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Metallo Italia
Scritto da Gabriele Nunziante   
Domenica 24 Maggio 2009 09:00

Metallo ItaliaRealizzata nel 1985 dalla Reflex Records-CGD, 'Metallo Italia' fu una delle prime compilation interamente dedicate al metal italiano ad apparire nella nostra penisola. All'interno di questa raccolta, pubblicata anche in VHS, è possibile trovare alcuni gruppi di spicco di quella che ancora oggi viene ricordata come la prima ondata di metal italiano: vediamo infatti avvicendarsi band come Raff, Vanexa, Steel Crown ed Elektradrive, a cui vanno ad aggiungersi gruppi che per un motivo o per un altro non riuscirono ad imporsi sulla scena.
In questo corposo articolo ripercorreremo insieme l'intera compilation, con immagini esclusive tratte dalla stessa, commenti sui gruppi che vi parteciparono ed interviste a Chris Bianco e Fausto Donato dei Raff, Sergio Pagnacco dei Vanexa, Dario Mollo dei Crossbones, Danilo Antonini e Sergio Bonelli dei TIR.
Preparatevi a una sana dose di metallo italiano: anche da qui è passata la nostra storia musicale.



In principio fu… Marius

Metallo ItaliaIl primo impatto è sicuramente la copertina: dominata per tre quarti da una tipica immagine cimiteriale, campeggia come sottotitolo la scritta "The First Compilation of Italian Hard Rock": nonostante ciò il prodotto non fu il primo a comparire in Italia ufficialmente, ma almeno il terzo. La palma spetta infatti a prodotti come 'Heavy Metal Eruption' della Metal Eye Records del 1983 e a 'Italian Metal - Vol. 1' della Flying Records del 1985.
Tornando alla copertina di sicuro impatto, la proposta dell'epoca fu una sorta di mostro-metallaro italiano con in mano la testa appena mozzata del ben più noto Eddie the Head, sorta di predominanza italiana sulla scena inglese (la ben nota NWOBHM) o comunque estera. Tanto più che il nome improbabile del mostro italiano doveva essere Marius e verrà interpretato nei video dal campione nostrano di body building Stefano Biondi. Troveremo Marius anche nella copertine della versione in vinile, che riporterà la medesima immagine cimiteriale sul fronte e un primo piano del mostro sul retro. Per il resto, Marius comparirà in diversi camei all'interno dei vari video, come vedremo nei prossimi capitoli.
Alla produzione, nonché alla concezione, alla scrittura e all'arrangiamento dell'intera compilation troviamo Al Festa, noto produttore nel campo di video musicali, nonché autore di alcuni film horror ("Fatal Frames" fra gli altri, film di culto in cui il regista unirà horror e musica). Ad aiutarlo, fra gli altri, troviamo anche Richard Benson, chitarrista britannico di adozione romana. Le registrazioni presentate nei video furono realizzate all'interno del Piper di Roma ed eseguite completamente in playback, con i vari gruppi impegnati a suonare uno dopo l'altro davanti a una cospicua folla di giovani ragazzi. Ad alternarsi alle scene indoor troviamo vari excursus, che vanno dall'autorimessa presentata nel preludio (vedi paragrafo successivo) ad altre locazioni, molto probabilmente sempre nei paraggi di Roma, in cui mostri di vario tipo si aggirano fra i nostri (fra gli altri, mummie con strane mani pelose e unghie laccate, uomini dalla testa di lupo o con mascherina anti-gas, e, naturalmente, il nostro Marius).
Sebbene presentasse al suo interno uno spaccato fra i migliori della scena del periodo - nonostante i grandi nomi assenti, rimangono altrettanti grandi nomi a portare il testimone -, il prodotto avrà poco successo a causa di una produzione non sempre all'altezza dei prodotti dell'epoca. Nonostante ciò, 'Metallo Italia' rimane oggi uno dei documenti più importanti di quel periodo: vediamo insieme il contenuto di questa compilation, ed in particolare della sezione video, ben poco conosciuta.

 

Preludio

L'introduzione a 'Metallo Italia' si apre all'interno di un'autorimessa: qui infatti si aggira una gran bella ragazza interpretata da Ester Schiavo, con tanto di tacchi e minigonna; ma si sa, le autorimesse non sono mai un bel posto: un gruppetto di tre giovani inizia infatti a inseguire la giovane e a spaventarla con piedi di porco, coltelli, spadoni (?) e quant'altro. Ma anche un'altra persona si aggira all'interno della rimessa: è proprio Marius, che spaventati i giovani porta in salvo la ragazza, misteriosamente tramutatasi in una perfetta metal-girl. Inutile dire l'inutilità, ai fini della compilation, di questa breve scenetta, supportata da un semplice assolo per tutta la sua durata a cura di Mark Rossetti, chitarrista degli Shout.

Non paghi dell'introduzione al titolo, una seconda scena dai tratti epici apre veramente la compilation:

"E il cavaliere nero gettò indietro il suo cappuccio, e meraviglia, apparve una corona regale sulla bionda chioma
ma non vi era alcuna testa visibile su cui poggiasse.
Le fiamme del fuoco brillavano fra di essa e le spalle ampie e scure coperte dal mantello.
E i signori delle tenebre si scontrarono nella notte illuminati dalla pallida luce lunare e solo uno ne uscì vincitore."

Dopo scene di conquista di Excalibur da parte di Re Artù (interpretato dallo stesso Al Festa) accompagnato dai fidi Sir Lancelot e Sir Parsifal, e nuovamente di Marius che, abbandonata la sua spada, sale al trono con tanto di Flying V stretta nella destra, si parte finalmente con il primo gruppo della compilation.

Raff - "I Trust"

Ad aprire le porte all'ondata di metallo italiano ci pensano i romani Raff con la loro "I Trust", brano che sarebbe dovuto essere presente anche sul mai realizzato full-length 'Gates of Fortune'. Il video si avvicenda fra scene di un infuocato live - con tanto di Flying V incastrata nella batteria - e scene di finta guerriglia dal sapore vietnamita. Il carismatico Chris Bianco alla voce cattura quasi completamente la scena, complice anche un'interpretazione vocale ottima in tutti i suoi punti. Il fratello Fabiano "Master" alla batteria mantiene invece la parte centrale della canzone, costituita da un sostenuto drum a cui la voce del pubblico fa da risposta; ma il batterista rimane sempre ben presente dietro i piatti del suo strumento per tutta la durata del pezzo, divertendosi a giocare con le sue bacchette. Fausto "Roddy" Donato riesce con il suo tapping, nonostante riproponga per tutto il brano il medesimo passaggio, ad attirare l'attenzione anche sulla sua chitarra, fino ad esplodere nel confuso ma comunque più che buono assolo finale. Rimane quasi in disparte, sfortunatamente, il basso di Bruno "Brian" Vagnarelli, sia dalle scene sia dall'audio non esattamente splendido. Il risultato comunque è un inizio ottimo per questa compilation, quasi l'apice ancor prima di cominciare: un brano patinato, che vi rimarrà presto in testa, un'ottima scelta per una compilation del genere.

RaffRaffRaff
(clicca sulle immagini presenti per dimensioni maggiori)


Shout - "Break it up"

Seconda band sono gli Shout, gruppo meteora della scena italiana di cui non è rimasto molto altro, per non dire nulla, inciso. Il brano proposto è "Break It Up". Dopo un inizio più che convincente con chitarre distorte in grande spolvero a cura di Mark Rossetti, la canzone si assesta su tonalità classiche e che non fanno certo gridare al miracolo quanto a composizione, ma che risultano comunque ottimamente suonate. Per loro l'alternarsi di scene live è intramezzato a scene girate all'interno dell'autorimessa già vista nell'introduzione alla compilation, mentre la poca presenza scenica del gruppo guidato da Maurizio Cerantola viene compensata con un paio di belle ragazze poste sul palco e nei video esterni.

ShoutShoutShoutShout


T.I.R. - "Amsterdam"

Si passa ai T.I.R. (acronimo di Temple Infernal Rock), gruppo romano che un anno prima di questa compilation, nel 1984, aveva realizzato un EP di quattro tracce. La presenza della loro "Amsterdam" sarà una delle ultime registrazioni ufficiali del gruppo fino ad oggi. Inizio arpeggiato in stile neoclassico con chitarra acustica da parte di Serge Bonelli, il quale se ne disfa prontamente lanciandola al pubblico e inforcando la sua chitarra elettrica. Vanno quindi ad affiancarsi Danny Antonini alla seconda chitarra e Tommy Conty al basso, mentre il wah-wah  della chitarra va a creare la melodia principale del brano. Un Frankie Force borchiato come solo Halford ha osato fare interpreta alla bell'e meglio il testo della canzone, con diversi bassi e alti dovuti anche alla produzione abbastanza scadente. Una traccia non fra le migliori, ma che grazie alla melodia vi rimarrà presto in mente: un assalto musicale legato ai dettami più classici del metal anni '80, sebbene non disdegni una parte melodica (creata proprio dal wah-wah) capace di farla risaltare.

TIRTIRTIRTIR
(clicca sulle immagini presenti per dimensioni maggiori)


Vanexa - "It's Over"

I Vanexa non hanno bisogno di molte presentazioni: fondati nel 1979 a Savona, già nel 1983 partecipano come headliner al mitico festival di Certaldo. Per 'Metallo Italia' realizzarono "It's Over", canzone che successivamente verrà inserita nel loro secondo album 'Back from the Ruins'. La line-up presentata vedeva Marco Spinelli alla voce, Roberto Merlone alla chitarra, Sergio Pagnacco al basso e Silvano Bottari alla batteria. Attacco furioso per il gruppo, una lunga cavalcata che non lascia prigionieri, ben supportata dalla sezione ritmica Pagnacco-Bottari. Marco Spinelli alla voce non riesce a dare purtroppo il meglio di sé, ma il resto del gruppo riesce a sostenere ottimamente l'intera canzone, la cui parte centrale ci consegna una sezione più melodica. Si prosegue fino al termine, con assolo inconfondibile di Merlone e poi via fino alla conclusione. Per loro l'alternarsi delle scene "dal vivo" è inframezzata fra le rovine di antiche costruzioni medievali.

VanexaVanexaVanexa


Crossbones - "I'm Tired"

Anche i Crossbones si affidano ad un intro di chitarra acustica, per poi sfociare in una carica song in cui il protagonista è costantemente Dario Mollo, chitarrista dalle indubbie doti. Il cantato di Angelo Allegro risulta sufficiente ma niente di più, mentre la base ritmica Gepponi-Gaslini è più che buona. Il lavoro principale è svolto dunque da Dario, il quale con brevi assoli e scale veloci riesce ad impreziosire l'intera canzone. Il video si sviluppa in linea come gli altri: scene di live si alternano a scene d'esterno con Dario su una motocicletta e strani mutanti e mummie che si aggirano per il luogo. "I'm Tired" è quindi una canzone abbastanza godibile, anche se non fra le migliori del lotto.

CrossbonesCrossbonesCrossbonesCrossbones
(clicca sulle immagini presenti per dimensioni maggiori)


Synthesis - "The Light"

I Synthesis nascono dall'idea del batterista Roberto Uccellini nel 1978 e registrano il loro primo demo 'The Price of Glory' nel 1983. Nel 1985 partecipano a questa compilation con il brano "The Light", con il quale hanno l'opportunità di essere trasmessi sulla RAI e di godere finalmente di un po' di fama. Il trio Pieralisi-Jatter-Marinozzi (chitarre e basso) compongono un inizio ben ritmato a cui Uccellini fa da base, mentre lo scatenato Giulio Biocca è impegnato a saltare da una parte all'altra del palco. L'urlo iniziale dello stesso cantante dà inizio a un brano veloce e con nessuna pausa al suo interno, in cui parti cantate si alternano a parti solistiche a cura dei due axeman. Un brano, "The Light", che scorre via facilmente e incisivo quanto basta.

SynthesisSynthesisSynthesis


Steel Crown - "Riot into the Fire"

Un altro nome di punta della scena italiana sono gli Steel Crown, che si presentano con "Riot into the Fire" per questa compilation, la terza della loro carriera (il gruppo partecipò infatti a tutte e tre le prime compilation del genere in Italia, comprese quindi 'Heavy Metal Eruption' e 'Italian Metal Vol.1'). L'immutata line-up vede il leggendario Yako de Bonis alla voce, Frank Lewis alla chitarra, Pino Mc Kenna al basso e Silver Kid alla batteria. La song proposta è in linea con le altre produzioni del gruppo, con uno Yako che forse indurisce un po' troppo la voce ma che risulta comunque convincente e un Frank Lewis come sempre grande alla sua sei corde. Ottima anche la base ritmica a cura di Mc Kenna e Silver Kid, capaci di riempire con la loro base tutti i vuoti dovuti ad una sola chitarra. Un buon brano, che riesce finalmente a discostarsi dalle classiche sonorità dei gruppi precedenti, forse troppo devoti alla stessa scena e alle stesse sonorità.

Steel CrownSteel CrownSteel Crown
(clicca sulle immagini presenti per dimensioni maggiori)


Elektradrive - "Winner"

Gli Elektradrive, qui in versione inglesizzata (i nomi nei crediti ci presentano infatti un Elliot Joe Mauger alla voce, Dudge Simon alla chitarra, Eugene "Snake" Chamton alle tastiere, Steve Houck al basso e Alex Jorio alla batteria), ci presentano il brano "Winner", a conclusione dell'intera compilation. La scelta di porre gli Elektradrive alla fine non è stata molto probabilmente casuale: l'uso delle tastiere da parte del gruppo, e quindi il suo sound tipico, differiscono da tutto quello che abbiamo sentito prima nella compilation, presentandoci un gruppo che se da una parte si fa influenzare dal metal, dall'altro pone caratteristiche tratte da generi diversi, quell'AOR che verrà coniato solo successivamente. Il brano proposto ci presenta proprio questi due aspetti: da una parte le chitarre di Simone Falovo la fanno da padrone, in altri passaggi sono le tastiere di Eugenio Manassero, con la loro ipnotica ed effettata miscela di sound, a porsi all'attenzione. Il cantato di Maugeri è all'altezza come sempre, confermandosi forse uno dei migliori cantanti su questa compilation. Dopo la ventata di novità portata dai Steel Crown, gli Elektradrive riescono a continuare su questa scia con un ottimo brano.

ElektradriveElektradriveElektradriveElektradrive


Conclusione

"E la spada del potere torno là da dove era venuta. Nessuno mai vide più il cavaliere nero fino a quando, in una notte di fuoco, una nuova era iniziò. Ma questa è un'altra storia..."

Si conclude così questa compilation dedicata al metallo italiano, con numerosi alti e bassi. Lasciando da parte i video, sicuramente inferiori a quanto prodotto altrove e anche in Italia, le canzoni scelte sono abbastanza buone per tutti e otto i gruppi. In definitiva, nonostante i difetti di produzione, questo prezioso documento ci presenta otto gruppi rappresentanti, chi più chi meno, la nostra scena nel pieno della sua attività.

 

 



 

Commenti 

 
# EG 2009-05-24 15:53
complimenti davvero per questo articolo colossale, a tutti quanti

Eugenio
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# metalheart 2009-05-25 00:46
Grande Gabriele!!!! Complimenti davvero!!!!!! Conservo gelosamente sia il vinile che la registrazione in cassetta!!! ...e i brividi di chi era primo ad esplorare scorrono!......
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# Wasp83 2009-05-25 12:25
spettacolo!!!!
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# Fabio 2009-05-28 14:40
Che spettacolo! forza Sergio Bonelli.....te vojo bene Sè!!
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# Gabriele 2009-06-07 00:46
I Synthesis hanno pensato bene di aprire su YouTube un canale dedicato interamente a questa compilation.
Potete trovare già disponibili l'intro e il primo pezzo ("I Trust" dei Raff), pronti per essere guardati e ascoltati a questo indirizzo: www.youtube.com/MetalloItaliaMovie
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# Synthesis-Band 2009-06-07 12:18
Ciao a tutti, vi informiamo che sono on line anche gli SHOUT.
Un saluto Synthesis-Band
www.youtube.com/MetalloItaliaMovie
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# Running Wild 2009-06-07 21:11
E bravo Gabriele, hai messo a segno un bel lavoro veramente. Di questa compilation posso accontentarmi di possedere la musicassetta originale, sperando un giorno, per un miracolo o che, di trovare la vhs. Se riesci prova a buttarci anche un bell'articolo su Heavy Metal Eruption o Italian Metal vol.1

RAISE YOUR ITALIAN FIST!
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# synthesis 2009-06-08 00:27
Ciao Francesco, tieniti in contatto non si sa mai.
GR Synthesis
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