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L'Impero delle Ombre
Scritto da Simone Leone   
Venerdì 04 Marzo 2011 10:00
L'Impero delle OmbreQuesta volta Italian Metal abbandona le interviste alla luce del sole e si cala, invece, nell'oscuro e ombroso mondo dei fratelli Cardellino e del loro Impero sotterraneo. Diraderemo le nebbie della loro storia, andando a ritroso nel tempo per parlarvi degli albori del loro sound, quali sono state le ispirazioni e le "deviazioni" che hanno contribuito a creare questo mostruoso poeta cimiteriale.
Innanzitutto vi do un calorosissimo benvenuto su Italian Metal. Allora Imperatori, cominciamo a scoprire un po' di altarini. Parlatemi un po' del vostro primo approccio con la musica, sia come fruitori che, poi, in seguito come musicisti. Come vi siete avvicinati agli strumenti e qual è stata la molla che vi ha portato a decidere di creare un gruppo tutto vostro?
Giovanni "Jhon Goldfinch" Cardellino: Innanzi tutto grazie a te Simone a tutto lo staff di Italian Metal e ai lettori della calda accoglienza; ci fa davvero un gran piacere, nonostante L'Impero agisca moolto a rilento e prevalentemente nell'ombra... sia chiaro non per tirarsela e fare i misantropi del cazzo, ma perché i sentieri della vita, a sto punto che non siamo propriamente dei ragazzini e viviamo in una zona d'Italia musicalmente (e non solo!) "disagiata", ci impediscono di essere più presenti discograficamente e concertisticamente nell'underground italico! Fatta questa doverosa premessa ti confesso che io e mio fratello siamo nati e cresciuti letteralmente con la musica nelle orecchie visto che nostro padre è un appassionato di rock degli anni settanta, avendo vissuto per questioni anagrafiche quel periodo meraviglioso in prima persona... di conseguenza le nostre ninnananne fin dalla tenera età erano a suon di King Crimson, Genesis, Pink Floyd ma anche di Fabrizio De Andrè, PFM, Banco ed altri migliaia di grandi artisti. Di li poi a scoprire altri generi musicali come il Metal e a voler scimmiottare i nostri eroi il passo è breve, e credo che qualsiasi musicista anche ai grandi livelli te lo possa confermare!

L'Impero delle OmbreDalla vostra biografia si evince che nascete, nel basso Salento, nel lontano '95, però la pubblicazione del vostro primo lavoro risale a moltissimi anni dopo. Come sono stati i primi passi nell'underground salentino di quell'epoca? Quale era la vostra proposta musicale degli esordi e quale era il riscontro da parte del pubblico locale?
Si, noi siamo di Gallipoli in provincia di Lecce ed è li che nacque il progetto nel 1995 dopo poche altre mie esperienze, anche dietro le pelli, molto amatoriali in metal band estemporanee. L'Impero nacque per la mia voglia di unire il discorso di ricerca spirituale/esoterica con l'Horror Music di derivazione Death SS/Paul Chain, tutto sostenuto dalla grande influenza di oscure formazioni dei seventies come i Black Widow (sto ascoltando ora "Sacrifice"!). Il repertorio era costituito esclusivamente di cover dei sopracitati gruppi ed avevamo a cuore anche l'aspetto scenico nei pochi live con ceri, croci e costumi orrorifici, ovviamente derivativi ma che destarono molta curiosità... di nostro non avevamo pezzi finiti, qualche bozza, ma facevamo molta improvvisazione.

