italian metal

Login



        

Registrati
Password dimenticata?
Nome utente dimenticato?

Ultimi Commenti

[17/05/2012] Dr Landau
Death SS - In Death of Steve Sylv...
Al pari di Black Mass, un disco da venerare!
[06/05/2012] Leonardo
Master Stroke - Silence
Eh si, sono di parte, è un sogno che si è realizzato, anche se dopo la bellezza ...
[03/05/2012] Ale3r9
Pleasure Slaves - The Last of the...
Siete fantastici!!!!!! Non vedo l'ora che escano le date del tour!!!!!
[03/05/2012] Defender
Pleasure Slaves - The Last of the...
Complimenti, grandissimi Pleasure Slaves! Continuate così!!
[20/04/2012] drake
Heavy Metal Night: ultimi nomi pe...
Gunfire.. onorati di esserci nella formazione del 1984.. ultima apparizione con ...
[13/04/2012] Dr Landau
Sub Terra: rock estremo e cultura...
Un'altra uscita decisamente interessante della Tsunami, grandissimi!

Calendario Eventi

Maggio 2012
 Lun  Mar  Mer  Gio  Ven  Sab  Dom 
   1  2  3  4  5  6
  7  8  910111213
14151617
212223242527
28293031   
vedi tutti gli eventi

On the Net

myspacefacebooklast.fmtwitter
Rolando Cappanera - Strana Officina
Scritto da Francesco Campatelli   
Venerdì 15 Ottobre 2010 09:00
Rolando Cappanera - Strana OfficinaItalian Metal è andata  a bussare in casa Strana Officina e ad aprire la porta è un loquace Rolando Cappanera, il quale tra una chiacchierata sullo stato attuale e una sviata a ricordare il passato, ci rende un po' partecipi di quell'incredibile storia cominciata tanti anni fa. A voi Rola Cappanera.
Ciao Rola, un grazie infinito anticipatamente per questa chiacchierata che ci accingiamo a intraprendere grazie alla tua disponibilità. Direi di cominciare subito a parlare di un disco, questo 'Rising to the Call' che ha dato una svolta importante al rientro della Strana Officina sulle scene dal 2006, senza comunque dimenticare 'The Faith' che ha fatto un po' da spartiacque tra la nuova release e il rientro stesso. Ad oggi come procede la promozione del disco?
La promozione procede bene anche se ci aspettavamo di poter suonare molto di più soprattutto per accontentare tutti quei fans che ci richiedono nelle loro città e dove magari non transitiamo troppo spesso. Abbiamo appena terminato il tour estivo con due fantastiche date al Rock Hard Festival di fronte a 600 fans già alle 17 ed a Prato (la nostra seconda patria) anche lì un successone. In generale la cosa positiva è che il pubblico ha apprezzato il nuovo album e dal vivo non manca di dimostrarcelo. Aspettiamo di vedere cosa succederà a dicembre, periodo scelto per suonare nei club invernali.

Strana Officina'Rising to the Call' abbiamo detto che è il primo album ufficiale della band labronica resuscitata nel 2006 grazie alla reunion del Gods of Metal, ed è anche sintomatico il fatto che oltre a trovare all'interno del cd un lotto di nuove canzoni, vi siano anche compresi due storici anthem dell'epoca di Fabio e Roberto, "Amore e fuoco" e "Non sei normale". Questa scelta, come quella di apporre nel retro copertina un piccolo riquadro dei due sfortunati fratelli, l'ho recepito come un voler dimostrare che Fabio e Roberto sono e saranno sempre presenti in questo mondo con il loro spirito e la passione che li ha da sempre contraddistinti, sei d'accordo?
Ovvio, la Strana Officina è indiscutibilmente legata a Fabio e Roberto... è stata una loro creazione ed è sopravvissuta negli anni grazie ai loro sforzi ed investimenti... Non dimentichiamo che (a parte il primo EP) tutta la produzione veniva eseguita nel loro studio. E comunque anche i fans sono molto legati a Fabio e Roberto e noi non mancheremo mai di ricordarli in sede live oppure nei nostri album con l’introduzione di tracce inedite.

