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Steve Sylvester - Il Negromante del Rock
Scritto da Gabriele Nunziante   
Martedì 20 Dicembre 2011 10:00
Steve Sylvester - Il Negromante del Rock"Non vi racconterò solo la storia dei Death SS, quella la conoscete già, è scritta... Qui vi racconterò anche la storia di quando ero Stefano Silvestri, un ragazzo, un ragazzo non come tanti altri, che si guardava allo specchio e intorno al suo volto c’erano ombre e serpenti. E nella sua testa udiva un richiamo, come una specie di presagio, e lo sentiva prima pulsare e poi urlare, era il demone che gli scorreva nel sangue. E poi vi racconterò di come sono diventato Steve, Steve Sylvester, il negromante del rock..."

Si presenta così, con le parole dello stesso Steve, questa biografia a titolo "Il Negromante del Rock", opera pubblicata nel novembre 2011 dalla CRAC Edizioni, piccola casa editrice che nell'ultimo anno ha iniziato a smuovere il mercato editoriale legato alla nostra scena musicale (sue la biografia dei concittadini Kurnalcool e "HardCore", libro incentrato sulla scena punk italiana anni '80). Un libro da tanti atteso e dallo stesso Steve da anni sognato, progetto che per diversi motivi non era però mai riuscito ad arrivare al suo compimento, cosa che invece la CRAC Edizioni e l'aiuto del noto giornalista musicale Gianni Della Cioppa sono riusciti a completare, facendo arrivare in questi ultimi mesi dell'anno nelle nostre librerie questa biografia su uno dei personaggi più particolari della nostra scena metal.


Il libro

"Ma in quel periodo eravamo completamente posseduti, a livello fisico, mentale ed emotivo. Una corsa senza freni verso il baratro, sfidando tutto e tutti, ridendo a squarciagola contro la paura, curiosi ed euforici di toccare con mano il significato reale del male, scoprire di cosa fosse fatto davvero il male, scoprire quello che gli altri definivano il MALE. Il male, già il male... Una parola che alle mie orecchie di sedicenne, suonava suadente, morbida, sinuosa, come la curva dei seni di Frau Murder." - pag. 57

Death SSIn poco più di 200 pagine, "Il Negromante del Rock" ripercorre essenzialmente il primissimo periodo dei Death SS dal punto di vista del suo principale artefice, ovvero Steve Sylvester. A partire dalla sua infanzia, passando dai primi contatti con i fumetti e il cinema che molto influenzeranno il personaggio e le sue credenze nell'occulto, il libro è un dettagliato racconto di ciò che porterà un imberbe ragazzino a dare vita ad una delle band più particolari della scena italiana. Dai primi incontri musicali grazie agli Sweet e al successivo punk toccato con mano in Inghilterra, fino all'idea di mettere in piedi qualcosa che potesse lasciare il segno ma che soprattutto potesse abbracciare le sue passioni tanto musicali quanto e soprattutto legate all'esoterismo. È l'incontro con un giovane Paolo Catena, in arte Paul Chain, a segnare in qualche modo il vero inizio per il negromante pesarese: siamo nel 1977 e Steve ha già in mente tutto ciò che dovrà confluire in quelli che saranno gli In Death of Steve Sylvester, a partire dai componenti, da trasformare in "personaggi dai connotati fumettistici, con caratteristiche e personalità ben definite". In 15 capitoli Steve riprende così passo passo gli avvenimenti della sua band, dalle basi riguardanti i suoi interessi extra musicali fino al rituale di "battesimo" dei Death SS, dai primi avvicendamenti di line-up alle prime esperienze dal vivo (come all'Aleph Club di Gabicce, il concerto più corto della storia della band - e probabilmente del rock: 6 minuti, dopodiché Steve e compagni pensarono bene di coinvolgere di più il pubblico in altra maniera... o quello di supporto ai Gaznevada nel 1981, dove anche qui l'esperienza con il pubblico assunse particolari incredibili e di cui Steve ci racconta tutti i particolari), fino alle prime tragedie che circonderanno quel gruppo di ragazzacci mal visto da tutta Pesaro, ragazzi coinvolti in sedute spiritiche e orge sataniche, capaci di dissacrare i cimiteri per procurarsi il materiale per addobbare il palco o semplicemente per accontentare se stessi in una ricerca sempre più profonda di quelle pratiche magiche. Raccontato tutto in prima persona da Steve stesso, a tratti con toni da romanzo, è difficile per un esterno credere che tutto ciò che viene raccontato in questo libro possa essere davvero accaduto: al lettore andrà principalmente il compito di capire dove si tratta di storia e dove inizia la fantasia... ammesso che di fantasia si tratti effettivamente.

