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Italian Epic Metal (pt. III)
Scritto da Gabriele Nunziante   
Lunedì 10 Ottobre 2011 09:00
Italian Epic Metal (pt. III)Terza puntata per questo lunghissimo articolo sull'Epic Metal italiano, incentrato questa volta sul primo decennio del XXI secolo. L'arrivo del nuovo millennio e il rinnovato interesse nei confronti dei generi più classici dell'Heavy Metal non poteva lasciare indifferente la scena Epic italiana: dagli Assedium agli Etrusgrave, passando per Gjallarhorn, Battle Ram e tanti altri, vi racconteremo del decennio più prolifico del genere.

Anni 2000: la rinascita della fenice

Con il rinnovato interesse nei confronti delle sonorità più classiche dell'Heavy Metal, è indiscutibile che anche l'Epic nel nuovo millennio abbia attirato molto l'attenzione degli ascoltatori, tanto nella scena internazionale quanto in Italia. Non è un caso infatti se praticamente la quasi totalità dei gruppi citati nei precedenti capitoli sugli anni '80 e '90 arriveranno a pubblicare la maggior parte dei proprio dischi o addirittura il debutto solamente nel nuovo millennio. Al fianco di questi padri fondatori della scena Epic vanno comunque ad aggiungersi una serie di formazioni tutt'altro che secondarie: nomi come Battle Ram, Assedium, Etrusgrave, Gjallarhorn e altri saranno pronti ad aggiungere importanti capitoli per la nostra scena epica, rendendola una delle più attive in Europa seppur quasi sempre relegata a un culto underground. Diamo ora spazio a quest'ultima tornata di nomi.

Si presentano con nomi vichinghi e un'iconografia che rimanda direttamente ai Bathory del periodo Epic, ma dietro ai Gjallarhorn si celano già alcuni volti noti della scena italiana, a partire da Deathmaster (qui con il nome di Vali, voce e chitarra) e Wrathlord (Grungnir, batteria) dei DoomSword. Completano la formazione per questa nuova realtà italiana nata nel 2003 Fenrir e Nidhoggr (quest'ultimo entrerà nei DoomSword nel gennaio 2011) rispettivamente alle tastiere e al basso, per una band che è completamente votata al sound di Quorthon nell'era viking di 'Hammerheart', 'Twilight of the Gods' e successivi a 'Blood on Ice'. I temi stessi ripercorrono quelli della mitologia norrena, rappresentata nel loro debutto 'Nordheim' da sei brani che ci raccontano del Ragnarok (trilogia centrale dell'album), delle conquiste vichinghe ("200 Years of Fury") e della progressiva scomparsa del popolo vichingo con il conseguente abbandono degli Dei ("The Day Odin Stood Still"). Un album che farà la felicità degli appassionati di queste tematiche e del sound epico più evocativo dettato tanto dal cantato di Deathmaster - diverso da quanto proposto da Quorthon ma altrettanto profondo - quanto dagli inserti di tastiere indispensabili per ricreare certe atmosfere. Dopo l'uscita di 'Nordheim' del gruppo non si sentirà parlare molto, sebbene dopo la pubblicazione dell'ultimo lavoro dei DoomSword Deathmaster abbia già annunciato che i Gjallarhorn sono al lavoro sul secondo album. Non resterà che aspettare quindi un album quasi certamente sulle stesse tematiche e sonorità.

AssediumAssedium: un nome che è già leggenda nell'underground italiano. Autori in cinque anni di attività di due soli album, il gruppo guidato da Luca "Fils" Cicero si è ritagliato un posto d'onore nella scena Epic italiana, mettendo a segno due album ispirati ai grandi del genere, dai Manilla Road agli Omen passando per Cirith Ungol, Steel Assassin e primi Manowar. Dopo un demo nel 2005, anno successivo alla loro formazione, debuttano nel 2006 con 'Rise of the Warlords', album ancora acerbo e in cui la giovane età del combo si fa sentire, tanto nella struttura delle canzoni, ancora troppo semplici per il genere, quanto nell'esecuzione non sempre priva di sbavature. La band mette comunque in chiaro la propria fedeltà al genere e il supporto dell'underground non si fa attendere, tanto che i nostri si assicurano la partecipazione a diversi festival, fra cui ricordiamo la prima edizione del Play It Loud!. A due anni dal debutto il gruppo ritorna in grande spolvero con 'Fighting for the Flame', un album che si pone come uno dei veri gioielli dell'Epic Metal italiano. Il gruppo in appena due anni è cresciuto tantissimo e brani come "Winter is Coming", "Romanitas" o "Desecretion" ci mostrano una band che oramai non ha più limiti, sempre legata all'Epic americano (con qualche influenza anche più Heavy) in cui vicende storiche si uniscono ai lavori di R.R. Martin, Howard, Walter Scott, Lovecraft e Robert Graves. Purtroppo 'Fighting...' sarà il capitolo conclusivo per questa promettente band: a causa di problemi interni la band deciderà di lasciare tutto e, con un concerto conclusivo nel marzo 2009, i cinque componenti riporranno in un cassetto il nome Assedium. Ritroveremo successivamente Luca "Fils" Cicero e Guido Tiberi negli Axevyper, nuovo gruppo che pur con qualche velata influenza Epic si rivolgerà con maggiore attenzione verso il tradizionale Heavy Metal anni '80, mettendo a segno un album omonimo nel 2010 e un altro nel 2012, inframezzati da un EP cantato completamente in italiano.

Ad aumentare il culto degli Assedium, certe voci che danno membri del gruppo far parte anche degli "americani" Hyborian Steel, band che si rifà pesantemente all'Epic Metal incontaminato. Il loro debutto e unico lavoro, 'An Age Undreamt of...', si rivela un platter molto debitore dei grandi del genere, ma splendido per gli appassionati, che troveranno nei solchi polverosi autentici episodi di Epic Metal. Attesi per il Play It Loud! del settembre 2010 in quella che sarebbe stata la loro prima e unica data italiana, saltata così come tutto il festival, l'aurea di leggenda intorno al gruppo rimane tutt'ora, gruppo che pare essere proprio in questo periodo al lavoro sul nuovo capitolo in studio...

EtrusgravePer riascoltare la chitarra di Fulberto Serena, storico primo chitarrista dei Dark Quarterer (vedi parte I di questo articolo) occorre attendere quasi 15 anni, quando a sorpresa si ripresenta con il suo nuovo gruppo: gli Etrusgrave. Trovati al suo fianco l'esperto Luigi Paoletti (basso) e i giovani Tiziano Sbaragli (voce) e Francesco Taddei (batteria) - nella prima fase della band troveremo anche Carlo Funaioli, primo batterista dei Domine - il gruppo si presenta riprendendo l'eredità dei primi Dark Quarterer: l'epic-progressive del gruppo di Piombino viene riletto in una chiave più oscura e più epica, proprio come i primi due album della band madre. Il debutto arriva, dopo due demo, nel 2008 e 'Masters of Fate' si rivela un ottimo lavoro che convince delle qualità del gruppo tanto in studio quanto dal vivo. La band partecipa a diversi concerti anche all'estero, mentre già nel 2010 ritornano con il secondo capitolo, 'Tophet', album più complesso ma di livello ancora superiore, anche grazie a una registrazione capace di valorizzare tutto il gruppo. Differenziandosi leggermente dai primi Dark Quarterer, i testi degli Etrusgrave traggono ispirazione principalmente da vicende storiche, passando dagli etruschi ai fenici, normanni e sassoni, spesso rappresentanti scene di combattimento o relative ai guerrieri stessi. Una band in continua ascesa, capace dopo vent'anni di occupare il posto progressivamente lasciato vuoto da parte della "band madre" per quanto riguarda certe sonorità, e che proprio nelle influenze classiche del chitarrista riesce a porsi come unica all'interno del nostro panorama: caldamente consigliata l'ultima pubblicazione, ma per chi ancora si esalta sui primi lavori dei Dark Quarterer anche il primo album degli Etrusgrave è un capitolo essenziale.

