fronte ad un pubblico vasto come quello del festival europeo più riconosciuto a livello planetario qual'è stata? Come siete riusciti a scalare la montagna della patria dell'Heavy Metal europeo fino a giungere alla sua vetta più famosa?
Sai, noi giá negli anni '80 prima di farci conoscere in Italia ci siamo fatti conoscere in Austria e Germania, abitando vicino al confine eravano piú a stretto contatto con band estere e quindi a confrontarci con un pubblico non del nostro paese. Poi come tu ben sai parliamo quasi tutti il tedesco, il quale ci viene insegnato giá alle scuole elementari, quindi per noi è piú facile comunicare. Per quanto riguarda il Wacken, beh direi che si tratta della Mecca del metal mondiale, in vita mia non ho mai visto un'organizzazione simile... strepitoso sotto tutti i punti di vista, grande pubblico, grande esperienza. Tutto è nato da un favore fatto del nostro chitarrista Walter Unterhauser ad un band molto famosa in Germania, la quale si è prodigata per farci suonare al Wacken (tramite il loro manager) e cosí siamo riusciti ad entrare in un circuito direi valido dandoci la possibilitá di farci vedere... Attualmente ci hanno visto dal vivo e devo dirti che gli abbiamo conquistati alla grande. Ein für mich und ein für dich... praticamente: se tu mi aiuti io ti aiuto... loro ragionano così!


Ricollegandomi alla domanda precedente... quella frangia di "illuminati" rappresentanti del metal tricolore che ha avuto il privilegio di calcare i palchi di alcuni rinomati festival europei, tuttavia non riesce a spuntarla in questo intento con una certa frequenza nonostante il metal italiano sia oggigiorno molto più considerato all'estero rispetto a quanto non lo considerassero venti - venticinque anni fa, in maniera nettamente maggiore rispetto alla stessa Italia che continua imperterrita a tenere le spalle voltate ai gruppi di casa propria. Le vendite dei dischi di molti acts tricolori specie in Germania, Spagna e Grecia si dice che siano notevoli, però ad oggi non si capisce come mai se in questi paesi il metal nostrano è così diffuso come si dice, non corrisponda di contro un interesse maggiore dei promoter locali nel chiamare le nostre band a suonare nei loro show. Qual'è il vostro punto di vista al riguardo?
Il discorso sarebbe troppo lungo: io dico solo che in italia il mercato per il Rock soprattutto cantato in inglese è pessimo, direi quasi nullo, rispetto all'estero (ma anche li scarseggia ultimamente) e quindi di scarso interesse per i promoter e label italiane... Cosa si deduce da questo? Il metal in Italia non andrá mai e chi suona questo genere (e sono molti) non deve assolutissimamente pensare di far quattrini con questa musica.

Skanners
In Italia invece secondo voi cosa persiste e cosa è cambiato rispetto agli anni che vi vedeva tra gli iniziatori del movimento della NWOIHM?
Mah, a mio avviso per quanto ci riguarda quasi nulla, diciamo oggi è piú facile comunicare, ma la storia è sempre quella.

Anche la questione dei video nella musica heavy metal è stata per tanti anni nel passato una diatriba su cui i fans si sono reiteratamente scornati. Anche molte band italiane hanno fatto e fanno ricorso al videoclip per promuovere i propri prodotti e  gli Skanners in passato non si sono lesinati in questo, escludendo ovviamente le tonnellate di video bootleg che i fans buttano in rete attraverso YouTube; mi sovviene il ricordo dei video di "Rock Rock City" e di "Flagellum Dei". Gli Skanners punteranno ancora a realizzare qualche videoclip, magari proprio per uno o più pezzi di 'Factory Of Steel'?
Sicuramente si, siamo in procinto di fare un videoclip, anzi due. I brani saranno "Iron Man" e "Hard and Pure", penso quelli più adatti...

Torniamo a parlare dell'album...questa domanda non è atta a sminuire l'album tirando in ballo una canzone invece di un'altra ma vorrei soffermarmi in particolare su "Story of Sound", che io ho considerato un vero e proprio inno all'attaccamento viscerale che voi avete per l'heavy metal. Quanta difficoltà incontra una band italiana a esprimere il proprio pensiero su questa musica sopratutto in un ambiente ostico come quello del metal italiano che riserva più delusioni che soddisfazioni?
Le difficoltà, come ho giá detto prima, sono enormi in Italia ma si va avanti tuonanti, altrimenti è meglio lasciar perdere, prendere la moto e andare in piscina.

E chi sono i "Lords of Lies" che voi inquisite sull'album?
Possono essere intesi come politici, discografici, ecc... i politici ladri, bugiardi e in qualche caso assassini... discografic,i beh... mi fermo qua!

Il fatto che vi siate avvalsi negli anni di un amico di lunga data, Mike Frajria, per la stesura dei testi, accosta questa situazione in un quadro di somiglianza a quella di un altro nome storico del metal italiano, la Strana Officina, che fin dagli anni Ottanta usufruisce del prezioso aiuto di James Hogg. E' stato così anche per 'Factory Of Steel'?
Mike è una cara persona ma in questo album abbiamo fatto da soli, lo volevamo assolutamente perché 'Factory of Steel' è Skanners al 100%.

Amici miei, il tempo è come si sul dire tiranno e purtroppo mi vedo costretto a salutarvi, non prima di avervi ringraziato per la pazienza con la quale vi siete sciroppati questo fuoco incrociato di domande. Italian Metal vi ringrazia della vostra disponibilità e spera di raccontare buone nuove sul conto degli Skanners. Un abbraccio fraterno a tutti voi. Turn It Louder Now!
Per prima cosa un grazie particolare va a te Francesco che assiame ad altre persone in Italia avete sempre promosso e aiutato il metal tricolore, poi un ringraziamento a Italian Metal ma soprattutto a tutte quelle persone che ci seguono e ci incitano ad andare avanti. Ciao a tutti e grazie. Hard and Pure!

Intervista a cura di Francesco "Running Wild" Campatelli
 

 

Commenti 

 
# Tony W. 2011-04-20 13:05
Orgoglio del metal tricolore! NEVER GIVE UP!
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# Hermann 2011-04-21 15:00
Nr 1 grande il becchino, grandi gli Skanners monumento Metal grazie ragazzi!!!!
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