I 15 capitoli dedicati alla storia di Steve occupano due terzi abbondanti del libro e si spingono fino all'uscita del cantante dalla band accaduta intorno al 1983, pausa temporanea che porterà Sanctis Ghoram a prenderne il posto. Con il trasferimento di Steve a Firenze inizierà dunque una nuova epoca per il vampiro pesarese, e con essa quella dei nuovi Death SS, fase non trattata in questo libro. Le 120 pagine che ci raccontano degli avvenimenti includono tantissime fotografie, molte recuperate dagli archivi dello stesso Steve, nonché diversi approfondimenti che toccano i vari aspetti del racconto: dai film ai fumetti, dal sesso alla droga, senza tralasciare gli aspetti più legati alla magia e all'occulto o approfondimenti sui personaggi che hanno orbitato intorno alla band nel suo primo periodo.

La parte restante del libro, oltre alle quattro introduzioni da parte di Steve stesso, Gianni Della Cioppa, Carlo Lucarelli e Marco Manetti dei Manetti Bros., viene occupata principalmente dalle interviste. Ne troviamo in particolare una, principale e unica inedita, condotta proprio da Della Cioppa in tempi recentissimi: l'intervista, pur trattando dello stesso periodo e quindi argomenti del resto del libro, ha il pregio di non essere solo un riassunto, ma attraverso domande mirate permette a Steve di parlare della sua esperienza con i Death SS in maniera meno "romanzata" rispetto alla biografia. Le altre interviste sono tutte riprese da pubblicazioni molto recenti datate 2010 e a cura del Fan Club dei Death SS dove prendono la parola, nell'ordine: Franco Caforio (Thomas Hand Chaste I), Danny Huges, Claud Galley, Andrea Vianelli (Thomas Hand Chaste II) e Paolo Catena (Paul Chain). Quest'ultima è sicuramente la più particolare, vista la completa volontà in tempi recenti di Paolo Catena - o Paul Cat, come ora si fa chiamare - di non parlare più del suo passato nella band. E in effetti l'intervista, condotta telefonicamente, viene riproposta in maniera disarticolata, prendendo citazioni dai lunghi discorsi fatti da Paolo e riportandoli così come sono, per sua stessa richiesta. La cosa interessante di queste interviste è anche il vedere come alcune situazioni a dir poco assurde e incredibili presentate nella biografia trovino invece riscontro quasi completamente anche per bocca di coloro che vi parteciparono, dando ulteriormente credibilità ai racconti di Steve, oppure, anche distorcendone gli avvenimenti, risultando altrettanto se non più incredibili... alimentando così tanta curiosità e dubbi intorno alla misteriosa figura dell'artista pesarese.

Superate le interviste il libro va oramai a concludersi, non prima di regalarci una dettagliata discografia di Steve Sylvester (dai Death SS ai suoi nuovi progetti, Sancta Sanctorum e Opus Dei / W.O.G.U.E., nonché le sue partecipazioni in album di altre band) e infine alcuni fumetti realizzati negli anni dallo stesso Steve che ci raccontano, in poche tavole, le tre fasi dei Death SS: le origini, lo scioglimento e la rinascita. Un finale particolare per ricordare anche una delle passioni che hanno dato ispirazione alla carriera dell'artista pesarese.


Commento

"Questo libro è la risposta definitiva per tutti coloro che sono assetati di conoscere ogni retroscena, ogni trama, ogni dettaglio relativo alle circostanze che hanno portato i cinque ragazzi di provincia ad incarnare i re del male, o meglio i "Kings of Evil" del metal italiano, in un periodo storico non sospetto e all'interno di una piccola realtà della provincia italiana." - pag. 5

Steve Sylvester - Il Negromante del RockPer valutare "Il Negromante del Rock" è bene partire con il presupposto che lo stesso Steve Sylvester ha messo bene in chiaro fin dalle prime anticipazioni su questa biografia: "Il Negromante..." non è la biografia dei Death SS, ma il racconto delle vicende che hanno portato alla nascita della band pesarese. È bene capire infatti che questo libro si concentra principalmente sulla figura di Steve - sulla sua persona quindi - a partire della sua adolescenza e di come intorno a metà degli anni '70 l'immaginario horror, legato a quello di "particolari" fumetti e la filmografia del periodo, lo porteranno sulla strada dell'occulto. Perché se i Death SS sono considerati ancora oggi una band tutta particolare è proprio per quell'aurea che ancor prima degli esordi musicali la figura di Sylvester si era creato attorno a sé. Come ricorderà Paul Chain, incredibile comprimario la cui altrettanto misteriosa figura donerà a Steve finanche maggiore spessore, fra la nascita dei Death SS e le prime pubblicazioni musicali auto-prodotte passeranno diversi anni, ma non principalmente per la mancanza di fondi o idee, ma perché prima ancora della musica vi era da curare quel progetto che una "forza occulta" aveva rivelato a Steve durante una seduta. Un progetto che andava al di là della semplice proposta musicale, una scelta prima di tutto di vita, ed è di quest'ultima che "Il Negromante del Rock" ci racconta. È la vita di un giovane Stefano Silvestri l'oggetto di questa biografia, nelle sue convinzioni e (apparentemente poche) debolezze, nella sua strada verso lo studio dell'occulto che gli farà radunare al suo fianco le persone meno in vista della sua conservatrice provincia per creare un progetto più esteso che ristretto alla sola musica.

