| Acciaio Italiano Festival |
| Scritto da Gabriele Nunziante |
| Venerdì 13 Maggio 2011 09:00 |
Il 21 maggio il metal italiano torna in primo piano grazie all'Acciaio Italiano Festival. Realizzato dalla collaborazione fra Jolly Roger Records e Bologna Rock City, questo nuovo festival poterà in quel di Marmirolo (provincia di Mantova) sei valide realtà della nostra scena: a partire dall'epic metal di Rosae Crucis e Holy Martyr, fino all'heavy metal classico di Crying Steel e Tarchon Fist, passando dal thrash tecnico dei Death Mechanism e il power tedesco dei Wyvern, il tutto all'insegna di una scena che proprio nulla ha da invidiare all'estero. Italian Metal vi regala un articolo di presentazione delle sei band per conoscerle e (ri)scoprirle in attesa del festival.Nati addirittura nel 1997 con il moniker O.D.O. (acronimo di Odio Distruzione Orrore), i veronesi Death Mechanism vedono le origini come una one-man band guidata da Alessandro Pozza (voce e chitarra). Dopo una serie di demo e il ritorno di Rambo, ex-batterista degli O.D.O., la band inizia nel 2004 a proporsi dal vivo. Il genere fin dagli esordi è un violento thrash metal tecnico sulla falsa riga di Kreator, Sodom, Coroner e così via, reso eccellente dal grande bagaglio tecnico dei componenti della band. Nel 2006 si ha la pubblicazione dell'album di debutto 'Human Error .. Global Terror', auto-prodotto in cd e ristampato una prima volta nel 2008, il quale ci mostra il nuovo ingresso dietro la batteria dell'ottimo Manuele "Manu" Collato. I Death Mechanism continuano la propria opera di distruzione con uno split album in compagnia dei Warmonger, quindi un promo nel 2008 che li riporta all'attenzione del pubblico. È nel 2009 però che il gruppo esce definitivamente allo scoperto: prima di tutto Manu viene notato niente di meno che dai redivivi Bulldozer, i quali decidono di ingaggiarlo nel ruolo vacante di batterista, quindi la Jolly Roger Records decide di ristampare il loro album di debutto e il successivo promo in una raccolta a titolo 'Mass Slavery', pubblicata nei formati CD e vinile nel corso del 2010. Con questo ulteriore slancio e l'occasione sia di riprendere una vasta attività live, sia di fare da spalla a mostri sacri come i Bulldozer (oltre a Pozza anche il nuovo bassista, Simone, verrà ingaggiato per i live), gli odierni Death Mechanism sono pronti a tornare con prepotenza sulla scena italiana. Negli ultimi mesi il gruppo ha annunciato di essere già al lavoro sul successore di 'Mass Slavery', mentre bisogna registrare purtroppo la fuoriuscita di Simone. Al suo posto il nuovo Pedro (già nei Sight con Pozza per diversi anni), mentre nei Bulldozer sarà lo stesso Pozza a prendere il posto vacante di bassista. Album consigliato: 'Mass Slavery' (2010 - Jolly Roger Records) - Ultimo album: 'Mass Slavery' (2010 - Jolly Roger Records) Sito ufficiale: www.deathmechanism.altervista.org - MySpace ufficiale: www.myspace.com/deathmechanism Death Mechanism su Italian Metal Enciclopedia: www.italianmetal.it/enciclopedia/bands/349
I Tarchon Fist muovono nuovamente la propria legione, pronti a prendere possesso anche in quel di Mantova e a smuovere il pubblico a colpi di heavy metal sincero e altamente adrenalinico. E' infatti dal vivo che il gruppo sa esprimere da sempre il meglio di sé, consegnando prove soddisfacenti che li hanno fatti conoscere in appena quattro anni in tutta Italia. La formazione del gruppo è infatti avvenuta appena nel 2006, quando Lvcio Tattini, reduce dall'esperienza ultra ventennale con i Rain, parte con questo nuovo progetto. Accompagnato da una formazione che vede Luigi "J.J. Sange" Sangermano alla voce, Federico "Heavy Rico" Mengoli alla chitarra, Marco "Lo Spezz" Pazzini al basso e Andrea "Animal" Bernabeo alla batteria, il gruppo consegna già nel 2008 la prima release ufficiale, l'omonimo 'Tarchon Fist'. Il pubblico accoglie molto bene