 Con ' Perception of this World', uscito lo scorso settembre per la Punishment 18 Records, gli Ancient Dome sono tornati con un ottimo lavoro di thrash metal. Abbiamo colto l'occasione per intervista Paolo Porro, voce e chitarra della band varesotta: in questa lunga chiacchierata ci presenta il nuovo album, si parla del vecchio ' Human Key' e infine della scena italiana vista dagli occhi di un musicista e appassionato. Buona lettura!
Ciao Paul, ben arrivato su Italian Metal. Iniziamo subito parlando del vostro secondo album, 'Perception of this World': ho letto diverse recensioni positive in questi primi mesi dalla sua uscita, come band siete soddisfatti di come il lavoro è stato accolto? Ciao Gabriele, e ciao a quanti leggeranno quest’intervista... ho raccolto circa una trentina di recensioni ad oggi, e non siamo ancora stati bocciati da nessuno, incredibile! Siamo decisamente contenti di come gli addetti ai lavori abbiano accolto il nostro secondo album, anche se non posso affermare lo stesso a riguardo del pubblico; come avviene nel 99% dei casi relativi alla sfera underground, la gente non supporta o lo fa molto poco, con il risultato che non si forniscono alle band stimoli per il futuro (concerti vuoti solo per pochi intimi ed amici, cd e merchandise in generale che rimane invenduto, ecc.). Comunque, per tornare a noi, siamo felici che sia stato apprezzato lo sforzo di miglioramento che portiamo avanti da molto tempo a questa parte!
Fra 'Human Key', vostro primo album, e questo secondo capitolo non è passato molto tempo, eppure la band mi sembra maturata molto, sia in fase di songwriting sia sul lato tecnico. Cosa è cambiato all'interno degli Ancient Dome in questi anni di attività? Premetto che non è passato un solo anno tra i due album, considerato che 'Human Key' è uscito nel gennaio 2009, mentre 'Perception of this World' a fine settembre 2010, quindi sono quasi 2 gli anni intercorsi. In secondo luogo, il debut ha avuto una gestazione infinita, ti parlo di un logorante intero anno tra ritardi e impegni che hanno fuorviato la recording session iniziata nel settembre 2007. I nuovi brani risalgono ad un periodo di poco successivo, e sinceramente non sento davvero un cambiamento, quanto un miglioramento dovuto all’aver avuto tempo di provare i brani e migliorarli; nel 2007 Joe, il nostro attuale batterista, è entrato in studio dopo nemmeno 4 mesi che suonavamo insieme, ed ha registrato un album che non abbiamo mai provato interamente. Per 'Perception...' è andata diversamente, perché abbiamo affinato i brani in sala prove, anche se per il futuro vogliamo essere ancora più pronti; sul lato tecnico abbiamo osato di più, e ne sono usciti brani magari meno diretti di prima, ma più elaborati.
Concordi con il fatto che 'Perception of this World' sia un gradino superiore rispetto al primo lavoro? Come vedi 'Human Key' oggi rispetto a 'Perception...'? Concordo, anche se sono convinto che con alcune migliorie e nuovi arrangiamenti, il primo album potrebbe benissimo porsi sullo stesso piano del secondo, senza troppa difficoltà. Oggi vedo 'Human Key' come un lavoro acerbo, che è stato impazientemente cercato per anni ed alla fine non ha ricevuto dai sottoscritti tutte le attenzioni che avrebbe meritato. Ma rifarei ogni singola scelta, senza pentirmene, e sono ancora profondamente legato a tutti i brani!
Entriamo nello specifico di 'Perception of this World': vi è un filo conduttore all'interno dell'album per quanto riguarda le tematiche dei brani? Puoi spiegarci a grandi linee i messaggi che avete voluto trasmettere? Sono noioso e ripetitivo, lo so, ma come ho già riportato ad altri gentili appassionati che mi hanno regalato un’intervista per il loro portale, riciclo la prima risposta che mi era giunta dal cuore, che continua a sembrarmi la più esaustiva: "l'album può essere visto come una metafora, dal punto di vista lirico, del continuo comportamento irrazionale che ha portato l'uomo a costruire attorno a sé un futuro ben poco roseo; una critica mai velata, senza doppi fini, sull'uso delle risorse a nostra disposizione, che è meglio identificabile come un vero e proprio sfruttamento. Preciso che questa visione non deve essere per forza di cose intesa in senso negativo: forse sotto molti aspetti non vi è più possibilità di tornare indietro, ma si può e si deve compiere lo sforzo di reagire, perché anche le generazioni future abbiano la possibilità di godere di quanto di buono ancora ci circonda!". Non è un concept, anche se ci sono legami tra alcuni dei brani; per il prossimo album, credo invece di voler tentare questa carta, con un filo logico fra tutte le composizioni applicato ad una sorta di storia critica sempre concernente l’ossessivo desiderio di potere della razza umana.
