italian metal

Login



        

Registrati
Password dimenticata?
Nome utente dimenticato?

Ultimi Commenti

[17/05/2012] Dr Landau
Death SS - In Death of Steve Sylv...
Al pari di Black Mass, un disco da venerare!
[06/05/2012] Leonardo
Master Stroke - Silence
Eh si, sono di parte, è un sogno che si è realizzato, anche se dopo la bellezza ...
[03/05/2012] Ale3r9
Pleasure Slaves - The Last of the...
Siete fantastici!!!!!! Non vedo l'ora che escano le date del tour!!!!!
[03/05/2012] Defender
Pleasure Slaves - The Last of the...
Complimenti, grandissimi Pleasure Slaves! Continuate così!!
[20/04/2012] drake
Heavy Metal Night: ultimi nomi pe...
Gunfire.. onorati di esserci nella formazione del 1984.. ultima apparizione con ...
[13/04/2012] Dr Landau
Sub Terra: rock estremo e cultura...
Un'altra uscita decisamente interessante della Tsunami, grandissimi!

Calendario Eventi

Maggio 2012
 Lun  Mar  Mer  Gio  Ven  Sab  Dom 
   1  2  3  4  5  6
  7  8  910111213
14151617
212223242527
28293031   
vedi tutti gli eventi

On the Net

myspacefacebooklast.fmtwitter
Italian Epic Metal (pt. IV)
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 17 Ottobre 2011 09:00
Italian Epic Metal (pt. IV)Quarta e ultima puntata di questo articolo dedicato all'Epic Metal italiano: dopo aver trattato 30 anni di storia del genere, arriviamo infine a questi ultimi anni. L'Epic è un genere oramai condannato a lasciare la scena? Vi presentiamo le nuove formazioni che continueranno a portare alto il nome dell'Epic Metal italiano. Inoltre, a conclusione di questa serie di articoli, i "falsi miti" della nostra scena e la discografia consigliata.

Anni 2010: l'inizio di una nuova era

I presupposti per un continuo della scena epica italiana ad oggi ci sono ancora tutti: dei tanti nomi citati fino ad ora nei tre precedenti capitoli, sono pochi quelli che hanno abbandonato la scena, facendo sperare nel prossimo decennio a un continuo susseguirsi di lavori di un certo valore. Negli ultimi anni l’underground non è stato certamente a guardare e questo ultimo capitolo, più che raccontarvi delle band effettivamente nate a partire dal 2010, riprende i gruppi che solo con qualche demo all’attivo potrebbero rendersi nomi importanti della scena Epic. Se siete amanti del genere, teneteli sicuramente d’occhio.

Bringer of WarIl nome Bringer of War è solo del 2011, ma il gruppo, sotto il moniker Warbringer, nasce addirittura nel 2003. La band vede purtroppo molti problemi interni di line-up che ne ritardano continuamente l’attività: in 7 anni riescono a pubblicare solo un demo dal titolo 'Warbringer’, un lavoro che però proietta direttamente i nostri fra le realtà Epic Metal più interessanti d’Italia. 'Warbringer’ è difatti un piccolo gioiello, capace di richiamare alla mente atmosfere cupe ma sempre dall’impronta epica, atmosfere se vogliamo vicine ai primi lavori dei Domine e dei DoomSword, dove il potente cantato di Pietro "Lord" Gandolfi (ex-Dark Horizon e Stormblade) e le parti strumentali tutte curate e realizzate da Massimiliano "Pex Steel Lance" Dosi (ex-Helgrind, Eternae e Stormblade) non fanno fatica a creare qualcosa di eccezionale. Per le tematiche basta dare un’occhiata ai titoli dei brani: la saga di Conan viene omaggiata con "Cimmerian Blood", l’albino di Melnibonné con "The Course of the White Wolf", lo scrittore David Gemmell e il suo personaggio Druss con il brano "Rowena". Dopo l’uscita di questo demo, che potremmo quasi considerare un full-length vista la durata, la band vede il raggiungimento di una formazione a quattro che però con gli anni andrà più volte a disfarsi, facendo temere che i Warbringer chiudano definitivamente da un momento all’altro. Nel 2011 si rifanno invece vivi con l’annuncio del cambio di nome in Bringer of War e la presenza nell’album tributo agli Omen 'All Fear the Axeman’, prima registrazione ufficiale da quel demo datato 2008. Speriamo che il gruppo abbia finalmente trovato una solida line-up e possa regalarci quanto prima un degno successore di 'Warbringer’, perché i presupposti per avere un nuovo grande gruppo italiano ci sono tutti.