l'uscita, tanto che la band gira l'Italia senza sosta promuovendo l'album praticamente ovunque. Ma nel frattempo il gruppo non rimane certo con le mani in mano: nella seconda metà del 2009 viene infatti pubblicato già il secondo album, 'Fighters', lavoro ancora più solido e maturo del precedente, una colata lavica di Heavy Metal dall'inizio alla fine. Nel frattempo il gruppo ha anche registrato un DVD, a titolo 'We are the Legion' e pubblicato nel giugno del 2010, che segnerà una volta per tutte l'attività dal vivo del gruppo. Purtroppo nel gennaio 2010 viene annunciata l'uscita dalla band, per impegni personali, del cantante Luigi Sangermano: iniziano così le ricerche del nuovo vocalist, fino alla scelta nel settembre dello stesso anno per il nuovo Mirco "Ramon" Ramondo. Con il nuovo cantante viene rilasciato un nuovo promo da due pezzi, "Play it Loud" e "Stole a Kiss to the Devil", che mostrano un gruppo capace di continuare su territori ancora più heavy. Nei primi mesi del 2011 la band si separa anche dal chitarrista Federico "Heavy Rico" Mengoli, subito sostituito da Sergio Rizzo (già nei Berserker e nei Nasty Tendency), con cui la band sta continuando a portare in giro per l'Italia la propria musica ed è al lavoro sul terzo album in studio. Album consigliato: 'Fighters' (2009 - My Graveyard Productions) - Ultimo album: 'We are the Legion' (DVD - 2010 - My Graveyard Productions) Sito ufficiale: www.tarchonfist.com - MySpace ufficiale: www.myspace.com/tarchonfist Tarchon Fist su Italian Metal Enciclopedia: www.italianmetal.it/enciclopedia/bands/217
Le solide radici dei sardi Holy Martyr nascono nel 1994 e, con una serie di demo ed EP (se ne contano almeno sei in sette anni), raggiungo il traguardo del primo full-length solamente nel 2007 grazie alla Dragonheart Records. 'Still at War', questo il titolo del primo parto in studio per il gruppo composto da Alessandro "Alex" Mereu (voce), Ivano Spiga (chitarra), Eros Melis (chitarra), Roberto Frau (basso) e Daniele Ferru (batteria), ci mostra una solida band influenzata sì dalla scena inglese degli anni '80, ma con un chiaro richiamo alla scena epica, tanto quella americana (Omen, Manilla Road, Manowar) quanto quella europea (Wotan, DoomSword, BattleRoar, primi Domine). L'interesse per il gruppo da parte dell'underground, invero già presente fin dagli ultimi demo pubblicati (basti pensare alla chiamata per esibirsi al Keep It True del 2004), cresce a dismisura tanto in Italia quanto soprattutto all'estero. Basta attendere l'anno successivo, il 2008, quando la band torna con un nuovo lavoro, 'Hellenic Warrior Spirit', dedicato questa volta non ai soldati romani ma a quelli dell'antica Grecia. Gli Holy Martyr si riconfermano con questo lavoro come uno degli act più convincenti della scena epic italiana. Seguono tanti concerti e partecipazioni a festival fino ad arrivare a questo 2011, quando la band annuncia di aver iniziato e concluso le registrazioni del nuovo album. 'Invincible' verrà pubblicato il 23 maggio nuovamente dalla Dragonheart Records e, pur non essendo un concept album, sarà completamente incentrato sul Giappone e sulla figura dei samurai, in particolare sulla filmografia di Akira Kurosawa. In occasione dell'Acciaio Italiano Festival verrà inoltre presentata la ristampa in versione vinile del loro 'Hellenic Warrior Spirit' ad opera della Jolly Roger Records. Album consigliato: 'Hellenic Warrior Spirit' (2008 - Dragonheart Records) - Ultimo album: 'Invincible' (2011 - Dragonheart Records) Sito ufficiale: www.holy-martyr.com - MySpace ufficiale: www.myspace.com/hmartyr Holy Martyr su Italian Metal Enciclopedia: www.italianmetal.it/enciclopedia/bands/276