Credo che 'Rising...' sia stata una bella scommessa per tutti, per i fans che si sono visti realizzare i sogni di vedere uscire un disco nuovo di zecca griffato Strana Officina ma penso lo sia stata anche per voi, ritrovandovi dopo tanti anni di nuovo insieme anche in fase di composizione. Che emozioni avete provato ritrovandovi a comporre nuovi pezzi con Bud e Enzo?
Per il modo e soprattutto la velocità in cui è stato composto questo album non ci è stato permesso di trovarci mai tutti insieme in studio a lavorare. Come più volte detto nelle passate interviste, abbiamo lavorato molto singolarmente per ottimizzare i tempi e in un modo anche più moderno vista la tecnologia di oggi. Ci sarà forse in futuro la possibilità lavorare ad un nuovo album con un approccio un po’ più old school. Comunque il Bud è stato messo sotto di brutto ed ha risposto molto bene, Enzo è stato bloccato dal suo lavoro e non è stato possibile per lui partecipare come avrebbe voluto. Questo il motivo per cui compare il nome di Mattia Bigi come esecutore ed arrangiatore delle parti di basso nelle 8 tracce in inglese.

Rola, in una recente intervista hai spiegato che il via libera al nuovo disco ha incontrato inizialmente delle difficoltà per quanto riguardava chi doveva accollarsi l'onere di pubblicarlo. Si era parlato di un interessamento della Live, ma poi si è visto che il battesimo del disco è stato officiato ancora una volta dalla benedizione impartita dal Santo Uffizio del metal italiano d'elite, la My Graveyard Productions. Cosa vi ha portato a decidere definitivamente di delegare l'etichetta bresciana che già in passato si è occupata di voi?
I problemi che abbiamo affrontato con chi avrebbe voluto produrre il nostro disco (rischiando solo di farci perdere tempo) ci ha convinti che con Giuliano avremmo avuto la sicurezza che le cose sarebbero andate nel verso giusto. Potevamo fidarci di lui come persona e come professionista perché ce lo aveva dimostrato con 'The Faith' e quindi abbiamo abbracciato quel detto che dice "chi lascia la vecchia strada per la nuova sa quel che perde ma non sa quel che trova..." ah,ah,ah...

Facciamo adesso un salto indietro nel tempo; tu sei, insieme a Dario, il diretto discendente di Fabio e Roberto Cappanera, ma i più attenti sapranno che già all'epoca in cui i vostri cari erano nel fulgido gorgogliare della loro carriera musicale eravate già parte integrante di questa grande famiglia. E' stato un percorso naturale avvicinarvi a vostra volta agli strumenti o in qualche modo Fabio e Roberto vi hanno un po' indirizzato verso questa scelta?
No, non hanno mai voluto indirizzarci nel loro mondo... di questo ne parliamo sempre visto che adesso ci sono nipoti e cugini più piccoli che ci vedono suonare e vorrebbero imparare la chitarra o la batteria e noi ricordiamo che tutto quello che abbiamo imparato lo abbiamo fatto da soli. E’ ovvio che il nostro avvicinarsi allo strumento è stato influenzato dal vivere nella musica, tra strumenti musicali, Lp, concerti, sala prove... però siamo stati liberi di scegliere soprattutto il modo in cui vivere il nostro strumento. Sarebbe stato bello stare insieme adesso e scambiarci opinioni sulla musica e magari rendergli pan per focaccia per tutte le volte che ci hanno (scherzosamente) snobbato perché non eravamo buoni ad un cazzo! Ahah...

Strana Officina - Rising to the CallAvete anche partecipato attivamente a dare man forte alla Strana a quei tempi; che ricordi avete per esempio di quel giorno in cui la Strana si misurò con alcuni dei più grossi nomi della scena internazionale? Mi riferisco all'Open Air Music Festival di Lugano nel 1988.
Io (Rolando) ero molto piccolo e raggiunsi il Festival più tardi, ma mi ricordo molto bene che fu un concerto molto bello ed intenso. Dettero, come sempre succede quando c’è la Strana di mezzo, una bella mazzata... Soprattutto mi ricordo il viaggio di ritorno quando i ragazzi dei Golden Drakes di Prato scortarono il furgone della band con una ventina di moto fino a casa.

In coppia tu e Dario avete collaborato alla partecipazione come ospiti sul primo disco solista di Fabio e Roberto, 'Non c'è più mondo'. Tu hai suonato la batteria sulla traccia omonima. Anche li immagino che i ricordi siano da annoverarsi tra i migliori della vostra vita...
Sì... mi ricordo che già ai tempi avevo il problema di voler spingere e spingere e quindi acceleravo come un matto e lo zio Fabio da dietro il vetro dello studio mi faceva i gesti per farmi stare tranquillo... è stato molto divertente...

Dopo la sciagura che colpì Fabio e Roberto, ci fu un primo avvicinamento con Bud e Enzo, con i quali suonaste fra l'altro nel 1993 all'Italian Monsters di Firenze, in onore proprio dei fratelli Cappanera. Come mai dopo quel periodo di concerti commemorativi la Strana smise definitivamente di esistere?
Perché non c’era un obbiettivo comune da seguire. Io e Dario eravamo molto giovani ed ancora acerbi dal punto di vista musicale anche se, soprattutto Dario, aveva già una tecnica ed un carisma di ottimo livello. Però avevamo voglia di scoprire nuove strade più vicine a noi... fare le nostre esperienze e capire quello che ci piaceva e non ci piaceva musicalmente. Pensa se fosse uscito un album di New Metal sotto il nome della Strana Officina… Il fatto che ci siano voluti così tanti anni fino all’uscita di 'Rising to the Call' è perché solo nel 2010 siamo stati in grado di poter fare un disco con il nome Strana Officina senza deludere nessuno.

Cinque anni dopo, nel 1998, vi ritroviamo assieme sotto al monicker Cappanera col quale pubblicaste 'Materializin' Dream', dopo di che sul nome Cappanera scende per sempre il sipario. Cosa successe in quell'occasione? Era un viatico per portare avanti il progetto creato dai vostri cari o vedevate i "vostri" Cappanera come un'entità a sé stante che ha fatto così un pezzo di storia?
Non c’era in realtà l’intenzione di far passare il nostro progetto come un continuo dell’album solista di Fabio e Roberto. Fu una scelta automatica e banale utilizzare il nostro cognome... In realtà discostandosi così tanto musicalmente da quello che avevano fatto sino a lì Fabio e Roberto ci furono anche molti  dissensi, ma allo stesso tempo il nome ci aiutò a farci ascoltare e conoscere per quello che io e Dario si valeva senza aspettarci che ci avrebbero sempre aspettato a braccia aperte solo per essere dei Cappanera. Abbiamo sempre dovuto e voluto dimostrare il nostro valore. La band si sciolse per diverse vedute di tutti nel 2000 e nel 2006 abbiamo provato a rimettere in pista il progetto partecipando al Gods, ma il tutto è poi tramontato... credo per sempre.

Rolando CappaneraEssere il drummer della Strana Officina ti fa sentire addosso una certa responsabilità, tenuto conto della grande importanza che questa band riveste da oltre trent’anni sulla storia del movimento Hard’n’Heavy italiano?
Sì, ma io come Dario non ho mai avuto timore di niente. Siamo stati svezzati da giovani ed abituati a prendere colpi nel bene e nel male. Da ragazzi che eravamo, siamo ahimè diventati uomini (33 e 37 anni) e siamo sicuri delle nostre potenzialità. Quando saliamo sul palco sappiamo che dobbiamo dare il meglio come musicisti, per noi stessi, per la Strana e per Fabio e Roberto. Sempre! Anche quando non suoniamo con la Strana Officina oppure ci invitano a salire sul palco di un piccolo Pub a fare una jam blues.

Ricollegandomi alla domanda precedente, la Strana è una band che a livello di affetto ha superato indenne la prova del tempo, nel senso che i fans l'hanno avuta nel cuore anche durante il periodo di assenza, manifestandole un affetto spropositato che raramente ho riscontrato in altre band storiche del tempo.  Secondo te a cosa è dovuto questo grande attaccamento dei fans giovani e meno giovani alla Strana Officina?
E’ sempre stata una band semplice e diretta... senza fronzoli senza artifici, montiamo/montavano sul palco e non ce n’è/era per nessuno e la gente questo lo sente. Si crea una atmosfera di partecipazione tra quello che succede sul palco e quello che succede sotto. Credo che i testi in Italiano (e che testi!) aiutino la partecipazione: "Non sei normale", "Sole mare cuore", "Autostrada...", "Luna nera", brani che arrivano anche dalla fine degli anni '70 eppure li cantano i 18enni!! Poi ci sono soli di chitarra da brividi sia melodicamente che tecnicamente, composizioni che spaziano dallo speed alle ballad più emozionanti... e poi la storia che ci ha segnati ha senza dubbio avvicinato ancor di più quelle persone che tutti i giorni combattono per andare avanti di fronte alle difficoltà piccole o grandi che siano.

Oltre a questa avventura avete anche dei progetti paralleli, rispettivamente con i The Sweat e con i Rebel Devil, band che oltre a voi annoverano nel proprio organico anche altri nomi storici del metal italiano. Come stanno procedendo al momento le vostre rispettive attività?
Per adesso è tutto in stand by. Ne abbiamo parlato tra noi (io e Dario) scambiandoci opinioni sui rispettivi futuri ed anche sulle possibilità per scrivere rispettivamente un nuovo album dei nostri progetti paralleli. Le band ci sono e spingono per rimettersi a lavoro, ma per adesso preferiamo finire la promozione di 'Rising to the Call' e poi con calma affronteremo nuove sfide nel 2011.