Aeternal SepriumLe origini degli Aeternal Seprium sono da ricercarsi fin dalla fine degli anni '90 quando, con moniker e formazione differente, iniziano a farsi notare nell’ambiente con composizioni proprie e tributi ai grandi del genere. Con l’ingresso del cantante Stefano Silvestrini lo stile della band cambia, andando ad abbracciare punte più epiche: la band ne rende testimonianza nei due demo 'A Whisper From Shadows...’ (2007) e 'The Divine Breath Of Our Land’ (2010), dove vediamo anche l’ingresso di un secondo chitarrista, Stefano Colombo (già nei Warbringer/Bringer of War, vedi poco sopra). È soprattutto questo secondo lavoro a rendere giustizia a questa valida formazione italiana: il classico Heavy Metal di influenza NWOBHM si unisce a venatura epiche, a tratti quasi oscure nonostante il cantato pulito di Stefano Silvestrini, con tematiche storiche e del nostro paese mai banali. La band è recentemente entrata in studio per la registrazione di quello che sarà il loro album di debutto: viste le buone premesse, gli Aeternal Seprium potrebbero rivelarsi un’altra interessante realtà tutta italiana.

Prodigal SonsGiovanissimo act proveniente da Brescia, i Prodigal Sons sono una delle poche band Epic Metal italiane che possono vantare l’influenza dei migliori Virgin Steele, richiamati principalmente dal cantato di Gabriele Tura, ottimo tanto in studio quanto dal vivo. Il gruppo è attivo fin dal 2005 e, con il perfezionamento della tecnica strumentale e la scelta di un preciso genere musicale da seguire, riescono ad auto-prodursi due demo, di cui il secondo, omonimo e datato 2009, ci presenta un gruppo già capace di differenziarsi dal folto underground. Le tematiche presentate riguardano in questo caso la mitologia, sottolineata da brani come "Zeus the Thundergod" o "The Banquet to the Gods", mentre il genere della band è un misto fra classico Heavy Metal alla Iron Maiden e l’Epic Metal alla Virgin Steele o primi Manowar. Ad accoglierli nel proprio roster è la My Graveyard Productions, la quale si occuperà di pubblicare l’album di debutto atteso per i primi mesi del 2012.

Sons of MadnessNati nel 2004 dalle ceneri dei Metal Slave, i Sons of Madness sono una delle tante giovani realtà che la Sardegna ci sta regalando in questi anni. Con all’attivo due demo, 'The Army of Darkness’ (2007) e 'America’ (2010), il gruppo si è messo in mostra con un Heavy Metal classico dalle influenze epiche d’oltre oceano, ottimamente cantato e dalle belle parti strumentali. Le tematiche affrontate sono in questo caso più vicine alla storia, sia quella geograficamente vicina alla band (il brano "Zericum") sia quella americana ("A New Destiny" e "America", le quali parlano della conquista del Nuovo Mondo da parte dei coloni europei). Un gruppo veramente valido questi Sons of Madness e necessario ora solo di un’etichetta che possa puntare su di loro.



KryuhmAltra formazione interessante sono i Kryuhm, gruppo attivo fin dalla fine degli anni '90 e influenzato principalmente dal classico Heavy Metal, ma in cui le atmosfere epiche dettate dal cantato e dalla chitarra di Daniele "Ozzy" Laurenti si fanno portatrici di una vena alla primi DoomSword. Autori di un solo demo, la band ci regala brani come "The Evolution", "Conan" o "War", lavori che per quanto a tratti ancora acerbi (ma d’altra parte stiamo parlando di un demo registrato nel 2000) potrebbero essere il viatico per una band interessante. Dopo diversi anni di fermo e un cambio di line-up al basso, nel 2009 il gruppo è tornato attivo ed è ora intenzionato alla registrazione di un nuovo lavoro: il tempo ci dirà se i Kryuhm saranno fra i nuovi portabandiera della scena Heavy/Epic italiana.