Nei vostri album le tematiche cimiteriali ed esistenziali risultano fondamentali a creare quell'aurea oscura e spirituale, il tutto senza scadere nella banalità e anzi fornendo una visione della vita personale e direi, a suo modo, anche raffinata. Giovanni, dove nasce questa tua passione esoterica? Che cosa porta un giovane (lo so è un brutto termine, mi sembra di essere un intervistatore di Famiglia Cristiana) ad avvicinarsi a tali tematiche e farne una "ragione di vita"?
Dunque ora qui non vorrei deludere nessuno nel dire che non bisognerebbe fissarsi troppo con sta roba! ...figuriamoci poi parlare di "ragione di vita"! Mi spiego meglio: a me è successo di avere (soprattutto) da ragazzo una forte curiosità (e forse qualcosa di più) per il mistero, l'occulto, i cimiteri, trattati, racconti e i film dell'orrore, la musica oscura e tematiche simili come tantissimi altri coetanei... e credo che sia normale, la materia ha un fascino catartico irresistibile e fa parte dell'emotività di certe personalità. Ma io starei molto attento quando gli interessi troppo morbosi diventano devianze e ci si isola e ci si crede al di sopra degli altri perchè custodi di chissà quali conoscenze e verità! Io sono ateo e parto da questo principio, ma una parte di me subisce il fascino del mistero, della morte, dell'universo, degli spiriti, di qualcosa insomma che è esterno, sentendomi fortunato nel farlo con L'Impero. D'altro canto sono una persona vivace ed allegra, magari molto riservata ma che crede nei vecchi valori come la famiglia e nell'amicizia vera come quella che mi/ci lega alla Tribù Toscana dei fratelli/amici Bud Tribe, Sabotage e le relative famiglie, cementata negli anni sempre attorno ad un banchetto di buon cibo, gran vino e musica metal ad alto volume! Mi spiace Simone spero non averti dato io una risposta da famiglia cristiana (fortunatamente no - ndr), lo so che sembrano banalità ma chi vive queste sensazioni sa di cosa parlo! ...mentre che pena e che squallore provo quando nei delitti della cronaca nera esce la pista delle sette sataniche, dalle bestie di satana al recente delitto della povera Yara (r.i.p.)! Che siano accostamenti reali o meno voglio stare alla larga e non avere alcuna affinità con merde simili! P.S.: attenzione, non è assolutamente mia intenzione generalizzare nei confronti di nessuno o di ideali che siano satanici o cattolici; ho fin troppa esperienza in materia e non mi sembra il luogo per dilungarsi in dietrologie "spirituali" che celano il male sotto bianche vesti né di nobili principi sotto neri drappi! Siate voi stessi e comportatevi da Uomini, questa è una "ragione di vita"!

Giovanni CardellinoAvete sempre cantato in italiano nei vostri album, come ben sappiamo è una scelta molto ardua in quanto legare la nostra lingua con il sound metallico non è cosa da tutti, voi però riuscite a essere estremamente credibili e ve ne devo dare atto. Non nascondo che quando ascoltai per la prima volta il vostro album d'esordio l'avrei lanciato volentieri fuori dalla finestra. Per fortuna che la finestra era chiusa e che ho continuato ad ascoltarlo, scoprendo, ascolto dopo ascolto, di avere tra le mani un album stupendo. Vi chiedo come nasce la volontà di cantare in italiano e se è stato difficile incastrarlo nel vostro sound. Da parte del pubblico, anche e soprattutto estero, vi sono stati apprezzamenti o ha influito negativamente questa vostra scelta? 
Che gran fortuna a volte le finestre chiuse, hai ragione... chissà quanta roba e quante persone ci sarebbe da buttar giù! Ahahah, scherzi a parte che dire quando ho ripreso il gruppo in mano nel 2003 a Firenze mi sono ritrovato a comporre qualcosa con mio fratello immersi in quel posto fantastico che è il Chianti, vivere la campagna toscana spesso sotto l'ebbrezza dell'alcol... e che inglese voi che venga fuori? Noi volevamo catturare l'ispirazione del momento, e quale lingua migliore della tua, che poi è tra le più belle del mondo, poi si aggiunge la sfida dell'anglofonia imperante del genere, il nome che è in lingua madre e una certa velocità nel comporre. I riscontri manco a dirlo sono sempre stati entusiastici e come dici te anche e soprattutto all'estero! Poi scusa, guarda se si pongono il problema gli spagnoli, i tedeschi od altri che usano la loro lingua madre!

