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Sabotage
Scritto da Francesco Campatelli   
Venerdì 19 Novembre 2010 10:00
SabotageDue ore di musica vera, due ore passate insieme tra note, chiacchiere, scherzi e divertimento... E con essi l’orgoglio di assistere alla prima ufficiale riunione in sala prove di uno degli acts più famosi che hanno aperto alla scena metal italiana. Due ore son servite ai Sabotage a ritrovare lo smalto di una volta e di togliere quel granello di polvere che stava in mezzo tra loro e i loro sacri inni, e quella che ne segue sotto è la conseguenza del loro ritrovato entusiasmo. Lasciamo la parola ai maestri.

Questa intervista venne realizzata e pubblicata nel marzo 2006, all'indomani della reunion dei Sabotage nella storica formazione comprendente Morby (voce), Andrea "Andy" Fois (chitarra), Leonardo Milani (chitarra), Enrico Caroli (basso) e Dario Caroli (batteria).

 

Un saluto e un abbraccio fraterno a tutti voi. E’ il caso di dire bentornati visto che avete deciso di riunirvi nella vostra formazione originale, quella che attraverso i primi demo si è poi concretizzata nella band famosa agli occhi di tutti. Partiamo proprio da qui; cosa vi ha spinto dopo quasi vent’anni a riunire le forze? Pura e semplice voglia di riprovare a camminare insieme o dietro c’è stata la forzatura di qualcuno in particolare che ha voluto a tutti i costi rivedervi fianco a fianco?
Tutti: "Si voleva fare quattro risate, prima di tutto. Stefano Ricetti stava sondando il terreno per trovare possibili partecipanti a un festival di sole band italiane degli anni ottanta che comunque sarebbe stato poi organizzato da altre persone, e ci contattò per sapere se eravamo propensi a riunirci. C’è da dire che forse ci voleva l’occasione buona per trovare la forza per fare una cosa del genere, perché se ci dovevamo rimettere insieme, per venire qui alla sala prove, senza un obiettivo e ricominciare da zero, ricominciare a preparare tutto, con tutto quello che ognuno di noi ha da fare... Invece il pretesto è stato la scusa buona per ritrovare il gusto di riprovare qualcosa e mettersi d’impegno."

SabotageMi pare assai scontato dire che questa vostra decisione ha fatto sobbalzare dalle sedie tutti, o perlomeno quelli rimasti, quei fan che negli anni '80 vi hanno supportato con il cuore e la passione, ma non sono mancati nemmeno apprezzamenti dai fan più giovani, alcuni dei quali magari vi hanno ascoltato anche se non hanno la possibilità di avere i vostri ormai introvabili vinili. Cosa vi aspettate in particolare da questa reunion?
Enrico: "Niente ci siamo ritrovati insieme e ci fa piacere risuonare tutti i vecchi pezzi... Se poi verrà fuori qualcosa di buono, come spero, ben venga... Ognuno di noi ha altre cose per la testa, ognuno ha i suoi gruppi."
Morby: "E’ stata una reunion così, per questo festival. Ci siamo ritrovati stasera come i vecchi tempi... Come quando vai a fare una cena con i vecchi amici che è tanto che non vedi, poi fortunatamente abbiamo un passato musicale così importante da condividere e si rinfresca, però non vogliamo fare chissà che… Tutti noi lavoriamo e abbiamo la nostra vita a cui pensare."