Hanno recentemente debuttato con un EP da 6 tracce i Bloodshed Walhalla, one-man band nata per opera del poli-strumentista Drakhen. L’intento iniziale era quello di proporsi come cover-band degli immortali Bathory, ma in breve il progetto viene lasciato da parte per mancanza di persone interessate a prendervi parte. Drakhen non getta comunque la spugna, decidendo di fare tutto da sé e formando così nel 2006 i Bloodshed Walhalla, band che si rifà completamente al suono dei Bathory del periodo Epic. Vengono proposti due demo, quindi grazie all’interesse della Fog Foundation viene rilasciato nel dicembre 2010 'Legends of a Viking’, un EP di inediti interessante per quanti hanno adorato i dischi di Quorthon.

La lista dei gruppi non finisce certamente qui: di band più o meno sconosciute negli anni ne sono nate (e morte) a decine, molte senza neppur aver dato ai posteri più di qualche semplice demo. Ricordiamo quindi nomi come i Sacro Ordine dei Cavalieri di Parsifal, i Thunder Roar o ancora i Wotan di Pescara già citati nel secondo capitolo, i Warden, gli Storm, i Warloud, i Guardiani di Frontiera e chissà quanti altri, tutte band che rimangono di appannaggio dei soli veri "maniaci" della nostra scena.

Per concludere completamente il discorso, da segnalare l’album tributo 'All Fear the Axeman’, una raccolta pubblicata nel gennaio 2012 dalla My Graveyard Productions e contenente 15 brani degli Omen riletti da altrettanti gruppi italiani, dai Wotan agli Etrusgrave passando per Darking, Bringer of War, Axevyper e diversi altri. Al momento la raccolta non è ancora stata pubblicata, ma vista la band tributata e i gruppi presenti, difficile pensare che si tratti di un’uscita irrinunciabile per chi per l’Epic Metal ha un debole.


I falsi miti

Ovvero quei gruppi che, rifacendosi a un’iconografia o a tematiche classiche per l’Epic, propongono invece tutt’altro genere. Partiamo dagli anni '80 e in particolare con i Berserks, gruppo di Udine che nel 1982 debutto con un omonimo album. Dal nome alla copertina, dominata da due teschi in tenuta da guerrieri dai toni veramente epici, il gruppo sembra porsi come uno dei capostipiti della nostra scena Epic... almeno fino a quando non si vanno ad ascoltare i brani, che navigano in un classico Heavy Metal, comunque di buona fattura, di chiara ispirazione NWOBHM, con i primi Iron Maiden nel mirino. Simile discorso per i romani Astaroth, soliti presentarsi in tenuta da guerrieri romani durante i loro live (testimoniato anche dalla copertina del loro unico EP del 1985), ma autori di un classico Heavy Metal con spunti "proto-Speed Metal". I Dark Crystal, autori di un album a titolo 'Il Sogno del Guerriero’ su cui campeggia, appunto, la figura di un combattente in armatura non deve lasciare anche in questo caso ingannare: ci troviamo davanti a un personale Hard Rock giocato su tastiere, ben lontano anche dall’Heavy tradizionale. Dei White Skull non penso ci sia bisogno di dire molto, vista l’attività lunga trent’anni che li ha confermati come una delle realtà Heavy/Power Metal di punta della nostra scena: nonostante certi artwork e tematiche affrontate, il gruppo non rientra nel genere qui trattato. Passiamo a nomi più recenti parlando dei Centvrion, gruppo che se fin dagli esordi si rifà come iconografia all’Impero Romano, non propone nulla di epico ma esclusivamente un potentissimo Heavy Metal comunque incentrato come tematiche sulla storia di Roma. Simile discorso per i bolognesi Tarchon Fist, nuovo gruppo di Lvcio Tattini (già fondatore dei Rain) che, a partire dal nome e dagli artwork rappresentanti scene di battaglia, non propone nulla di Epic (su alcune locandine vengono addirittura etichettati come "Viking Metal"...), ma classicissimo Heavy Metal dal grande impatto live. Anche i Barbarians, gruppo già attivo negli anni '90 ma giunto solo nel 2009 al debutto, si presenta con moniker, artwork e foto promozionali in veste da guerrieri, ma, a parte qualche vago accenno, sono più diretti verso un Heavy Metal, con cantato in growl non troppo estremo e influenze a tratti anche Folk. StormBringer, band di Varese con un album all’attivo, traggono in inganno solamente per il moniker, visto che già l’artwork del loro unico lavoro e un distratto ascolto ce li riporta su un Heavy Metal ottantiano. Stesso identico discorso per i Beholder di Milano, che a parte il nome e la copertina del loro debutto 'The Legend Begins’, di Epic non hanno nulla, preferendogli un Power Metal a due voci. Rimanendo in tema "donne alla voce", i Valkija sono un altra band che, non tanto per moniker o tematiche, ma si trova ad un passo dall’Epic Metal, rimanendo comunque un classico Heavy Metal di stampo anni '80. I Northanger, giovane gruppo di Vercelli con un album all’attivo, si presentano con proclami che li legano all’Epic, ma anche in questo caso li riconduciamo direttamente all’Heavy Metal. Infine chiudiamo con gli Asgard ferraresi, il cui moniker non deve trarre in inganno, in quanto autori di un bel lavoro a titolo 'Seal of Madness’ di puro e semplice Speed Metal.
Lunga è ancora la lista se iniziamo a includere anche band di altri generi, dal Power al Folk Metal, che come artwork o iconografia possono far pensare all’Epic ma si rivelano legati, in modo più o meno stretto, a generi differenti e lontani dalla concezione più "primordiale" di Epic Metal: mi limiterò quindi ai nomi di Rhapsody/Rhapsody of Fire, Drakkar, Heimdall, Folkstone, Draugr, Fiaba, Knightlord, SpellBlast, Dragonia, Vexillum, Egart, Furor Gallico, Shardana... tutti nomi che si possono approfondire con una veloce ricerca su Metal-Archives.