Come accennavo in precedenza, i vostri esordi risalgono al 1995, ma il primo lavoro ufficiale arriva soltanto nel 2004 quando da un po' di anni avete abbandonato la vostra terra natia per la Toscana. In questo buco temporale di nove anni, cosa avete fatto musicalmente? L'Impero è sempre stato in piedi o l'avete messo in naftalina per dedicarvi ad altri progetti?
Dopo il 1995 come ti dicevo L'Impero è durato un altro paio di anni ma poi io ho fondato una nuova band con elementi dei disciolti Focus (progressive metal) di Lecce, Luigi e Stefano erano gli Hiding Tower un gruppo molto amato nel salento di power prog epic... insomma classico metallone. Ci ho cantato dal 1998 al 2001, anno in cui ho ripreso il volo nel nord Italia e ho collaborato tra gli altri col guru del Doom Metal italiano Mr Paul Chain. Intanto Andrea (il chitarrista, mio fratello) si faceva le ossa con varie situazioni di cover rock/metal e gruppi di partenza.

Nel vostro primo album suonano Enrico e Dario Caroli, due vecchie volpi del metal tricolore, il motore ritmico dei grandissimi Sabotage. Come siete riusciti ad avvicinarvi a loro? Parlateci un po' di loro e di come hanno accolto la vostra proposta musicale. E' stato ostico per loro suonare un qualcosa che fosse piuttosto lontano dal Sabotage sound?
I fratelli Dario ed Enrico Caroli sono come dei fratelli per noi, te lo dico con orgoglio! Pensa che io vivevo a Modena quando vidi live per la prima volta la mitica Bud Tribe (dei fratelli Ancillotti e Caroli), ho fatto la loro conoscenza ed è nata una grandissima amicizia. Vera al punto che ho preso parte ad una riesumazione dei Sabotage, con me indegnamente al microfono, durata poco ma che ha fatto da preludio al riavvicinamento di Morby al posto che gli spettava come voce dei Sabotage. Io nel frattempo mi sono trasferito a Firenze ed ho proposto ai Caroli di unirsi all'Impero. Magari potrà sembrare strano oggi, ma il rock doom d'estrazione Sabbathiana dell'Impero è il più congeniale dei generi, come d'altronde suggerisce il moniker Sabotage, appunto!

Andrea CardellinoOra una mia personale curiosità: abbiamo parlato dell'approccio con musicisti esterni, ora vorrei sapere quale è l'approccio, invece, fra fratelli. Quali sono vantaggi e svantaggi di suonare con il proprio fratello? Vista la differenza d'età, Giovanni, mi rivolgo a te, quanto hai indottrinato Andrea da ragazzino? Come funziona il processo di songwriting fra voi due?
Quando eravamo in Toscana ci faceva sorridere il "fraternity metal" che sembrava imperare lì, se ci pensi a partire dai mai troppo lodati e compianti mitici fratelli Fabio e Roberto Cappanera, ai fratelli Caroli, i fratelli Ancillotti con il maggiore Bud monumentale voce pure della Strana Officina, ai piccoli (non per peso sulla bilancia, sigh!) Cardellino! Hahah! Eh si, Andrea me lo sono proprio cresciuto bene! Come ovvio che sia il fratello minore segue quasi sempre il solco metallico del maggiore... non fosse altro per i continui saccheggi nella mia collezione cd quando ero fuori! La scrittura dei pezzi e stata sempre abbastanza fluida: sputi, calci, pugni poi qualche volta pure le maniere forti! A parte gli scherzi ogni tanto ci si manda a fare in culo!