Se interessati unicamente ai Death SS come band e poco a ciò che vi è dietro, dalla figura di Steve ai contenuti dei brani, passando per i live e il loro significato, così come quello dell'iconografia che riunisce tutti gli aspetti del gruppo, probabilmente questo libro non vi dirà molto di più di ciò che già dovete conoscere. Troverete infatti poco dell'aspetto musicale prettamente detto, anche visto che il periodo trattato è ben ristretto: Steve preferirà raccontarvi dei sui incontri con l'occulto e dei riti piuttosto che della nascita dei suoi brani, vi racconterà di come spogliare il cimitero locale per addobbare il palco, o come sorprendere il pubblico con trovate sceniche al di là del comune buon gusto, dei musicisti che gli si sono affiancati dal punto di vista personale più che tecnico o per il loro contributo nel sound dei Death SS. "Il Negromante..." non è una biografia tradizionale perché il personaggio stesso non è il tradizionale cantante di un gruppo heavy metal, è una biografia che parla di occulto, magia e riti incanalati in una esperienza musicale che in trent'anni ha sicuramente lasciato il segno.

Se incuriositi da tutto questo o volete saperne di più sulla figura di Steve, questo libro saprà concedervi qualche ora di svago: il fatto di presentarsi come un racconto, completamente in prima persona e a tratti romanzato garantisce una lettura scorrevole e mai pesante. Pregio del libro è anche l'assoluta cura grafica, che regala in ogni pagina fotografie inedite a impreziosire il tutto, ma anche immagini inerenti a quanto raccontato, come locandine di film o copertine di fumetti. Su questo piano l'opera della CRAC Edizioni è sicuramente da lodare: "Il Negromante del Rock" non è infatti una semplice biografia scritta nel tempo libero e pubblicata alla bell'e meglio, ma un prodotto competitivo, sia sotto il punto di vista del contenuto (ampliato con interviste e approfondimenti) che sotto quello della cura dei dettagli.

"5 giugno 1987: a Soliera suonerà un gruppo che si spaccia per Death SS. È guidato da Paul Chain e alla voce c'è tale Sanctis Ghoram. Lo spettacolo viene presentato come l'ultimo show dei Death SS. [..] È un affronto troppo grande. I traditori vanno puniti! E così, mentre gli ingannatori suonano, son il sangue di un pollo sgozzato poco prima, dopo un rituale fatto con i musicisti del periodo, vergo su un lenzuolo, rubato in una casa adiacente al locale, la scritta "Death SS significa in morte di Steve Sylvester, ma Steve Sylvester è ancora vivo..." e lo appendo all'ingresso. Nascosto nell'ombra, con il sangue dell'animale rappreso tra le mani, attendo l'uscita degli astanti. L'effetto è deflagrante: urla, eccitazione, incredulità, paura e un vociare fangoso che sembra provenire da fantasmi che bisbigliano nella notte. Ed immediatamente si sparge la notizia che Steve Sylvester è tornato. Ed è quella notte, cupa e ovattata di pece e cenere, una notte in cui le stelle non splendono, che è nato, trapassato e resuscitato Steve Sylvester il vampiro.
Steve Sylvester il negromante del rock. Qui per servirvi..." - pag. 146-147


Steve Sylvester - Il Negromante del Rock
con Gianni Della Cioppa
CRAC Edizioni
220 pagine - 15,00 €

www.edizionicrac.blogspot.com
www.deathss.com
www.stevesylvester.com
www.andromedarelix.com


 

Commenti 

 
# Defender85 2012-03-10 12:32
E' un libro fantastico, chiunque ami i Death SS o quella scena italiana deve leggerlo, non se ne pentirà affatto!
 
 
# Page86 2013-05-15 13:18
Ogni occasione è buona per parlare male del grande Artista Pesarese "Paolo Catena "
Ho letto una parte del libro ...per quanto possa risultare interessante , credo sia decisamente vergognoso il fumetto offensivo verso Sanctis Ghoram ( R.I.P 2004 ).
 

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