< Terza parte (anni 2010) |


I classici intramontabili

Per concludere questo lungo articolo, è immancabile inserire una serie di album consigliati per il pubblico. Per evitare di dover fornire troppi spunti mi sono imposto, oltre che consigliare un numero ristretto di lavori, di non suggerire più di un album per gruppo e in particolare andare su quelli che più rappresentano la concezione di Epic Metal classica (si vedano ad esempio Dark Quarterer e Holy Martyr, autori di diversi bei dischi ma di cui sono stati scelti quelli con influenze più propriamente Epic invece che Progressive per i primi e Heavy per i secondi). È chiaro che chi vuole approfondire maggiormente l’argomento troverà spunti sui migliori album di ciascun gruppo nei precedenti capitoli.

Di seguito l’elenco dei classici, in rigoroso ordine di prima pubblicazione, con le recensioni complete leggibili cliccando sul relativo artwork:

Adramelch - Irae Melanox

Adramelch
Irae Melanox
(1988)

Dark Quarterer - The Etruscan Prophecy

Dark Quarterer
The Etruscan Prophecy
(1989)

Domine - Champion Eternal

Domine
Champion Eternal
(1997)

DoomSword - Resound the Horn

DoomSword
Resound the Horn
(2002)

Wotan - Carmina Barbarica

Wotan
Carmina Barbarica

(2004)

Icy Steel - Icy Steel

Icy Steel
Icy Steel
(2007)

Holy Martyr - Hellenic Warrior Spirit

Holy Martyr
Hellenic Warrior Spirit
(2008)

Martiria - Time of Truth

Martiria
Time of Truth
(2008)

Assedium - Fighting for the Flame

Assedium
Fighting for the Flame

(2008)

Rosae Crucis - Fede Potere Vendetta

Rosae Crucis
Fede Potere Vendetta

(2009)

Etrusgrave - Tophet

Etrusgrave
Tophet

(2010)

 

Download

E’ possibile scaricare l’intero articolo dedicato all’Epic Metal italiano dalla nostra sezione download. Il file è presente in formato pdf, senza immagini, ideale per essere stampato e letto off-line:

Download


Articolo a cura di Gabriele Nunziante

 

Commenti 

 
# Rubrik 2011-10-17 16:29
Sui classici intramontabili sono d'accordo più o meno su tutto tranne per gli Adramelch di cui preferisco il secondo (forse perchè il primo è prodotto davvero troppo male) e vabè, dei doomsword potevi metterne uno a caso che tanto sarebbe andato bene dato che non hanno mai sbagliato un colpo.

Per il resto articolo meraviglioso, i Sons of Madness e i Bringer of War non li conosco (anche se questi ultimi li ho sentiti nominare più volte). Provvedo subito.

Grazie.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Lagartija 2012-02-18 23:55
Trovo che "Irae Melanox" sia un capolavoro assoluto, di suprema bellezza.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna