Ciao ragazzi, ne è passato di tempo dall'ultima volta che ci siamo parlati, ed è ora di rimetterci a conversare insieme perché gli Anthenora hanno un disco da poco uscito, 'The Ghosts of Iwo Jima' da presentare. Il disco è un ulteriore passo in avanti verso la ricerca di una maturazione artistica, pur mantenendo invariati lo stile e soprattutto il genere che da oltre vent'anni vi contraddistingue. Siete d'accordo con quanto ho appena detto?Quanto hai detto è senz’altro corretto, anche se va detto che non è nostra abitudine porci un obiettivo stilistico specifico quando componiamo; è - piuttosto - vero il fatto che ogni nostra composizione è figlia della fase della vita che stiamo attraversando sia personalmente che a livello di band.
Il nuovo album esce con un sostanziale ritardo rispetto al precedente 'Soulgrinder' (quattro anni di distanza l'uno dall'altro). A cosa è dovuto questo lasso di tempo? So che dopo l'uscita del penultimo disco la band ha dovuto far fronte anche a diversi problemi interni di line-up...Anche in questo caso hai colto nel segno: tutto ciò che era stato scritto con la vecchia formazione è stato cestinato, un po’ per rispetto nei confronti dei "fuoriusciti" che avevano in parte collaborato alla composizione, ed ancor più per logica conseguenza della considerazione che ho fatto prima: sostanzialmente modificata la situazione della band, non sentivamo più "nostri" dei pezzi scritti quando l’ambiente interno era ben diverso. A questo va aggiunta una collaborazione molto più attiva dei nuovi arrivati in fase compositiva ad affiancare quello che da sempre è il principale - ed in passato spesso l’unico - compositore della parte musicale, cioè Pooma. Quindi il tempo "buttato" prima sommato poi ad una scrittura a più mani che è per forza di cose più lenta ha determinato un lasso di tempo così importante.
Veniamo un po' a 'The Ghosts...': il tema principale del disco è la famosa battaglia del Pacifico, combattuta nel 1945, ma sembra che in generale le tematiche belliche in sé per sé siano un riferimento storico a cui voi sembrate molto legati, vedendo anche molti titoli delle vostre canzoni. Quante analogie ci possono essere secondo voi tra i guerrieri che voi menzionate nelle vostre canzoni e quelli che ogni giorno cercano di supportare una musica difficile in questo paese come è l'heavy metal?A voler essere più precisi, il filo conduttore del disco, che è ancora una volta un concept, è la Seconda Guerra Mondiale in generale, dalla quale attingiamo fatti celebri (la battaglia di Iwo Jima, l’assedio di Leningrado, la presa del ponte sulla Marna...) o personaggi emblematici (il mitragliere, il cecchino...) tentando ogni volta di dare una chiave di lettura dalla parte dei fanti, della "carne da cannone", di quelli che marcivano in trincea o si suicidavano in attacchi senza speranza orditi da grassi gerarchi comodamente alloggiati nelle retrovie. L’allegoria è più calzante se riferita alla vita ed all’andazzo del mondo moderno in generale, dove pochi ingordi e senza scrupoli determinano la sorte dei tanti poveri cristi che devono arrangiarsi per portare a casa la pelle; il mondo della musica - e dell’ heavy metal in particolare - non fa eccezione, cosicchè noi metallari dobbiamo combattere giornalmente per preservare la nostra razza dall’estinzione!
C'è stato qualche momento toccante che vi ha colpito nel profondo durante la stesura di qualche canzone in particolare di 'The Ghosts...'?Tutto ciò che fa parte della composizione di un disco (la condivisione del tempo con i propri amici più cari, l’esprimere un’idea e il plasmarla al fine di renderla armonica e comprensibile, il giocare con suoni e tonalità fino a creare qualcosa che possa essere definito musica...) è quanto di più emozionante si possa immaginare, almeno dal mio punto vista, ma sicuramente lo scrivere le liriche di "The Old Guard" ed il comporre le melodie adeguate a sostenerle è stato lo sforzo maggiore di personalizzazione da parte di tutti noi: ne è venuta fuori la canzone che consideriamo il nostro inno, il nostro testamento ideologico ed un messaggio che dovrebbe far molto riflettere alcune persone in particolare.
Se io chiedessi chi è lo Sniper al giorno d'oggi, gli Anthenora cosa rispondono?Ce n’è tanti in giro, ed il loro numero aumenta continuamente in un mondo dove la lealtà è un valore quasi totalmente dimenticato, li riconosci solo nel momento in cui colpiscono, sempre inaspettati e preferibilmente alle spalle, e si tolgono la maschera da amici fraterni con la quale hanno carpito la tua fiducia...
Nel corso della nostra ultima intervista si stava cominciando a vivere il periodo di riscoperta verso le band del metal italiano; il ritorno di acts storici si stava mano a mano compiendo anche se non era del tutto sbocciato il revival della vecchia NWOIHM. Pensate che questo può aver giovato anche a una band come gli Anthenora che pur con venti anni di esperienza sulle spalle ha iniziato molto tardi a immettere sul mercato i propri dischi? E sempre a proposito di questo, come vedete voi questo chiamiamolo "ritrovato" interesse per le metal band italiane? Solo una moda passeggera o qualcuno in patria si è finalmente accorto del potenziale di alcune band?
L’interesse di cui parli è esclusivamente focalizzato su alcuni nomi storici rispolverati e in alcuni casi puzza terribilmente di operazione commerciale; nulla è cambiato per chi galleggia sul limite dell’underground... anzi sì, andiamo di male in peggio! Le label non investono più un centesimo - anzi! - ed i clubs live stanno chiudendo uno dopo l’altro a causa della cronica scarsezza di pubblico ai concerti... in sintesi, questo favoleggiato interesse nei confronti delle band italiane appare essere solo una romantica chimera utile a riempire la bocca di giornalisti e critici che vogliono darsi un tono!
In Italia permane comunque sempre nella maggior parte delle persone che ascoltano metal un'ostica indifferenza verso le band nostrane, che si scontrano continuamente con questa ingratitudine di fondo che è unica in tutto il mondo. Laddove molti paesi supportano prima le band di casa propria e poi quelle estere, in Italia si fa l'esatto contrario. Credete che prima o poi ci sarà un'inversione di tendenza o siamo condannati a essere terra di conquista altrui per l'eternità?
L’esterofilia è una caratteristica italiana che si può riscontrare in ogni aspetto della nostra quotidianità, molto semplicemente la musica non fa eccezione! Soprattutto nei generi, come il metal, che non sono retaggio tradizionale italiano. Ne abbiamo giornalmente dimostrazione sulla nostra pelle leggendo le recensioni dei nostri lavori: fatta salva la libertà di opinione, quando le valutazioni sono assolutamente positive sconfinano nell’entusiastico solo se chi scrive non è italiano; in caso contrario si legge sempre fra le righe un feeling del tipo "sì sì, bravino, ma tanto sei italiano, dove vuoi andare?!?" o, nella migliore delle ipotesi, il critico si scervella in ogni modo - sconfinando, a volte, nel ridicolo - per capire a quali bands straniere i nostri si sono ispirati (leggi: hanno scopiazzato), tanto per ribadire il concetto che noi italiani non possiamo avere idee originali nel metal solo per il fatto che non siamo anglosassoni. A questo atteggiamento si sottraggono ben pochi fra coloro che hanno voce nell’ambiente metal nazionale... e fra quei pochi ci sei tu, che quando ci critichi lo fai senza preconcetti. Lo stesso vale per il pubblico: nessuno si scomoda a fare più di un breve tratto di strada per ascoltare una band italiana, non importa quanto brava, ma si corre ovunque per l’esibizione di una band targata USA o UK anche se poco più che sconosciuta.
Pur tra queste difficoltà, come riesce a muoversi la macchina bellica Anthenora per promuovere il nuovo disco arrivato in casa? Come si sta muovendo al momento la vostra attività live?Tasto a dir poco dolente...
Ritorniamo su 'The Ghosts...'. Una delle canzoni che mi hanno colpito in particolare, benchè tutto il disco mi sia piaciuto, è "The Old Guard". Leggendone il testo mi è sembrato di riconoscere nelle figure della vecchia guardia quel manipolo di coraggiosi che non teme dinanzi a nessuno di difendere le proprie idee e la propria passione per l'heavy metal, soprattutto contro coloro che non perdono tempo per screditare questa musica e chi l'ascolta. E' un'idea distorta che mi sono fatto io o c'è qualcosa di vero in tutto ciò?
Ancora una volta la tua analisi è accurata, ed infatti già prima avevo detto che è la canzone cui siamo più legati! L’allegoria del manipolo di veterani che hanno vinto mille battaglie insieme serve a sottolineare i valori cui siamo più legati, sopra tutti la lealtà fra amici - o più semplicemente fra uomini degli di tale definizione - e la coerenza di idee, intenti ed azioni, in questo caso in ambito musicale. Questi ideali hanno assunto un valore particolarmente intenso per noi dopo averli visti pesantemente disattesi - se non traditi - molto da vicino.
Ci stiamo avvicinando alla conclusione, cari bikers rockers, ma prima di andare verso la fine ho ancora dei quesiti per voi; secondo voi cos'è che non è stato ancora detto o scritto sugli Anthenora?L’auto-referenziazione non è nel nostro stile, ma posso dire che chiunque voglia avere un’idea precisa di cosa significa Anthenora deve necessariamente assistere ad un nostro concerto: solo dopo di ciò potrà valutare a ragion veduta una musica che è espressione di un ideale di vita e condivisione della stessa.
Nell'ultima intervista abbiamo affrontato il discorso delle analogie che possono intercorrere tra il mondo delle motociclette, e quindi quello dei bikers appunto dei quali voi fate parte, e quello dell'heavy metal. Ma voi siete anche dei degnissimi seguaci del mondo delle forchette, e posso dirlo con tranquilla coscienza ricordando quella famosa cena di qualche anno fa che facemmo insieme nelle verdi langhe del cuneese. Secondo voi la galassia culinaria può essere rapportata in termini di soddisfazioni a quello della musica pesante?He, he.. la vita, molto semplicemente, non vale la pena di essere vissuta senza del buon cibo ed un buon bicchiere di vino! E poi... niente di meglio di un buon concerto heavy per conciliare la digestione!
Ragazzi miei il tempo è tiranno come si suol dire, a questo punto non mi resta che ringraziarvi della pazienza con la quale vi siete sottoposti a questo terzo grado, ringraziarvi della musica sempre più intrigante che riuscite a proporre alle fameliche orecchie dei defenders e ringraziare a nome di Italian Metal, che è orgoglioso di avervi come ospiti sulle sue pagine, tutti voi. C'è uno spazio autogestito tutto per voi da qui in poi, sfruttatelo come meglio credete. Horns Up for the Battle of Heavy Metal!
Tocca a noi ringraziarti per l’attenzione che sempre ci dedichi! Salutiamo e ringraziamo tutti coloro che ci seguono invitandoli a venirci a trovare ad ogni concerto per far festa insieme! Up the Metal, up the Anthenora... we keep the faith alive!
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