Nella vostra carriera avete avuto la possibilità di confrontarvi con due realtà musicali molto diverse come il Salento e la Toscana. Che differenza avete appurato fra i due mondi? Come è la rispettiva scena? Dopo lunghi anni di permanenza in Toscana siete ritornati a casa: è stato facile ritrovare musicisti adatti al vostro sound? Cosa è cambiato nell'underground salentino dai vostri esordi a oggi?
Ovviamente non c'è alcun paragone da fare! Non per infierire, ma nel Salento non c'è un cazzo! Poi io non sono più da un pezzo "mondano" delle seratine metal salentine, non mi interessa uscire a sciropparmi qualsiasi cosa solo per dire "oh io supporto l'underground!!" (mi trovi totalmente d'accordo - ndr), ho i miei fottuti gusti e se non fai del buon vecchio Hard'n'Heavy preferisco starmene a casa coi miei gatti! A coronare questo quadretto che sembrerebbe eccessivamente cinico pensa che in questa cosiddetta "scena" non siamo ancora riusciti a trovare nessuno che voglia suonare ne L'impero delle Ombre o farci mai suonare nei clubs decenti della regione, sempre occupati dalla sensazione nu-metal di turno! Questo è il mio punto di vista generale, ma chiaramente ci sono delle eccezioni come i grandi Essenza (storica band salentina hard'n'heavy - ndr), i The Sovran (band di rock/punk energico di derivazione Motorhediana ma con svariate contaminazioni - ndr), gli Hopesend (thrash metal ottantiano - ndr) e sono un attento sostenitore delle realtà underground su tutto il suolo nazionale grazie al web, tipo: Walpurgis Night, Witchunter, Sign of the Jackal, Hands of Orlac, Aibhill Striga, I Compagni di Baal, Black Oath... grande supporto pure ad Antonio Keller della Jolly Roger Records e a Giuliano Mazzardi di MGP, veri eroi del metallo tricolore!

Ho potuto appurare che siete degli enormi conoscitori e appassionati di metal tricolore, di questo non possiamo che esserne soddisfatti. A tal proposito, vi chiedo quali sono i gruppi salentini e toscani che apprezzate maggiormente e vi sentireste di consigliare ai nostri lettori? E più in generale, quali gruppi preferite del metal tricolore?
Beh, dei salentini come ti ho detto, stimo gli Essenza, gli Hopesend, i Slowdeath (heavy/power metal - ndr), i tarantini The Sovran che meriterebbero altre fortune, i foggiani Doomenicus. Per quel che riguarda il metallo toscano sarò ovvio ma come non citare Strana Officina, Sabotage, Bud Tribe, Death SS, Dark Quarterer, Shabby Trick, Masterstroke e Axevyper. Per quelli in generale italiani Vanexa, The Black, Unreal Terror, Requiem, Rosae Crucis, Crossbones, Feline Melinda, Black Hole, Paul Chain Violet Theatre, Rex Inferi, Adramelch, Presence, Witche's Brew, Fingernails... no dai, sono troppe!

L'Impero delle OmbreLa vostra proposta è sempre stata particolare, si potrebbe dire, permettetemelo, che sia piuttosto ostica e di nicchia da proporre all'ascoltatore medio. La vostra poca presenza live è dovuta dalla mancanza di locali che comprendessero la vostra proposta o da una vostra reticenza a suonare on-stage? Ci sono degli aneddoti particolari o simpatici che riguardano qualche vostro concerto?
Quello dei concerti è davvero il nostro più grosso problema come band... altro che se vogliamo suonare! E' che non riusciamo ad avere mai una line-up stabile per i problemi che ti dicevo prima: non c'è materia prima di buona qualità! Poi devo ammettere che noi siamo abbastanza esigenti benché ricerchiamo semplici ma irremovibili credenziali: cuore, passione e stile musicale di altri tempi. Che poi questo handicap del non suonare abbia creato un ulteriore velo di culto e mistero è innegabile, anche se ne faremmo volentieri a meno! Episodi curiosi? Beh, quando abbiamo suonato dal vivo al teatro Gilberto Govi di Genova nel 2006 con gli Abysmal Grief partimmo con due auto, nella mia c'era mio fratello, la mia ragazza e qualcun altro e nella Opel super scassata di Enrico Caroli c'erano Dario e suo figlio Ian. Ad un certo punto la macchina comincia a fumare bianco dal cofano, si fermano in una stazione di servizio e gli dicono che non c'è più niente da fare fino al lunedì prossimo. Disperati chiamano me che nel frattempo sono già arrivato a Genova e mi ingozzo di favolosa focaccia ligure, faccio per ritornare in dietro e salvare il salvabile ed annullare il concerto, quando interviene un vecchio sull'auto del disperato Enrico che gli ripara momentaneamente il radiatore con una cinta. Ringraziano, ripartono a costo di fermarsi ogni 10 km ad aggiungere altro liquido, finalmente arrivano, facciamo il soundcheck ma l'impianto audio del teatro non ne vuole sapere, è tutto marcio, il lettore cd per l'intro non va... bisognerà improvvisarla li... e questo era solo l'inizio!