Strana OfficinaRola, in questi periodi si è diffusa la voce che il famoso disco "fantasma" che Fabio e Roberto registrarono con il Morby alla voce e che non trovò sbocchi di mercato all'indomani della loro scomparsa, ora sembra che stia per uscire dal cassetto. Mi dai conferma di ciò o è solo una chiacchiera mediatica?
Devo ammettere che il motivo per cui ho impiegato un po’ di tempo per concludere l’intervista è perché ero in studio a registrare le batterie di quello che sarebbe dovuto essere il secondo capitolo di 'Non c’è più mondo' del 1991 ed attualmente sto preparando le tracce per Andrea Castelli (basso). Grazie alla Jolly Roger (etichetta che si occuperà del prodotto) sono riuscito ad organizzare la conclusione di una produzione del '92 rimasta incompleta... con batterie elettroniche, alcuni bassi synth, arrangiamenti di prova. Pochi giorni prima del loro incidente Fabio e Roberto avevano confezionato un promo e stavano parlando con grosse case discografiche, dopodiché avrebbero completato la produzione rientrando in studio e dando al progetto un vero significato. Quello che andremo a fare è farlo suonare come un disco vero e più rock rispetto ai provini del '92 che ovviamente, essendo stati fatti per la quasi totalità via midi, erano veramente soft. Le batterie suonate da me, i bassi risuonati da Andrea Castelli (già presente nel '92), tutte le chitarre e buona parte delle voci rimarranno esattamente come le originali.
Proprio sabato un amico fraterno mi ha detto che quando Fabio e Roberto lo invitarono pochi giorni prima dell’incidente in studio per un ascolto del materiale, il mio babbo non mancava di ricordargli ogni 2 minuti che quando avrebbero registrato l’album, le batterie sarebbero state suonate da lui e che sarebbero state belle... etc, etc... Questo conferma l’idea che mi sono fatto nel portare a termine questo lavoro, cioè che quello che fino ad oggi è stato ascoltato da pochi fortunati era solo l’embrione di un lavoro ben più complesso ed in fase di sviluppo... ovviamente quello che sarebbe venuto fuori nessuno lo saprà mai, ma come sempre ci lasceremo guidare dall’istinto e sono convinto che Fabio e Roberto ne sarebbero (saranno) molto orgogliosi.

Prima di chiudere ti vorrei chiedere due parole su Johnny Salani, il primo cantante della Strana Officina; siete sempre in rapporti con lui?
Certo, ho avuto anche modo di suonare con lui, bluesman labronico per alcuni concerti ed è sempre uno spasso. Soprattutto ascoltare i suoi aneddoti sui primi anni della Strana e su come scrisse testi che hanno fatto la storia come "Non sei normale", "Sole mare cuore", "Profumo di puttana" e tanti altri...

Rola siamo alla fine, io non posso far altro che ringraziarti a nome di Italian Metal per la disponibilità che hai concesso. Mi auguro di rivedervi presto on the road e nel frattempo un fraterno saluto a voi.
Un saluto ed un grazie per le tue interviste sempre per niente  banali... Ciao!

 

Intervista a cura di Francesco "Running Wild" Campatelli

 

 

Commenti 

 
# Mark One 2010-10-15 18:42
Bella intervista,aspetto con ansia l'uscita dell'inedito Cappanera(lo si prende in cd ed lp ovviamente!!!)

P.S. @Francesco"Running Wild" il sei novembre sono a Prato per la Bud Tribe,ci sari anche tu?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Running Wild 2010-10-15 19:06
La sento dire da te adesso questa data del 6 novembre, Bud non mi ha detto niente in proposito...ma se lo dici te ci credo. Probabilmente se ne sarà scordato. Il 6 Novembre ci sarebbe anche il Made In Hell...boh vediamo un po, non ti assicuro niente per adesso.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Stè -In Italian Metal I Trust- 2010-10-16 10:49
Bella intervista...veramente...un grande abbraccio a Rolando e al resto della Strana...una piccola nota...al Rock Hard Festival hanno sfondato tutto anche più di altre volte viste da me...c'era un'atmosfera vibrante mentre suonavano, probabilmente perchè il pubblico era coinvolto come non mai...lunga vita alla Strana!!! NON FINIRA' MAI!!! Vero Marcone?!?! Ahahahahahahah...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna