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Carlo e Alessandro Rizzello - Essenza
Scritto da Simone Leone   
Domenica 08 Novembre 2009 10:00

Carlo Rizzello - EssenzaAbbiamo avuto l’onore d’intervistare sulle pagine di ItalianMetal personaggi che hanno fatto e continuano a fare la storia del metallo italico. Oggi invece intervistiamo un gruppo che da 16 anni battaglia nell’underground pugliese e che finalmente con la pubblicazione dell’album 'Devil’s Breath' è riuscito a farsi notare sulla ribalta nazionale e non solo. Quindi la mission di ItalianMetal si sposta per oggi con questa intervista agli Essenza, un gruppo che non ha (ancora) fatto la storia del metal italico, ma che promette benissimo e che spero possano tenere, ben presto, in alto il vessillo metallico italiano.

(Clicca sulle immagini presenti nell'articolo per dimensioni maggiori)

 
Un caloroso benvenuto sulle pagine di ItalianMetal agli Essenza. Come si è soliti fare in queste interviste ripercorriamo le origini musicali dei nostri ospiti. Come e quando avete cominciato ad avvicinarvi alla musica e ai vostri rispettivi strumenti? Quali sono state le vostre prime esperienze musicali?
Io (Carlo, chitarra e voce) e mio fratello Alessandro (al basso) ci siamo avvicinati ai nostri strumenti incuriositi dalla passione per la musica dei nostri genitori, che fin da piccoli ci hanno permesso di studiare e praticare musica. A dire la verità, da piccolo io ho studiato pianoforte, mentre Alessandro ha cominciato con la chitarra classica... abbiamo cominciato a destreggiarci con gli strumenti elettrici durante la nostra adolescenza. Anche per Paolo (Colazzo, alla batteria) posso dire la stessa cosa, in casa sua ha sempre respirato musica e ha cominciato ad esibirsi come polistrumentista in tenera età!

EssenzaNel 1993 i tre fratelli Rizzello (Carlo, Alessandro e Luca) creano gli Essenza, una delle più longeve (forse la più longeva) realtà della musica rock salentina. Il vostro sound delle origini era molto differente da quello odierno: quali erano i propositi iniziali del gruppo e quali erano le fonti d’ispirazione dei fratelli Rizzello? E’ difficile condividere un gruppo con i propri fratelli? Come mai avete scelto il monicker Essenza, ha un significato particolare?
Effettivamente, il primo batterista della band era Luca, nostro fratello minore... Musicalmente abbiamo sempre avuto, tutti e tre, molta sintonia, pur con inclinazioni e punti di vista diversi. Ma trovare accordi non è mai stato troppo difficile, ci fidiamo a sufficienza l’uno dell’altro! Gli Essenza nacquero per suonare musica rock originale, ma in modo molto naturale e poco "programmato", per dare spazio alla nostra creatività, e naturalmente per divertimento. Essenza è il nome che scelsi insieme ad alcuni amici che collaboravano con la band all’inizio. Ci piaceva perché, oltre al bel suono, cela qualcosa di profondo... esattamente quello che volevamo diventasse il nostro progetto musicale, qualcosa dai connotati molto forti.

Nel 2002 auto-producete 'Contrasto', un album a cavallo fra il rock melodico degli esordi, l’hard-rock settantiano e qualche puntata più heavy-metal... Come mai decideste questo cambio stilistico?  
Ai nostri esordi ci piaceva che la nostra proposta avesse le sfumature dei tanti stili e le tante influenze che avevamo. Col tempo abbiamo fatto emergere spontaneamente il lato di noi che più ci caratterizzava. E questo percorso ci ha condotti attraverso l’hard rock e l’attuale venatura thrash-powered che ci identifica.

'Contrasto' vede per l’ultima volta dietro le pelli Luca che verrà poi sostituito dall’attuale drummer Paolo Colazzo. Con la nuova line-up pubblicate l’EP 'Dance of Liars' nonché l’album 'Devil’s Breath', da poco uscito. Con queste produzioni gli Essenza evolvono nuovamente, proponete un heavy-metal molto aggressivo che abbandona definitivamente il cantato italiano. Quali sono i motivi di questa ennesima trasformazione musicale? Quali sono le differenze musicali fra i due batteristi? Perché dopo anni di testi scritti in italiano avete scelto di cantare in inglese?
Più che di trasformazione musicale, mi piace parlare di evoluzione... perché i veri motivi che ci hanno portato a delineare l’attuale groove e l’attuale stile derivano semplicemente da un lungo percorso fatto di live, sala prove ed esperienze musicali e personali parallele. Una ricerca verso un sound "proprio", che viene direttamente dal nostro sistema cuore-cervello, senza filtri! Paolo è un batterista che porta con sé un enorme bagaglio tecnico e una grande voglia di esprimere al massimo il suo potenziale devastante. Negli Essenza ha raggiunto una grande alchimia con me e Alessandro, tanto da ricoprire un ruolo da co-protagonista nel nostro tessuto musicale, alla pari degli altri strumenti. Luca è un batterista con gusto e musicalità, con un’anima rock molto pura. Il suo talento è grande... condivide con Paolo una predisposizione naturale a suonare senza difficoltà qualsiasi strumento!

Passiamo ad un'altra svolta, quella del passaggio dalle auto-produzioni degli esordi all’approdo con l’olandese BigMud. Cosa è cambiato nel vostro modo di lavorare e come siete riusciti ad approdare alla BigMud?
Il contatto con la BigMud è avvenuto dopo la pubblicazione dell’EP 'Dance of Liars'. L’etichetta, che ha un attivissimo distaccamento a Milano, ci ha proposto la collaborazione e noi l’abbiamo accettata immediatamente, anche se in pratica avevamo già concluso l’accordo con un’altra etichetta estera. La possibilità di lavorare senza vincoli di tempo, stile e suoni ci ha attirato notevolmente. E questo ci ha concesso di lavorare con assoluta autonomia e calma.

EssenzaHo avuto modo di ascoltare ed apprezzare 'Devil's Breath', devo dire che è un album che ha incontrato il mio favore quasi da subito. Quali sono stati gli altri responsi di critica e di vendita in Italia e nel resto del mondo? La BigMud vi sta aiutando a farvi conoscere fuori dal suolo italico?
Il riscontro è stato positivissimo, la maggior parte dei recensori italiani ed esteri ci ha dedicato ampio spazio, e ci sono stati rivolti complimenti davvero lusinghieri! Qualche critica non è mancata, ma è giusto che sia così! Abbiamo avuto riscontri inaspettati da Brasile, Francia, Nord ed Est Europa... e speriamo che questo sia solo l’inizio. Per la prima volta nella nostra carriera abbiamo rilasciato interviste per importanti testate nazionali ed estere, come l’inglese Fireworks, o Rock Hard. Siamo sicuri che le vendite confermeranno questi entusiasmi.

A proposito di 'Devil’s Breath', come si è svolto il songwriting ed è mutato niente rispetto al passato? Per quanto riguarda i testi, invece, c’è un filo conduttore nelle tematiche trattate oppure lasciate libera ispirazione alla fantasia?
Il songwriting di 'Devil’s Breath' è partito da alcune idee che avevo elaborato nel tempo, e che avevo registrato in modo provvisorio sul mio PC. Al momento di dover sviluppare le canzoni, ho sottoposto le mie bozze ad Alessandro e Paolo, che ci hanno lavorato su con l’interpretazione, col loro stile, e suggerendo modifiche più o meno sostanziali della struttura iniziale dei brani. Rispetto al passato quella che è cambiata è solo la consapevolezza delle proprie idee, una maggiore sicurezza in se stessi in pratica! Per quanto riguarda i testi, trattano di argomenti vari, e non sono legati da un unico filo conduttore.