La copertina è in qualche modo associata a queste tematiche? In particolare, mi spieghi anche il significato della frase "there is no reason to hope that the lesson is learned..." presente all'interno dell'album? La copertina voleva sintetizzare la visione delle liriche: il rifiuto degli elementi di sottostare ai cambiamenti indotti dal consumismo e dalla bramosia umana, che porta a cercare di avere ragione anche della natura. Un vulcano che esplode su un immenso pack, con simboli delle nazioni (il Colosseo, per chi non l’avesse notato, la Statua della Libertà, la Tour Eiffel, forse dei cliché, ma sempre molto competitivi, se mi consentite il termine) che ne pagano le spese. La frase che hai citato fa parte della seconda strofa della titletrack; attualmente, purtroppo con un pensiero pessimistico, non ho ragione di credere che la lezione sia stata imparata. La lezione di cui parlo è il rispetto di ciò che ci circonda, dall’ambiente a quanti in esso devono sopravvivere; basta accendere la tv, e omettere i programmi spazzatura, per accorgersi di come sia all’ordine del giorno la speculazione, il sovra-sfruttamento, il disinteresse per le risorse finite. In ultimo luogo, guarda come siano rimasti in pochi a vedere ancora del buono nell’aiutare il proprio fratello, chi non ha nemmeno la forza di arrivare a fine mese, chi muore di fame quando c’è chi vive nel lusso sfrenato senza il minimo rispetto per la povertà che lo circonda. Il primo stronzo sono io, ma spero sempre di migliorare e ce la metto tutta per cercare di uniformarmi a questo mio pensiero: altrimenti, sarei un ipocrita colossale!
Per quanto riguarda le registrazioni dell'album, come sono state realizzate? Aneddoti dallo studio di registrazione? Parlo a titolo personale, non come portavoce della band: potessi tornare allo scorso marzo, e optare per qualsiasi altro studio, lo farei senza nessun indugio! Con quest’album dovevamo progredire, non retrocedere a livello di qualità sonora. Sono pochi, e solo i più disinteressati alla qualità, quelli che ancora non ci hanno chiesto quando finiranno mixaggio e masterizzazione dell’album, storcendo il naso dopo aver appreso che il cd è già stampato e distribuito. Inutile piangere sul latte versato, ma non ho aneddoti perché l’unico aneddoto interessante sarebbe aver piantato lo studio dopo il primo giorno di registrazione. Attenzione: la qualità della proposta è un altro discorso, ovviamente io sono di parte, ma se vi è piaciuto 'Human Key', vi prego di dare una possibilità al nostro secondo capitolo.
I testi da voi proposti sono sempre molto curati e questo nuovo disco non fa eccezione: quanto sono importanti nelle vostre composizioni le lyrics? So che ormai sono in pochi a soffermarsi sui testi, se poi consideri che la maggior parte delle persone scarica cd dalla rete, di certo la dimensione "lirica" di una band passa in secondo piano. Inizialmente i testi non avevano un’importanza fondamentale, col tempo abbiamo imparato a capire che mandare un messaggio con la propria musica, esente da politica, religione in senso stretto e quanto di "fazioso" molti personaggi tentano di proporre con i propri sermoni, è un bene. Oggi questa sfera ricopre un significato maggiore per noi, e si cerca di proporre discorsi interessanti ed intelligenti, ovviamente con il classico linguaggio metaforico che è proprio della musica metal.
Per quanto riguarda le parti strumentali, nascono di supporto alle tematiche espresse dai brani oppure il processo è inverso, ovvero prima scrivete le musiche e solo successivamente nasce il testo? I testi fuoriescono successivamente, in quanto nasciamo prima come appassionati musicisti, poi ci improvvisiamo cantori! Se faccio mente locale, non è mai successo in 10 anni che un testo precedesse la musica...
All'interno di 'Perception...' vi è un brano, "Dream Again", che per quanto bello risulta molto differente dallo stile classico degli Ancient Dome: come è nato e perché avete deciso di includerlo all'interno di questo lavoro? Si cade sempre nel tranello della ballad power, lo ammetto... US power, sia chiaro, nulla a che vedere, a parere personale, col power europeo! Come già avevamo fatto con il primo album, ne abbiamo inserita una anche in 'Perception...', appunto "Dream Again", e come già la prima volta, ci siamo avvalsi di una partecipazione esterna, considerato come la mia voce non possa rendere in contesti similari. Il grande Egi, chitarra e voce degli storici Boarders (band heavy thrash della provincia di Milano, nota per il proprio tributo ai Megadeth; ora fanno musica inedita, meritano davvero, ascoltateli!!! www.myspace.com/musicforthelion), ha prestato la sua ugola alla nostra causa: pensa che era raffreddato e con mal di gola quando ha registrato, figurati fosse stato del tutto sano! Non so se in futuro vi saranno altri "esperimenti" come questo, per ora siamo soddisfatti di quanto ottenuto (e ringraziamo ancora il buon Cesare "Rad" Zanotti dei Rad1, che aveva cantato in "Cold September").