Oltre al vostro main-project L'Impero delle Ombre, avete fatto parte (e fate parte) del progetto Witchfield che ha dato i suoi frutti con il bellissimo album 'Sleepless'. Come è stato lavorare con una leggenda come Thomas Hand Chaste e come avete fatto a convincerlo a tornare all'ovile metal? Parlateci un po' di questo progetto e dei vostri partner in crime. Ci sono sviluppi sul seguito di 'Sleepless'? Ci sono o ci sono stati altri vostri side-project degni di nota?
Tutto è nato da una mia telefonata a Thomas Hand Chaste da fan per complimentarmi per il suo nuovo, all'epoca, cd di sperimentazione 'Uno nessuno centomila', poi da una lunga chiacchierata telefonica si è passati ad alcuni stimolanti incontri da lui a Mondaino (Rimini) al suo studio/casa i Four Stiks e molto semplicemente tra una jam e l'altra (con mio fratello Andrea, Baka Bomb e successivamente Ilario Suppressa) ha preso vita questo mostro dalle multiple facce ed influenze, ossia i Witchfield. È stato davvero una grande esperienza poter lavorare con lui, suggerendo pure il monicker, come etichetta la Black Widow e i guest di Clive Jones (Black Widow) e Steve Sylvester (Death SS). Spero ci sia un seguito prima o poi... anche se ormai il progetto ed il suo illustre gestore camminano con le proprie gambe. L'altro progetto sono gli Homo Herectus, creati da Andrea con me alla voce, si tratta di uno stoner doom di matrice americana tra Obsessed, Saint Vitus e Trouble che purtroppo al momento è fermo, ma che abbiamo fatto esordire qualche anno fa su New LM records con un 7”, il pezzo "Pessimist", ed un altro pezzo "A Space Odyssey" è uscito su una compilation cd della messicana Blower Records di Jose Luis Cano assieme a brani di Hiding Tower, L'impero delle ombre, Wyvern, Bud Tribe, Confraternita...

L'Impero delle Ombre - I Compagni di BaalE arriviamo finalmente al tanto atteso 'I Compagni di Baal', non ti nascondo che Axl Rose era preoccupato che poteste superare il record di 'Chinese Democracy' quanto ad attesa di pubblicazione di un album. Scherzi a parte, com'è nata l'idea di creare un concept su uno sceneggiato televisivo? 
Sicuramente è costato meno di quella "cosa" di Axl, mooolto meno! E certamente venderà di meno, hahaha! L'idea è di Massimo, titolare della Black Widow Records, che me la butto li così come una sfida, con frasi del tipo "sono anni che cerco una band italiana che possa ricreare il giusto feeling de I Compagni di Baal..." e visto che io sono un grandissimo estimatore di quel tipo di produzioni filmiche, ho prima visionato ed analizzato accuratamente l'opera, me ne sono innamorato subito e ho accettato, vedendone pure un certo spessore culturale!