Parlando di Epic Metal italiano è impossibile non nominare i Jotenheim, gruppo nato ad Ascoli Piceno nel 2002 e al cui interno troviamo due futuri Battle Ram, ovvero Gianluca Silvi e Arnaldo Rosati. Completano la line-up ufficiale Matteo Isopi (voce), Stefano Sanguini (chitarra) e Giuseppe Bracchi (batteria, sebbene non abbia partecipato ad alcuna registrazione ufficiale). Il loro primo e unico lavoro in studio è l'EP omonimo, pubblicato in versione cd e vinile e racchiudente soli cinque brani, ma dall'alto valore. Le prime tre tracce ci presentano un gruppo devoto all'Epic tradizionale ma guidato dalla "barbarica" voce di Matteo Isopi, segno inconfondibile del gruppo, mentre la quarta traccia è una breve strumentale con chitarra acustica. Chiude la cover del classico "Queen of the Black Coast" degli eroi di Wichita, brano che dimostra tutta la passione del gruppo verso questo genere. Purtroppo dopo questo EP della band non si sentirà più parlare, tant'è che tutte le speranze di avere un seguito sono andate perdute e riposte solamente nei Battle Ram. Nel frattempo, meglio fare proprio l'EP prima che diventi merce rara: consigliata sicuramente l'edizione in vinile splatter, ma anche il digipak ha i suo pregi.

Battle RamCome già anticipato nei Jotenheim, i Battle Ram sono la seconda formazione proveniente da Ascoli Piceno dedita a un classicissimo Epic Metal ispirato dai grandi nomi americani, a cui si aggiunge una solida componente heavy in chiave NWOBHM. La formazione della band si ha nei primi anni del nuovo millennio intorno alla figura di Gianluca Silvi, il quale riesce a far debuttare il gruppo nel 2003 con un EP auto-prodotto e ristampato successivamente in vinile dalla Metal Supremacy. Grazie a questa uscita la band si ritaglia un posto importante nell'underground italiano ed europeo, tanto che il nome inizia ad essere presente su diverse locandine di festival nazionali e internazionali, dal Tradate 2005 al Keep It True 2008, passando per il Play It Loud del 2007, festival organizzato dalla stessa etichetta che li metterà sotto contratto. Nel 2009 è infatti la volta dell'EP 'Smash the Gates' per la My Graveyard Productions, lavoro professionale che racchiude due canzoni nuove, una versione acustica del loro brano "Dark Command", due live registrati al KIT e infine una cover degli Angel Witch. L'EP sarebbe dovuto essere il viatico per l'album di debutto atteso per i mesi successivi, ma mese dopo mese l'uscita viene rinviata fino a questo 2011 che, secondo le ultime news dalla band, dovrebbe finalmente vederne la pubblicazione. La band al momento vede una formazione composta, oltre che dal già citato Gianluca Silvi (chitarra), da Franco Sgattoni (voce), Davide Natali (chitarra), Arnaldo Rosati (basso) e Pierpaolo Sita (batteria).

Icy SteelNati nei primi anni del nuovo millennio, i sardi Icy Steel sono un'interessante formazione proveniente da quella che è una delle fucine più importanti per la scena heavy italiana, ovvero l'assolata Sardegna, e in particolare Sassari. Guidati dal cantante e chitarrista Stefano Galeano, vero frontman e attorno a cui ruoteranno negli anni le varie line-up, il gruppo si presenta con un primo demo nel 2005. Il lavoro è talmente buono che subito la band attira l'attenzione della tedesca Pure Steel Records, la quale offre ai nostri un contratto per la pubblicazione del debutto. L'omonimo 'Icy Steel' esce così appena due anni dopo, mostrandoci un gruppo devoto a un Heavy Metal classico dalle influenze epiche di Manowar e Omen, in questo caso tutto su tempi non troppo veloci ma che anzi fanno affidamento più alla potenza sonora che altro. Tre anni dopo è già il tempo del secondo lavoro, 'As the Gods Command', platter che ci mostra un gruppo maturato sensibilmente e che da più spazio alla propria passione verso l'Heavy Metal classico, pur non disdegnando quelle influenze epiche dettate principalmente dal cantato evocativo di Stefano Galeano. Purtroppo minati dai continui cambi di line-up, il gruppo continua tutt'oggi la sua esperienza con live principalmente, se non esclusivamente, nel territorio sardo, un peccato visto che gli Icy Steel sono una realtà molto valida e che, se solo avesse alle spalle maggiore spinta, potrebbe riscuotere interesse all'interno della nostra scena underground.

DarkingNome molto recente quello dei Darking, formatisi nel 2005 ma già all'attivo con un album di tutto rispetto. Guidati da Agostino Carpo, storico primo chitarrista dei Domine (vedi parte I di questo articolo), il gruppo si fa portavoce proprio del primo sound del gruppo dei fratelli Paoli: un classicissimo Heavy Metal con influenze epiche, dettate in questo caso tanto dalla chitarra di Agostino quanto dal cantato di Mirko Miliani. Diverse però le tematiche, slegate completamente dall'Epic tradizionale e dalle vicende dell'albino di Melniboné, quanto piuttosto vicine alla vita quotidiana e a momenti e personaggi storici (dai Templari a Nostradamus). Dopo un demo datato 2009, il gruppo debutta con 'Sons of Steel' l'anno successivo, ricevendo buoni consensi dal pubblico e dalla critica. Ottimi anche in sede live, dove con il tempo si stanno guadagnando un buon seguito, i Darking sono già al lavoro sul nuovo album, in cui non mancherà una sorpresa proprio per gli appassionati del primo periodo dei Domine.


SpartacusOramai in coda a questo capitolo, parliamo di due promesse sfumate dell'Epic italiano. Iniziamo con gli Spartacus, uno dei rarissimi gruppi provenienti da Siena dedito a un Epic Metal sulla scia di Manilla Road, Manowar e in generale tutta la scena americana. Guidati dal bassista Carlo Castellani, il gruppo vede un punto di svolta nel 2007 con l'entrata in formazione di Federico Rocchi alla chitarra e Edoardo Natalini alla batteria, con cui vengono incisi in tutto tre demo: 'Spartacus' (2008), 'Ancient Dinasty' (2008) e il conclusivo 'Obscure and Savage' (2009), praticamente pubblicato ad un mese dallo scioglimento della band che, con l'uscita di Natalini, cessa di esistere. Seppur ancora molto grezzi nel sound, gli Spartacus potevano essere una bella realtà italiana necessaria solo di un debutto registrato professionalmente. E in effetti, sebbene la band si sia sciolta, non tarderemo a ritrovare i nostri con stessa identica formazione dietro la nascita dei Focus Indulgens, gruppo che con l'album 'The Past' pubblicato nel 2010 ha segnato uno dei momenti più interessanti dell'underground italiano. In questo caso, pur non abbandonando certe sonorità a là Manilla Road, la band è più rivolta a un discorso doom metal con influenze progressive anni '70, tutto riletto in chiave altamente personale: un ascolto al loro debutto è sicuramente consigliato se siete amanti delle sonorità più "particolari".

AtreidesAltra promessa sfumata sono gli Atreides, formazione di Cuneo attiva dal 2004 al 2010 che ha regalato all'underground italiano due demo, '2k6' e 'Vendetta', oltre che un particolare split con gli Animae Vector cantato in esperanto. Fin dal nome del gruppo è possibile capire l'ispirazione principale per le tematiche affrontate dai nostri, ovvero il ciclo di Dune di Frank Herbert, omaggiato da brani che fondono l'Heavy Metal ottantiano con una vena più epica dettata tanto dalle chitarre quanto dal cantato enfatico di Davide Di Meo. La band si toglierà nella sua carriera alcune soddisfazioni facendo di spalla a diversi gruppi e vincendo un concorso per la partecipazione all'Italian Gods of Metal del marzo 2010 ma, dopo l'uscita del cantante e con già diversi brani pronti per un nuovo lavoro, il gruppo deciderà di comune accordo di sciogliersi lasciando ai posteri quei tre soli lavori.