I Rosae Crucis nascono nei primi anni '90 e iniziano a farsi notare già con i primissimi demo, 'Il Re del Mondo' (1993) e 'Fede Potere Vendetta' (1998), due lavori che per quanto acerbi e registrati con mezzi non proprio professionali permettono alla giovane band capitolina di assicurarsi un posto di rilievo all'interno dell'underground italiano. Portatori fieri del cantato in lingua madre, i nostri propongono un classico heavy metal dalle forti influenze epiche, i cui testi ispirati ora dai temi prettamente sociali ('Il Re del Mondo'), ora a racconti di fantasia di stampo epico ('Fede Potere Vendetta' e successivi), permettono al gruppo di costruirsi una propria identità. Seguono cambi di line-up che, dopo due ulteriori demo a cavallo del nuovo millennio, portano i soli Andrea "Kiraya" Magini (chitarra) e Giuseppe "Ciape" Cialone (voce) della formazione originale a comporre 'Worms of the Earth', l'atteso album di debutto uscito nel 2003 per la Scarlet Records. L'album, una fedele trasposizione dell'omonimo romanzo di Robert Howard, vede molte novità, a partire dalla line-up ma anche del cantato, passato completamente all'inglese, fattore che dividerà la schiera dei fan fra sostenitori e detrattori. Dopo la pubblicazione di questo lavoro, dei Rosae Crucis inizia a parlarsene sempre di meno, fino a quando nel 2008 la neo-nata Jolly Roger Records, alla sua seconda pubblicazione, ripropone una versione completamente ri-registrata de 'Il Re del Mondo' con l'attuale formazione del gruppo, composta oltre che dagli storici Kiraya e Ciape da Tiziano Marcozzi (chitarra), Daniele Cerqua (basso) e Piero Arioni (batteria). L'interesse per la band si riaccende nell'underground e permette alla band romana di potersi esibire in tanti concerti, dal sud al nord Italia. Segue nel 2009 la riproposizione anche del secondo demo, 'Fede Potere Vendetta', mentre l'anno successivo, a grande richiesta, una nuova edizione di quest'ultimo completamente cantata in inglese, nuovamente pubblicata dall'etichetta modenese. Con la presenza come special guest di Chris Boltendahl dei tedeschi Grave Digger, è un nuovo centro per il gruppo, che regala anche ai fan un EP in vinile a titolo 'Venarium' e contenente sul primo lato il trittico dedicato a Conan. Nell'ultimo periodo la band ha partecipato al tributo ai Metalucifer con il brano "Heavy Metal Samurai" (in passato il gruppo aveva già omaggiato Manowar, Cirith Ungol e Manilla Road in tre album tributo) e si è detta già al lavoro sul nuovo album in studio. Dalle prime indiscrezioni dovremo aspettarci un concept album cantato in italiano e riguardante la massoneria. Nell'attesa di poter ascoltare questo nuovo full-length, potremo ancora una volta vedere dal vivo una band che sul palco ha pochi rivali per tecnica, impatto sonoro e coinvolgimento del pubblico. Album consigliato: 'Il Re del Mondo' (2008 - Jolly Roger Records) - Ultimo album: 'Fede Potere Vendetta - Overlord Edition' (2010 - Jolly Roger Records) Sito ufficiale: www.rosaecrucis.it - MySpace ufficiale: www.myspace.com/rosaecrucisband Rosae Crucis su Italian Metal Enciclopedia: www.italianmetal.it/enciclopedia/bands/204
Oltre 25 anni di attività per la leggenda parmense che risponde al nome di Wyvern: nati nel 1985 dall'incontro di Fausto Tinello (basso), Giovanni Cripotos (chitarra) e Fabrizio Bernardi (batteria), il gruppo si presenta un paio d'anni dopo con due demo, l'omonimo 'Wyvern' e 'Back to the Ancient Rage', che ci mostrano un gruppo partito dall'influenza della NWOBHM e arrivato a sposare il power tedesco degli Helloween. Con una rinnovata line-up che vede al fianco di Tinello e Bernardi i nuovi Fabio Bonaccorsi (voce), Giorgio Comella (chitarra) e Sandro Belledi (chitarra), nel 1990 avviene il tanto aspettato debutto con 'The Red Flame of Pain': nell'album si mettono in mostra le grandissime prodezze dei due chitarristi, spesso lanciati in lunghissimi assoli, nonché ulteriormente rimarcata l'influenza delle zucche tedesche. Segue l'immancabile attività live ma dei Wyvern, nonostante la pubblicazione di una serie di demo e la partecipazione ad alcune compilation (quella di debutto della Underground Symphony e 'Electric Minstrels' della Pick Up Records), si perdono un po' le tracce, nonostante le voci della lavorazione su un nuovo album siano in giro già da tempo. 'Lords of Winter', questo il titolo del secondo lavoro della band, viene registrato fra il 1998 e il 2002 con una line-up che ha perso i due chitarristi e ha guadagnato Simone Ferrari (chitarra e tastiere). Nonostante il tanto impegno, l'album viene lasciato in un cassetto per tanti anni, facendo dimenticare ai più l'esistenza dello stesso. Da segnalare nel frattempo, per i più appassionati, una bella ristampa nel 2002 dei due demo precedenti a 'The Red Flame...', uscita per la greca Unisound Records. La rinascita vera e propria dei Wyvern si ha alla fine del 2009 e si deve principalmente alla Jolly Roger Records, etichetta che nell'anno successivo permette al pubblico di riscoprire la band con la ristampa in CD dell'oramai introvabile 'The Red Flame of Pain'. Nel 2011, spinti anche dal tanto interesse cresciuto intorno al gruppo, è sempre l'etichetta modenese a pubblicare il tanto rinviato 'Lords of Winter', il quale ci mostra una band che ha evoluto ulteriormente la propria proposta. A partire dal power tedesco del debutto, i Wyvern hanno inserito elementi progressive metal e sinfonici fra i propri generi, andando a realizzare un disco molto ambizioso ma che riesce comunque a ricevere buoni risultati da parte degli appassionati. Spinti da queste release, il gruppo si ripresenta dal vivo in occasione del warm up del British Steel Fest a Bologna, mostrando la nuova formazione composta, oltre che dagli storici Bonaccorsi, Tinello e Bernardi, i due giovani chitarristi Simone Manuli (anche alle tastiere) e Nicola Denti. L'Acciaio Italiano Festival sarà l'occasione più importante per il gruppo parmense di potersi far ascoltare dallo zoccolo duro che in oltre 25 anni li ha supportati: vietato perdere la loro esibizione, spazio in cui gli attuali Wyvern hanno già dato modo di mostrare di eccellere. Album consigliato: 'The Red Flame of Pain' (1990 - Veronica Label) - Ultimo album: 'Lords of Winter' (2010 - Jolly Roger Records) Sito ufficiale: www.wyvern.it - MySpace ufficiale: www.myspace.com/wyvernpowerspeed Wyvern su Italian Metal Enciclopedia: www.italianmetal.it/enciclopedia/bands/190
Nati nel 1982 a Bologna, i Crying Steel sono uno dei gruppi di punta della scena italiana anni '80: più di una volta additati come la risposta italiana ai Judas Priest, il five piece ebbe fin dai demo degli esordi ottimi riscontri di pubblico e di critica, che individuarono nel cantante Luca Bonzagni, uno dei più caratteristici e dotati del periodo, e nel chitarrista solista Alberto Simonini due punte di diamante dell'intera scena italiana. Coadiuvati da Franco Nipoti (chitarra), Angelo Franchini (basso) e Luca Ferri (batteria), si fanno conoscere maggiormente con l'EP omonimo, oggi ricercatissimo, del 1985, contenente al suo interno cinque fra i migliori brani del gruppo, a partire da "Ivory Stage" fino alla sfrenata "Runnin' Like a Wolf". Nel 1987 si ha il primo full-length del gruppo, 'On the Prowl', pubblicato nelle versioni vinile (nero, trasparente e picture), cassetta e non ultimo cd, fatto già di per sé incredibile per il periodo, il tutto per la LM Records. Il disco riceve eccellenti recensioni e il gruppo è veramente pronto a fare il grande salto, grazie anche a brani eccezionali come "Changing Direction", "Fly Away", "No One's Crying" e l'inno "Thundergods". A minare le sorti è però l'abbandono di Bonzagni, che fa perdere il gruppo per strada dopo aver cercato, inutilmente, un degno sostituto (per un breve periodo si troverà dietro al microfono anche una donna per una parentesi pomp rock). Nel 2002 a sorpresa il gruppo si riforma con la line-up storica per il volere di Simonini, già impegnato nel periodo precedente a dar lustro ai suoi passati (da ricordare i Midway con Red Crotalo dei Revenge e lo splendido album solista 'Moon-Twice'), e ora pronto a ritornare in pista anche con la leggenda bolognese che aveva contribuito a formare un ventennio prima. Dopo alcune apparizioni live, nel 2007 si ha anche il ritorno discografico grazie alla My Graveyard Productions, la quale si occupa di pubblicare 'The Steel is Back!'. Il ritorno segna un grandissimo passo per la band, tanto che questo secondo lavoro se la gioca alla grande con il debutto del 1987 per qualità dei brani e impatto sonoro. Purtroppo all'indomani della pubblicazione Simonini decide di abbandonare il gruppo per problemi personali e al suo posto entra nella band una vecchia conoscenza dello stesso chitarrista, ovvero Max Magagni. Con questa rinnovata line-up il gruppo continua prevalentemente la sua attività dal vivo (da ricordare fra le altre cose tantissimi festival, dalla prima edizione del Play It Loud! al Revenge of True Metal Fest 2, passando per il Legends Never Die, l'Hit the Lights! 2007 e il No Posers Fest 2), ma la storia va inesorabilmente a ripetersi: nell'aprile 2009, a seguito di alcuni problemi interni, è nuovamente Bonzagni ad abbandonare il gruppo. Questa volta però la band non si lascia travolgere e, dopo tanti mesi di ricerca, la scelta ricade su Stefano Palmonari, talentuoso vocalist che viene presentato ufficialmente al British Steel Fest del 7 novembre a Bologna. Nel febbraio 2011 si ha la ristampa in vinile dell'ultima fatica del gruppo, presentata in un doppio release party con i concittadini, appena riformatisi, Danger Zone, mentre nel frattempo la band ha già annunciato di essere al lavoro sul terzo capitolo in studio: durante i live è già possibile ascoltare le inedite "Defender", "Whore Machine" e "Beverly Kills". Con l'Acciaio Italiano Festival si riapre una grande serie di concerti per il gruppo bolognese, oggi come vent'anni fa sempre pronto a infuocare i palchi con l'heavy metal più classico e genuino che possa esistere: anche per loro un'esibizione da non perdere per ricordarci cosa è stato capace, e cosa è ancora capace oggi, di tirar fuori l'Italia nel campo prettamente classico. Album consigliato: 'On the Prowl' (1987 - LM Records) - Ultimo album: 'The Steel is Back!' (2007 - My Graveyard Productions) Sito ufficiale: www.cryingsteel.com - MySpace ufficiale: www.myspace.com/cryingsteel Crying Steel su Italian Metal Enciclopedia: www.italianmetal.it/enciclopedia/bands/44
Come raggiungere la locationIl festival si terrà nell'Area Feste di Marmirolo, provincia di Mantova, via G. di Vittorio (dietro supermercato Rossetto, via Buozzi 2). Come raggiungere il posto: dalla Modena Brennero prendere l'uscita Mantova Nord. Seguire per Brescia. Superato il cartello "Marmirolo" girare a destra; allo stop girare a sinistra, 100m e sulla sinistra si apre l'area feste. Ingresso gratuito, inizio concerti ore 19:00 Saranno presenti gli stand di Bologna Rock City, Jolly Roger Records, Classix Metal, oltre agli stand di gastronomia locale e di birre. La manifestazione avverrà anche in caso di maltempo. |













Il 21 maggio il metal italiano torna in primo piano grazie all'Acciaio Italiano Festival. Realizzato dalla collaborazione fra Jolly Roger Records e Bologna Rock City, questo nuovo festival poterà in quel di Marmirolo (provincia di Mantova) sei valide realtà della nostra scena: a partire dall'epic metal di Rosae Crucis e Holy Martyr, fino all'heavy metal classico di Crying Steel e Tarchon Fist, passando dal thrash tecnico dei Death Mechanism e il power tedesco dei Wyvern, il tutto all'insegna di una scena che proprio nulla ha da invidiare all'estero. Italian Metal vi regala un articolo di presentazione delle sei band per conoscerle e (ri)scoprirle in attesa del festival.





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