Il fatto più eclatante è che il vostro come back vede il ritorno del vocalist storico Morby. Le voci che girano da anni volevano, e credo vogliano tuttora, che delle grosse discrepanze tra il Morby e il resto della band fossero state la causa dello scioglimento alquanto prematuro, dissidi che a quanto pare non riguardavano solo l’aspetto musicale, ma che ci fossero anche dei fattori a livello personale che hanno contribuito a tutto. Ci dite una buona volta come sono andate le cose?
Andrea: "Io sono andato via per primo, tre anni prima. Mi son rotto una gamba (me l’hanno rotta in verità...). "
Dario: "Queste voci furono messe in circolazione già quando facemmo la prima reunion a Pistoia... poi avevamo un’altra data da fare al Backdoors ma saltò. Solo lì ce ne dicemmo di tutti i colori, ma poi finì lì."
Morby: "Poi avevo altre cose da fare e secondo me era giunto il momento che noi come band non avevamo più niente da dire."
Andrea: "Io nel frattempo, già da quando ero con loro a suonare, cominciavo già a scrivere canzoni per conto mio, in italiano, diverse, quindi. Poi mi arrivò un contratto grosso con la Virgin... Infine, nell’89/90 (non ricordo di preciso), ebbi questa botta alla gamba è saltò anche quel contratto."
Morby: "Comunque, sinceramente, tu hai visto stasera come ci siamo riuniti, ti sembravamo persone con rancori l’uno verso gli altri? Logico che a chiunque scappa il litigio, ma finiva lì, ma qui si parla che il nostro scioglimento è dato dal fatto che erano cinque anni che non si faceva nulla e la scena italiana andava sempre più in declino."
Andrea: "Io ho avuto la fortuna di continuare a scrivere per altri, perché con loro non si faceva più niente e non c’erano più stimoli. Non ci davano un contratto per fare un disco... noi speravamo sempre e ci fu anche l’occasione di andare in America tramite la Metal Blade, ma nulla di fatto."

Facciamo un salto nel tempo; nell’85 esce 'Behind the Lines', disco purtroppo penalizzato da una produzione non eccellente e che toglie molta della potenza racchiusa in brani come "Warmachine" o "Nightkiller", ma nonostante questo gli occhi dei critici cominciano a puntarvi con interesse, un’interesse che alla fine non attirò solo gli sguardi dei produttori nostrani, ma anche quelli stranieri, dato che la Metal Blade vi volle proporre un contratto che voi rifiutaste in quanto conteneva troppe clausole che restringevano la vostra libertà di essere musicisti. Ve la sentite di illustrarle? Guardando indietro, ritenete che questa scelta sia giusta ancora oggi come allora o c’è qualche rimorso per non aver firmato quel pezzo di carta?
Tutti: "No no, assolutamente... avevano solo da ridire sul nome del gruppo per questioni di pronuncia e di quasi omonimia con i Savatage."
Morby: "Ma il contratto lo visionarono i nostri avvocati e ci dissero che non ci tutelavano a sufficienza e quindi rifiutammo a priori. Dopo di che non venne fuori più nulla. Andai personalmente negli Stati Uniti a portare i demo successivi e piacevano anche, solo che anche da parte loro non c’era molto interesse."

SabotageNell’87 è la volta del vostro Ep split 'Welcome', dove a farvi compagnia su una delle due facciate vi era un certo Paul Chain con il brano 'The King of the Dreams'. Come nacque l’idea di dividere il vinile con il maestro dell’occulto nonché fondatore dei Death SS?
Morby: "Mah perché, non so come è venuta fuori... La proposta viene dallo stesso discografico ("Minotauro", con cui si è fatto il mini). Lui era sotto contratto con loro, ci proposero la cosa e comunque ci sembrava una bella idea, una cosa che non aveva mai fatto nessuno come una specie di fratellanza tra i gruppi, cose che hanno avuto degli up&down nell’arco degli anni e secondo me è andata bene. Comunque con Paul io mi sono trovato bene ed è tanto che non lo sento, mi farebbe piacere fare ancora qualcosa insieme a lui, sempre se avessi il tempo di farlo."

Nell’89 l’ultimo grido di battaglia , 'Hoka Hey' disco con una qualità di gran lunga superiore al precedente 'Behind...' che purtroppo fa calare il sipario su una carriera che sembrava ben avviata. La curiosità che salta subito all’occhio è il nome della band, non più semplicemente "Sabotage" ma "Acts of Sabotage". A cosa si deve questa variazione di monicker?
Enrico:
"Volevano farci cambiare nome poiché esistevano i Savatage. Allora mettemmo "Acts" davanti per differenziarci."