Per concludere una band che, pur non essendo italiana, ha visto al suo interno uno dei migliori cantanti usciti dalla nostra madre patria. Stiamo parlando di Marco Concorreggi e dei greci Battleroar, un gruppo che è riuscito a ritagliarsi un posto d'onore nella nuova scena Epic mediterranea. Nati a inizio del nuovo millennio, il gruppo si fa conoscere con un paio demo, ma è solo nel 2002, con un cambio di line-up che porta all'ingresso proprio di Concorreggi, che la band è pronta a debuttare. Nei sette anni successivi la band ellenica pubblica così tre album in studio, 'Battleroar' (2003), 'Age of Chaos' (2005) e 'To Death and Beyond' (2008), ricevendo larghi consensi e suonando in molti festival (dal Keep It True all'Headbangers Open Air, oltre che alla prima edizione del nostro Play It Loud!). BattleroarGli album del gruppo confermano effettivamente una band più che valida, potendo contare anche sull'esperienza accumulata negli anni da parte dei vari componenti, capaci di regalarci brani indimenticabili e in tutto e per tutto epici. Purtroppo la magia si interrompe bruscamente nel 2009, quando prima il chitarrista e fondatore Manolis Karazeris, quindi Marco Concorreggi abbandonano la band. I Battleroar sono comunque tutt'ora attivi e l'ultima notizia che si ha è l'ingresso in formazione, nel ruolo di cantante, di un'altra figura della nostra scena italiana: si tratta di Gabriele "Nightcomer" Grilli, storico primo cantante dei DoomSword nel loro album di debutto. Il tempo ci dirà cosa i Battleroar saranno ora capaci di fare. Nel frattempo è da segnalare che Concorreggi e Karazeris hanno già dato vita a un nuovo progetto, i Dexter Ward, gruppo che pur non ricalcando l'Epic battagliero dei Battleroar potrà soddisfare gli appassionati dell'Heavy Metal americano anni '80. Autori di un EP nel 2010, è atteso ora il loro album di debutto, di cui al momento si conosce già il titolo: 'Blackout in LA'.
 

Nella prossima puntata...

L'Epic Metal è un genere oramai condannato a lasciare la scena? Italian Metal vi presenta le nuove formazioni che continueranno a portare alto il nome dell'Epic Metal italiano. Inoltre, a conclusione di questa serie di articoli, i "falsi storici" della nostra scena e la discografia consigliata.


< Seconda parte (anni '90) | Quarta parte (anni 2010) >


 

Commenti 

 
# Rubrik 2011-10-10 17:37
Io spero tanto che questo genere (a mio parere fin troppo snobbato) non scompaia completamente...in Italia possiamo vantare una sfilza di band incredibili.

Articolo bellissimo.
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# Guido - Axevyper 2011-10-12 03:08
tanti bei ricordi di questo periodo, anche se per noi l'avventura non finì proprio nel migliore dei modi sono ancora estremamente felice di aver fatto parte di questo piccolo fenomeno.

Una precisazione: agli albori dei Jotenheim Gianluca Silvi suonava già nei Battle Ram (Arnaldo ancora no), anzi se ricordo bene il primissimo chitarrista dei Jotenheim era Davide, anche lui nei Battle Ram! Non siamo in molti ad aver visto i Jotenheim dal vivo purtroppo ma erano semplicemente clamorosi!
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# Gabriele 2011-10-12 08:20
Citazione Guido - Axevyper:
Una precisazione: agli albori dei Jotenheim Gianluca Silvi suonava già nei Battle Ram [..]

Giusto, non si capisce bene quella parte, con "futuri Battle Ram" intendevo che avrebbero continuato la loro attività con questa band. Gli anni di fondazione sono quasi gli stessi, 2001 per i Battle Ram e 2002 per i Jotenheim, quindi sì, Gianluca già aveva la sua band (e visto che ci siamo, segnaliamo anche che ha suonato negli anni con diversi altri gruppi, per rimanere in campo Epic citiamo giusto i DoomSword, a cui presterà per i live la sua chitarra diverse volte, e proprio in occasione del prossimo Hammer of Doom, unica data del 2011 per i DoomSword, ci sarà lui insieme a Sacred Heart). Di Davide Natali non lo sapevo, grazie per la segnalazione.

Comunque, oltre a questa giusta precisazione, ci tenevo a segnalare che proprio il prossimo 22 ottobre i Jotenheim terranno una data live, la prima in 6 anni, evento più unico che raro. In loro compagnia Gunfire, Battle Ram, Baphomet's Blood e Scala Mercalli, trovate tutte le info nella sezione eventi. Chi è in zona Ascoli Piceno non se li perdi... Peccato sia proprio il giorno del Made in Hell.
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# Eugenio Giordano 2011-10-12 10:05
complimenti per l'articolo, ma prima che esca la 4a parte mi permetto di citare alcuni nomi davvero notevoli del nostro Epic Metal nazionale che magari ci saranno nella puntata finale:

Emblema, Warbringer, Thunder Axe, Barbarians, Sons Of Madness, Prodigal Sons, Sacro Ordine dei Cavalieri di Parsifal, Scream, Thunder Roar, Vexillum, Shardana, Egart, Guardiani di Frontiera, Knightlord, Warloud e ce ne sarebbero altri.... ma la memoriaè quella che è, li dovrei cercare

complimenti comunque per questo articolo, Eugenio Giordano
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# Gabriele 2011-10-12 13:56
Buona parte saranno trattati (o almeno citati) proprio nell'ultimo capitolo, insieme a qualche altro nome che hai dimenticato ma che sicuramente conoscerai. Non aggiungo altro, tanto uscirà a breve. Grazie comunque dell'intervento Eugenio.
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# Rubrik 2011-10-13 13:51
MIODDIO!!!! Chi sono i Sacro Ordine dei Cavalieri di Parsifal?????? Devo ascoltarli subito!
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# Rubrik 2011-10-13 14:01
Comunque aggiungo che volevo ringraziarti Gabriele, io sono il chitarrista dei Prodigal Sons e ultimamente ero abbastanza sconfortato dalla scena Epic Metal. Ma questi 3 articoli non so come mi hanno fatto tornare una grande passione e la voglia di scoprire tutti gli altri gruppi che come noi stanno cercando di emergere. Mi ci voleva proprio!!!
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# Gabriele 2011-10-13 18:41
Ti ringrazio io Rubrik, mi fa piacere che sia servito a qualcosa questo lunghissimo articolo, e che magari serva anche a qualcun altro per scoprire cosa abbiamo nella nostra penisola. Abbiamo una scena sconfinata in Italia e quella Epic non fa eccezioni, sfido a trovare un'altra nazione che abbia, in questo campo, una serie di gruppi come la nostra, tanto per numeri quanto per qualità.

Il ringraziamento quindi è anche da girare proprio alle tante nostre band, dai Prodigal Sons ai Dark Quarterer passando per tutte le band citate o meno in questo articolo, per quanto hanno fatto e per quanto stanno ancora facendo. Vediamo di non farla morire del tutto ora...
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# Rubrik 2011-10-14 00:16
Concordo...in Italia abbiamo IL MEGLIO della scena. Solo che sembra che nessuno se ne accorga.
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# Gandaffo 2011-10-14 16:18
Bellissima la scena epic italiana...secondo me è una delle migliori peccato che non sia supportata in maniera adeguata. Guarda come è stato sottovalutato un album incredibile come il secondo degli Assedium. Se soltanto fosse uscito dalla Germania un prodotto in quel modo...va bè
Complimenti a Gabriele per gli articoli.
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# Darking 2011-10-16 15:37
Grazie della bella recensione e grazie a tutti gli appassionati che seguono il Metal e che lo supportano.
Mirko
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