 Debuttano questo dicembre con ' Serve your Master', un concentrato di heavy metal che già fa ben sperare per il futuro dei sardi Red Warlock. Attivi da 5 anni, il gruppo guidato da Andrea Giribaldi (già negli Screaming Shadows e nei Changes) si presenta all'interno di questa lunga intervista: dall'ottimo demo ' Sabrewolf' al debutto, passando dai festival (ultimo il Made in Hell dello scorso novembre) e dalla scena sarda. Buona lettura.
Ciao Andrea e benvenuto su Italian Metal. Visto che siete un gruppo al debutto, direi di partire un attimo con una breve biografia per presentare i Red Warlock a chi ancora non ha avuto modo di conoscervi. Come nasce la band e qual'era l'indirizzo musicale agli esordi? Ciao Gabriele, la band nasce nel 2005 e sin dall'inizio l'obiettivo musicale è sempre stato quello di creare un tipo di Metal oscuro e d'impatto, caratterizzato da un alternarsi di atmosfere ruvide e claustrofobiche con altre più aperte e melodiche. Ovviamente il tutto ha cambiato leggermente forma col passare del tempo, con le varie influenze e coi cambi di line-up, ma credo che le basi che ti ho elencato siano sempre rimaste e rimarranno sempre le stesse.
La prima registrazione del gruppo sono due brani, "Rising from Hell" e "Eagle Take my Hand": raccontaci di questa prima esperienza in studio e dei primi riscontri da parte del pubblico. Quei brani sono stati registrati immediatamente dopo la nascita della band per avere qualcosa da far sentire in modo da dare un assaggio del genere proposto e anche per vedere la resa dei brani una volta registrati e mixati. All'epoca nella band c'eravamo soltanto io, Marco e Tony.
Il passo successivo si ha con l'ottimo demo 'Sabrewolf', contenente 5 dei 9 brani che formano il vostro album di debutto. Cosa è cambiato dal 2006, anno di registrazione di 'Rising from Hell', al 2009, anno in cui inizia la promozione con questo 'Sabrewolf'? Sono cambiate un po' di cose devo dire, dopo 'Rising from Hell' la band ha raggiunto la prima formazione stabile soltanto dopo 2 anni. Solo allora abbiamo iniziato l'attività live e lo studio dei brani di 'Serve your Master', composti durante quei 2 anni di ricerca di componenti. Abbiamo iniziato le sessioni di registrazione dell'album negli ultimi mesi del 2008 per finirle alcuni mesi dopo, durante i quali c'è stata una grandissima cura di tutti i particolari e delle parti di ognuno di noi.
Quest'ultimo demo devo dire che rappresenta uno dei migliori lavori auto-prodotti usciti lo scorso anno: quali sono i riscontri che avete ottenuto, sia da parte della critica sia del pubblico? Pensate sia questo il vero punto di partenza per la vostra carriera musicale sotto il nome Red Warlock? Ti ringrazio per il complimento. Devo dire che 'Sabrewolf' ha ottenuto buoni responsi, visto che grazie a quello abbiamo ottenuto il contratto con la My Graveyard. E oltretutto ha avuto ottime recensioni e commenti da parte delle persone che lo hanno ascoltato. Diciamo che il punto di partenza è 'Serve your Master', dopo il quale cercheremo di caratterizzare ulteriormente l'impronta e lo stile della band.
Passiamo a 'Serve your Master' e iniziamo dalla copertina, che sicuramente lascia il segno: a chi vi siete rivolti per realizzarla e da quale idea siete partiti? Il disegno esprime le tematiche presenti all'interno dell'album oppure è qualcosa di scollegato ad esso? Per la copertina ci siamo rivolti a un disegnatore canadese che si chiama Vitaly Samarin, ci hanno colpito particolarmente i suoi lavori per la fantasia e lo stile e abbiamo deciso di rivolgerci a lui. Come idea abbiamo sfruttato il testo dell'opener "Rising from hell": uno scenario apocalittico con un soggetto che fosse una miscela fra un gigantesco animale e una macchina, una bestia potentissima che "serve il suo maestro", che sarebbe la figura incappucciata che puoi vedere davanti a lui.
Quali sono le tematiche principali dei vostri brani e quanto sono importanti in generale le lyrics all'interno dei vostri pezzi? Nasce prima la parte strumentale oppure partite da un soggetto particolare e su di esso scrivete le musiche che meglio lo rappresentano? I testi hanno un'importanza fondamentale, il Red Warlock non vogliono soltanto fare buona musica, ma anche esprimere un messaggio, che sia accompagnato da parti musicali che gli rendano giustizia. Nell'album ci sono alcuni testi come "Rising from hell", "Sabrewolf" o "Awakening" che sono puramente fantasy, anche se il nostro tema principale è l'uomo, con tutti i suoi difetti, i suoi pensieri e le sue esperienze, in futuro calcheremo sempre di più su quello.
Il sound della band è molto particolare: se ti chiedessi di indicarci le influenze maggiori, quali gruppi e scene mi indicheresti? Pensi che il risultato finale vi contraddistingua all'interno della scena metal? Come influenze principali potrei dirti Nevermore, Judas Priest, Black Sabbath, Metallica e Megadeth. Ma ognuno di noi ha influenze diverse dall'altro, che riusciamo a fondere alla perfezione in fase di studio e arrangiamento dei pezzi. Penso che 'Serve your Master' sia ricco di particolarità stilistiche già calpestate in passato da molti altri, ma che allo stesso tempo abbia una sua personalità, un suo sound e un suo stile che, come ho già detto, cercheremo di rendere sempre più particolare e caratteristico con i prossimi lavori.
Come è avvenuto l'incontro con la My Graveyard Productions, etichetta che ha deciso di pubblicare il vostro primo album? Siete rimasti soddisfatti del lavoro che ha svolto, a partire dal prodotto finito e della promozione avuta? Appena pubblicati i brani del promo su MySpace ho contattato alcune etichette per invitarle a sentirli, tra cui Giuliano della My Graveyard, che le ha ascoltate dopo pochissimo e mi ha contattato immediatamente dicendo che i pezzi gli erano piaciuti parecchio, da lì è nato il contatto. Siamo molto soddisfatti della persona, che si è rivelata essere estremamente professionale, sincera e corretta, e dal lavoro che ha svolto. Il CD è uscito da pochi giorni e tu lo hai già, questo prova che come promozione e tempestività non possiamo che essere soddisfatti.
Il brano "Awakening" è diventato il soggetto per uno splendido video-clip. Vuoi parlarci di questa esperienza e del risultato finale? Pensi sia un buon mezzo per farsi conoscere la realizzazione di un clip professionale come il vostro? Per il videoclip ci siamo rivolti a un regista molto talentuoso e professionale che si chiama Daniele Paglia, persona molto affabile e disponibile. È stata un esperienza molto faticosa ma allo stesso tempo molto divertente e soddisfacente visto l'ottimo risultato e l'entusiasmo con cui è stato fatto. Penso che un videoclip sia un'ottima cosa per una band underground, se fatto bene fa capire quali siano le ambizioni di una band e la sua professionalità, oltre a dare una buona dose di visibilità se ben promosso.
La scena sarda in questi ultimi anni ha presentato tantissime proposte musicali, sicuramente una meglio dell'altra: come vedi personalmente la scena della vostra isola, sia per quanto riguarda la proposta musicale sia per gli spazi dedicati al genere da voi suonato? Tra le tante realtà sicuramente sopravvalutate ci sono alcune buone band in Sardegna, band che credono in ciò che fanno, che hanno del talento e che si sbattono, il problema più grande è che avere visibilità qui da noi è difficile. Suonare qui in Sardegna può servire per farti un po' di soldi dai miseri cachet dei locali e metterli da parte per suonare fuori e affrontare alcune piccole spese. I posti in cui poter suonare sono comunque pochi, come d'altronde anche nel resto d'Italia.
Per quanto riguarda l'attività live, in questi primi anni di attività quali sono gli eventi a cui avete partecipato e che ritenete più importanti? Ultimamente avete preso parte anche alla seconda edizione del Made in Hell Fest: il vostro commento sul festival? Abbiamo suonato un paio di anni fa in un festival avente come headliner Pino Scotto e la sua band, per il resto abbiamo fatto solo locali e qualche altro piccolo festival qui in Sardegna. Il Made in Hell è stata la nostra prima apparizione fuori dalla Sardegna e ci siamo divertiti parecchio, abbiamo suonato bene e in maniera rilassata, e anche gli altri gruppi hanno fatto la loro porca figura, peccato l'affluenza del pubblico non fosse molta, ma pazienza. Ci dispiace per il Play It Loud, era un bellissimo festival con bellissime bands e ci sarebbe piaciuto tantissimo partecipare, purtroppo è andata com'è andata.
Pensate che per la promozione del vostro debut album ci sarà modo di vedervi in date in giro per l'Italia? Avete già qualche data fissata o in via di definizione? Al momento non abbiamo date, ma vogliamo comunque organizzare concerti fuori dalla Sardegna, con l'uscita del full length credo sia ancor più necessario suonare fuori dalla nostra isola e promuoverci un minimo.
Andrea, una domanda che esula dai Red Warlock ma che ti riguarda direttamente: negli ultimi anni dai tuoi studi di registrazione stanno uscendo diversi bei prodotti, da menzionare i due lavori degli Icy Steel e l'ultimo ottimo demo dei Sons of Madness. Vuoi raccontarci di come è nato il desiderio di lavorare nel mondo della musica non solo come chitarrista, ma anche come addetto alla registrazione e aprire infine un tuo studio? Beh è nato un po' per caso, ho sempre avuto l'enorme passione dell'home recording; una volta ho fatto sentire dei miei pezzi a qualcuno che mi ha chiesto se fossi disposto a registrare la sua band, da lì si è sparsa la voce e hanno iniziato a contattarmi altri. Tra cui appunto Icy Steel, Sons of Madness e molti altri. Mi piace il risultato finale dei loro lavori, almeno quello fatto da me: il mastering dell'ultimo album degli Icy Steel è stato fatto in Germania in un altro studio, che a mio parere credo abbia fatto un pessimo lavoro.
Pensi che questo doppio ruolo all'interno della tua band sia un fattore positivo oppure un'arma a doppio taglio? Arma a doppio taglio? Finché lo faccio per la mia band no! Anzi, credo che il fatto di essere nel mio piccolo un "produttore" avvantaggi notevolmente gli arrangiamenti nei brani dei Red Warlock in studio e in live, e che ci permetta di disegnare le nostre parti strumentali o linee vocali in modo che calzino al meglio per ognuno di noi.
Sul MySpace dei Red Warlock, già da un po' di tempo, vi è scritto che siete al lavoro sulla stesura di nuovi brani: questo significa che possiamo già aspettarci un nuovo lavoro entro un paio d'anni? Qualche anticipazione sul nuovo contenuto o è presto per parlarne? A dire il vero abbiamo una dozzina di brani già pronti ma non ancora registrati, stiamo ancora lavorando bene sugli arrangiamenti e sullo studio dei brani stessi. Lo stile è un po' diverso da 'Serve your Master', molto meno "Classic-oriented". Credo che sicuramente entro un paio d'anni potremo sentire un nuovo album dei Red Warlock. Ti ringrazio Andrea per l'intervista: saluta pure i nostri lettori e se vuoi lascia un messaggio. Ci si vede, spero il prima possibile, a qualche vostra data live. Sono io che devo ringraziarti per l'opportunità e per la disponibilità mostrata. Saluto tutti i lettori a nome della band e speriamo vivamente di poter tornare in Italia per fare più date possibile. Grazie ancora. Ciao. Intervista a cura di Gabriele Nunziante |
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