Riguardo alla vostra discografia, spesso è bene fare anche un po’ di autocritica se necessaria, per cui volevo sapere come valutate i vostri album (compresa l’ultima produzione)? C’è qualcosa che avreste cambiato di 'Devil’s Breath'?
Ascoltare le vecchie registrazioni a distanza di tempo permette delle valutazioni oggettive che non scaturiscono subito. Di certo sono affezionato a tutta la nostra produzione in italiano, ma oggi la interpreteremmo in chiave più heavy rispetto ad allora... E anche in 'Devil’s Breath', che considero il nostro cd migliore e più completo, cambierei dei piccoli dettagli... forse... Ma resta il fatto che il risultato generale ci soddisfa enormemente.

Voglio abbandonare per un attimo il tono serio della conversazione per scoprire un po’ di altarini familiari. Da sempre l’opera di mixaggio e registrazione dei vostri album viene curata da Alessandro negli studi di famiglia (gli ESSENZAstudio appunto). A questa domanda vorrei mi rispondesse solo Carlo: com’è tuo fratello come produttore? E’ esigente, ti picchia se sbagli o è accomodante vista la parentela?
Alessandro in studio diventa molto esigente, oltre che credere nella personalità dei suoni, cerca di dare coerenza alle canzoni in fase di registrazione, diventando anche molto severo (la parentela in queste fasi conta poco).... Sul missaggio io e Paolo coadiuviamo la sua attività, ma per noi rimane riferimento fidato e indiscusso.

Diametralmente opposta è la domanda che pongo ad Alessandro: com’è tuo fratello come "cliente"? Hai potere decisionale sul sound da impostare o sei costretto ad accontentarlo?
Mah... come cliente è abbastanza una testa dura, ma in fin dei conti non sempre questo è male. Ma sia sul sound che sulla stesura delle canzoni in generale, dopo un po’ di opera di convincimento, comincia a valutare... e qualche volta anche a seguire i consigli!

EssenzaRitorniamo seri e passiamo all’attività live… Sappiamo tutti come e quanto l’Italia si sia trovata e si trovi tuttora un infinità di gradini sotto alle grandi potenze rock-metal quali Usa, Inghilterra, Germania, Svezia e via discorrendo. Tacito è anche quanto tuttora il metal sia un genere estremamente di nicchia nel nostro paese. Forse però non tutti conoscono la situazione pugliese ed in particolare quella salentina, dove il metal è veramente una mosca bianca, ancora ai più sconosciuta, e sono ancora in pochi quelli come voi che cercano di suonare in modo professionale. Dopo questa lunga divagazione, volevo sapere da voi come è realmente l’underground salentino e quanto è difficile riuscire a suonare la propria musica? Oltre a voi, quali altri gruppi locali ritenete che possano essere all’altezza del salto nel panorama nazionale?
Di certo in questi nostri 16 anni di attività abbiamo visto una crescita dell’attenzione, in Puglia e nel Salento, per il metal e l’hard rock in generale. Ci sono delle realtà ben avviate (festival, locali, radio…) che prima non esistevano, e che stanno concorrendo a creare una rete tra i cultori (che in realtà non sono mai mancati) e gli artisti. Sono sicuro che il salto sia stato possibile grazie a internet ed ai canali simili, che hanno avvicinato gli appassionati del territorio ed hanno contribuito a far emergere l’underground artistico locale. Però c’è ancora tanto da fare... non sempre locali e gestori sono all’altezza della situazione (con qualche fortunata eccezione), e la scena è troppo frammentaria, per colpa della presunzione delle band e della pigrizia che contraddistingue un po’ tutti noi. Dobbiamo darci da fare, l’unione farà la forza. Di band valide in Puglia ce ne sono tante... i "Lonny Blaster" col loro rock ‘n’ roll stradaiolo mi piacciono molto, oltre a loro anche Perfect Picture, Mutala, Stonecutters, Godyva, Viper Venom...

Oltre alle già citate bands locali, quali sono gli altri gruppi italiani che apprezzate nell’ambito hard-rock/metal e non? Ti è capitato di assistere a concerti di bands metal italiane importanti, se si che giudizio ti sei fatto? E quali sono le vostre attuali preferenze musicali a livello internazionale?
Sono un amante della musica live, e ho avuto l’occasione di vedere molte hard rock/metal band italiane in azione. Extrema, Vision Divine e Pino Scotto mi hanno fatto una gran bella impressione, più che sui cd,  ma anche Wine Spirit, Domine, Strana Officina... E se poi ti dovessi elencare dischi di band internazionali che nell’ultimissimo periodo mi hanno entusiasmato l’elenco sarebbe davvero lunghissimo... ci provo: 'Shogun' (Trivium), 'Folklore and superstitious' (Black Stone Cherry), 'The book of heavy metal' (Dream Evil), 'Endgame' (Megadeth),  'Scream, aim, fire' (Bullet for My Valentine), 'Move' (Freak Kitchen) etc etc...

Ho avuto modo di vedervi al concerto al Menhir Cafè di Sanarica il 2 Ottobre scorso e vi ho potuto apprezzare anche in sede live. Inoltre ho apprezzato enormemente la vostra umiltà e disponibilità a dialogare col pubblico. Come valutate la succitata serata, ed oltre a questo concerto, come sta procedendo la promozione dell’album? Siete contenti di come procedono le cose?
La promozione dell’album procede piuttosto bene, anche se le potenzialità del nostro apparato pubblicitario sono molto limitate. La cosa sorprendete ed estremamente piacevole per noi è stato il supporto gratuito ed entusiastico delle webzine, dei recensori, dei giornalisti della carte stampata e delle radio. Il concerto di Ottobre era davvero una piccola serata, ma una di quelle iniziative belle e coraggiose che ci piace sostenere per dare un segnale, per mostrare che ci siamo e che abbiamo voglia di farci sentire.

EssenzaA proposito di concerti, vorrei chiedervi se ci sono stati episodi particolari o curiosi nelle vostre esperienze live? Qual è il vostro concerto che ricordate più piacevolmente?
Ne abbiamo viste di tutti i colori: batterie lanciate dal palco, gente rimasta chiusa nei bagni, improbabili impianti audio ed elettrici, capannoni da concerto sperduti nelle campagne, locali sotterranei da paura, pubblico ad alto tasso alcolico... e davvero tanto altro! Più inverosimile è stata la situazione, più piacevole ne è il ricordo!

So che l’ultimo album è uscito da pochissimo, ma vorrei sapere se avete già cominciato ad abbozzare qualche nuovo pezzo o se sapete già quali coordinate stilistiche vorreste che abbia? Vedremo gli Essenza in un ulteriore evoluzione darwiniana o pensate che quello di 'Devil’s Breath' sia il vostro sound definitivo?
Di idee ne abbiamo tante, ma ancora è presto per riorganizzarle! Non credo che ci sposteremo dal nostro stile di base, nel quale ci sentiamo estremamente a nostro agio... Di certo non torneremo indietro sui nostri passi, anzi se possibile, affonderemo ulteriormente sull’acceleratore...

Ci sono mai stati momenti di difficoltà in cui avete pensato di mandare a monte tutto?
L’idea di abbandonare tutto non ci è mai passata per la testa, certo qualche delusione l’abbiamo dovuta affrontare, ma siamo sempre ripartiti più carichi di prima... convinti che il meglio dovesse ancora arrivare!

Sazio delle risposte ricevute posso anche porre fine all’intervista. Lascio a voi Essenza la chiusura della chiacchierata per poter salutare i lettori di ItalianMetal. Rinnovo  i miei complimenti per l’ultimo album e vi auguro un in bocca al lupo per tutti i vostri progetti futuri.
Simone, ti ringrazio ancora per la disponibilità e l’opportunità preziosa. Ne approfitto per invitare tutti i lettori a visitare il nostro sito ufficiale www.essenzamanagement.com, a vedere i nostri video ufficiali su youtube... e  ad acquistare 'Devil’s breath'! Per noi, così come per tutte le produzioni indipendenti - specialmente se metal - è davvero importante il supporto di ognuno di voi!

 

Intervista a cura di Simone Leone

 

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