Alla fine degli anni '90 tentaste già una prima reunion che si concretizzò con un nuovo disco 'Demon Ariser' che presentava i Sabotage in una veste più moderna e rivolta ai tempi più recenti, che tuttavia non stravolgeva proprio del tutto la natura pesante e aggressiva del Sabotage sound, poi però tutto stagnò nuovamente e ritornaste nell’ombra. Cos’è che non funzionò di preciso? Sembra quasi che la vostra band sia destinata a non avere mai pace.
Enrico: "Io credo che quel disco non rispecchia il sound dei Sabotage. E’un disco che abbiamo fatto io, Dario e il Leo e un nostro amico con sonorità molto diverse da quello che facevamo in precedenza e penso sia stato quello, il motivo e il periodo. I fans non potevano accettare un sound così diverso e poi credo che i Sabotage fondamentalmente sono riconoscibili con la voce del Morby. Non essendo più quella voce, e quel sound... Comunque noi quel disco l’abbiamo fatto perché ci piaceva farlo, avevamo quei pezzi lì, tra l’altro scritti tutti dal Leo, e quindi è stato un gioco. Siccome il nome Sabotage è mio e di Dario l’abbiamo fatto uscire sotto quel monicker."

SabotageMorby, senza nulla togliere ai tuoi compagni, penso che l’attenzione maggiore del ritorno dei Sabotage si sia focalizzata proprio sulla decisione che sei voluto tornare nella realtà che ti ha permesso di emergere come uno dei migliori cantanti heavy metal che ci siano ancora oggi in Italia. Come hai reagito a freddo quando hai ricevuto quella telefonata che ti chiedeva di tornare nei Sabotage? Ti saresti mai aspettato che sareste potuti tornare davvero insieme?
Morby: "Beh, io me l’aspettavo, era una cosa che poteva succedere, però era fondamentale che facessimo una reunion totale, con Andrea, il Leo... cioè che fosse veramente vent’anni indietro. E poi la cosa della quale eravamo tutti d’accordo era che si affrontasse con impegno e la massima serietà, pochi concerti ma fatti bene cercando assolutamente di dare il massimo. Perché è una grande rimpatriata, senza parlare che è una reunion per me dal punto di vista di concerti poi tutto il resto, siamo tutti già abbastanza in là con gli anni, abbiamo un sacco di impegni, quindi era importante ritrovarci perché alla fine di tutto ci si ha più cose da raccontarci noi che pezzi da suonare. Cioè è facile che ci si trovi per una giornata intera ed è più facile che si spengano gli strumenti e ci si passi tutto il tempo a raccontarci quello che abbiamo fatto."

Tutti ti conoscono per essere stato il cantante originale dei Sabotage e di tante altre bands italiane, ma forse molti ignorano che prima di entrare nei Sabotage eri un membro degli Airspeed, una metal band delle tue parti se non ricordo male che non è riuscita a fare grossi passi avanti nel panorama italico. Come ricordi quell’esperienza e come avvenne la prima chiamata alle armi nella legione dei Sabotage?
Morby: "Beh allora guarda, io suonavo in un gruppo del liceo, non avevo ancora la patente e facemmo di supporto agli Airspeed, che allora si chiamavano Trainrock. Era un gruppo di Siena abbastanza conosciuto, e loro mi proposero di cantare... Io naturalmente da brava puttana subito dissi sì. Dopodiché con gli Airspeed feci un concerto di supporto a loro che mi chiesero la medesima cosa. Io naturalmente risposi di si, perché mi piaceva di più la musica che facevano i Sabotage e feci questo salto; però con Andrea Castelli, che era il bassista degli Airspeed e che ora suona nei Mantra, con i quali ho fatto fra l'altro alcune voci insieme al cantante, mi sento ancora e siamo ancora in ottimi rapporti. È un bel passato da ricordare, insomma, è durato un po’ poco però c’è sempre una bell’amicizia."

Mi ricordo che Dario una volta mi raccontò un aneddoto curioso su di voi; dovevate partire per delle date in Polonia ma ci fu un casino con i treni, e fu un’altra occasione mancata. Che è successo di preciso?
Dario:
"Non ricordo di preciso se doveva partire militare il Fois o se si era fatto male appunto, dovevamo anche andare in Russia insieme ai Bulldozer poi purtroppo non se ne fece nulla."

Una volta che arrivaste allo scioglimento tutti voi prendeste strade diverse pur rimanendo nel mondo della musica; quali sono stati i vostri progetti che vi hanno visti coinvolti dopo lo split?
Dario:
"Beh gli altri progetti sono i Bud Tribe e L’Impero delle Ombre."