Il deal con la Punishment 18 Records è stato mantenuto anche per l'uscita di questo vostro secondo album: come siete entrati in contatto con la label e come vi è parso il suo operato in questi anni? Pensi che il fatto di avere una label alle spalle abbia dato maggiore spinta alla band? Nel 2008 avevamo inviato promo a destra e manca, nella speranza di far breccia in qualche cuore. Ci hanno risposto alcune indie, con somma gioia di tutti noi; la prima che davvero ha cominciato a parlare di contratto però è stata la Punishment 18 Records, e da allora con Corrado e Marita c’è un rapporto che ha valicato la semplice collaborazione, sfociando nell’amicizia, in particolare per il sottoscritto. La P18R lavora davvero bene e la distribuzione è ormai capillare, situazione che certamente non si sarebbe verificata se ci fossimo autoprodotti; tutto questo ha dato una grande spinta alla band, che dall’anonimato è passata a qualcosa di più, riuscendo anche a colpire una sfera più ampia di appassionati che non fossero esclusivamente i nostri amici e conoscenti. Niente di trascendentale, visto che rimaniamo underground e non proprio suscettibili del supporto di una larga parte dei thrashers che popolano attualmente l’ambiente. Voglio però sottolineare che questa collaborazione non corrisponde ad un "ti pubblico l’album a scatola chiusa"; se il successivo non piacerà, pazienza e amici come prima, non siamo un’associazione a delinquere!
Sul fronte live negli ultimi anni avete preso parte a diversi festival e concerti: quali fra questi vi sono rimasti più impressi? A parte i concerti che non sono andati piuttosto bene, quelli che si definiscono "sala prove" considerata l’affluenza nulla o minima, posso dirti che tutti i live rimangono impressi nel cuore. Ogni volta che qualcuno ti fa un complimento, ti chiede un cd (raramente nel nostro paese, ma ci sono le eccezioni), o ti stringe solo la mano congratulandosi, per noi è una conquista, significa che abbiamo fatto centro e siamo piaciuti, e ciò rende il live un successo completo. Ovvio ricordare che quando abbiamo avuto la possibilità di far da spalla a nomi come Whiplash, Artillery e Heathen, pur avendo suonato ad orari poco umani per avere un fitto pubblico, ci siamo finalmente tolti il proverbiale sassolino dalla scarpa, aggiungendo quei tasselli che ancora mancavano per portare avanti in bellezza il mosaico Ancient Dome... ovviamente un mosaico non ancora concluso!
Ricollegandomi alla domanda precedente, come valuti la scena italiana, sia live sia per le uscite discografiche di questi ultimi anni? Pensi che questo revival dei suoni più classici, che anche in Italia ha dato vita a tantissime formazioni, continuerà ad avere ancora per molto seguito? La nostra scena live è un tasto che non toccherei; alla fine i gestori dei locali puntano a campare, quindi non puoi pretendere che facciano suonare spesso noi o altre band che non hanno un folto seguito per amore del metal underground, così non funziona, ed una buona percentuale della colpa è di chi anziché alzare il proprio culetto dalla sedia del computer e disconnettersi una volta tanto dai forum, se ne sta comodamente seduto sbattendosene altamente della scena. "Tristezza a palate", come cantava un noto comico. A livello di qualità musicale, sono più che soddisfatto, seguo da vicino le nuove uscite, le COMPRO (so che è un verbo che suona retrò e dall’oscuro significato), e supporto la scena come posso, con tutte le forze. L’Italia sta sfornando centinaia di band dal potenziale elevato, peccato che i primi a non rendersene conto siano proprio i metalheads italiani. Non faccio nomi, perché diventerei davvero prolisso, e come è accaduto in passato, ometterei troppe band degne di nota. Come tutte le cose belle e piacevoli, questo revival sicuramente non tarderà a ritornare nuovamente di nicchia più di quanto lo è attualmente, per il resto, servirebbe una bella sfera di cristallo per dire come andrà a finire...
Avete già concerti fissati per questo 2011? Pensate ci sarà modo di vedervi all'interno di qualche festival? Niente concerti per ora, purtroppo nessuno spiraglio, idem per i festival. Speriamo però che cambi qualche meccanismo anche nella testolina degli Ancient Dome, altrimenti ci saranno molti pochi live in futuro, e non va assolutamente bene per il sottoscritto.
Ti ringrazio Paolo per questa intervista: ti lascio lo spazio finale per salutare i lettori e i vostri fans. Un grazie a te Gabriele, per lo spazio e il supporto che ci hai offerto! Sempre grazie a quanti sono riusciti a giungere al termine di questa lunga intervista, perdonatemi per il fiume di parole! Invito a visitare i nostri siti (www.ancientdome.com, www.myspace.com/ancientdome), lasciare feedback, supportarci magari con l’acquisto del nostro cd, ve ne saremmo eternamente grati! Sempre e comunque lunga vita alla scena underground, keep the metal faith alive! Intervista a cura di Gabriele Nunziante |
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