E' stata difficile la ricerca di nuovi musicisti che sentissero proprio il suono dell'Imperatore? A proposito di musicisti, chi ha suonato, oltre a voi due, nell'album?
Si decisamente! Non facendo un metal "di moda" ma datato e la scarsa materia prima di cui sopra, abbiamo penato non poco per trovare gente all'altezza della situazione. Fortunatamente abbiamo trovato al basso Fabian Oliver (nostro concittadino, ottimo musicista e con grande esperienza e dai gusti classici) e alla batteria Dario Petrelli, mia vecchia conoscenza dai tempi degli Hiding Tower, un vero talento che ha imparato le parti di batteria in tempo record. Discorso a parte merita la presenza alle tastiere del veterano Oleg Smirnoff (ex Death SS, Vision Divine, Eldritch...), mio grande amico del periodo toscano che ha fatto un lavoro eccellente utilizzando per l'occasione tastiere vintage, moog, mellotron ed organi hammond. Poi c'è pure mia sorella Giusy alle female vocals.

L'Impero delle OmbreNon ho avuto, purtroppo, ancora modo di ascoltare 'I Compagni di Baal', cosa mi devo aspettare da questo vostro nuovo lavoro e quali sono, se ci sono, le differenze col vostro primo lavoro? Siete soddisfatti del risultato finale? In ultimo ti invito a convincere il nostro pubblico a comprare l'album: perché un appassionato di metal tricolore dovrebbe comprare 'I Compagni di Baal'? Cosa ha in più, o in meno, rispetto alle tante uscite discografiche italiane e non?
Iniziamo col dire che siamo soddisfatti del lavoro, certo non al 100% ma impareremo a far meglio in futuro, spero! Le differenze tra il debutto e questo sono in pezzi un po' più articolati e di sicuro con molta più tastiera, integrata nel classico "wall of sound" delle chitarre, ma resta fondamentalmente il "cemetery rock" di sempre, un po' più prog di scuola italiana anni 70 se vuoi... ma lascerò a voi la recensione! Perché uno dovrebbe comprare 'I Compagni di Baal'? Sai, sono un pessimo venditore soprattutto di me stesso... già è un lusso oggi avere la possibilità di acquistare nuove uscite, per questo ci sono gli assaggini da internet, quindi uno sa come andare a spendere nel migliore dei modi i propri soldi. Pre-ascolta tutto ciò che vuole e sceglie di conseguenza ai gusti e all'ispirazione. Che dire, comprate la musica Metal indipendente italiana, ci sono un manciata di etichette serie e tanti eroici gruppi di ieri e di oggi che si fanno il culo tra mille difficoltà per inseguire il sogno della musica... non scaricate i files, sono merda!

Direi che ora è veramente tutto. L'interrogatorio è finito, non voglio abusare della vostra disponibilità e cortesia manifestatami. Vi saluto a nome di tutti i lettori di Italian Metal e vi ringrazio per la pazienza avuta. Lascio a voi la chiusura dell'intervista, quindi se volete maledirmi potete farlo ora.
Simone, che tu sia maledetto tra le fiamme e il metallo rovente di Italian Metal, che le tue carni mostrino il fardello di rugginose cicatrici, memori dei titanici scontri tra l'assordante clangore della nostra metallica furia avversa ai grigi umanoidi che persero la fede nel metallo! Grazie a te Simone, a Italian Metal e ai lettori... long live cemetery rock! 

Intervista a cura di Simone Leone 
 
 

Commenti 

 
# Stè Italian HM 2011-03-07 00:45
Da queste parole si può comprendere chi ha un qualche interesse per i gruppi altrui e chi no...tutte le citazioni alle band del miglior underground, a chi le supporta monetariamente, e a sensazioni simili che ho vissuto nei miei viaggi in Toscana...ebbene...grande supporto ai fratelli Cardellino!!! Chissà che non si riesca a vederli on stage prima o poi!!!
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