Tu Morby oltre ai vari progetti che ti hanno richiesto in lungo e in largo per la penisola, ne hai avuto uno in particolare che a me sta a cuore più di ogni altro; Cappanera. Fabio e Roberto ti vollero come vocalist sul secondo album solista che stavano preparando e che sono comunque riusciti a registrare ma non a pubblicare a causa della disgrazia che li ha colpiti e che ha colpito tutto il mondo del Rock italiano. Che ricordi hai di quest’esperienza e soprattutto di Fabio e Roberto?
Morby:
"Ho un ricordo eccezionale... perché loro mi chiamarono dicendomi quanto mi stimavano e che gli sarebbe piaciuto che avessi cantato con loro nel secondo disco. Io accettai ad occhi chiusi, anche perché saranno ormai passati quindici anni... avevo tante cose da fare in meno ma era un progetto che mi entusiasmava, era la prima volta che cantavo in italiano, le basi erano spettacolari, portammo i pezzi anche in giro e c’era qualche discografico di grossa taglia che era interessato, poi è successo quello che è successo... Però ho proprio il ricordo di due persone di una generosità infinita e di un’apertura che difficilmente si ritrovano, non solo nella musica."

SabotageOra che siete tornati, quali sono i progetti futuri che vi vedranno impegnati? So che vi state scaldando per tornare a ruggire dal vivo, è forse troppo presto per parlare di un nuovo album?
Enrico:
"Credo di sì, anche perché il Morby è legato a contratto con i Domine. Andrea ha comunque un sacco di roba pronta a casa."
Andrea: "…e ho continuato a scriverne, il problema è il legame del Morby. Comunque sarebbe già un traguardo rifare solo 'Behind the Lines' da zero e rimetterci magari qualche pezzo vecchio nostro già pronto ma mai uscito."

Siamo alla fine, io vi ringrazio di tutto cuore di questa chiacchierata e non mi rimane altro che salutarvi e augurarvi un in bocca al lupo per i vostri piani. Le ultime righe sono tutte per voi, senza censura e senza limiti.
Andrea:
"Io personalmente sono molto contento di questa situazione, ci godo proprio tanto. Quando mi hanno chiamato ci ho sentito subito e credo che questo sia stato anche un bel traino per il Morby che ci sente anche lui alla grande, che stasera se non aveva i lacrimoni quasi ci mancava. Bello perché la botta l’hai sentita anche te, dopo quindici anni per me chitarrista risuonare quei pezzi con quei riffs li non è affatto semplice; probabilmente ero matto all’epoca per scrivere quei pezzi li (bisogna essere matti per davvero se si vuole scrivere musica heavy metal parliamoci chiaro - nda) e tutto mi è rimasto nel cuore anche se poi ho suonato di tutto."
Enrico: "E’ il nostro gruppo, lo abbiamo formato negli anni ottanta ed è sempre rimasto dentro di noi."
Andrea: "Il Morby poi ha detto una cosa bellissima poc’anzi mentre si chiacchierava: "io non mi ricordo i pezzi dei Domine di due mesi fa e mi ricordo questi che hanno più di vent’anni!"... non è mica poco. Sulle parole posso capirlo, ma sui cantati è una questione di melodia. La cosa importante è che questo è sangue nostro, è roba nostra scritta da noi, non ce l’ha data nessuno. Quando vado in giro a suonare, suono cover degli altri ma non è roba mia. Suonare dal vivo e vedere la gente sotto che salta per aria e tutto questo interesse per musica scritta da noi è un onore."
Enrico: "Però Andrea anche solo trovarci stasera per suonare tra di noi insieme dà soddisfazione e questo senz’altro ci dà stimolo a continuare."

 

Intervista a cura di Francesco "Running Wild" Campatelli

 

 

Commenti 

 
# cadavere 2010-11-19 20:27
Grandissimi!!!!!!!!!!!
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# Guido - Axevyper 2010-11-24 21:12
Grandiosi, forse uno dei migliori comeback della storica scena heavy italiana. Andy è seriamente uno dei migliori chitarristi d'Italia (anche al di là del genere), soprattutto dal vivo.
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